HAJDUK/ROMA 1-1
Spalato, Stadio
27 novembre 2003
ore 20.45

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Lo stadio di Spalato
Tabellino partita:
HAJDUK-ROMA 1-1 (1-0)
MARCATORI: 34' pt Bule (H), 40' st Cassano (R) 
HAJDUK SPALATO (3-5-2): Runje; Miladin, Rukavina, Neretljak; Blatnjak, Andric (43' st Talevski), Vejic, Racunica, Dolonga; Bule (37' st Carevic), Krpan. In panchina: Sunara, Skocibusic, Racki, Grugurovic, Lavric. All. Vulic
ROMA (3-5-2): Pelizzoli; Zebina, Samuel, Chivu; Mancini, Tommasi (37' st De Rossi), Emerson, Lima, Candela; D'Agostino, Carew (12' st Cassano). In panchina: Curci, Panucci, Dellas, Sartor, Wahab. All. Capello

ARBITRO: Dougal (Scozia)
NOTE: ammoniti Bule, Neretljak, Samuel, Zebina, Tommasi, Miladin. 
Recupero 2' pt, 3' st. Spettatori 35.000 circa (di cui una trentina romanisti) 



2003/04 Coppa UEFA,
                  programma Hajduk/Roma

FOTOTIFO
Ringrazio Torcida on line, Marco e Ultimi Romantici per le foto
Prima della partita




La presentazione della partita



VIDEOTIFO
I video numerati sono in formato MP4

Torce Hajduk
(2349 kb)
Tifosi al seguito
(2345 kb)
I giocatori della Roma esultano 
sotto il settore dopo il gol
(3869 kb)
Video 1
Video 2
Video 3
Video 4
Video 5
Video 6
Video 7
Video 8
Video 9
Video 10
Video 11
Video 12
 
Video 14


FOTOCALCIO





2003/04 Hajduk/Roma programma



VIDEOCALCIO

Il gol di Cassano
(5285 kb)
Capello
(329 kb)
 

RESOCONTO DI ANDREA
Trasferta dal fascino del tutto particolare quella che ci ha visto protagonisti in quel di Spalato. Sicuramente motivo d’orgoglio esserci stati ed aver rappresentato tutto il tifo giallorosso, ma ora voglio cercare di analizzare per bene tutto ciò che è ruotato intorno a questa strana trasferta.

Si, strana perché questa volta oltre ad esserci sentiti, come sempre, corpo estraneo dell’A.S. Roma, abbiamo dovuto lottare anche con continui altri ostacoli di vario genere. Già, la nostra presenza era semplicemente ingombrante e fastidiosa, ed andava evitata. L’Hajduk, tanto per citare un esempio, non ha potuto riservare i nostri posti ai suoi tifosi rimettendoci sia economicamente che sotto un punto di vista  “di calore” all’interno dello stadio; per la polizia croata poi, che ha messo in campo circa 1400 uomini per scortare 30 romanisti dall’aereoporto allo stadio, siamo stati sicuramente più di un problema. E si, eravamo semplicemente scomodi e malvoluti e i problemi, si sa, vanno eliminati… ed allora ecco i soliti paladini della giustizia: la Digos di Roma cerca in tutti i modi di disorganizzare l’organizzato, la stampa smonta la trasferta in tutti i modi definendola semplicemente ad alto rischio e scrivendo sempre e solo (in modo esplicito o no, non conta!) che la Roma e la polizia consigliano di non partire, ed infine chi non ti aspetti in teoria perché dovrebbe curare i tuoi interessi ma se ne frega come sempre: l’A.S. Roma. La società non si è curata assolutamente dei suoi tifosi non facendosi mai inviare i biglietti qui a Roma del settore ospiti tanto che a Spalato siamo stati costretti a pagare 20 euro per un settore che costava  7 onde evitare di andare a cercare i biglietti intorno allo stadio… sempre se esistevano!

Tuttavia mi sento di dire che si, è vero, potremmo elargire migliaia di spiegazioni per giustificare un numero così esiguo in una trasferta così importante, ma ciò non giustifica nulla. 20 tifosi in tribuna e 30 ultras nel settore, per un totale di 50 sostenitori giallorossi in una trasferta così particolare è sintomo che c’è più di qualcosa che non va nell’ambiente giallorosso. Non era sicuramente una trasferta da poter affrontare alla spicciolata, né tantomeno all’inglese come tanti di noi fanno di solito. Qui o si andava con qualche charter o si organizzava a forza un traghetto per il ritorno, costringendo così le autorità locali a crearlo, inventarselo, causa problemi di ordine pubblico per il ritorno (sicuramente impresa ardua).

Clamoroso che si debbano spendere 330 euro con volo di linea (ma il charter, se organizzato, sarebbe potuto costare 230 euro...) in una trasferta che con un traghetto (se ci fosse stato per tornare il giorno dopo e non il sabato) sarebbe potuta costarne circa 100. 

A mio modo di vedere paghiamo in queste trasferte di inefficienza, disorganizzazione e mancanza di comunicazione pulita per chi vorrebbe partire. Sicuramente anche di unità d’intenti.

Partenza da Roma fissate per le ore 18.10, l’aereo è in leggerissimo ritardo ma intorno alle 20.00 siamo in terra croata pronti a partire alla volta dello stadio. Le autorità locali ci riservano un pullman, ci vogliono 20 minuti di viaggio per arrivare in zona stadio. Da svariati km prima del Poljud ad ogni incrocio, ogni 50 metri ci saranno stati almeno 2-3 poliziotti locali. Mano a mano che il pullman si avvicinava nella zona calda, il numero di poliziotti saliva a dismisura a presidiare strade, vicoli, incroci e semafori. Durante il tragitto ci fanno passare all’interno della zona portuale divisa dal resto della città da reti di recinzione e da sbarre presidiate dalla celere. Usciti dalla zona portuale, in questo particolare tour alternativo, ci troviamo praticamente sotto lo stadio e, dopo un rapido giro, ci troviamo nel parcheggio ospiti a noi riservato. Breve corteo, minuziosissima perquisizione e siamo all’interno del nostro settore. L’impatto visivo è spettacolare, la curva di casa si presenta colorata e vivace, come tutto lo stadio d’altronde! Da notare che in quasi tutti gli striscioni dello stadio è presente il nome Torcida, penso che tutti i club dell’Hajduk alla fine facciano riferimento diretto alla Torcida 1950, unico gruppo della curva di casa che presenta in basso uno striscione che recita “Vasa Vira Vas Spas” che dovrebbe dire tipo “che Dio ci benedica”. Da notare l’estremismo cattolico nella città di Spalato dove, se non erro, circa il 90 % della popolazione è di religione cattolica. E li in Croazia, visto il loro passato recente su queste cose non c’è assolutamente da scherzare, la militanza religiosa è molto sentita.

Presenziano la trasferta in terra croata gli AS Roma Ultras, Antichi Valori, Ultimi Romantici, Casta Guerriera, Campo dè Fiori ed uno stendardo del XXI Aprile. In bella mostra anche un A.C.A.B. ROMA…

La partita inizia e la Torcida organizza una coreografia carina, quando canta tutto lo stadio l’atmosfera è sicuramente suggestiva ma, mentre tesso le lodi ad i croati per il loro continuo sventolio di bandieroni stile anni 80, alle loro belle sciarpate compatte ed alle continue torce accese (da paura dopo il loro goal, in un attimo saranno state almeno una 20ina…) devo dire che sotto il punto di vista canoro mi aspettavo meglio. Non che siano andati male ci mancherebbe, ma troppo spesso si sono “sentiti” attimi di silenzio nei quali cercavamo di farci notare noi ed, a giudicare dai fischi, qualcosa si sentiva!

Il magnifico goal di Cassano è una liberazione ed ammutolisce il Poljud; termina la partita e rimaniamo poco più di un’oretta tra stadio e parcheggio ospiti in attesa che la folla defluisse e lo smisurato numero di guardie prendesse presidio intorno allo stadio e lungo il percorso che ci scorterà fuori la città. Gli ultras dall’Hajduk non ci hanno attaccato, ma non possiamo sapere se non ci hanno provato o no ma devo dire che arrivare al contatto, visto l’altissimo numero di polizia croata (ripeto, si parla di circa 1400 agenti in servizio per noi soli 50 tifosi..), era praticamente impossibile. 

Ripartiremo il giorno dopo alle 16, c’è chi passerà la notte in un Night in una cittadina vicino Spalato e chi invece riuscirà anche ad inzuppare fauna del luogo senza pagare ovviamente, perché si sa… il romano piace!

Al prossimo turno.. FORZA GRANDE ROMA!!!


I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA 
(questi ultimi solo se meritano)


RESOCONTO DI GIANLUCA
Ci ritroviamo intorno alle 16:30 all'aeroporto di Fiumicino, dopo  aver effettuato il Check-in ci avviamo verso l'uscita per l'imbarco.Partiamo in 17 alle ore 18:30 con venti minuti di ritardo ed arriviamo a Spalato alle 19:15 circa, si unisce a noi un'altro ragazzo ( già presente sul nostro aereo ma non identificato come romanista!!), fuori ad attenderci c'è un transit della polizia ed un pullman della croatia airlines compagnia di volo con la quale abbiamo viaggiato.Intorno alle 19:35 partiamo per Spalato che dista circa 30KM, pensiamo di trovare intorno allo stadio un'atmosfera per noi molto calda visti i fatti dell'andata e gli episodi del giorno precedente che hanno coinvolto la squadra. Nei pressi dello stadio ci fanno passare dentro una specie di fabbrica con delle vecchie rotaie dei treni abbandonate. Qui e là si vedono tifosi dell' Hajduk che non accennano a nessun tipo di provocazione. Alle 20:04 scendiamo dal pullman sotto lo stadio e dopo averci ACCURATAMENTE perquisiti e spogliati ai cancelli, alle 20:15 entriamo nel settore ospiti sotto i fischi di tutto lo stadio. Nel settore si uniscono a noi altri due ragazzi (da sottolineare grandi malati come noi) giunti  a Spalato con il traghetto.Questi gli striscioni presenti : ASR ULTRAS, ANTICHI VALORI, ULTIMI ROMANTICI, ROMA BELLA M'APPARE, XXI APRILE (attualmente "quelli de 'na volta"),ACAB ROMA,CAMPO DE' FIORI e CASTA GUERRIERA. Lo stadio è una bolgia, gli altoparlanti emettono delle canzoni croate che tutto lo stadio canta. Ad inizio partita nella loro curva appare una scritta "1950" (anno di fondazione della torcida) fatto con bandierine rosso blu su uno sfondo di cartoncini bianchi ed al centro della curva cala un telo raffigurante un volto coperto da un foulard rosso-blu  ed occhiali da sole neri(suppongo il loro simbolo). Durante la partita i loro cori sono possenti solo a sprazzi (sinceramente pensavo meglio). Al goal del vantaggio lo stadio impazzisce (sottolineo che nella loro curva ho visto una bella ammassata), noi cerchiamo di farci sentire quando nello stadio cala il silenzio, anche se in venti era cosa quasi impossibile. Al goal del pareggio loro si ammutoliscono totalmente e noi impazziamo di gioia !!!
Finisce la partita la ROMA è qualificata !!!
Dopo aver atteso una ventina di minuti nel settore ci fanno uscire e ci rechiamo al pullman dove attendiamo altri 30 min. circa prima di partire. A circa 150metri da noi c'era un gruppo di 200 persone in un silenzio sospetto e in un luogo dove non avevano motivo di stare. Dopo alcuni minuti la polizia li fa allontanare (chissà se fossero rimasti.....).
Alle 23:42 partiamo con il pullman scortati da due camionette della polizia, il tragitto è lo stesso dell'andata con la differenza che ogni 10 metri c'era un poliziotto su entrambi i lati della strada, e non esagero se dico che questo per più di 5 KM !!! Tutto fila liscio solamente su una specie di superstrada qualcuno dalle macchine ci fa qualche gestaccio, ma niente più .
Arriviamo verso le 00:40 all'albergo a circa 25 Km da Spalato dove avremmo dovuto passare la notte nell'attesa del rientro a ROMA previsto per il pomeriggio del giorno dopo.
Gianluca .
 
Ottima la condizione atletica, fisica e la reazione in uno stadio apparso subito fin troppo ostile Mancini ha colpito una traversa Colpo di testa di Samuel sul palo 
 dal nostro inviato
MIMMO FERRETTI 
SPALATO - Girare con la scorta, un’auto della Policija davanti al pullman e un’altra dietro, non è assolutamente piacevole. Così come non è propriamente bello non poter fare un giro a piedi sul lungomare di una bellissima città senza beccarti il “Roma, Roma vaff...” intonato in perfetto italiano da spalatini di ogni età in vena di carinerie. 
Una trasferta strana. Carica di tensione, con il tentativo continuo dei padroni di casa di intimidire gli ospiti italiani. Per un giorno e mezzo, chi per piacere o per lavoro è stato al seguito della Roma è stato quasi costretto a mortificare la propria identità. Domanda: perché? Per una partita del secondo turno di coppa Uefa, ecco la risposta. Incredibile. E, soprattutto, triste. 
In tutto, una cinquantina di tifosi della Roma, ieri sera allo stadio Poljud. Compreso un gruppetto di ragazzi della Sud - sistemati in un apposito settore - arrivati allo stadio direttamente dalla capitale quando le due squadre stavano già in campo per il riscaldamento. Un altro gruppo di tifosi, quelli cosidetti vip, ha invece preso posto nella tribuna centrale dello stadio, a pochi metri di distanza dalla tribuna-stampa. 
Vale la pena raccontare che per arrivare al Poljud il pullman dei tifosi vip e quello dei giornalisti sono stati costretti a sfruttare un pittoresco percorso alternativo, con tanto di puntatina nei cantieri navali di Spalato. Una scelta di classe della Policija per evitare che gli ultrà dell’Hajduk potessero avvicinarsi con tutto il loro smisurato calore. A questo va aggiunto che nella notte tra mercoledì e giovedì, l’albergo che ospitava la squadra di Capello era stato meta di un autentico pellegrinaggio di tifosi spalatini, smaniosi di rovinare il sonno a Cassano e compagni. Un carosello continuo con le auto, ovviamente a ugole e clacson spiegati. E c’è stato anche chi ha esagerato sparando petardi simili a delle vere e proprie bombe-carta. A Spalato la partita con la Roma è stata vissuta come un autentico avvenimento cittadino: biglietti esauriti con quindici giorni di anticipo, collette varie per scenografia e materiale vario per sostenere gli uomini di Vulic. E un unico obiettivo: eliminare la Roma. 
Un obiettivo mancato. Peccato, sarà per la prossima volta dato che gli ultrà dell’Hajduk non avevano fatto i conti con uno di loro, esattamente il portiere Runje, che ha regalato il gol del pareggio-qualificazione a Cassano. Sarà per la prossima volta, tifosi dell’Hajduk. Forse. 

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