ROMA 1
MA ALL'89°... CASSANO!
LAZIE 1
Roma, Stadio Olimpico
8 marzo 2003 h. 20.30
Spettatori: 72.000

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Grazie ad Alba di Dublino
per le ultime tre foto!


La coreografia in video
(6,36 mb)

State a rosicà

Ma 'ndo vai se la banana non ce l'hai


Non vincete mai

La curva
ROMA (4-4-2): Pelizzoli, Panucci, Zebina (26' pt Cufre'), Samuel, Candela (1' st Delvecchio), Cafu, Emerson, Dacourt, Lima, Totti, Montella (26' st Cassano).

In Panchina: Zotti, Tommasi, Guigou, Marazzina.
Allenatore: Capello.
LAZIO(4-4-2): Peruzzi, Stam, Couto, Mihajlovic (34' st Negro), Favalli, Fiore (42' st Simeone), Giannichedda, Stankovic, Cesar, Chiesa (5' st Lopez), Corradi.
In PAnchina: Marchegiani, Oddo, Lazetic, Liverani.
Allenatore: Mancini.
Arbitro: Messina di Bergamo.
Reti: 7'pt Stankovic; 43'st Cassano .
NOTE: Angoli 6-3 per la Lazio, Recupero: 4' e 4', Note - espulsi: Stankovic e Delvecchio per reciproche scorrettezze al 47' st; ammoniti: Chiesa, Dacourt, Totti e Giannichedda per gioco scorretto, Samuel per comportamento antiregolamentare; spettatori 72 mila circa.

DATASPORT
Come spesso è capitato negli ultimi tempi, il derby di Roma porta con sé violenze e tensioni. Momenti di agitazione si sono verificati all'Olimpico prima dell'incontro, con scontri fra ultras e forze dell'ordine. 

Intorno alle 19.25 una sassaiola è avvenuta in corrispondenza della curva sud tra sostenitori della Roma e polizia, che ha replicato con lancio di lacrimogeni. 
Analoghi scontri si sono verificati nella zona della curva nord fra ultras laziali e le forze dell'ordine. Gli scontri sono durati pochi minuti: subito dopo il lancio di sassi i violenti si sono dispersi tra la folla che affluiva nello stadio. 
All'interno dell'Olimpico la consueta coreografia 'da derby' è stata esposta soltanto dalla curva romanista. I tifosi della Lazio, in segno di protesta, non hanno preso parte alla classica sfida delle curve. Nell'intervallo dalla curva nord sono apparsi diversi striscioni polemici verso le leggi speciali approvate contro la violenza degli stadi, striscioni che sono rimasti esposti indisturbati per diverso tempo prima di essere riarrotolati (vedi foto a fianco)
Infine incidenti si sono verificati anche all'uscita della tifoseria laziale dalla curva nord. Ancora una volta frange di violenti sono venute a contatto con le forze dell'ordine, le quali hanno risposto con brevi cariche e ancora lanci di lacrimogeni. 
Ci sono stati dieci arresti e sei feriti. 

Striscioni nella curva laziele
...mentre la Fiat licenzia migliaia di operai...
...mentre Berlusconi sposta i processi...
...mentre i pedofili aumentano di giorno in giorno...
...mentre il mondo è minacciato dalla guerra...
...mentre ci sono i farmaci raccomandati...
...mentre i detenuti muoiono in cella...
...lo Stato salva il calcio e manda gli ultras in galera!
8-MAR 23:38  Roma: scontri prima e dopo il derby, sei feriti e dieci arresti 

ROMA - E' di sei feriti e dieci arresti il bilancio degli scontri avvenuti questa sera a Roma prima e dopo il derby di calcio. Alcune persone sono state denunciate in stato di liberta'. Gli arrestati, quasi tutti laziali, sono giovani di circa 20 anni, incensurati: le accuse nei loro confronti vanno dal danneggiamento alla resistenza a pubblico ufficiale. Sei tra poliziotti e carabinieri sono rimasti leggermente contusi negli scontri: uno in particolare e' stato colpito ad un occhio da un sasso lanciato da un tifoso. (Agr)
REPUBBLICA.IT
Incidenti prima e dopo la sfida tra Roma e Lazio
La polizia costretta a sparare i lacrimogeni
Guerriglia durante il derby
10 arresti, denunce e feriti
ROMA - Notte del derby, notte di incidenti. Con un bilancio abbastanza pesante: dieci giovani arrestati, quasi tutti appartenenti al tifo della Lazio, alcune persone denunciate in stato di libertà, tra le quali un minorenne, e 6 feriti tra carabinieri e poliziotti. Gli arrestati sono tutti giovani di circa 20 anni, incensurati, protagonisti degli scontri verificatesi alla tribuna Tevere e alla curva Nord prima della partita. Le accuse nei loro confronti vanno da danneggiamento a resistenza al pubblico ufficiale.
Le forze dell'ordine hanno risposto al lancio di oggetti e, in alcuni casi all'aggressione da parte delle tifoserie, con brevi cariche. Tra i sei rappresentanti delle forze dell'ordine contusi, uno in particolare è stato colpito a un occhio da un sasso lanciato da un tifoso.
Nelle prossime ore polizia e carabinieri esamineranno con attenzione i filmati girati nel corso degli scontri per individuare altri responsabili di reato. Pochi minuti dopo le 23 si è concluso il deflusso degli spettatori dallo stadio Olimpico.
Violenze fuori dallo stadio, ma anche in campo. E' stato un match teso, con molti scontri tra i giocatori e una rissa sfiorata. Anche in tribuna, solo in curva Sud c'è stata la consueta coreografia, mentre la parte biancoceleste per protesta non ha fatto nulla se non issare stendardi, sciarpe e bandiere.
Nell'intervallo, però, dalla curva nord laziale sono apparsi diversi striscioni con un unico messaggio che hanno ricevuto l'applauso di tutto lo stadio: "Mentre la Fiat licenzia migliaia di operai, mentre ci sono farmaci raccomandati, mentre Berlusconi sposta i processi, mentre il mondo è minacciato dalla guerra, mentre i pedofili aumentano di giorno in giorno lo Stato salva il calcio e manda gli ultras in galera...". Questi striscioni sono rimasti esposti per diverso tempo, dopodichè sono stati messi giù.




IL MESSAGGERO
All’Olimpico grande tributo ad Alberto Sordi: due ore di proiezioni e tanti applausi da entrambe le curve. Ma la tensione per l’incontro è rimasta alta
Derby, sassi e lacrimogeni: tafferugli allo stadio
Le forze dell’ordine costrette a caricare per sedare 
le intemperanze di due gruppi di ultras 
di LUCA LIPPERA

Se un patto c’era (se), è saltato. Il derby di campionato numero 120, il derby che si pensava pacificato nel nome di Alberto Sordi, è stato segnato da duri scontri tra tifosi e forze dell’ordine. Lacrimogeni e cariche all’esterno della Curva Nord un’ora e mezzo prima della partita, una bomba carta all’uscita della Sud pochi minuti dopo. Mentre in tanti affluivano verso l’Olimpico portando le bandiere con la scritta “Pace", un centinaio di ultrà della Lazio, con le sciarpe sul viso, fronteggiava un reparto della polizia. Contemporaneamente un gruppo di romanisti, dall’altra parte dello stadio, faceva partire una fitta sassaiola contro i blindati dei carabinieri. Altre cariche, altri lacrimogeni anche alla fine della partita, sempre sotto la Nord. Insomma: il solito clima. Alla fine, contusi tra i tifosi e le forze dell’ordine, e una decina di fermati. 
Eppure la festa per Albertone, all’interno dell’Olimpico, ha coinvolto tutti. I maxi-schermi dello stadio, prima del fischio d’inizio, hanno rimandato per quasi due ore spezzoni dei film di Sordi e delle tante trasmissioni tv che l’hanno visto protagonista. Romanisti e laziali, per una volta uniti, hanno di nuovo applaudito il siparietto con le gemelle Kessler, le battute del "Borgorosso Football Club", le note di "Fumo di Londra". Stacco finale con una scritta: "Ciao Alberto". Battimani scroscianti. La sorella di Sordi, Aurelia, per la prima volta allo stadio, ha ricevuto un mazzo di fiori dai capitani Totti e Favalli. Fuori, intanto, continuava la guerriglia. 
I primi incidenti sono scoppiati intorno alle 19. Ma le cariche della polizia non sono riuscite a spegnere gli animi. Gli scontri tra laziali e forze dell’ordine erano cominciati subito dopo gli ingressi della Nord. Alle 20, mezz’ora prima del via, sono proseguiti all’interno dello stadio. Gli ultrà hanno cominciato a staccare seggiolini dalla curva tirandoli verso i poliziotti e i carabinieri schierati intorno al terreno di gioco. Ci sono state altre cariche da parte delle forze dell’ordine anche a fine partita. Tre spettatori, lievemente feriti dai lanci, sono stati medicati in ambulanza. Una quindicina i contusi tra i supporter della Lazio, cinque tra gli agenti. Una decina i fermati. 
Finita la festa per Albertone, i giallorossi hanno esposto striscioni contro i "cugini": «Odiarvi è poco, disprezzarvi è nulla». In uno c’era la richiesta di aiuto per una ragazza che deve operarsi all’estero. «Tutti uniti per aiutare Marika: CC 40298887». Il derby 120 segnava il battesimo di Silvio Piccinno, nuovo speaker della Roma, al posto di Claudio Rosi. Eredità difficile, dopo gli anni di Carlo Zampa. Piccinno, ancora ieri, è stato bersaglio degli sfottò delle radio private. Alcuni tifosi sostengono che «quando pronuncia i nomi dei giocatori (lo speaker legge le formazioni all’ingresso in campo) li storpia». Questione, ovviamente, di opinioni. La verità è che il rapporto tra speaker e tifosi all’inizio è sempre difficile. «La fiducia — dice uno dei leader della Sud — si conquista sul campo. E con un il tempo». 


IL TEMPO

Le prime scaramucce con le forze dell’ordine sotto la curva Nord I caschi dei poliziotti come trofei per i teppisti 

NONOSTANTE le buone intenzioni della vigilia, le promesse, i discorsi, le solite frange di teppisti non potevano mancare all’appuntamento, soprattutto per il derby. E fin da prima dell’inizio della partita si è capito che la serata sarebbe stata rovente. Quando, nel piazzale antistante la curva nord, alcuni gruppetti di personaggi che si spacciano per tifosi ma in realtà allo stadio vanno solo per menare le mani hanno attaccato la polizia. Dispersi coi lacrimogeni, hanno fatto in tempo a rubare un paio di caschi agli agenti, portandoli come trofei in curva e lanciandoli più tardi sul terreno di gioco. 
IDENTICA guerriglia anche dopo la fine della partita. Il bilancio è di dieci giovani arrestati, alcune persone denunciate in stato di libertà tra le quali un minorenne e 6 feriti tra carabinieri e poliziotti. (Foto Tedeschi Gmt) 

COVVIEVE DELLA SEVA
Ultrà biancocelesti fronteggiano la polizia, anche per entrare gratis. Veltroni: «Non deve più accadere» 
Derby, due ore di guerriglia all’Olimpico
Sassi e molotov davanti alla curva Nord: 10 arresti. 
Roma-Lazio, pari (1-1) con polemiche
Due ore di guerriglia, dalle 18 alle 20 prima del derby. Davanti (e dentro) la curva Nord. Dieci arresti, 32 feriti, cariche della polizia, lacrimogeni, lanci di sassi, bottiglie e, secondo un carabiniere, anche di molotov. Insomma, violenza prima del derby. Tutto premeditato, secondo la polizia. Bombe carta verso le forze dell’ordine (e cariche) anche sotto la curva Sud. Durante la gara, tafferugli in Tribuna Tevere e, alla fine, ancora scontri davanti alla Nord. Insomma: una battaglia. Nelle prossime 36 ore (grazie al decreto legge sulla violenza negli stadi) potrebbero essere eseguiti altri 20 arresti. Il sindaco della città, Walter Veltroni, dichiara: «Tutto questo non deve più accadere». E la partita? È finita 1-1, con i gol di Stankovic e di Cassano, e con uno strascico polemico notevole. I tecnici Capello e Mancini hanno giudicato in maniera opposta l’episodio forse più importante, quello del gol tolto a Corradi, sull’1-0, che avrebbe chiuso la sfida. «Giusto annullare, c’era un fuorigioco», dice il giallorrosso. «La rete era regolare, il guardalinee dovrebbe cambiare mestiere», replica il biancoceleste, che aggiunge: «L’arbitro Messina ha sbagliato troppo, ora vogliamo che non diriga più la Lazio». 
Ultrà contro la polizia. «Assalto premeditato»
Il derby dei violenti comincia alle 18. 
Guerriglia davanti alla curva Nord: 10 arresti, 32 feriti
Puntuale, come il derby. La violenza esplode alle 18, davanti alla Nord, e dura due ore. Guerriglia vera, con cariche e controcariche. Fumogeni e lacrimogeni rendono l’aria irrespirabile. Volano bottiglie e sassi. «Attenti, una molotov», urla un carabiniere: un cespuglio prende fuoco, è il panico. Un lacrimogeno manda in frantumi il vetro di una Y/10. Tre «volanti», una dopo l’altra, vengono distrutte. Le camionette del «Reparto Mobile» si allargano in cerchi sempre più ampi, tentano di disperdere gli ultrà. È inutile. La zona attorno allo stadio è un campo di battaglia, migliaia di persone fuggono verso la Farnesina, si fermano per asciugarsi le lacrime, bere acqua. Gli scontri si trasferiscono dentro l’Olimpico: i bagni della curva laziale vengono distrutti, pezzi di lavandini, seggiolini e interi armadietti diventano armi da scagliare contro poliziotti e carabinieri. Fuori, chi vorrebbe entrare per vedere la partita attende. O si fa strada passando dai «distinti», a braccia alzate. Come pacifisti a pochi metri dal fronte. Il bilancio, alla fine, sarà di 32 feriti, 12 dei quali tra le forze dell’ordine. La polizia denuncia quattro ultrà. Ne arresta 10 (tutti della Lazio), per resistenza, lesioni e violenza: in virtù del nuovo decreto legge, per altri 20, nelle prossime trentasei ore che gli investigatori sfrutteranno per esaminare filmati e fotografie, la sorte potrebbe essere la stessa. Aggredito anche il cameraman di una tv tedesca: ne avrà per una settimana. «Alcuni tifosi hanno scatenato il caos per entrare senza biglietto - spiega il responsabile dell’ordine pubblico dell’Olimpico, Giuliano Giudici -, ma non si tratta solo di questo». Il funzionario dice che quello che è accaduto non è casuale: «È stato un agguato, un piano preparato a tavolino», denuncia. Sono anni, che il derby porta violenza. L’ultimo, quello di Coppa Italia, con gli scontri in Tribuna Tevere. Poi: ottobre 2002, l’ultimo di campionato, con 17 feriti, otto arresti. Ottobre 2001: ultrà (romanisti e laziali) uniti contro le forze dell’ordine, scontri, feriti e arresti. Ancora prima: aprile ’99, panico alla fine della partita, cariche e fumogeni. Nel ’98: una rissa alla Bocca della Verità (dopo la gara) costringe un maresciallo della guardia di Finanza a sparare alle gambe a un tifoso giallorosso. 
Ieri, altra violenza. Anche davanti alla curva Sud, tra le 18 e le 19: bombe carta lanciate verso le forze dell’ordine. Sono necessari i lacrimogeni e un paio di cariche per riportare la calma. La situazione è talmente grave che alle 19 ai vigili urbani, dalla sala operativa, arriva l’ordine di allontanarsi, «perché privi - spiega il segretario dell’Ospol, Gabriele Di Bella - degli strumenti per la difesa personale. Alla nostra dirigenza - aggiunge - non è rimasto che ordinare la ritirata». 
Alla fine del primo tempo, uno striscione in Nord: «Mentre la Fiat licenzia gli operai...Berlusconi sposta i processi...il mondo è minacciato dalla guerra...lo Stato salva il calcio e manda gli ultras in galera...». E’ la risposta al decreto legge. Non è finita. Durante la ripresa, altri scontri in Tevere. E a fine gara davanti alla Nord. «Quello che è accaduto - dice il sindaco, Walter Veltroni - non deve più avvenire. Il comportamento delle forze dell’ordine è stato egregio, ma non credo si debbano intensificare le misure repressive: non si può trasformare il calcio in guerra». Quando tutto è finito, tra i sassi e le schegge di vetro disseminate sull’asfalto, davanti alla Sud sventola una bandiera, l’asta infilata in un cespuglio. Né della Lazio, né della Roma. Ma di tutti i colori. C’è scritto «Pace». Sembra una beffa. 

Un agguato preparato a tavolino, ma non solo: come truppe in battaglia, i
teppisti sono stati spostati e manovrati, hanno ricevuto (ed eseguito) ordini
impartiti via telefonino da chi, non coinvolto negli incidenti, aveva una migliore visuale. I registi della violenza prima del derby. La polizia è arrivata a questa
conclusione dopo aver esaminato alcune utenze telefoniche presenti sui luoghi dei tafferugli.
Numeri che si ripetono nei momenti cruciali delle due ore di battaglia. Che
trasmettono ordini e fanno deflagrare la violenza in punti diversi dello stadio.
Insomma, la strategia premeditata è stata modificata sul momento per
costringere le forze dell'ordine a spostamenti repentini. Con azioni diversive,
anche.
Che aprono varchi per chi vuole entrare senza biglietto. Che rendono più
efficaci gli assalti. Da domenica sera, gli investigatori stanno esaminando i
filmati girati nelle due ore di incidenti a caccia di volti: operazione difficile, perch¨¦ quasi tutti i teppisti avevano i lineamenti coperti dalle sciarpe. Nelle ultime ore, poi, sono state eseguite molte perquisizioni. Dieci persone sono state arrestate domenica sera (tutte tra i 20 e i 30 anni, appartenenti a gruppi organizzati) e saranno processate oggi per direttissima. Oltre alla condanna penale, per un anno non potranno entrare allo stadio.
Ancora una volta - dice il sindacato Consap - i poliziotti contano 26 feriti,
alcuni con traumi permanenti, dopo il derby di Roma: una battaglia che ha
richiesto l'impiego di 68 lacrimogeni e prodotto la distruzione di automezzi delle Forze dell'Ordine. Una conferma che le nuove norme anti-violenza sono solo l'inizio di un percorso che necessita di ulteriori spazi di intervento per gli agenti sul piano operativo e normativo.
Dal sindacato di polizia arriva anche una proposta choc: ®Autorizzazione
all'uso di proiettili di gomma per favorire la selettività del tiro¯.
Che la violenza sia esplosa in questo momento, secondo la segreteria del Consap, non è casuale:
L'inasprimento delle norme deciso con il decreto legge ha alzato il livello dello scontro. Gli uomini impegnati nella sicurezza sono ormai diventati un bersaglio.
IL MESSAGGERO (Rita Sala)
Il carisma di Albertone tiene unite le persone. Oppure: Albertone ch’è romano fa lo stadio molto umano. A conti fatti c’è stato, ieri all’Olimpico, l’effetto Sordi. Magari a tratti: un applauso unificante all’inizio, larghi momenti di serenità per una sessantina di minuti (dalle 18 alle 19) davanti alla scelta di spezzoni dai celeberrimi film dell’attore. Con quell’intercalare-tormentone - “Bboniiii, state bboniii" - che Sordi regalava dai maxischermi, conciliante, ammiccante, italiano, romanissimo. Poi, probabilmente per scelta, fitta comunicazione di striscioni in Curva Sud, quasi nulla nella pur adorna e imbandierata Nord.
I romanisti hanno porto in abbondanza frasi caustiche o provocazioni fescennine (da “La vostra mentalità racchiusa in uno spot" a "Voi concepiti nelle case chiuse"; da “Er puma ve sdruma" a “Una società con i buffi per una curva di buffoni", “Dalle stalle a Cracovia er tanfo non cambia", eccetera). Intanto, dopo l’annuncio delle formazioni, due momenti di vera commozione: i fiori consegnati dai due capitani, Totti e Favalli, ad Aurelia, la sorella di Sordi (sugli schermi compariva, in contemporanea, lo stendardo di un anonimo ispirato con su scritto “Sordi eterno come Roma") e il minuto di silenzio chiesto (e ottenuto) in memoria del sovrintendente di polizia ferroviaria, Petri, ucciso pochi giorni fa sul tristemente famoso treno dove prestava il suo servizio.
Gagliardìa nell’enorme telo bianco con sopra disegnate due figure - un romanista vittorioso che, pollice verso, preme il tacco su un laziale a terra, vinto - che la Sud ha srotolato, fra due ali di palloncini gialli e rossi, poco prima dell’inizio della partita. Alla base della Curva, un gigantesco striscione, lettere rosse su fondo bianco: “Ieri, oggi, domani, faccia a terra sotto gli occhi dei romani". E ancora, durante i primi scambi in campo, frasi per Albertone: “Sordi eterno come Roma". Sull’altro orizzonte, altra musica, fervori biancocelesti, sciarpe, vessilli, un solitario striscione nella parte alta della Curva: “Macinate i km, superate gli ostacoli, causa lavori sulla Roma-Napoli". O anche “Dal letame di Cracovia alle m... di Roma". Sventolìo di insegne ed urlo cosmico quando Stankovic, all’ottavo, portava in vantaggio i laziali. Ma dopo i rituali attimi di mutismo - giusto il tempo per incassare - la Sud riprendeva a incitare i giallorossi. I cori romanisti rifiorivano alti, guidati addirittura da un gruppetto di coreuti in piedi, davanti al muro umano arrampicato verso il cielo.
La voce laziale, irrobustita dal gol, si faceva, col passare dei minuti, sempre più compatta. Nell’aria di scena, applausi e fischi, cuori in tumulto buttati a piene mani, da una parte e dall’altra, sul campo finalmente verde e ben pettinato. Intrecci frenetici di biancoblu e giallorosso sulla scacchiera regolata dal signor Messina. Pareti di concentrazione e sentimento praticamente dappertutto. Punte di apprensione al momento dei falli. L’affetto materno del popolo giallorosso si organizzava in respiro salvifico quando il Capitano, colpito da una ginocchiata involontaria di Couto, ha indugiato qualche momento a terra. Quindi, esplosione a sorpresa di striscioni “impegnati", in Nord, durante l’intervallo: un lungo elenco di mali della società e del potere paragonati alle cure legislative di cui è oggetto il calcio.
Lo stadio, di partita in partita, rivela con forza crescente la propria valenza di gran teatro popolare. Molti giovani lo eleggono a giornale vivo delle loro opinioni, a tabloid delle critiche, a “mural" dei disagi, delle proposte, delle stigmatizzazioni, dei messaggi di solidarietà; a lettera collettiva che racconta certa dura filosofia metropolitana, certe dolcezze nascoste e scabre. Nello stesso modo rimane, per altri, il vecchio catino della passione. Da frequentare per viverci un tempo sospeso, unitario, comunque vero e ludico anche se fuori, purtroppo, soffiano venti di guerra. Lo ricorda uno striscione della Nord: Lady Usa non ci faremo mai ammaliare.

LA GAZZETTA DI MANTOVA
I TIFOSI
Esposti molti striscioni con temi sociali
ROMA. Clima particolare all'Olimpico perché sono stati esposti molti striscioni con temi sociali. Finito l'omaggio a Sordi i sostenitori della Roma hanno cominciato ad esporre le loro scritte: «Odiarvi è poco, disprezzarvi è nulla», e parafrasando un famoso sketch di un film di Sordi in Sud compare questa scritta: «Peppino sei tu? Peppino? Prrr». Poi i temi sociali nella curva dei romanisti: «Leggi speciali, ma quando pensi agli ospedali». Poi un messaggio dedicato ad una ragazza di 17 anni gravemente malata che ha bisogno di aiuto per andarsi ad operare all'estero: «Tutti uniti per aiutare Marika, CC 40298887». Come sempre all'entrata delle squadre in campo i tifosi hanno srotolato la coreografia. Nello stendardo centrale era raffigurato un tifoso romanista vittorioso su uno laziale. Ai lati dell'immagine cartoncini gialli e rossi che sventolavano.
Nell'intervallo dalla curva nord laziale sono apparsi diversi striscioni con un unico messaggio che hanno ricevuto l'applauso di tutto lo stadio: «Mentre la Fiat licenzia migliaia di operai, mentre ci sono farmaci raccomandati, mentre Berlusconi sposta i processi, mentre il mondo è minacciato dalla guerra, mentre i pedofili aumentano di giorno in giorno lo Stato salva il calcio e manda gli ultras in galera».


RESOCONTO DI GIAN
Finalmente er derby...
Parto da Genova alle 8.52 e arrivo a Roma alle 14.15. Er treno e pure n´anticipo e spero che ciò sia n´buon segnale...ser buon giorno se vede dar mattino! Magno, giretto veloce n´centro e alle 16 so allo stadio. Arrivo sotto la Sud e noto che tantissima gente e già accalcata alle transenne. Voci riferiscono che so avanzati 6000 bijetti delle merde e rido pensando che cazzo de tifoseria so se nun riempono manco i loro distinti, al derby, stando in alta-classifica e pure (mortacci loro) sopra l´unica squadra de Roma, mentre all´andata curva e distinti Sud erano esauriti (quindi niente storie suji abbonati della Roma che gioca n´casa)! Sempre superiori alla lazie merda! Provo ad annà dai botteghini sotto la nord ma avendo la felpa dej ultras romani sotto er giacchetto, cmq riconoscibile facilmente dalle merde, insieme alla sciarpa ce ripenso e do il compito a Daniele che in "borghese" (onore a lui!) prende i bijetti distinti nord. Puntualmente entro in Sud passando dai distinti, compro er cappellino dej ultras romani ed entro n´curva! L´atmosfera e elettrizzante, commovente e  l´omaggio ad Albertone e commoventi so anche j attimi in cui la Sud canta compatta "man´do vai se la banana nun ce l´hai"...credo che Albertone avrebbe sorriso ner vedere la gente della sua curva cantà la sua canzone...GRAZIE DE TUTTO MARCHESE!!! Passa er tempo distruggiamo le merde a suon de striscioni e cor nuovo coro "laziele pezzo de merda" (veramente bello) e l´atmosfera se surriscalda. Loro esporranno uno striscione contenente errori de ortografia e uno addirittura dove manca na parola!!! A ridicoli!!! Però bello er maxi striscione esposto nell´intervallo, anche se, a mio parere, e stato fatto pe fa parlà un po´ del gruppo...IRRICUCIBILI s.p.a ed evidenzia manie de protagonismo dei burini! Gli ASRU iniziano a consegnare il materiale x la coreografia e qualche n´becille gonfia i palloncini nonostante i richiami ai microfoni dei lancia cori. Entra la lazie in campo e la Sud se accende mentre i nostri se riscaldano in palestra. Sono le 20.25 vengono lette le formazioni, boato pe negro ed ecco er nostro undici. Tutti fomentati, Totti gioca ed ecco che la Sud fa scendere la coreografia, anche questa volta veramente bella, rappresentante un laziele sottomesso a un romano anche se ancora oggi nun so riuscito a leggere la frase sulla vetrata. Inno. Inizia la partita e vedo Pelizzoli n´sicuro ar massimo sui palloni giocati coi piedi e Zebina che n´settimana dice de esse pronto pe giocà titolare che se fa scappà Stankovic merda, Panucci sbaja er fuorigioco. Gol delle merde. Fuori Zebina dentro Cufre. La Sud reagisce incitando la squadra ma nun e la vera Sud, il livello e n´costante e ciò e anche determinato dar fatto che nun riusciamo a fa du passaggi de fila. Totti e stanco, nervoso e lo si vede, Montella e l´uomo ombra, Panucci sbajia i passaggi più elementari, Lima gioca pe la lazie, gran lavoro davanti la difesa burina pe rompe il nostro gioco, lasciamo perde che e mejo mentre j unici che se sbattono so Emerson e Dacourt ma se capisce che nun e serata dar fatto che nun vinciamo n´rimpallo che sia uno! Cosi si va all´intervallo, sotto de uno. Inizia la ripresa, entra Delvecchio e tutti riponiamo in lui le nostre speranze ma purtroppo Supermarco stecca e la Sud insieme a lui. Anche i lancia cori se n´incazzano perché capitava (anche più de na volta) de sentire le merde cantare. In campo la squadra nun trova mai l´ultimo passaggio e innervosendosi lancia sempre lungo perdendo sempre palla co quelle pertiche che c´ha in difesa la lazie. Passa il tempo la lazie trova lo 0-2 annullato giustamente (forse...), la Sud ha n´inpennata de tifo, ma nun cambia niente. Lentamente sciama la Sud per riprendersi verso l´80 quando la Roma tira fuori tutto quello che je resta, la lazie e in bambola, Cassano subentrato a Montella brucia n´ottimo contropiede. E più nulla. So li che guardo la curva Sud, quanta gente che come me ama la Roma, la squadra de questa magnifica città, so triste vedo le merde cantà pe la vittoria ottenuta ar derby dopo tre anni in cui hanno sempre buscato oppure c´hanno raggiunto e festeggiato come fosse na vittoria.
Sventola le bandiere la curva nord, canta a squarcia gola la curva nord, esulta la curva nord e il grande popolo laziale (?????) per il derby vinto...ma la Roma se getta all´attacco e l´88´ la palla arriva a Totti che apre a destra pe Cafu solito cross inutile, ma che cazzo te crossi co Cassano al centro,
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLL,
GOL, GOL, GOL!!!
CURVA SUD = GIRONE INFERNO DANTESCO!!!
E n´gol che nun t´aspetti, Cassano de testa, salta come na cavalletta, brucia quell´uomo de merda de couto-interrotto, queste esultanze improvvise te rompono la gola! Da zitto come ero in quell´istante me trovo a sputare le tonsille e corde vocali. Abbraccio n´ragazzo di fronte a me che neanche conosco, urlo e godo, dalla fila 27 finisco più o meno alla 19 dove cado addosso a uno che finisce tra le file dei seggiolini, nun riesco ad alzarme me guardo intorno dar basso ed e tutto n´formicaio, m´aggrappo a uno n´piedi e lo uso come na presa pe fa forza e alzarmi e inizia di nuovo la discesa sino alla fila 13!!! Da centro curva finisco giù daj ASRU e la nord...sembra la COIN...tutti manichini!!! Tutti piccole merde, ecco il popolo laziele de merda come in realta! Non sventolano più n´cazzo! Nun parla nessuno! La Sud è n´delirio!!! State a rosicà...volevano vince ma se so attaccati ar cazzo...cantati a squarcia gola!!! Come godo Lazie merda!!! Ce chi grida "namo a vince" ma io m´accontento!!! Rosso per Stankovic e Delvecchio, ultimi minuti de gioco e finisce!!! Lazie merda suca!!! Esco dalla Sud cantando anche ner piazzale sotto la Sud, sul tram e metro insieme a tantissimi altri ragazzi er nuovo ritornello
anti-laziele!!! Vabbene cosi!!! SEMPRE SSLAZIE MERDA!!!

LAZIALE PEZZO DI MERDA
TUTTA LA CURVA TI INSULTA
QUESTA CANZONE E PER TE
CON TUTTO L´ODIO CHE CE
SEMPRE PIÙ GRANDE!!!

Ps: Antonio se vuoi te lo vado a cercare io l´orecchino...!

...GRAZIE RAGAZZI...
...GIANLUCA...
 



Striscione dei Fedayn

Coreografia

Torce Ultras Primavalle San Lorenzo

Torce Fedayn

Coreografia

Striscione

Coreografia "vecchio stile" dei Boys

Alcuni romanisti attaccano i laziali in Tribuna Tevere

Video # 1
Striscione Tradizione Distinzione
"L'ultimo scontro vero... TV a colori, l'ha visto il mondo intero"
(riferito alla fuga dei laziali in Tribuna Tevere nel derby di Coppa Italia '02-'03: risposta ad uno striscione dell'andata dei laziali "l'ultimo scontro vero l'hai fatto con la TV in bianco e nero)
(734 kb)

Video # 2
Discesa coreografia ASR Ultras
(1790 kb)


Video # 5
Inizio secondo tempo
(755 kb)

Video # 3
Discesa coreografia ASR Ultras
(990 kb)

Video # 4
Fine coreografia ASR Ultras
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Roma (4-4-2): Pelizzoli 6, Panucci 6, Zebina 5,5 (26' pt Cufre' 6), Samuel 5.5, Candela 5 (1' st Delvecchio 6), Cafu 6, Emerson 6, Dacourt 6, Lima 5.5, Totti 6, Montella 5.5 (26' st Cassano 7). (12 Zotti, 17 Tommasi, 25 Guigou, 30 Marazzina). Allenatore: Capello 6. Lazio (4-4-2): Peruzzi 6, Stam 6.5, Couto 5.5, Mihajlovic 6.5 (34' st Negro), Favalli 6, Fiore 6 (42' st Simeone), Giannichedda 6, Stankovic 6.5, Cesar 5.5, Chiesa 6.5 (5' st Lopez 5.5), Corradi 5.5. (1 Marchegiani, 22 Oddo, 18 Lazetic, 20 Liverani). Allenatore: Mancini 6
Arbitro: Messina di Bergamo 6
Reti: nel pt, 7' Stankovic; nel st, 43' Cassano
Angoli 6-3 per la Lazio
Recupero: 4' e 4'
Note - espulsi: Stankovic e Delvecchio per reciproche scorrettezze al 47' st; ammoniti: Chiesa, Dacourt, Totti e Giannichedda per gioco scorretto, Samuel per comportamento antiregolamentare; spettatori 72 mila circa. 

i gol
7' pt: Stankovic triangola con Chiesa, Samuel e Zebina non avanzano per mettere il laziale in fuorigioco, per cui il serbo si presenta solo in area e scavalca Pelizzoli con un pallonetto.
43' st: Totti serve Cafu, cross per Cassano che di testa anticipa Couto e pareggia.
La Roma piu' con determinazione che con il bel gioco conquista un punto che le serve a poco, in vista di un possibile sprint Champions mentre alla Lazio il pari non aggiunge molto. Il sigillo lo pone il talento barese riqualificato in extremis dalla Caf dopo che la disciplinare aveva respinto il reclamo della Roma.
La Lazio gioca a lungo un ottimo derby prendendo le misure ad una Roma nervosa e con la testa palesemente rivolta al martedi' di Champions League. Giannichedda e Fiore fanno un buon lavoro a centrocampo mentre Stam chiude e avanza con irruenza. Stankovic e' ispirato e riesce ad approfittare di un errore difensivo della Roma per portare in vantaggio i biancocelesti. La gara sembra ormai incanalata perche' Totti e' nervoso (delude nel primo tempo poi cresce nella ripresa), le fasce sono inesistenti e la Lazio ha buon gioco a chiudere ogni varco. Ma nella ripresa la Roma ci mette l'orgoglio mentre la Lazio pensa di avere gia' chiuso i conti per cui non affonda e si limita a controllare. I vari inserimenti proposti da Capello danno mordente alla Roma che alla fine riesce a passare quasi in chiusura con Cassano.
Il risultato e' tutto sommato giusto anche se la Lazio recrimina per un gol di Corradi al 37' del secondo tempo annullato per fuorigioco di Couto. Alla fine vengono espulsi Stankovic e Delvecchio per reciproche scorrettezze. Il derby e' inferiore a tanti ammirati negli ultimi anni ma considerando la fase stagionale non esaltante non ci si poteva aspettare di piu'.


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