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(Louis C. Montesquieu)
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L'intervento completo di Claudio Rossi Massimi all'assemblea degli azionisti

Il sito viene aggiornato praticamente ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore, salvo imprevisti.
"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli" (Alain de Benoist)
"Una volta nel gregge, 
è inutile che abbai: scodinzola"
(Anton Cechov)

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On. Amato (Governo Prodi, centrosinistra)
Una produzione Amato & Maroni Co.
LA TRAPPOLA DELLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On. Maroni (Governo Berlusconi), centrodestra
Con le novità del 23 settembre 2009
Come sapete, è partito il progetto relativo all'azionariato popolare AS Roma, che punta a costituire una base di tifosi, sul modello dei supporters trust britannici, che possa avere una voce in capitolo nella gestione della Roma. E' stato creato il sito http://www.myroma.it, che affianca per il momento il sito http://www.azionariatopopolareasroma.com/ ed è partita la campagna di sottoscrizione che consentirà di creare le basi per i futuri sviluppi. Ho personalmente aderito al progetto, facendo parte del consiglio direttivo, in quanto sviluppato con competenza e trasparenza. Per chi vuole saperne di più, invito a cliccare sui siti di riferimento per avere tutti i chiarimenti del caso. (15 giugno 2010)

In giallo, quello che scrive il webmaster
In giallo oro, le vostre e-mail
In bianco gli articoli di giornale ed altro.
"La realta’ e’ sotto gli occhi di tutti. Di tutti quelli che vogliono vederla. In molti si affannano a nasconderla, distorcerla, filtrarla.
Nessuno pero’ puo’ raccontarla meglio di chi la vive.
Se in questi ultimi anni di repressione assurda nei confronti del mondo del tifo sei stato protagonista o testimone di fatti sconcertanti, soprusi, violenze fisiche o verbali da parte di chi dovrebbe soltanto far rispettare le leggi, se sei stato vittima di limitazioni eccessive e senza senso alla tua liberta’ personale o di ottuse applicazioni di norme interpretate in maniera del tutto soggettiva, per favore invia il tuo racconto al seguente indirizzo:   ilcalcioaitifosi@hotmail.co.uk
Saranno pubblicati i piu’ significativi. Se non vorrai comparire con il tuo nome basta segnalarlo.
E’ necessario far sentire la nostra voce, un’altra voce, che combatta un’informazione sempre piu’ spesso corrotta,
fatta di bugie, luoghi comuni, pregiudizi ed omerta’".


Sono già fidelizzato!
http://www.facebook.com/group.php?gid=107646622604574&ref=mf&v=info

Euro 2016: Italy? No grazie
Festeggia l'esclusione su facebook
http://www.facebook.com/group.php?gid=278354764372&ref=nf

COMUNICATO UFFICIALE
GRUPPI CURVA SUD 
16 giugno 2010

Comunicato Ultras Roma
Non avendo aderito al comunicato uscito il 16/06/2010 e firmato Curva Sud,  tenevamo a precisare quanto segue: a partire dal prossimo campionato gli Ultras Roma, anche se ci fossero disponibili dei biglietti di Curva Sud, in campionato non entreranno a prescindere in Curva e questo nel rispetto di tutti coloro che non appartengono ai Gruppi, ma che comunque hanno sposato la nostra causa, ovvero quella di non aderire alla tessera del tifoso e quindi di rinunciare al rinnovo del proprio abbonamento. 
Non avendo la certezza che tutti possano trovare posto in Curva (dipende da quanti abbonamenti saranno sottoscritti) e dal momento che molti avranno delle difficolta' a poter arrivare a quei pochi biglietti, riteniamo giusto rimanere vicino a chi ci e' stato vicino in questa lunga battaglia.
Noi non condanniamo chi la fa la tessera, anche se ribadiamo con fermezza il nostro disappunto, ma chi l' ha approvata e soprattutto chi l'ha proposta, il ministro Maroni!
Comunque e' sottinteso che in tutte quelle partite dove non e' necessario avere la tessera del tifoso per acquistare un biglietto, ovvero amichevoli, super coppa, coppa  italia, champions league, noi saremo come sempre al nostro posto in Curva Sud.  No alla tessera del tifoso! ULTRAS ROMA

TESSERE DEL TIFOSO UFFICIALMENTE VARATE IN SERIE A
Squadra Nome Posizione ultras
Bari Fedeltà Biancorossa No abbonamento 
Bologna Siamo Rossoblu No abbonamento
Brescia Cuore Biancoazzurro No abbonamento
Cagliari Cagliari Card No abbonamento
Catania Cuore Rossazzurro Gli ultras lasciano lo stadio 
Cesena Cesena Card No abbonamento 
Chievo Verona Noi del Chievo  Aderiscono
Fiorentina Orgoglio Viola A.C. Campi, BMB, parterre in basso a destra, Badia, 7Bello Valdisieve e altri gruppi minori:
No abbonamento;
Gruppo Storico U.V. 73 e Quelli che il Chianti scolti.
Genoa DNA Genoa No abbonamento
Internazionale Siamo noi Aderiscono
Juventus Juventus Membership Libertà di scelta ma Drughi pubblicizzano abbonamenti. Drughi Roma no abbonamento
Lazio Millenovecento Scioglimento gruppo
No abbonamento
Lecce No abbonamento
Milan Cuore Rossonero  
Napoli   Curva A e Curva B
No abbonamento
Palermo Goal Member UCN e WUP No abbonamento
Brigate Rosanero aderiscono
Parma Tessera del Tifoso No abbonamento
Roma Privilege No abbonamento, Ultras Roma e Boys Roma fuori dalla curva
Sampdoria Sampcard No abbonamento
Udinese Udinese My Passion No abbonamento
HALL OF FAME
Chi ha detto inequivocabilmente e con i fatti
NO alla tessera del tifoso 
e non farà l'abbonamento


30 agosto 2010: una cosa che non ho fatto in tempo a segnalare prima ma che è importante. Anche la Roma, come altre società che hanno digerito male la TdT, ha concesso la prelazione a coloro che erano abbonati la scorsa stagioen e non hanno rinnovato l'abbonamento ques'anno.
Quindi è facile ritenere che per tutte le partite ci sarà una prima prelazione per coloro che hanno sottoscritto la TdT e una seconda prelazione per gli abbonati della scorsa stagione non sottoscittori della TdT.
Primi resoconti dall'Italia:

Il Tempo

La Gazzetta dello Sport

Il Corriere della Sera

La Repubblica

L'Unità

L'Arena

*
Un'altra studentessa tedesca di nome Verena ha preparato un questionario per la sua tesi: rispondere alle domande a questa e-mail: verena.fcn@hotmail.de
"Buon giorno!
Grazie tanto per la risposta positiva  e per il complimento :) Sono felice di sentire che mi vorrei aiutare! Ho preparato un questinario, lo metto alla fine della mia e-mail! Sarei fantastico se potrei metterlo sul tuo sito, ma una risposta di te sarei ancora un gran aituto - allora, come vuoi! Non si deve rispondere a tutte le domande pero', sono solo le cose che sono venute in mente e dalle quale pensavo che potrebbero essere interessante per la mia composizione! Ti auguro delle belle vacanze e grazie ancora! Cari saluti, Verena".
______________________________________________________________________

1. Da quando frequenti partite di calcio nello stadio?

2. Il mio tema si chiama "I tifosi del calcio negli ultimi vent'anni", allora, come era la situazione nel 1990?

3. Cosa ha cambiato negli ultimi vent'anni? Cosa è diverso oggi?

4. Cosa ti piace/affascina del calcio italiano e di essere tifoso?

5. Pensando alla situazione qualche anni fa, vai a vedere le partite nello stadio più spesso/altrettanto/meno spesso oggi? Perché?

6. È meglio la situazione attuale o vent'anni fa?

7. Violenza era un grande tema negli ultimi anni, hai già avuto esperienze colla violenza nei ed intorno dei stadi?

8. Com'è il tuo atteggiamento verso la violenza tra gli tifosi?

9. Prenderei tuo figlio allo stadio con te?

10. Cosa pensi della tessera del tifoso e del comportamento dei politici verso i tifosi in generale?

*
Aggiunte altre foto di PSG/Roma, Grosseto/Roma, Olympiakos/Roma, Pescara/Roma.
*

1931/32 Roma/Genova 1893 6-0
Fonte:
Archivio della Associazione Memoria Storica Torresina
*
Questo uno splendido articolo di Massimo Fini (per me uno dei più - oops scusate il gioco di parole - fini pensatori contemporanei), leggetelo fino in fondo che ne vale la pena:
"Ciao Lorenzo. ti allego un  bell'articolo di Massimo Fini sul Fatto di Sabato 28 agosto sulla Tessera del Tifoso. Credo sia l'unico giornalista a essersi schierato con gli Ultras perfino dopo i fatti di Bergamo. Saluti STE".
Archivio cartaceo | di Massimo Fini 
28 agosto 2010 

Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi.
Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi. A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica.
Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”. È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna. In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman.
Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/8) e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”.
Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio. Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari.
Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo.
Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.

*
300 spettatori di cui 50 ospiti, ecco il calcio del Ministero dell'Interno:
FLAMINIO
Debutta la tessera del tifoso
qualche disagio per Atletico-Taranto
Battesimo ufficiale della card in occasione del match valido per la seconda giornata di Lega Pro Prima divisione (Girone B). Presenti circa 300 spettatori, poco più di 50 i tifosi ospiti. La questura: nessuna turbativa per la sicurezza e l'ordine pubblico (sic!)
Numerosi agenti delle forze dell'ordine, pochi tifosi, alcuni disagi. E' il quadro relativo al battesimo ufficiale a Roma della tessere del tifoso, in occasione del match tra Atletico Roma e Taranto, che si è svolto allo Stadio Flaminio. All'incontro, valido per la seconda giornata di Lega Pro Prima divisione (Girone B), erano presenti circa 300 spettatori (poco più di 50 i tifosi ospiti) che per assistere alla partita hanno dovuto esibire assieme a documento e biglietto d'ingresso, anche la card rilasciata dalle due società.
La partita si è svolta oggi senza alcuna turbativa per la sicurezza e l'ordine pubblico, e - sottolinea la questura - è stata "garantita l'accessibilità all'impianto". La questura infatti ha anche autorizzato l'emissione di biglietti a cinque supporters a cui era stata inizialmente bloccata, ma per irregolarità nella ricevuta della richiesta della tessera non dipendenti dall'inadempienza dei tifosi.
Un momento di disagio è stato registrato quando ad un gruppo di cinque tifosi ospiti provenienti da Mantova ed Alessandria non è stato inizialmente rilasciato il biglietto. La causa, secondo quanto riscontrato dagli addetti alla biglietteria, e dallo stesso dirigente del servizio di ordine pubblico, era la mancanza della indicazione del codice a barre nella ricevuta della richiesta della tessera esibita agli sportelli della biglietteria. Il dirigente del servizio, in linea con le direttive dettate dal vertice della questura, e in attuazione della politica finalizzata a garantire la massima accessibilità ai tifosi che rispettano le regole, ha dato il nulla osta per la stampa ed il rilascio dei titoli di accesso allo stadio.
Alla base della decisione - spiega la questura - la constatazione che le difficoltà registrate per l'inadempienza altrui non potevano penalizzare i cinque supporters che avevano seguito le regole. I cinque, dopo essere riusciti ad ottenere i biglietti, hanno ringraziato il dirigente del servizio per essere andato incontro alle loro esigenze. La gara si è svolta regolarmente senza alcuna turbativa per l'ordine e la sicurezza pubblica.
*
E-mail: "Ciao Lorenzo, ho scoperto in che modo la digos, servizi segreti e giornalisti ogni tanto tirano fuori la storia delle infiltrazioni camorrisitche nelle curve del napoli, hanno visto il film di nino d'angelo. un saluto
http://it.wikipedia.org/wiki/Quel_ragazzo_della_curva_B".
E-mail di qualche giorno fa: "Ciao Lorenzo, prima di tutto buona estate.
Ormai ci siamo, il campionato è alle porte e la tessera del tifoso ha già fatto strage di abbonamenti: contenti loro!
Ti invio questa mail per esprimere la mia opinione sulla raccolta degli abbonamenti. Ho apprezzato ed apprezzo tutt'ora l'iniziativa, tant'è che inizialmente volevo consegnare anche io  l'abbonamento. Ma ci ho ripensato. I motivi essenzialmente sono due:
1) Quest'anno non me la sento di entrare allo stadio. Trovo assurdo che sia negata la libertà di andare allo stadio a persone assolte in un processo, o che hanno scontato la propria pena. E' una decisione presa nel rispetto di queste persone
2) L'altro motivo è prettamente economico: non ho fatto la tessera del tifoso per provocare un danno a banche e papponi vari, non farò i biglietti per provocare un danno alle società di calcio che hanno accettato questo schifo, giustificandosi con argomentazioni false ("c'è una legge" : quale legge?)
 
Mi concederò qualche trasferta europea, visto che nel resto del continente il tifoso è trattato alla stregua di ogni altro cittadino (più o meno).
L'incognità sarà riuscire a prendere i biglietti, ma immagino che per un eventuale trasferta in Ucraina a dicembre non ci dovrebbero essere problemi.
Magari gli ottavi, o i quarti, dovrò seguirli alla radio, ma si sa: nel 2010 o sei "privilege" o sei out.
In attesa di giorni migliori, Marco".
Altra mail di inizio agosto: "Ciao Lorenzo, vorrei lasciarti qualche breve riga per esprimere il mio parere riguardo la situazione attuale.
Sono stato abbonato per 16 anni e quest'anno ovviamente non ho rinnovato. Penso che dal momento in cui si decida di non fare la tessera e di conseguenza  l'abbonamento bisogna fare qualcosa per crare davvero un disagio a questo nuovo mondo del calcio.  Secondo me la soluzione migliore è quella di non andare più allo stadio, non guardare più la partita in tv, tornare a sentirla alla radio e vedere i goal su 90 minuto.
Un'ultima cosa...la curva sud ormai già era piena di tutti quei ragazzi coattelli ai quali adesso non si vuole lasciare spazio (come ho letto in un'e-mail sul tuo sito)...già era tutto finito, tra merchandising e voglia di padroneggiare. Soltanto pochi, ultimi nostalgici hanno resistito, nel nome del tifo, quello vero, quello di una volta, quando l'aria si colorava di giallo e rosso ad ogni inizio partita, quando si andava a vedere la MAGGICA, quando si faceva a cazzotti, e non a coltellate alle spalle. Era bello, adesso non lo è più. Grazie della possibilità di far sentire ogni voce, con stima Andrea".
*
Ed ecco qui la tessera dello studente, istituita nel silenzio il 5 agosto scorso dal Ministero della Pubblica Istruzione... ma a nessuno interessa capire verso cosa si sta scivolando.... Solo qualche blando articolo qua e là.... Anche questa istituita con decreto ministeriale, come la TdT, e non con una legge:
"L'Anagrafe nazionale degli studenti, come strumento di supporto alla realizzazione del successo scolastico e formativo degli studenti e di sostegno alla qualificazione del sistema di istruzione e formazione, è stata istituita - con Decreto ministeriale n.74 del 5 agosto 2010 - dal Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini.
L’Anagrafe intende favorire la realizzazione del diritto-dovere all'istruzione, a partire dal primo anno della scuola primaria e si avvale delle dotazioni umane e strumentali del medesimo Ministero.

Essa acquisisce dalle istituzioni scolastiche appartenenti al sistema nazionale di istruzione, dati relativi alla valutazione degli studenti (secondo quanto previsto dal D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122), nonché dati sensibili e giudiziari degli studenti e altri dati utili.

Le misure idonee ad assicurare che la consultazione da parte del Ministero dei dati personali degli studenti avvenga esclusivamente in forma anonima (o comunque con modalità che assicurino la non identificabilità dell'interessato) sono individuate nell’allegato tecnico al presente decreto, dove sono anche previste le modalità di fruizione dei dati personali  da parte dei soggetti (di cui all'art. 5 del decreto legislativo n. 76/2005), nel rispetto delle competenze e dei principi di pertinenza, non eccedenza ed indispensabilità (di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:  “Codice in materia di protezione dei dati personali”).

I dati acquisiti all'Anagrafe sono conservati fino al termine dell'anno solare successivo alla conclusione di ogni ciclo scolastico.

Per le finalità di rilevante interesse pubblico l'Anagrafe può contenere dati idonei a rivelare lo stato di salute, le convinzioni religiose e dati giudiziari - indispensabili per individuare il soggetto presso il quale lo studente assolve l'obbligo scolastico (scuole paritarie, strutture ospedaliere, case circondariali, ecc.). Tali tipi di dati sono individuati previo parere conforme del Garante per la protezione dei dati personali.

Infine, l'Anagrafe è utilizzata in forma anonima dal Ministero dell'istruzione e dalle istituzioni scolastiche, allo scopo di monitorare l'evasione dell'obbligo di istruzione, gli abbandoni scolastici, l’ irregolarità di frequenza e ogni altro fenomeno riconducibile alla cosiddetta dispersione scolastica, per predisporre opportune azioni di prevenzione.
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/anagrafe_studenti/

*
E ora il solito sondaggio del Masseggero sulla TdT:
http://www.ilmessaggero.it/sondaggio.php?ris=S
Firenze
Citofoni dalle parti di Roma...

1962
http://www.youtube.com/watch?v=94s0bTVS3fk
*
Curiosità:
"Ciao Lorenzo, ti scrivo per segnalarti una curiosità. Sono appena tornato da una vacanza negli Stati Uniti e fra i vari posti visitati sono stato nella Monument Valley: mentre ammiravo con i miei amici gli stupendi pinnacoli rossi ho visto un ragazzo che si arrampicava su una roccia.
Quando lo scalatore è stato in  cima abbiamo notato che portava una maglietta con la scritta "ROMA" e subito dalla nostra macchina è partito l'inno della Magica. Il ragazzo se ne è accorto e salutandoci calorosamente ci ha filmato.
Ti allego la foto e se il ragazzo dovesse riconoscersi mi piacerebbe essere contattato ed avere il filmato: fantaliquez@yahoo.it".

England:
"Buon pomeriggio Lorenzo,
mentre qui ci si mena durante le amichevoli (evvia maroni), nel campionato inglese si è iniziato alla grande.
Il buon Millwall, che è salito di categoria, ha ben 4 derby e due partite da bollino rosso...quelle che gli incompetenti in Italia farebbero giocare a porte chiuse: Millwall vs Leeds e Millwall vs Nottingham F.
Nel frattempo la truppa Millwall è andata a Bristol...
http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-bristol-10909215
*
Situazione per nulla tranquilla in Svezia... Hammarby in trasferta a Norrköping nella serie B svedese:
http://www.nt.se/24nt/#category=5629214&date=2010-8&clip=6194200&startTime=0m0s
Hammarby fans
*
Da Spalato: "Ciao Lorenzo, anche se non ci conosciamo personalmente seguo il tuo bellissimo sito da anni, così ho pensato di mandarti questa sorta di 'cartolina' dallo stadio Poljud di Spalato, dove sono passato per vacanza.
E' l'unica scritta in italiano che ho visto nei pressi dello stadio, si trova piu' o meno all'ingresso della curva della Torcida.
So che questi giorni ci sono argomenti molto più importanti, ma quando si viaggia è bello sentirsi un pò casa! Saluti Fabrizio".
*
Triestina:
"Come gia' ampiamente dichiarato, ribadiamo e comunichiamo la decisione di rimanere al di fuori dei cancelli dopo l'introduzione della tessera del tifoso.
Nessun vincolo al singolo, nessuna morale, chi vuol entrare lo faccia ma sia ad ogni modo informato e cosciente, che nessuna forma di tifo e sostegno sarà organizzato dal nostro gruppo.
Noi non entreremo ma saremo sempre fuori a vigilare e nulla sarà tollerato!
Non è, come gia' sottolineato un disinteresse verso l'Unione e la maglia, ma nostra espressione, la nostra lotta contro il sistema calcio.
Tutto questo per rimanere la parte sana.
Meglio fuori a modo nostro, che dentro a modo loro!
CURVA FURLAN DI FERRO E FUOCO"
Chiarita la posizione dei viola (il CAV ovviamente non ha partecpato alla riunione):
Comunicato in merito alla riunione alle Due strade.
I gruppi dei tifosi viola della curva Fiesole e della curva Ferrovia riunitisi ieri sera allo stadio della Rondinella hanno preso una posizione netta e comune in merito all’introduzione della tessera del tifoso, denominata a Firenze “Orgoglio Viola”.
Dando voce ai rappresentanti dei gruppi emerge la netta volontà di NON ADERIRE a quella che tutti hanno definito una mercificazione della nostra comune passione, un vero sopruso delle libertà individuali ben oltre il limite della legalità.
La decisione di non sottoscrivere la carta “Orgoglio Viola” nasce sulla base di motivazioni sia di forma che di sostanza che proviamo a riassumere:
1. Ci hanno detto che si tratta di una legge dello Stato che le società calcistiche devono rispettare. NON E’VERO: si tratta solo della circolare ministeriale n. 555 del 14 agosto 2009 che suggerisce, senza imposizione, l’introduzione della tessera del tifoso.
2. Ci hanno detto che il provvedimento risolverà le problematiche della violenza negli stadi. NON E’VERO: la tessera niente aggiunge in termini di sicurezza a quanto già introdotto con il biglietto nominale.
3. Ci hanno detto che e’uno strumento di fidelizzazione. NON E’VERO: un vero TIFOSO non ha certo bisogno di essere fidelizzato.
4. Ci hanno detto che ci saranno dei vantaggi economici usando la carta di credito abbinata alla tessera. NON E’ LEGALE: le agevolazioni previste contrastano con l’’art. 8 della Legge 4 Aprile 2007 N° 41.
Senza addentrarci oltre nelle motivazione del NO ALLA TESSERA, vorremmo evidenziare come, nella migliore delle ipotesi e senza adombrare il sospetto di una strategia, ci sia stata una totale disinformazione, perpetrata al solo fine di raggiungere il loro obbiettivo prefissato.
Avremmo voluto aprire un confronto con chi sositene l’utilità di questo provvedimento, ma la mancata risposta della Società ACF Fiorentina Spa al nostro invito all’incontro di ieri sera, ci ha negato l’opportunità di un costruttivo contradditorio atto a chiarire tutte le sopracitate inesattezze, consentendo ai liberi tifosi viola una scelta consapevole e non dettata dalla sola leva emozionale e sentimentale.
Cio’detto chiediamo formalmente alla società viola di consentire a tutti quei tifosi che non aderiranno alla tessera del tifoso di poter acquistare il biglietto delle singole partite esercitando una prelazione in virtù dell’abbonamento dello scorso anno.
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
*
Sanremese:
“Il gruppo Cani Sciolti Sanremo ’09, non intende assolutamente abbandonare il proprio ideale ultras!” Questo l’appello di un'altra frangia del tifo organizzato biancoazzurro, dopo quello dei Matutia 1904,  in merito all’adozione della cosiddetta tessera del tifoso dovuta alla promozione della Sanremese nel calcio professionistico. E aggiungono: “non faremo nessun abbonamento per la stagione calcistica 2010-2011. La Sanremese è la nostra vita, la libertà pure!”
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Catanzaro:
Lacrime di sconforto si uniscono a mani sudate in questo pomeriggio di caldo torrido sulla tastiera del pc, la decisione presa è delle piu' dure, quella che non vorresti prendere mai, quella che in quasi trentotto anni di storia non era mai stata presa.
A seguito delle valanghe di diffide subite quest'anno e a seguito dell'obbligatorietà della tessera del tifoso, gli Ultras Catanzaro 1973 dopo un'attenta riunione del direttivo comunicano la sospesa attività del gruppo a partire dalla data odierna fino a tempo indeterminato.
Tra una sigaretta e l'altra dovute al nervoso che ci attanaglia, scorrono velocemente le immagini degli anni piu' belli della nostra vita, le immagini che porteremo per sempre nel cuore, le immagini che racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti, ma il peso di essere uno dei gruppi piu' longevi d'Italia non ci permette di stare inermi di fronte a questa situazione.
Difendere il proprio onore, accendere un fumogeno, suonare un tamburo non puo' essere un reato, per andare in trasferta non puo' essere imposta una schedatura, chi ha già scontato un DASPO non puo' essere per sempre perseguitato e tenuto distante dallo stadio, anche al criminale piu' incallito viene concessa la chance della riabilitazione all'Ultras NO.
Questa nostra sospesa attività non va vista come uno scioglimento e un abbandono delle armi, ma la speranza che le cose possano tornare come prima non devono svanire, la speranza che l'ultimo dei politici con un po' di sale nella zucca possa mettere fine a questo scempio è sempre viva nei nostri cuori, oggi o domani saremo ben lieti di riprendere il posto che ci compete.
Voi ben pensanti e servi del sistema non esultate, un Ultras non muore mai, gli ultras Catanzaro 1973 sono sempre vivi e piu' compatti che mai, togliete l'illusione di non vederci piu' in branco, il non entrare allo stadio il non tesserare il nostro onore non vuol dire averci seppellito.
Con questo nostro addio vogliamo ringraziare tutti coloro che per almeno un giorno sono stati Ultras Catanzaro, le nostre famiglie che ci hanno sempre supportato, i vari Zenigate e Ginko della nostra città che forse adesso durante l'orario di lavoro potranno bere qualche caffè in piu', i nostri fratelli di Brescia, Barletta e Firenze e tutti i nostri nemici che grazie anche a loro abbiamo animato questi trentotto anni di attività.
In Alto i cuori, NOI NON CI TESSERIAMO.
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Ternana:
MAI AL GUINZAGLIO
In vista dell’ entrata in vigore della tessera del tifoso, la Curva Est e i suoi gruppi di riferimento si sciolgono (almeno per quanto riguarda qualsivoglia iniziativa all’interno degli stadi ), e annunciano che, finche verrà portata avanti questa politica, non entreranno più in una curva.
Probabilmente quei pochi che ancora possono, sosterranno la nostra Ternana da fuori.
Vivremo Ultras in strada.
Potevamo fare scelte “alternative”,sicuramente meno dolorose, ma la dignità ultras, la coerenza, ed il sentirsi uomini liberi, ce lo impediscono.
Non possiamo nemmeno pensare di abbandonare amici con cui abbiamo condiviso tutto, ai quali verrebbe negato l’ accesso a priori, sull’ altare di un abbonamento sottoscritto, tramite una vergognosa schedatura di un bancomat mascherato.
Dopo aver subito anni di terrorismo mediatico, amministrativo e penale, non possiamo tollerare guinzagli ed imposizioni assurde.
Molti ragazzi della curva aderiranno all’ iniziativa dell’associazione sportiva “Primidellastrada” per la costruzione di una squadra che parteciperà al campionato Uisp, per vivere dentro e fuori dal campo il calcio che piace a noi, e dare anche un senso di protesta all’ interessante proposta sociale e sportiva dell’associazione.
Da questo momento in poi, sia a Terni che lontano dalla nostra città, nessuno potrà dire di rappresentare in qualsiasi modo, magari mosso da rigurgiti ipocriti e vigliacchi, la Curva Est, né tantomeno la volontà degli ultras rossoverdi. Tenetevi il vostro calcio marcio e corrotto, noi siamo ultras e continueremo ad esserlo anche fuori dagli stadi.
Con le spalle rivolte al campo.
GLI ULTIMI DELLA CLASSE - CURVA EST
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Ad Arezzo si riparte da zero:
Ciao Lorenzo ti volevo comunicare che ieri dal notaio è stata costituito l'Atletico Arezzo Srl dopo la mancata iscrizione alla lega pro dell'AC Arezzo. Il capitale sociale è formato al 99% da Marco Massetti, giovane imprenditore aretino, e all'1% da un comitato di tifosi. Qui sotto ti riporto il sito ufficiale del comitato. Ciao a presto!
www.orgoglioamaranto.it/
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Maurizio Martucci vs. Tony Damascelli:
TIFO, TESSERA E VUVUZELAS DELLA DISCORDIA:
MARTUCCI CONTRO DAMASCELLI.
OPINIONI A CONFRONTO
ARTICOLO DI MAURIZIO MARTUCCI
Su Il Giornale di ieri l’ennesima riprova. Si gira sul problema per evitarlo. Ma io lo dico lo stesso: il calcio è in crisi d'identità, altro che “vuvuzelas 
della violenza”. Crisi del sistema e delle implicazioni sociali. Il calcio è cresciuto cavalcando sentimenti popolari, il piacere della maglia sudata, la bandiera sventolata in modo semplice e spontaneo. 
Oggi è vittima di uno scontro antropologico: calcio contro neo-calcio, 
cuore contro prodotto di consumo. Bisogna saper leggere tra i malumori 
per la Tessera del Tifoso, che non riguardano solo gli ultras (caro 
Damascelli) ma anche centri coordinamenti club e spettatori non 
organizzati: il giocattolo sta perdendo aderenza col popolo. Il calcio 
ha smarrito ritmo, religiosità civile e riti magici tramandati da generazioni. Il neo-calcio ha acquistato carte prepagate e flussi 
economici d’alta finanza. Il calendario della Serie A esce in Borsa, 
gli abbonamenti in banca e la black list passa in Questura. 
Disorientamento ed eccesso di burocratizzazione tolgono sogni e 
immaginazione. Ha vinto l’Uomo Massa. Ha perso l’Uomo Primordiale. Il 
neo-calcio ha una ricetta nuova in doppio petto, politically correct: 
fare a meno dei tifosi, puntando sui neo-tifosi, stile Vuvuzela 
sudafricana in si bemolle. Suono mono corda, una sola nota a coprire 
tutto, cori di incitamento e di dissenso. In un sistema di controllo 
blindato si affondano colpi di bisturi, come un chirurgo interviene in 
sala operatoria: stavolta però la plastica facciale è per la coscienza 
dell'Io, individuo pensante old style. Intubato l'Homo Sapiens muterà 
sembianze: rimodellato con punture di botulino sarà Homo Virtualis, 
nuovo di zecca, sintesi della tirannia dei numeri che Alexis De 
Tocqueville diceva illiberale già agli albori della democrazia 
statunitense. Schiacciamento molecolare delle masse sulle libertà 
individuali. Stadi svuotati, rigenerati da neo-tifosi, virtuosi 
marketing oriented. Ecco lo scenario: organizzati e dissidenti 
soppiantati. Portafogli a doppio fondo contro coronarie da cuore 
impavido. Banconota contro senso d’appartenenza. Prima di arrivare in 
cassa, si prezzano sacrifici e altruismo, abbassando toni (selvatici), 
alzando il Modello 730 (nei ristoranti Ciao e nei bar-snack Autogrill 
c'è pure il menù del tifoso con sconto del 10%. Ma ci pensate: nessuno 
si incontrerà più per menar vilmente le mani in autostrada. E' bastata 
una fidelity card!) Fahrenheit 451, Atto di Forza, Il taglia erbe: ieri 
film fantascienza, oggi la spalmatura dal venerdì al lunedì, passando 
per l’antipasto domenicale alle 12:30 e l’anticipo cool al sabato all’
ora di cena, lume di candela. Tutto rigorosamente in pay per view, all 
access. Si guarda al modello inglese, ma siamo italiani. Oltremanica 
giocano a pranzo perché usano un frugale branch prima del thè. Da noi 
tagliatelle e fettuccine salteranno con suoceri e nonni che andranno a 
farsi benedire insieme alla messa (contemporanea al fischio d'inizio!) 
S’è portato all’esaurimento il pathos che ha reso dilagante la palla 
presa a calci. Biglietti nominali, tornelli e sguardo vivisezionante di 
telecamere a circuito chiuso come tra i metal-detector in aeroporto, 
passaporto in mano. Lì si scongiurano psicosi terroristiche e vili 
attacchi stile 11 Settembre. Qui (dicono) si faccia per le famiglie 
sugli spalti (giusto!), alzando soglie d’acquisto (sbagliato!), 
escludendo indesiderati reazionari come al confino (regime?) Faccia 
riflettere la pochezza dei nuovi abbonati, prima che sia troppo tardi: 
qualche stagione fa 150-200.000 spettatori si contavano solo tra 
Olimpico e San Paolo (con pezzetto di San Siro). Oggi sono la somma 
stimata di tutte le Tessere del Tifoso vendute in Serie A. Curve e 
tribune rispondono a modo loro: spontaneismo dal basso contro la 
chiusura di spazi vitali. Cose da Braveheart, L'ultimo dei Mohicani e 
Balla coi lupi, altro che Fight Club come si insinua. Certo: chi 
sbaglia paga. Ma sbaglia ed è un teppista pure chi usa cuore e cervello 
per proteggere valori e coscienza critica da tifoso? 
Maurizio Martucci
ARTICOLO TONY DAMASCELLI
È tornato il calcio di casa nostra. Roba brutta, risse furibonde tra tifosi, dovunque, al nord, al centro, al sud, non importante dove, importa come. Si va già di bastoni e coltelli, l’aggressione fa parte dello spettacolo valido per tutte le stagioni. Gli ultras si coalizzano per boicottare la tessera del tifoso. Elementare, il calcio è loro e vogliono gestirlo così, tra una lama di coltello e una dose di cocaina. Il daspo sembra il nome di un 
detersivo, le diffide fanno ridere i delinquenti e i vigliacchi, se ne 
fregano di tornelli e controlli, vanno dove vogliono, si seggono dove 
desiderano.
Il football italiano è questo, ormai, cafone e violento, in campo, in curva, in tribuna autorità, in tribuna stampa. Non sei nessuno se non ti fai riconoscere, se non ti schieri, se non appartieni a una fazione, a una squadra, a un dirigente. Le ultime disposizioni della Lega calcio, in armonia con la Rai che ha acquistato i diritti dell’evento, vieta a chiunque di trasmettere in audio e in video commenti, opinioni, cronache dagli stadi. Se la norma venisse davvero applicata (dico davvero perché conosciamo gli uomini e le loro debolezze) verrebbe smantellata la sala giochi di questi vent’anni, il teatrino di voci e volti che hanno fatto la storia della televisione locale e non soltanto, delle radio di ogni quartiere, urla strazianti dopo un rigore non concesso, orgasmi inenarrabili dopo un gol realizzato dai beniamini, crisi respiratorie dopo una vittoria, cali 
psicodepressivi dopo una sconfitta, tutto rigorosamente in diretta e in 
video, con la telecamera piazzata a centimetri due dal naso.
Dice: così  si limita finalmente la violenza. Calma, incominciamo dall’alto. Chi ha  suggerito agli speaker dello stadio, soprattutto di alcuni stadi, di 
annunciare i nomi e i cognomi delle formazioni come nemmeno nei comizi dei tiranni si usa fare e dire? Chi ha creato questi pagliacci con il 
megafono che per pronunciare le generalità di un calciatore o di un 
allenatore debbono assumere qualche sostanza particolare? I dirigenti 
non sono forse complici gaudenti di questo fenomeno volgare e paesano?
Il circo, non il circolo, è vizioso, difficile uscirne. I tifosi pensano di essere legittimati dai giornalisti urlanti e caricature di se stesse (ma non stava al processo del Lunedì pappa e ciccia con Biscardi?), i giornalisti così fanno perché altrimenti, con la semplice scrittura e grammatica da piola, non verrebbero riconosciuti. È un bell’andazzo e così si è arrivati alla polizia costretta a sparare in aria per tenere a bada il gruppo di delinquenti, come è accaduto a Pisa. 
Detto per inciso, ma fino a un certo punto, per costoro e per tutti gli 
altri protagonisti di misfatti che coinvolgono il calcio, boccio il 
carcere e promuovo i servizi sociali, la pulizia dello stadio  insudiciato, quello delle latrine degli stessi impianti, il rifacimento di seggiolini, poltrone, maniglie, porte divelte durante i simpatici moti, il rifacimento, in carrozzeria, di auto, ambulanze, pullman danneggiati o dati alle fiamme. Ovviamente tutto a costo zero, come si usa ormai dire, perché se c’è una cosa poco gradita a questa orda è proprio il lavoro, quello duro, va da sé, senza salario. 
Così come i giornalisti urlanti e straziati dovrebbero avere una patente a punti: ogni strillo, ogni volgarità, ogni denuncia non provata scatta la 
multa, per gli errori di italiano, con la morte del congiuntivo e parenti vari, non c’è più speranza. Ovviamente sto vaneggiando, è tutta colpa del caldo estivo. Non accadrà nulla di tutto questo, gli arbitri hanno detto che proteggeranno il gioco come non mai, i giornalisti ribadiscono che si atterranno alle regole, i tifosi saranno rispettosi dell’avversario, i calciatori onoreranno il fair play. Non è bello tutto ciò? Peccato che non corrisponda al vero; mazze, bastoni, coltelli fanno parte del bagaglio professionale del nostro meraviglioso pubblico, gli sputi, le gomitate e gli insulti sono di pertinenza di  calciatori e giornalisti. Sono le nostre vuvuzelas. Si ricomincia sul serio, restate con loro.
Tony Damascelli
Altro interessante articolo di Martucci del 5 agosto che non avevo postato e mi sono rimesso in pari.
Mi mancano solo le foto e i tabellini di Levante/Roma.
UN ALTRO CALCIO E’ POSSIBILE?
Geopolitica del pallone: il neo-calcio è un prodotto della società dei consumi.
Il Governo, complici Club-industria, colpisce gli ultras per creare tifosi-clienti.
E in curva torna il brigantaggio?
Maurizio Martucci

Tra ‘700 e ‘800 del secolo scorso un’opposta visione del mondo portò allo scontro romantici e illuministi, ortodossi di irrazionalità e passione contro razionalisti dei lumi. Sfida col guanto, armi cavalleresche, prima dell'avvento delle ideologie del '900 post rivoluzioni francese e industriale. Caduta Berlino e poi il Muro, nel terzo millennio è rimasto poco del duello culturale sulla weltanshauung: oggi la tecnocrazia è sovrana, con buona pace di spontaneisti e teorici dell’aggregazione non omologata. Ha vinto l’Uomo Massa. Ha perso l’Uomo Primordiale. Dappertutto, anche nello sport e nelle sue dinamiche sociali.

Geopoliticamente parlando, sono 30 anni che la storia del calcio italiano muta ingredienti e anticorpi. Non più progressismo-tradizionalista ma evoluzionismo apolide allo stato puro: profitto e merchandising sono in cabina di regia. E l’ultima trovata si chiama Tessera del Tifoso, frutto naturale del neo-calcio d’esportazione italiota. Dovrebbe arrestare la devianza delle scorribande giovanili, ma fa arrossire la pur consumeristica NBA del basket americano. L'accusano di essere “un prodotto senza cuore”, rigettato aprioristicamente dall'UEFA e dal popolo di fedeli conservatori (ultimi romantici) che non colgono più ardore nemmeno tra compagini giovanili e campi di categorie minori. Il neo-calcio è nauseante ovunque, da Nord a Sud, isole comprese: emana odore ripugnante, sollecitando masse disgregate, allontanando folle tribali selvatiche. Il neo-calcio ha una nuova ricetta in doppio petto, politically correct: può fare a meno dei tifosi. Il neo-calcio punta sui neo-tifosi, stile Vuvuzela, apotropaica Lepatata sudafricana in si bemolle. Suono mono corda, una sola nota che copre tutto, compresi cori di incitamento e grida di dissenso. Striscioni e megafoni non entrano in curva e nemmeno scenografie non autorizzate. In un sistema di controllo blindato è in atto uno scontro antropologico apocalittico, condotto a colpi di bisturi, come un chirurgo affonda la lama in un intervento di plastica facciale: però stavolta in sala operatoria c'è la coscienza dell'Io, individuo autonomo e pensante, categoria old style. L'Homo Sapiens Sapiens sta per essere intubato, cambierà sembianze: verrà sfigurato e rimodellato con punture rigeneranti di botulino. Nascerà  l'Homo Virtualis, nuovo di zecca, sintesi futuristica della tirannia dei numeri che Alexis De Tocqueville diceva illiberale già agli albori della democrazia statunitense. Schiacciamento molecolare delle masse sulle libertà individuali. Non c'è né per nessuno. Si salvi chi può: “I 400-500 ultras che hanno protestato - riferisce il Ministro dell'Interno Roberto Maroni - verranno sostituiti nell'immaginario collettivo dai 4/5 milioni di tifosi che con la tessera andranno in stadi più sicuri”. Ed ecco meravigliosamente lo scenario dischiudersi, come d'incanto: c'è chi vince e c'è chi perde. I dissidenti contestatori verranno soppiantati. Anche se sono i nostri ragazzi, i nostri figli: chi se ne frega se verranno espulsi, sostituiti da nuovi scudi umani. Portafogli a doppio fondo contro coronarie da cuore impavido. Moneta banconota contro luce d’enfasi e senso d’appartenenza. Prima di arrivare in cassa, si prezzeranno sacrifici e altruismo. Abbassiamo i toni, alziamo il Modello 730: hanno un costo quantificabile trasferte, ore insonne su treno e pullman con sciarpa e gagliardetto. Una volta su quelle reliquie ci si poggiava la guancia per sognare ad occhi aperti. Oggi si monetizza pure l’anima e il sogno è diventato virtuale, artefatto, illusione costruita, impacchettata. Esci tu, perché eticamente indesiderato e politicamente scorretto. Entra lui, perché chirurgicamente anestetizzato, innocuo, bocca tappata e tasche ipotecate in attesa di essere svuotate (se non lo sapevate, nei ristoranti Ciao e nei bar-snack di Autogrill SpA, c'è pure il menù del tifoso con sconto del 10%. Che bello, ma ci pensate: nessuno si incontrerà più per menar vilmente le mani in autostrada. Basterà darsi un appuntamento via Sms e mangiare insieme con la fidelity card, risparmiando!) Fahrenheit 451, Atto di Forza, Il taglia erbe: ieri film fantascienza, oggi pellicole quasi realtà. Grazie ad una direttiva ferragostana datata 2009. Quando chi (poteva) se ne stava al mare sotto l'ombrellone e la Tessera del Tifoso diventò magicamente operativa. A fari spenti...

Per i nostri nonni il calcio era la radiocronaca di Nicolò Carosio. Per i nostri padri Tutto il Calcio Minuto per Minuto con la voce (roca) di Ciotti e (dolce) di Martellini. Per noi è stato 90° Minuto di Paolo Valenti, coi collegamenti cult di Tonino Carino da Ascoli e Luigi Necco da Napoli. Ieri le gare erano in contemporanea. Per lo spettacolo dal vivo c’erano gli stadi (eccetto lifting tipo Italia '90, gli stessi d'oggi!), c'era l’atmosfera dell’attesa, la gente arrivava in gradinata sin dal mattino, sapeva quando iniziava, sapeva quando finiva. E poi altri sette giorni prima di ricominciare, col fiato sospeso, in apnea, stimolati dalle figurine Panini. Oggi il neo-calcio aspetta una Legge Quadro (ferma alla Camera) che potrebbe revisionare piani regolatori, sbloccando progetti di avveniristici centri multifunzionali, cittadelle del neo-calcio con supermercati, cinema e megastore.  E poi, tutti lì dentro come in una vita surreale. Con la scusa di un goal in fuorigioco su cui versare lacrime di coccodrillo (senza moviola RAI, per carità: evitiamo polemiche populiste!), faremo amicizia con una veemente hostess sorriso smagliante: tra un coro e l'altro ci propinerà un modulo prestampato di mutuo a tasso variabile da contrarre con la società partner della nostra squadra del cuore. Commuovente: “Che dolcezza!” Anzi, rivisitando un azzeccatissimo spot pubblicitario, commuovente bis: “Che banca!” I calendari li estrae l’urna di Piazza Affari, CONI e FIGC restano in disparte, senza nemmeno ricevere l'invito per il primo atto ufficiale della nuova stagione. Ci aspetta la spalmatura di gioco dal venerdì al lunedì, passando per l’antipasto domenicale alle 12:30 e l’anticipo cool al sabato sera per l’ora di cena, a lume di candela. Tutto rigorosamente in pay per view, all access. Si guarda al modello inglese, ma siamo italiani un pò fetish. Anche se la Guerra è finita snobbiamo la perfida Albione perché aborriamo la vera cultura del calcio. Della performance non ce ne infischia un tubo e nemmeno della sfera d'impatto sociale. Oltremanica giocano all'ora di pranzo perché usano un frugale branch prima del thè. Da noi con tagliatelle e fettuccine salteranno pure le conviviali da suoceri e nonni. Grazie al neo-calcio, che ha vinto a colpi di propaganda.

Non c’è più spazio per l’immaginazione. S’è smarrito il piacere della maglia sudata, il dolore della bandiera sventolata sofferente ma fiera, la logica della vittoria e della sconfitta. Sei mesi di contratto, poi cambi casacca (la terza è naif, quella dei portieri a tinte disunite). Ti  contrattualizzo a Luglio, ti rivendo a Gennaio (campagna di riparazione). Comproprietà, prestito con diritto di riscatto, plusvalenza, articolo 17, parametro zero, doping, sentenza Bosman, doping amministrativo e Calciopoli. S’è portato all’esaurimento il pathos che ha reso dilagante il fenomeno della palla presa a calci, nata oltre 150 anni fa tra Oxford e Cambridge (regolamentata nella libera muratoria FreeMasons' Tavern della City), pronipote del calcio storico fiorentino d’italica reminiscenza. Oggi si entra allo stadio con biglietti nominali, varcando pre-filtraggi, tornelli e lo sguardo vivisezionante di telecamere a circuito chiuso, come tra i metal-detector degli aeroporti quando si sfila passaporto in mano. Lì si scongiurano psicosi terroristiche e vili attacchi stile 11 Settembre 2001. Qui si perora il ritorno delle famiglie sugli spalti (giusto!), alzando soglie d’acquisto (sbagliato!), per escludere gli indesiderati reazionari, diventati ingombranti dall'oggi al domani (strano!). Mi sembra di sentirli i ragionamenti di chi, fino alle ultime Regionali, in curva ci entrava eccome, ma a caccia di voti: “Non vogliamo più reietti e squattrinati, ne faremo a meno. O c’hanno i soldi, o non entrano, fedina penale al vaglio. E gli ultras continuassero pure a picchiarsi da un'altra parte, lontano dal circuito mediatico. Occhio non vede, cuore non duole!” Sai che sbornia: i più scalmanati bypasseranno i settori ospiti per accodarsi in zone promiscue. Tutti mischiati, all'impazzata. Ci vorranno gli 007 per prevenire l'incontrollabile, reso mimetico. Ecco l’antidoto sicurezza, alla faccia del garantismo, dello spazio ludico e delle libertà fondamentali! La certezza dell'uguaglianza del diritto è un optional, c'è deregulation giuridica accanto al rettangolo verde: oggi la Tessera del Tifoso ha creato uno spazio extra-territoriale, dove per entrarci (senza obbligo di legge) ti scrutano casellario giudiziale e carichi pendenti, eppure in modo diverso da città a città. E se non entri in curva, non c'è bacchetta magica, e il disagio giovanili non è risolto. Ma solo spostato, fuori i cancelli, nelle piazze. Non è lo status della Repubblica delle Banane di Paperino. Questo è il neo-stadio d'Italia gestito con tecniche sperimentali di controllo sociale di massa. Abitato non più da tifosi ma da clienti consumatori, vestiti in abiti uniformati. E' il prodotto neo-calcio, troppo stretto per sostenitori modello tifo all'antica, calzato su misura per individui alfanumerici, codici a barre e micro-chip con tecnologia di radio frequenza di identificazione a distanza (passepartout di programmi speciali spendi e spandi).

Il calcio ha perso ritmo, ha smarrito religiosità civile e riti magici tramandati da una generazione all’altra. Il neo-calcio ha acquistato carte prepagate al consumo e flussi economici d’alta finanza (ingaggi di calciatori... off-shore) Il programma stagionale partorisce in Borsa, gli abbonamenti si fanno in banca e la black list passa preventivamente in Questura. Le società obbediscono ai dictat del Governo (non del Parlamento) e la fila ai botteghini è un timido ricordo per nostalgici del “dai, andiamocene allo stadio all'ultimo minuto…”. No, fa parte del passato. Quei momenti sono chiusi nel cassetto. Con serratura a doppia mandata, insieme ai nomi tradizionali. Non ci sono più nemmeno quelli: erano in vendita, se li sono comprati. Prima c'erano Serie B e Coppa Italia, punto e basta. Oggi ci sono Serie B-BWin e Tim Cup.

Però la pochezza dei numeri dei nuovi abbonati deve far riflettere: qualche anno fa, 150.000 spettatori da stadio si contavano sommando gli abitudinari paganti (solo) di Olimpico e San Paolo. L'arena pallonara era la festa domenicale per eccellenza (al diavolo il parroco e pure la messa!) Oggi 150.000 clienti sono la somma stimata di tutte le Tessere del Tifoso richieste dagli attivisti del neo-Campionato di Serie A-TIM (main sponsor). Non un millennio fa, il Napoli di Beppe Savoldi faceva 70.402 abbonati, il Milan di Weah 73.500 e la Roma di Batistuta 44.723. Se il pallone life s’è sgonfiato all'improvviso, in compenso ci sono in presa live satellitare e digitale terrestre: il primato è di Sky con 4.700.000 abbonati, le concorrenti Mediaset Premium e Dahlia Tv   rosicchiano significative quote di audience. I ripetitori di Tele + e Stream sono spenti da un pezzo e Conto TV (se avesse vinto il ricorso al Tribunale Civile di Milano, sezione proprietà industriale) avrebbe sbancato il tavolo, riformulando in Lega il contratto mutualistico vigente. Uno sale, l’altro scende. E' la logica del mercato, ma non del campo. E ha perso il calcio. E ha vinto il neo-calcio, mentre curve e tribune montano un boicottaggio popolare senza precedenti. Con piglio radicale: “Difendiamo la nostra libertà di liberi cittadini, prima che di tifosi. Via schedature e banche dal nostro calcio. Stadi vuoti: no alla tessera del tifoso!” Uno spontaneismo dal basso tipo  brigantaggio mitizzato, fenomeno contrario al processo di piemontesizzazione dello spazio vitale. Cose da Braveheart, L'ultimo dei Mohicani e Balla coi lupi, altro che Fight Club come vorrebbero farci credere. Certo: chi sbaglia paga. La violenza va stigmatizzata, da qualunque parte provenga. Sempre. Ma sbaglia e deve pagare pure chi usa cuore e cervello e difende valori e coscienza critica? Mica si vorrà arrivare al confino e alle liste di proscrizione per gridare Goal...

L'ultima sui recenti Campionati del Mondo e vi lascio.
Per chi non se ne fosse accorto, (altro che Spagna-Olanda) Adidas-Nike è stata la finale, facilmente pronosticabile da un tabellone guarda caso un pò burlone, eccezionalmente (chissà perché?) spartito in due tronconi netti di lobby, grossi marchi di multinazionali (neo-calcio core business) che non avrebbero potuto far altro che incontrarsi proprio alla fine (chi l'avrebbe mai pensato, proprio in finale!). L'una contro l'altra. Non poteva accadere l'inverso e non poteva finire in parità. Uno dei due brand avrebbe vinto e così è stato, Coppa del Mondo in pugno (ops, griffata sulla maglia). Ma lo sapevo in anticipo. Me l’aveva detto un atipico indovino superstizioso che è riuscito ad infastidire pure l'iraniano Ahmadinejad: il polipo Paul, pescato all'isola d'Elba (dicono), tentacoli mozzafiato dal sapore trash in salsa rivisitata pop-romantica. Guai a tirarlo fuori dall’acqua. Significherebbe snaturarlo, estrometterlo dal suo habitat naturale. Primitivo, come era il calcio popolare. Che oggi è andato a farsi benedire, dopo un secolo e mezzo di onorato servizio. Alziamoci in pedi, in religioso silenzio. E recitiamogli il de profundis, pregando: “Ei fu, 28 Agosto 2010, anticipo della prima giornata del neo-Campionato del neo-calcio italiano. Con Tessera del Tifoso in mano e neo-centri commerciali (dicasi nuovi stadi) in agenda parlamentare”. Alfa, omega. Il cerchio s'è chiuso e il circo può ricominciare. Telecamere accese. Ovvio. Amen.
Maurizio Martucci

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Video e foto dalla parte degli Ultras Montreal della stagione in corso:
http://www.youtube.com/watch?v=RENcew7gsm0
http://www.youtube.com/watch?v=HDvsCjA6TnE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=WVWPAeIEJAE
http://www.youtube.com/watch?v=VJnb-Np6Lck
http://www.youtube.com/watch?v=hE4K1sFHH1o


29 agosto 2010 (pomeriggio): questo aggiornamento è uno "riassuntivo" che cerca di colmare quanto - per via delle ferie estive - non sono riuscito ad inserire. In linea la pagina di Grosseto/Roma e di Inter/Roma di Supercoppa.
Roberto Stracca sul Corriere della Sera in ordine a Roma/Cesena:
"CORSERA (R. STRACCA) - «Si, ma uno stadio senza tifo è come un giornata senza sole». Aldo ha 67 anni. Il primo giorno allo stadio se lo ricorda meglio del matrimonio. Ma una prima di campionato così gli mancava. La prima con la tessera del tifoso. «Io me la sono fatta perché so’ tifoso. Ma mi fjo che è un ultras me dice che non so’ tifoso perché mi sono adeguato. Boh». Già perché il primo risultato della ormai famigerata tessera — l’antidoto giusto al vecchio problema della violenza negli stadi secondo i fautori; un «male necessario» per i moderati; un atto liberticida per i contestatori — è stato quello di dividere i tifosi di una stessa squadra. Non è solo il fatto che i possessori della card hanno un ingresso privilegiato ai cancelli, ma ai prefiltraggi si finisce in una calca indistinta dove se sei una simil velina passi prima anche se non hai la card.

Ma succede che gli ultrà romanisti restano per un tempo fuori a manifestare il loro civile e goliardico (radioline che fanno tanto calcio che non c’è più) e gli altri stanno dentro (ai cancelli nessun blocco o picchettaggio temuto ma qualche lancio di buste d’acqua) a spellarsi le mani quando Francesco Totti entra a scaldarsi. All’inizio c’è qualche timido coro (e qualche ululato per Appiah, non imputabile agli ultrà stavolta...), ma poi manca la colonna sonora del tifo organizzato. Così capita che a un certo punto all’Olimpico si senta «e viva la Romagna e viva il sangiovese» intonato dai numerosi sostenitori ospiti. Anche loro divisi. I «non tesserati» infatti non vanno nel settore ospiti ma in uno limitrofo e, oltre a riservare non proprio oxfordiani saluti al ministro Maroni, mandano ripetutamente a quel paese i «colleghi» che hanno sottoscritto la card. Chi non ha la tessera infatti non è inibito alla trasferta ma non può accedere al settore ospiti. Cosa che non agevola chi provvede all’ordine pubblico.

Il tifo mancante e il clima surreale fa restare male i bambini, tanti al battesimo allo stadio. «I miei sanno già tutti i cori della Sud. Che peccato dopo che oggi siamo diventati matti per acquistare i tagliandi...», rivela mamma Fiorella («come la madre del capitano», ci tiene a sottolineare). Nel secondo tempo gli ultrà della Roma entrano al coro «Io non mi tessero». Qualcuno fischia, ma molti delle tribune applaudono al ritorno di colore e calore. La partita ritrova il suo sottofondo. La Roma non vince. Ma Aldo sorride. «Almeno nel secondo tempo è tornato un po’ di sole».

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Iniziamo con l'ennesimo decreto legge contro la violenza negli stadi annunciato da Mantovano:
"In arrivo nuovo decreto legge - Ad illustrare le norme che vengono messe a punto in questi giorni è stato il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, sostenitore da sempre della flagranza differita.
"Una misura - dice - che ha dato buoni frutti contro la violenza negli stadi. Un provvedimento a tempo, introdotto nel 2003 dall'allora ministro Pisanu, che è scaduto il 30 giugno" (si sono dimenticato di prorogarlo e ora lo spacciano come un rimedio nuovo).
"Le videocamere presenti ormai in tutti gli stadi - dice Mantovano - permettono di visualizzare le riprese degli incidenti e di identificare i violenti per poi procedere all'arresto. Ma tutto ciò richiede tempo, dunque, è indispensabile prevedere la flagranza differita per proseguire nell'obiettivo di isolare i violenti ed evitare gli incidenti".
Un lungo iter parlamentare - L'arresto in flagranza a distanza di ore dal fatto è stato previsto per la prima volta nell'aprile 2003 per reati commessi in ambito di manifestazioni sportive e sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerga con evidenza l'accaduto.
La misura fu approvata con un termine di due anni, più volte rinnovata, spesso tra proteste in nome di una presunta lesione del garantismo.
Un'escamotage, disse allora Mantovano, per farla approvare altrimenti non sarebbe mai passata in Parlamento. Si era parlato per la prima volta di flagranza differita con un decreto licenziato dal consiglio dei ministri nell'agosto del 2001.
Le modifiche nel corso dell'iter di conversione in Parlamento cancellarono la norma e le violenze negli stadi continuarono. Per questo nel 2003 Pisanu la ripropose. Nel giugno 2005 la norma venne prorogata.
Così anche nel 2007 quando, con Giuliano Amato al Viminale, il termine della flagranza differita passò da 36 a 48 ore.

Steward pubblici ufficiali - Mantovano annuncia inoltre che il decreto, che il Viminale si appresta a mettere a punto, conterrà anche novità per gli steward.
"Questa figura che ha sostituito la polizia negli stadi - dice - ha bisogno di un'analoga tutela giuridica". Si profila, ad esempio, che possano essere qualificati, all'interno dello stadio, come pubblici ufficiali.
In più, aggiunge il sottosegretario all'Interno, "il provvedimento potrebbe prendere in considerazione alcune misure anti violenza ipotizzate recentemente dal pool 'reati da stadio' della procura di Napoli".
A luglio il procuratore aggiunto di Napoli, Giovanni Melillo, aveva, infatti, avanzato la proposta di applicare il Daspo anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata.
Per Melillo, inoltre, il Daspo deve essere applicato con rigore: "oggi accade - aveva sottolineato - che soggetti diffidati possono mancare, anche per interi campionati, di adempiere l'obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare" (come detto in passato, il Dott. Melillo non ha letto bene la legge).
Dunque un pacchetto di misure su cui Mantovano si augura "ci sia da parte di tutti i partiti il massimo della compattezza, come e' gia' avvenuto per i provvedimenti antimafia. A sottolineare che sul punto non ci sono divisioni ma unita' d'intenti tra maggioranza e opposizione".
Tanto per chiarire:
a) al Governo è "sfuggita" la scadenza del termine a tempo della flagranza differita, che scadeva - appunto - il 30 giugno 2010. Quindi il prorogare la flagranza differita altro non è che riparare a una  svista;
b) l'equiparazione degli steward - all'interno degli stadi - ai pubblici ufficiali, ai fini della pena, già c'è, addirittura dal 2005:

ARTICOLO 6 QUATER LEGGE 13 DICEMBRE 1989 n. 401 n. 210
(Violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive)
(introdotto dalla Legge 17 ottobre 2005 n. 210)
comma 1 Chiunque commette uno dei fatti previsti dagli articoli 336 e 337 del codice penale (violenza o minaccia e resistenza, n.d.r.) nei confronti dei soggetti incaricati del controllo dei titoli di accesso e dell'instradamento degli spettatori e di quelli incaricati di assicurare il rispetto del regolamento d'uso dell'impianto dove si svolgono manifestazioni sportive, purché riconoscibili e in relazione alle mansioni svolte, è punito con le stesse pene previste dai medesimi articoli. Tali incaricati devono possedere i requisiti morali di cui all'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
Questo può quindi voler dire che gli steward avranno poteri di polizia... vedremo in che modo.
E-mail: "ciao lorenzo salto tutti i complimenti tanto li conosci bene.....ti voglio raccontare una disavventura:ieri compro il biglietto x roma cesena avendo la prelazione come vecchio abbonato che non ha rinnovato...fin qui' tutto ok! purtroppo un'ora dopo perdo il portafoglio con dentro tessera vecchia e biglietto nuovo, oltre tutto il resto! vado a fare la denuncia e chiamo la roma x sapere come muovermi....allora x la tessera vecchia e' impossibile avere il duplicato, ma mi hanno detto che tutte le volte che ne avro' bisogno il roma store chiamera' trigoria e loro confermeranno che ce l'avevo....quindi tutto ok! chiedo x il biglietto e mi dicono che avendogli mandato il fax con la denuncia mi "libereranno" il nome x un nuovo biglietto che pero' DEVO RIPAGARE X INTERO, quindi altri 17 euro! ci sono rimasto come uno stupido.....ero convinto che avendo nome cognome codice a barre e tornelli vari fosse chiaro che annullando l'altro mi avrebbero ridato il biglietto senza pagare! soprattutto dopo 15 anni d'abbonamento........il tutto x colpa di sta maledetta tessera....che se non ci fosse stata m'avrebbe evitato tutte ste trafile in quanto sarei stato abbonato come al solito! vabbe' ce devo sta'! ti saluto e ricomincia con gli aggiornamenti che cosi' al lavoro c'ho qualcosa che mi fa' compagnia!!! blaso!".
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Proseguiamo con il gossip:
"Bagno nella fontana del  Biancone, in piazza della Signoria a Firenze, per protestare contro la tessera del tifoso. L' autore della plateale protesta è Gabriele Paolini, il "disturbatore televisivo". L' uomo ha compiuto un blitz: si è avvicinato al monumento dell' Ammannati dedicato a Nettuno, si è spogliato ed è entrato nella vasca con le sole mutande. Poi, usando un megafono, ha cominciato a criticare la tessera del tifoso. Il suo show è durato alcuni minuti, poi i vigili urbani lo hanno convinto ad uscire. Paolini è stato denunciato"
Comunicato Giovinezza Roma:
PASSA IL TEMPO CAMBIA LA GENTE........
 MAI CORO FU PIU' VERITIERO, CI TROVIAMO OGGI A CONDURRE UNA  BATTAGLIA GIUSTA CONTRO 
L' INTRODUZIONE DELLA “TESSERA DEL TIFOSO” E A CONVIVERE DENTRO LA NOSTRA CURVA CON CHI HA DECISO DI ASSOGGETTARSI AL POTERE SOTTOSCRIVENDO LA STESSA, PASSANDO SOPRA AI PRINCIPI DI LIBERTA' PERSONALE E DI ORGOGLIO PROPRIO.
NON POSSIAMO FAR FINTA DI NIENTE, PORTEREMO AVANTI LA NOSTRA LOTTA, MAGARI IN MINORANZA, ANCHE CONTRO CHI HA CALPESTATO PER MERA IPOCRISIA TUTTO QUELLO CHE 
QUESTA CURVA IN TANTI ANNI DI GLORIA CI HA REGALATO.
IN UN PAESE DI FINTA DEMOCRAZIA, DOVE TUTTO ORMAI E' IMPOSTO O FATTO DIGERIRE IN OGNI CASO, DOVE GIORNALMENTE SIAMO PROTAGONISTI PASSIVI DI CONTINUE REGOLE DITTATORIALI, NON TOLLERIAMO CHE SI VOGLIA SOFFOCARE LA NOSTRA PASSIONE CALCISTICA E, DISTRUGGERE L'ULTIMO LUOGO DI AGGREGAZIONE CHE DA FASTIDIO A CHI NON CI VUOLE PIU' UNITI IN UN 
UNICO MODO DI PENSARE.
IN UN ITALIA DI PRETI PEDOFILI, PENTITI E MINISTRI PREGIUDICATI CI VIENE PROPRIO DA DIRE “ IL BUE CHE DICE CORNUTO ALL' ASINO” , QUINDI NOI CONTINUEREMO LA NOSTRA BATTAGLIA PERCHE' LOTTARE PER LA NOSTRA PASSIONE NON E' COME DOVER COMPRARE UN DECODER DIGITALE.
PER QUESTI MOTIVI NELL' ATTUALE CAMPIONATO, SOSTERREMO LA NOSTRA SQUADRA SOLO NELLE PARTITE DISPUTATE ALL' OLIMPICO, ED ESPORREMO IL NOSTRO STRISCIONE OGNI QUALVOLTA L'ACQUISTO DEL BIGLIETTO CE LO PERMETTERA'; NEL CASO CONTRARIO NON PARTECIPEREMO AD 
INIZIATIVE CHE SECONDO IL NOSTRO PENSIERO NON SIANO INERENTI E COSCIENZIOSE CON LA BATTAGLIA CHE ORMAI DA TEMPO ABBIAMO INTRAPRESO.
NON SEGUIREMO LA NOSTRA SQUADRA IN TRASFERTA IN ITALIA , BENSI ALL'ESTERO E COMUNQUE
IN TUTTI QUEGLI INCONTRI NON RIGUARDANTI IL CAMPIONATO DI SERIE A, PERCHE' A DIFFERENZA
DEGLI ANNI PASSATI NON RISPONDEREMO “ SI” ALLE DISPOSIZIONI DELL' OSSERVATORIO SU DOVE,
COME E QUANDO RECARSI IN TRASFERTA E, ANCOR PIU' PERCHE' RECARSI A SIENA VORREBBE DIRE FARLO ANCHE IN STADI PIU' INSIDIOSI.
SARA' FATTA ECCEZIONE SOLO PER IL DERBY GIOCATO IN “ TRASFERTA” POICHE' NEANCHE LA TESSERA DEL TIFOSO PUO' CANCELLARE LA RIVALITA' CITTADINA.
DISTINTI SALUTI
GIOVINEZZA ROMA
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Ancora Tdt:
Comunicato Stampa n. 34/2010
Roma, 28 agosto 2010
TESSERA DEL TIFOSO:
SCHEDATURA DI MASSA… A QUANDO LA DEPORTAZIONE???
L’ASS. DOSSETTI DICE NO A QUESTA TESSERA DEL TIFOSO
Rovente in questi giorni il telefono dell’Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei Diritti" (www.dossetti.it) , decine e decine le telefonate dei tifosi che danno il loro fermo no alla tessera del tifoso. Veri tifosi che credono nello sport, tifosi di squadre diverse, di differenti idee politiche, tifosi giovani, tifosi anziani, tifosi laureati e tifose casalinghe, tifosi impiegati e tifosi operai.
L'associazione Dossetti scende in campo per tutelare i diritti del "Tifoso vero", di quello che ha sempre creduto nello sport e che oggi non vuole essere identificato con il violento che va allo stadio per delinquere. Perché tifoso è anche chi, una domenica di campionato, decide di andare allo stadio con la famiglia e non deve essere costretto a chiedere la tessera per schedare se stesso e la famiglia e con 2 mesi di anticipo.
Obbligare un tifoso alla tessera significa andare contro la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali così come scritto nel Protocollo 11 di Strasburgo dell’11 maggio 1994 (e siglato a Roma dall’attuale Presidente del Consiglio il 29 ottobre 2004) e nel quale sono evidenziati i concetti di uguaglianza, libertà e dignità della persona in uno stato di democrazia e di diritto.
E non solo, l’obbligo alla tessera è contrario all’articolo 13 della Costituzione italiana ‘cioè il diritto alla libertà’.
 L’associazione Giuseppe Dossetti rivolge un "appello" al Ministro Maroni e chiede un incontro urgente sulla " tessera del Tifoso", che ad oggi appare nella sua regolamentazione "anticostituzionale" e " in contrapposizione con i diritti sulla "privacy".
Il segretario Claudio Giustozzi ha dichiarato: << la tessera del tifoso mina la libertà della persona perché nega il diritto ad andare allo stadio con la stessa libertà con cui si va al cinema o in discoteca. In un momento nel quale i cittadini sono sbigottiti per la mancanza di etica politica, per la mancanza di possibilità economiche, per una strisciante ma visibile mancanza delle libertà fondamentali ci si arroga il diritto di imporre un ulteriore balzello economico per l’acquisto di una tessera del tifoso che non servirà ad altro che a portare benefici economici a questa o a quella banca, negando il diritto del cittadino onesto di poter scegliere come passare il suo tempo libero; oggi rimane ancora possibile andare al cinema o in discoteca ma è impossibile, per chi non è un ‘tifoso’ ma è un ‘amante dello sport’, poter assistere liberamente alle competizione agonistiche. Sarebbe bastato applicare in modo esemplare, e non come già successo con il povero Gugliotta, le normative e le leggi vigenti. Sarebbe bastato, invece che far spendere soldi ai cittadini dare più fondi alle forze di polizia che sono deputate a isolare i pochissimi tifosi violenti. Di fatto si stanno creando i presupposti per una violenza di massa, non sono d’accordo con l’entusiasmo del ministro per i 500.000 che hanno acquistato la tessera del tifoso, voglio ricordargli che solo i cittadini della ‘padania’ sono milioni e sono tutti tifosi di questa o quell’altra squadra,quindi è evidente che si tratta di un flop pericolosissimo per le proteste, sicuramente civili, ma che vedranno come sempre protagonisti negativi i soliti pochi violenti>>
NOTA: L’Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei Diritti" ha dato mandato ai propri legali di valutare eventuali azioni da intraprendere presso la Corte di Strasburgo.
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Stracca sul Corsera qualche giorno fa:
Diminuiscono gli abbonati. E le card molto spesso non sono ancora pronte
Il caso della tessera del tifoso che non c’è
La partenza del nuovo progetto rischia a breve di complicare ulteriormente la situazione
ROMA — A Napoli, piazza caldissima, il questore ha lanciato un allarme forte e chiaro: «Qui la tessera del tifoso non l’ha richiesta nessuno». E c’è timore visto che la trasferta di Firenze di domenica è aperta soltanto ai possessori della card. A Udine c’è chi ha fatto la card nonostante qualche problema kafkiano (per gli austriaci che tifano bianconero, perché non avevano il codice fiscale in quanto non residenti...). Ma 3 mila tessere non saranno pronte per la gara con il Genoa. A Pisa c’è grande paura per la gara casalinga del 5 settembre: l’ultima volta, infatti, sono volati sputi e minacce tra i fan nerazzurri pro-tessera e i contestatori. Spaccato della spaccatura che vive il mondo del tifo: duri e puri contro allineati, bollati come «servi dello stato» o «ultras profit», perché non hanno voluto rinunciare per una battaglia ideologica al business della curva.

Forse sarà la panacea del problema della violenza negli stadi (già, ma negli autogrill, nelle stazioni, negli incroci pericolosi?). Forse, dopo decenni di lassismo in cui si è voluto confinare nello stadio, e nella fattispecie nelle curve, il conflitto antagonista giovanile tipico della società contemporanea, è l’inizio di un’inversione di tendenza. Anche ieri il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, contestato violentemente dai tifosi dell’Atalanta alla Festa della Lega Nord ad Alzano Lombardo (lancio di petardi, scontri con la polizia e diversi agenti feriti il bilancio della serata), si è dichiarato «soddisfatto» per la partenza del progetto. Ma la «tessera del tifoso» rischia, nel breve periodo, di alimentare i problemi anziché risolverli.

Il primo dato concreto è che ancora meno gente andrà allo stadio: gli abbonamenti segnano una flessione del 20%. Un dato allarmante per il malandato calcio italiano. Per libertà di scelta, anche chi non è ultrà e non ha mai pensato di esserlo nella vita, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, c’è chi non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva.

Se il fine della tessera, invece, è creare il tifoso ufficiale, eliminando quella sacca di gruppi violenti, politicizzati (già ma sotto le elezioni hanno sempre fatto comodo a tanti politici...), legati alla criminalità organizzata, il risultato immediato è stato spingere nella sfera dell’antagonismo e del non-controllo una serie di gruppi borderline, vivaci, non esattamente dei boyscout, ma con cui c’era dialogo da parte delle forze dell’ordine. E che soprattutto erano conosciuti e riconosciuti. Il rischio è che le curve (dove il processo di erosione dei leader riconosciuti era già in stato avanzato) siano sempre più regno di «cani sciolti», che compreranno, volta per volta, il biglietto, che magari viaggeranno in maniera anonima e incontrollata (una volta si sapeva chi e da dove partiva), visto che la «tessera del tifoso» è obbligatoria per accedere al settore ospiti nella gare fuori casa. Ma, se come è accaduto in passato già per partite in cui il settore ospiti era chiuso, i tifosi ospiti (come fecero i Grifoni in occasione di un Roma-Genoa destando al loro arrivo non poco allarme) comprassero i biglietti di un altro settore, che cosa potrebbe succedere.

I sindacati di polizia hanno già lanciato l’allarme. Dopo Inter-Roma di Supercoppa (gara per cui l’ex sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, ha duramente criticato il ministro Maroni per la gestione dell’ordine pubblico visto che nerazzurri e giallorossi erano a stretto contatto), Franco Maccari, segretario generale del Coisp, il sindacato indipendente di polizia: «È assordante il silenzio di Federcalcio e Lega. Il ‘‘governo del calcio’’ tace. Tace perché poi, quando il rischio diventerà emergenza, a contrastare il fenomeno ci saranno sempre gli uomini e le donne delle Forze di Polizia costretti a combattere una vera e propria battaglia».

Da sabato, poi, la Lega dovrà verificare se gli accessi privilegiati e le altre agevolazioni per i possessori delle tessere saranno veri o mere promesse dei club. Ma il vero nodo sarà capire se veramente a chi ha la tessera sarà possibile andare in quelle trasferte che da anni sono vietate: Napoli, solo per fare un esempio, per i romanisti. Il Milan è il club modello per adozione della card (l’hanno spedita anche a chi è transitato una volta per caso da San Siro). Ma l’anno scorso per scongiurare l’arrivo a Genova dei rossoneri in possesso della card si decise di giocare Genoa-Milan, gara ad altissimo rischio, a porte chiuse con forte irritazione degli abbonati rossoblù. Così accadrà per Nocerina-Cavese di domenica. Gara di Prima Divisione, dove l’adozione della tessera del tifoso è un vanto. La prefettura di Salerno ha deciso la disputa a porte chiuse. Anche per chi ha la tessera. E le società hanno fatto ricorso: benvenuti in Italia.

Roberto Stracca
26 agosto 2010

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Viva il Papa!
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Iniziative editoriali degne di menzione:
"Si chiamano Augusto, Giuseppe, Vincenzo, Gabbo, Antonio, Spagna, Celestino, Cioffi, Stefano, Mau... I loro nomi non sono famosi, ma per le “curve” a cui appartenevano sono scolpiti nella pietra, impossibili da dimenticare. Per la prima volta un libro racconta le storie di decine di uomini, donne e ragazzi morti di tifo. Uccisi nell’insensata guerra fra ultras, ammazzati da stadi colpevolmente fatiscenti, colpiti dall’eccesso di repressione delle forze dell’ordine. Cuori tifosi è il canto di dolore di tutti gli stadi italiani, in un Paese che vive di calcio e troppo spesso, purtroppo, di calcio muore. E che, soprattutto, fatica a ricordare.
L’AUTORE
Maurizio Martucci (Roma, 1973) è giornalista e scrittore. Collabora con Il Tempo, Liberal, Rinascita e Supertifo ed è regolarmente ospite di trasmissioni radio e TV. È autore di 11 novembre 2007. L’uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica, Cuore tifoso, sulla morte di Vincenzo Paparelli e Football Story, musei e mostre del calcio nel mondo (2010)"
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Catania:
CALCIO, TESSERA TIFOSO; CATANIA: ABBONAMENTI IN NETTO CALO
"Noi ci siamo, ma non ci tesseriamo". Lo striscione esposto dagli ultras catanesi in occasione della presentazione ufficiale della squadra e riproposto durante il ritiro estivo riassume in modo eloquente la posizione di netto rifiuto alla tessera del tifoso assunta dai sostenitori rossazzurri. Confermando un trend comune all'intera Serie A, i numeri relativi alle tessere staccate per il campionato 2010-2011 sono in flessione: 8.245 contro i 10.668 della stagione precedente. A mancare sono soprattutto gli abbonamenti delle curve. La campagna non è ancora chiusa e la società del presidente Pulvirenti spera di raggiungere quanto meno lo stesso numero di abbonamenti del 2009-2010, ma i segnali non sono positivi. I tifosi si dicono pronti a protestare a oltranza e, se necessario, a disertare il Massimino.
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Bergamo, la violenta protesta dei supporters atalantini di qualche giorno fa:
Al riguardo, una e-mail:
"Questa la reazione di Maroni ai fatti di ieri nella bergamasca PARLA MARONI — "Chi ha determinato quanto accaduto può scordarsi di entrare
negli stadi per molto tempo. Saranno colpiti duramente": così ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni commentando l'accaduto.
SCUSA MA PERCHE' DOVREBBERO DARE IL DASPO A QUESTI? MICA C'ERA UNA PARTITA IN CORSO? SE CI SONO STATI DEI REATI DOVREBBERO ESSERE DEI TRIBUNALI A DECIDERLO, PER QUEL POCO CHE CAPISCO, E CREDO CHE IL DASPO NON SAREBBE MINIMAMENTE APPLICABILE AI FATTI DI IERI, IN UNO STATO DI DIRITTO". Infatti i 44 daspo comminati sono illegittimi. Chi ha commesso reati potrà essere perseguito penalmente ma il daspo si applica quando il fatto avviene in occasione o a causa di COMPETIZIONI sportive. Nell'Italia uterina, però tutto è possibile e una buona parte di responsabilità va anche ai giudici che non hanno il coraggio di applicare le leggi per la paura che hanno della opinione pubblica, ormai il vero padrone dello Stato.
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Carpi:
COMUNICATO ULTRAS CARPI

Dopo tanti anni vogliamo iniziare questo nuovo anno ringraziando pubblicamente la società, composta di imprenditori carpigiani, che ha riportato nel professionismo dopo oltre 10 anni la nostra squadra e lo vogliamo fare per 3 motivi:

perche' ha dimostrato di saper rimediare agli errori iniziali dello scorso anno facendo un grandissimo girone di ritorno (a parte il non calcio di pianura)
perche' si e' molto impegnata, anche economicamente, per il ripescaggio nel corso di questa lunga estate del calcio italiano
perche' ha comunque allestito una buona squadra che ci auguriamo sia protagonista durante questa nuova avventura

Non siamo molto contenti di iniziare l'anno con un nuovo cambiamento di settore come gia' avvenuto l'anno scorso col pisa, spostamento che fa sembrare i tifosi non il motivo stesso del calcio, ma degli oggetti da riposizionare ogni volta. Pero' attendiamo fiduciosi che la societa' riesca a breve, come annunciato, a riportare gli spettatori nei loro settori, avendo ragione della difficolta' del comune, dell'inspiegabile rigidita' della questura e delle mutevoli considerazioni di misteriose commissioni di vigilanza.

La situazione attuale, che ha consegnato agli “ospiti” il settore piu' capiente dello stadio e che restera' quasi sempre desolatamente vuoto, restringe per noi tifosi a poche centinaia la disponibilita' di biglietti, soprattutto a prezzi popolari, una cosa incredibile proprio nell'anno del ritorno tra i professionisti!

Annunciamo inoltre che noi ULTRAS CARPI, di tutti i gruppi, diciamo in modo compatto:

NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!!

COME FANNO LA MAGGIOR PARTE DELLE TIFOSERIE ITALIANE E LO FACCIAMO CONTRO:

la sua banale inutilita' essendo gia' tutti i biglietti nominali
la schedatura sistematica degli spettatori, perche' siamo tifosi e non delinquenti
la volonta' di ridurre i tifosi a dei semplici fruitori televisivi inerti, ognuno chiuso nella propria casa, anche attraverso l'utilizzo sempre maggiore di burocrazie e rallentamenti
il tentativo di distruggere il calore e la passione dei tifosi attorno allo sport popolare per eccellenza
l'attacco deliberato alle curve italiane, che sono spesso uno dei pochi spazi di aggregazione e di socialita' per decine di migliaia di ragazzi e non solo dei covi di facinorosi

Per tutti questi motivi non potremo fare l'abbonamento per questa stagione e invitiamo tutti i tifosi del magico mondo del Carpi a fare altrettanto, ma garantiremo sempre, ovunque e comunque la nostra presenza, in casa e in trasferta, pagando ogni volta il biglietto senza ricatti verso nessuno, alla faccia di chi pensa di risolvere i problemi con la repressione e la schedatura.
 

GUITATI DAL LAMBRUSCO CARPI

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Biglietterie....:
SAN SIRO: BIGLIETTERIE APERTE SABATO E DOMENICA
MILANO - San Siro aspetta tutti i tifosi rossoneri per salutare il debutto in campionato del Milan! Le casse dello stadio saranno aperte anche sabato e domenica per la vendita dei biglietti per la prima partita di campionato: domani sarà possibile acquistare i biglietti dalle 11 alle 18, mentre il giorno della partita le casse apriranno alle 10. Per tutte le info sul listino prezzi e sulle modalità di vendita, clicca qui!
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Trattato del Ribelle (e poi dicono che gli ultras sono analfabeti):
Ciao Lorè
Lorè ho appena finito di leggere Trattato del Ribelle di Ernst Junger....e non potevo non postarti questa frase che me sembra più che attuale...attualissima....
 "Se le grandi masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato, basterebbero tanti poliziotti quanti sono i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos'è la libertà. E non soltanto questi lupi sono forti in se stessi, c'è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in un branco. È questo l'incubo dei potenti."
 ...se nun sbaglio, noi a esse lupi semo lupi....quindi in campana...;)
Altra mail di Giovanni di due giorni dopo:
Lorè te mando un altra parte de "Trattato del Ribelle" di Ernst Junger...dimme se non c'ha visto lungo...
"Esaminiamo, per esempio, la libertà e i diritti del singolo nel suo rapporto con l'autorità. Sono stabiliti dalla Costituzione. Dovremo certamente mettere in conto che, da parte dello Stato, oppure di un invasore straniero oppure ancora da diversi soggetti che agiscono congiuntamente, questi diritti verrano continuamente violati anche per periodi piuttosto lunghi. Ma le masse, nel nostro paese almeno si trovano in una situazione che impedisce loro di rendersi conto della volazione della Costituzione. Una volta perduta, questa consapevolezza non può essere artificialmente recuperata. La violazione del diritto assume talvolta apparenza di legalità, per esempio quando il partito al potere si assicura una maggioranza favorevole a modificare la Costituzione.
La maggioranza può contemporaneamente agire nellla legalità e produrre illegalità: le menti semplici non afferrano mai questa contraddizione.
I soprusi possono farsi sempre più feroci e diventare veri e propri delitti contro determinati gruppi.[...]
Dal singolo ci si aspetta dunque una prova di grande coraggio.
Gli si chiede di farsi, da solo, paladino del diritto persino contro lo strapotere dello Stato.
Verrebbe da dubitare che esistano uomini di tal fatta. E invece ci sono, si manifestano, diventano i Ribelli.
Questo tipo d'uomo entrerà nella storia anche senza volerlo, perchè vi sono forme di tirannide che non lasciano scelta.
Beninteso, dovrà averne la statura.[...]
L' immagine è singolare: uno o anche più singoli che oppongono resistenza al Leviatano. Eppure, proprio circostanze di questo genere mettono in evidenza la vulnerabilità del colosso. Non c'è dubbio che un manipolo di uomini pronti a tutto costituisce una minaccia non più semplicemente morale, ma reale.
Quale miglior prova offerta in tempo di pace, di quella offerta dai criminali? E' sempre più frequente il caso di due o tre banditi che mettono a soqquadro un intero quartiere metropolitano costringendo la polizia a lunghi stati d'assedio.
Ma non appena le parti si invertono e l' autorità diventa criminale, gli onesti che oppongono resistenza possono conseguire risultati incomparabilmente più importanti. Lunghi periodi di pace favoriscono la convinzione che l'inviolabilità del domicilio si fondi sulla Costituzione, che di essa si farebbe garante.
In realtà l'inviolabilità del domicilio si fonda sul capofamiglia che, attorniato dai suoi figli, si presenta sulla porta di casa brandendo la scure.
Ma non sempre questa verità è evidente, nè dev' essere invocata come pretesto per attaccare la Costituzione.
E' proprio vero che l'uomo è garante della sua parola e non la parola dell'uomo che la pronuncia.[...]"
Ammetto di non aver letto Junger. Una sola parola quindi: sintesi spettacolare.

Intervista (per nulla accondiscendente) a Maroni di qualche giorno fa effettuata dal discepolo Palombo della Gazzetta dello Sport:

"Agli ultrà non ci pieghiamo"
Il Ministro dell'Interno insiste sulla linea della fermezza: "La tessera del tifoso? Sono soddisfatto. Contro i gruppi violenti useremo la fermezza. Entro il 2013 voglio far scomparire le reti di recinzione"

 ROMA, 24 agosto 2010 -
Ministro Maroni, ci siamo. Dopo lunga gestazione, la tessera del tifoso sta per partire. Contento, o c’è ancora qualcosa che non va?
"Sono soddisfatto. Dopo molte resistenze e qualche mugugno, le società hanno mantenuto gli impegni che avevano assunto. Non tutto è stato realizzato in modo omogeneo, ma quanto doveva essere fatto o almeno avviato è avvenuto".
Hanno aderito tutti, come lei pretese a suo tempo dalla Lega di Milano, o c’è qualcuno che è rimasto indietro?
"Hanno aderito tutti nel senso che non c’è società che abbia detto "non lo faccio" (per forza, sono state ricattate con la chiusra degli stadi! Esempio: il Flaminio di Roma ospita 40mila spettatori per il 6 nazioni di rugby ed è quindi a norma. Per Atletico Roma/Taranto, il fatto che non si abbia la tessera del tifoso lo rende non a norma. Come è possibile?). Sono stato a Palermo a Ferragosto, una città che sulla tessera del tifoso era fredda, e un presidente, Zamparini, che nei miei confronti ha usato anche parole dure e offensive. Ebbene, i dati dicono che oggi a Palermo il numero di tessere del tifoso è superiore, e non di poco, a quello degli abbonamenti (certo, perché alcuni tifosi disinformati pensano di non poter vedere le partite se non se la fanno. E' così ovunque, ma gli abbonamenti? Sono o non sono in calo? E le famiglie? Dove sono finite?). Altrove il percorso non è ancora ultimato e molti tifosi devono ancora scoprire i vantaggi e le agevolazioni che la tessera potrà procurare loro, a cominciare dagli accordi che abbiamo stipulato con Autogrill e Ferrovie dello Stato" (ecco il punto. Guarda caso Autogrill e Ferrovie dello Stato sono componenti dell'Osservatorio. Un bell'inciucio!).
Il centro studi delle due Leghe di Milano ha comunicato ieri che le tessere del tifoso fin qui sono 521.540. Tante o poche?
"Sono numeri positivi, dei quali sono estremamente soddisfatto. Numeri destinati in breve tempo a salire" (beh, se si considera che la metà sono quelle del Milan non capisco come faccia ad essere soddisfatto).
Eppure ci sono curve che contestano la tessera, la ritengono una schedatura e il calo verticale degli abbonamenti non sembra estraneo alla questione. Il capo della Polizia Manganelli parla di «tifosi professionisti» che hanno «interesse alla non applicazione della tessera». Avete quantificato le dimensioni di questa protesta?
"Bisogna tener distinti i tifosi veri (che sono la stragrande maggioranza) dagli ultras violenti che si oppongono ad ogni forma di controllo di sicurezza (possono esistere dei tifosi normali, o anche degli ultras non violenti che sono contrari alla tessera, secondo Maroni? Se io dicessi che tutti i leghisti sono violenti perché danno fuoco agli extracomunitari, cosa direbbe il Ministro?)). Ci sono sigle nell’universo degli ultras che hanno poco o niente a che fare col calcio. La protesta di costoro contro la tessera del tifoso è un fatto positivo, vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta. Sempre a Palermo, giovedì scorso, Europa League, per la tessera del tifoso hanno protestato in una trentina, mentre allo stadio erano in trentamila. Per noi contano quei trentamila. E non saranno mai quei trenta a condizionarci. E’ falso definire schedatura la tessera del tifoso (e allora la Questura riconsegni la terza foto tessera che serve per il modulo di adesione!). Chi sostiene questa tesi lo fa per interessi inconfessabili e per niente nobili. No, non siamo preoccupati e non credo che il calo degli abbonamenti vada collegato all’introduzione della tessera. Quello dipende da altri fattori".
Per esempio?
"L’anno scorso sono stato a Londra da privato cittadino, coi miei ragazzi. Siamo andati a vedere l’Arsenal, nel nuovo stadio degli Emirates. Una festa, un evento lungo un intero pomeriggio, dal ristorante al bar a una curva che non è una curva perché lì sono tutte tribune, e poi, alla fine, "anche" la partita. In Italia queste condizioni non esistono (meno male... per noi c'è ancora "prima" la partita). Il male principale del calcio italiano è racchiuso negli stadi e nella loro gestione. Altrove, in Inghilterra, Spagna e Germania, quello che c’è dentro uno stadio prima e dopo la partita ha destrutturato il problema della violenza. Noi abbiamo una legge che giace in Parlamento da molto tempo, e che sta andando troppo per le lunghe".
L’estate del calcio è stata piena di incidenti, ultimi in ordine di tempo quelli degli ultrà della Roma sabato in Supercoppa. Standard abituali, o segnali d’una escalation? Abete a Coverciano ha detto "Non sarà una stagione facile".
"Sottoscrivo le sue parole. Segnali negativi erano arrivati già alla fine dello scorso campionato, complice il suo andamento molto incerto e il contributo comportamentale offerto da più d’un giocatore che ci ha messo del suo, ho in mente qualcuno ma non faccio nomi (tanto è chiaro che si riferisce a De Rossi, però MNaroni non dice nulla su Platini, che ha detto la stessa cosa, solo perché De Rossi è Romano e la Lega, è noto, odia i romani). Gli atti di violenza commessi dagli ultrà romanisti in occasione della Supercoppa sono frutto di una concezione criminosa dello sport. Contro questi gruppi violenti useremo tutta la fermezza che sarà necessaria. In questo momento gli individui sottoposti a Daspo sono 4000, metà dei quali sanzionati nell’ultima stagione. E’ un dato importante. Continueremo in questa direzione, obiettivo estirpare la violenza non solo dentro ma anche intorno agli stadi. Siamo i soli ad avere ancora le reti di recinzione tra spalti e campo: entro il 2013 devono scomparire".
Dopo Pisa-Viterbese ci sono stati 20 arresti: tutti condannati per direttissima a sei e otto mesi di reclusione, ma tutti subito liberi grazie alla sospensione cautelare della pena.
"Dipende dal codice di procedura penale in vigore nel nostro Paese. Non mi meraviglio, è normale che chi sia incensurato se la cavi a buon mercato al primo reato che commette. A questi pseudotifosi, comunque, verrà dato il Daspo. E’ quella la sanzione che conta, non potere più entrare in uno stadio per anni" (su questo Maroni è molto cauto, ovviamente. Lui stesso per resistenza a pubblico ufficiale è stato condannato a due mesi e venti giorni di reclusione, ovviamente non scontati perché anche lui ha beneficiato della sospensioen della pena... ma forse Palombo si è dimenticato di farglielo notare...).
Nell’ottobre 2009 lei disegnò alla Gazzetta l’identikit dell’ultrà «meno ideologizzato, ma spesso in rapporto con la criminalità organizzata, che cerca d’infiltrarsi nel mondo delle curve». Conferma?
"Confermo, anche se quello era un giudizio generale (già all'epoca Maroni non aveva compreso nulla. E sì che al Ministero hanno i servizi segreti!). Qualche gruppo politicizzato c’è ancora, come c’è qualche gruppo ultra collegato alla criminalità organizzata. Ma sono situazioni tenute sotto controllo".
Sono in arrivo ulteriori misure di prevenzione?
"La norma del cosiddetto "arresto in flagranza" esteso alle 48 ore successive ai fatti, che era in scadenza lo scorso 30 giugno, è stata prorogata (non ancora. Dovete fare un decreto legge, ve lo eravate dimenticato). Ed è in itinere la trasformazione degli steward in sorta di "pubblici ufficiali" quando sono nell’esercizio delle loro funzioni. Questo per dare loro maggiore forza e renderli meno vulnerabili. Per ora mi fermo qui".
Federcalcio e Lega di A hanno passato l’estate a litigare sul numero degli extracomunitari. Il suo collega Calderoli si è schierato con Abete. E lei?
"Sto con Calderoli e Abete. Meno extracomunitari vuol dire fare il bene del calcio italiano, specie dopo un mondiale disastroso, e uso un eufemismo, come quello dell’Italia. Non vuole essere un attacco ai club e non credo ci rimetta lo spettacolo. Un bravo giocatore italiano produce una maggiore reciproca fidelizzazione, e non rischi di vedertelo scappare all’estero l’anno successivo".
Papastathopoulos, Boateng, Yepes, Amelia: soddisfatto del mercato del suo Milan?
"Devo essere sincero o diplomatico? Non sono soddisfatto. Mi rendo conto dei problemi che ci sono, ero presente alla conferenza stampa di presentazione del Milan, dove Berlusconi ha dato i numeri... nel senso (meglio precisare) che ha contabilizzato tutti i soldi sborsati nel corso degli anni. Posso capire che ogni tanto debba tirare i cordoni della borsa. Spero solo che il Milan investa sui giovani, per un progetto a medio-lungo termine, per riportarci ai tempi di Arrigo Sacchi e di quella squadra stellare. Rincorrere il risultato stagionale acquistando questo o quel trentenne non serve a niente".
Lo ha detto a Berlusconi?
Sì. Tra noi c’è la massima confidenza. Lui ha convenuto, ha detto che per quest’anno "non c’è trippa per gatti". Ma non venderà. Non lo vuole fare per un motivo affettivo. E mi ha imposto di essere fiducioso per il futuro, anche perché non posso mica stare a guardare l’Inter vincere tutti gli anni. L’ho già fatto abbastanza".
Ci crede a Ibrahimovic?
"Ci spero ma non ci credo e comunque Ibra non risolve il problema. E’ un’aspirina e qui invece avremmo bisogno di una massiccia dose di antibiotici".
Chi vince il campionato, la Champions e dove si piazza il Milan?
"Inter sia l’uno che l’altra. Lo dico gufando, naturalmente. Per il Milan zona Champions e nulla più".
Concludiamo tornando ai tifosi: cosa dice loro a cinque giorni dall’inizio del campionato?
"Ai tifosi veri dico di andare allo stadio con fiducia, di portarci i figli (troppo complicato, Maroni), di divertirsi. E agli irriducibili dico di... ridursi un po’, di usare la testa, di essere ragionevoli. Non è con questo braccio di ferro che ci convinceranno a mollare (non saremo noi: sarà l'economia)".



29 agosto 2010: rieccoci qua! Le foto di Roma/Cesena sono in linea.

18 agosto 2010: mini aggiornamento con questo comunicato... ho da inserire tantissime cose ma il momento è di riposo...!
COMUNICATO UFFICIALE IRISH CLAN ROMA
Si rende noto che l’IRISH CLAN ROMA non ha in nessun modo aderito al progetto “PRIVILEGE CARD” (TESSERA DEL TIFOSO) e che come gli altri gruppi della SUD seguirà la AS ROMA come e dove possibile, come e dove vorrà.
Tale precisazione si è resa necessaria viste le voci che sono girate nelle ultime settimane.
Voci diffamanti che evidentemente sono state messe in giro da persone volutamente o non informate.
La nostra passione non si tessera
IRISH CLAN ROMA


3 agosto 2010: inizia il periodo più propriamente estivo e quindi gli aggiornamenti saranno più discontinui.
Una domanda per il ministro Maroni e per i vari commentatori.... Com'è che, nonostante gli ultras non si siano abbonati, le famiglie non sono tornate ad affollare gli stadi?
A proposito, visto che la Supercoppa è aperta a tutti, mi ci porto i miei figli, ogni volta che ci sarà una limitazione non ce li porterò

Corso di Salerno

Inter/Roma, Supercoppa 2010/11
Solo per la cronaca, e per la serie 
"famiglie allo stadio":
a) ho dovuto girare mezza Roma per trovare i biglietti, reperiti solo vicino Piazza Bologna;
b) per il secondo anello blu non ci sono biglietti ridotti, quindi io e due bambini = 60 euro.

Il libro che conto di legge questa estate, 
dalle radici del calcio agli hooligans d'Oltremanica

Statuto live in Firenze
http://www.youtube.com/watch?v=bxV_sUG36Ow
Altra rispopsta a Stefano: "è sacrosanto cio' che scrivi Ste anzi per quanto troppo palese rischi di scivolare nell'ovvio purtroppo!!! io ho passato i trenta da poco e credo la prima mail al sito del Magnifico mecenate Lorenzo (mo' addirittura mecenate! Non esageriamo,:-) sia datata 2000...noi abbiamo avuto la fortuna di vedere e assistere  a cio' oggi gli si viene solo raccontato...e spesso neanche a tutti....ma questo fa parte del ciclo generazionale...anche a me raccontarono delle gesta del Divino , del bomber, di un Capitano che avrei voluto tanto sostenere in campo e fuori......ma a differenza di oggi c'era il rispetto e abnegazione...il rispetto per chi prima di me aveva calpestato quei gradoni prima e seggiolini dopo...per un coro che non ti competeva cantare...per quei ragazzi e quelle ragazze che si facevano un mazzo tutta la partita che neanche se la vedevano tutta...e tu li sotto scorgevi a mala pena i calzettoni e gli scarpini...eppoi c'era la conoscenza della storia....dei fatti...degli avventimenti...che non era imposta da nessuno..ma eri tu stesso ad andare alla ricerca di notizie..perche' senza la conoscenza del passato non potevi comprendere cio' che avevi intorno..oggi leggo di timori su chi occupera' questo e quel muretto...mentre non si preoccupano di difenderlo dalle loro stesse paure...purtroppo oggi hanno crato questo scisma...quasta linea di demarcazione temporale tra i pre tdt e post tdt...ma il processo nelle loro teste è cominciato molto tempo prima...creando calciatori da spot...x tifosi di spot..vorrebbero e hanno calciatori attori che vengono osannati piu' per le loro battute che per lo loro gesta in campo..ma loro malgrado ci saremmo sempre noi ai quali non potranno mai cancellare la memoria..che ci opporremo e aspetteremo...daremo fastidio e aspetteremo...aspetteremo ,secondo me, quel giorno neanche troppo lontano in cui ci diranno (giornalisti, calciatori presidenti) ..ragazzi ci siamo sbagliati...per favore tornate allo stadio..rifateci vedere le coreografie e i fumogeni...e finalmente il manto erboso di Sparta tornera' libero".
Finiamo con i disservizi: "ciao lorenzo,ti allego il link del (dis)servizio della rai sul crollo degli abbonamenti!!
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-cb16e9e0-dc19-445e-a070-07cf2f0874e3.html?p=0


2 agosto 2010: in costruzione la pagina di Paris Saint Germain/Roma e Bordeaux/Roma.
Curva Nord Pisa:
All'assurdità non c'è mai fine.
In questi giorni ci stanno arrivando le diffide per la pacifica invasione di Cecina, dove alcuni ragazzi della Nord sono entrati in campo per chiedere la sospensione della partita dopo la morte di Matthias. Tutti allora hanno approvato e giustificato quel gesto, dai massmedia ai giocatori, dalla società a chiunque abbia un minimo di sensibilità. Ora basta! Tutta Pisa,sportiva e non, si deve rendere conto in che Stato di repressione viviamo, repressione che non si ferma nemmeno di fronte alla morte di un ragazzo. E' sempre questo il comportamento della questura: lascia passare mesi e mesi e quando arriva agosto, approfittando della calma estiva, manda le diffide più assurde, meschine ed ingiustificate. Sono al vaglio iniziative e prese di posizione per ribellarsi a queste meschine diffide che stanno falcidiando i gruppi della Nord. Curva Nord "Maurizio Alberti"
"Lo stadio è la tua città" fa proseliti: a Firenze, striscione montato sul bus scoperto che fa la linea "panoramica" in città , ha ricevuto  anche gli - insperati - applausi della gente che lo vedeva passare... in più, SS 630 Cassino-mare
Ancora TdT:
"Ciao Lorenzo, nelle discussioni quotidiane sulla oramai famigerata tessera del tifoso, mi sembra nn si fccia mai menzione della "situazione" curva sud. Io personalmente, come altri tremila circa, ho consegnato il vecchio abbonamento al mio gruppo, che provvederà, si spera, di domenica in domenica, all'acquisto dei biglietti x tutti quelli che di volta in volta vorranno venire. Ma il discorso comunque nn è questo. Immagino cn terrore l'entrata in curva e la miriade di coattelli seduti sui muretti dei gruppi, pensa che cosa può succedere...Mi chiedo, e chissà quanti cm me, visto che da fonti ufficiose siamo a
circa 9000 abbonamenti (dei quali 7000 tra sud ed ex distinto lato monte mario che in totale hanno una capienza di 14000 posti), il problema di trovare biglietti nn ci dovrebbe essere, ma mettiamo il caso di partite riservate ai soli abbonati o ecc...cn quale coraggio la gente si apposterà sui muretti dei gruppi?".
Non credo ci si metterà nessuno...
Ancora: "Caro Lorenzo,  torno a scriverti dopo tanto tempo - durante il quale ho comunque giornalmente visitato il tuo sito - per confermarti che anche io, così come altri 7 amici over 40 con i quali seguo da sempre la nostra Magica, non ho rinnovato l'abbonamento. Lasciar trascorrere il periodo di prelazione è stato tremendo, anche perchè ero abbonato senza soluzione di continuità da ben 29 anni (da ragazzino, prima di fare il primo abbonamento, andavo cor bijetto acquistato il giorno della partita...). La determinazione a combattere questo stato di cose è stata comunque più forte di tutto. Tanto per non perdere una delle poche trasferte che potremo fare senza ricorrere ad espedienti vari, ieri sono andato a fare il biglietto di Supercoppa alla ricevitoria di Via della Giuliana. Ore 18.45, una solo ragazzetto davanti a me. Entra un altro ragazzo ed a quel punto il titolare (che pure si dichiarava romanista, ma che faceva anche gli abbonamenti...) comincia a sentenziare che quella sarà l'ultima trasferta possibile senza tessera del tifoso e via dicendo. Gli altri due appaiono
turbati. Intervengo spiegando che in ogni caso si potrà andare in altro settore, diverso da quello ospiti, acquistando il relativo biglietto e il gestore fa spallucce dicendo che gli sembrava di aver capito tutt'altro. A quel punto - per ingannare l'attesa - prendo (con un certo ribrezzo) il libricino che pubblicizza costi e modalità di abbomento alla SS Lazie e LEGGO UNA COSA SPETTACOLARE e precisamente la promozione "Abbonamento PROVINCIA IN TRIBUNA"! Tale promozione prevede "Novità di quest'anno. Riservato a tutti i residenti FUORI DALLA CITTA' e dalla PROVINCIA di Roma". Un'ulteriore conferma della vera origine degli appartenenti alla "nobirtà Urtrasse" laziale. Tra l'ilarità dei presenti ho per un attimo persino dimenticato la TDT. Un caro saluto. Un Ultrà".
Da Genova, Luca:
"l'altra sera, in occasione della formulazione dei calendari, una delegazione degli utc si è recata a milano davanti il palazzo della borsa (e già il luogo della presentazione scelto dalla lega dice tutto...). è stato esposto lo striscione che vedi in foto e distribuito questo volantino. ciao!
CARO PRESIDENTE… IL CALCIO APPARTIENE ALLA GENTE!
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!
Per chi se lo fosse dimenticato, il calcio appartiene a tutti, in quanto fenomeno di aggregazione che per mezzo secolo ha unito generazioni di italiani. Ancora oggi, 'la partita' è l'unico vero fenomeno sociale nel nostro paese capace di coinvolgere ragazzi provenienti da tutta Italia. Alla stadio ci si aggrega, nella propria squadra ci si identifica. Così è sempre stato, una tradizione. Aggregazione, identificazione, tradizioni, valori questi che il calcio moderno non contempla, e che anzi vuole sostituire con termini quali introiti, strategie aziendali, circuiti bancari... I signori del calcio hanno ormai da tempo avviato un processo di speculazione e commercializzazione del calcio, ignorando totalmente ciò che esso rappresenta nel nostro paese. Diventando business, il calcio ha cambiato pelle, perso in bellezza, poesia e credibili tà. Calcio scommesse, scandali, campionati falsati, pay tv, stadi deserti, decreti spalma debiti, giochi di potere, sponsor, stadi come centri commerciali… Ovunque e comunque l'obbiettivo è trarre il più alto guadagno possibile, anche se ciò vuole dire rinnegare la storia. Ultima trovata, ma non per gravità, la ormai tristemente nota tessera del tifoso. Ecco signore e signori la soluzione finale (spacciata per la soluzione alla violenza… ma telecamere, forze dell’ordine, tornelli e biglietti nominativi non bastavano?), ciò che finalmente metterà a tacere chi per anni ha lottato contro i 'loro' interessi economici, chi ama il calcio, chi passa le domeniche sulle tribune non curante di sole, pioggia, neve o classifica. Una schedatura in piena regola che, oltre a garantire una bella iniezione di liquidi nelle tasche delle banche, farà in modo che allo stadio abbia acceso solo chi si adegua al nuovo calcio, quello del 'più spendi e più sei tifoso', quello che vuole privilegiare e fidelizzare senza tenere conto di un valore come appunto l'aggregazione. É ora che i signori presidenti, dirigenti, autorità, aprano gli occhi. La passione, il tifo, la fede, la voglia di libertà, il boato non possono e non potranno mai diventare una mera voce di bilancio. Il calcio non appartiene a chi ci guadagna, ma a chi lo ama. I diritti di questi ultimi vanno difesi, non quelli televisivi. Rivendichiamo il diritto di libero pensiero, di aggregazione, di libertà, di recarci e vivere lo stadio come hanno fatto i nostri padri, di garantire lo stesso diritto ai nostri figli. Che si mettano il cuore in pace: siamo tifosi, non clienti, ne tantomeno ruote del loro sporco ingranaggio, non lo saremo mai. Fermiamoli finché siamo in tempo...
Giù le mani dal calcio italiano, no alla tessera del tifoso!
Ultras Tito Cucchiaroni

Stefano risponde a una mail di risposta: "Grazie della risposta. La tua testimonianza conferma quello che ho sempre pensato, cioe’ che tanta gente comunque la TdT se la fara’, che in molti comunque, prendendola semplicemente soltanto come l’ennesima rottura di coglioni, non ci penseranno due volte a richiederla e fare l’abbonamento. Da quello che mi dici pero’, tante di queste persone, di piccoli consumatori come li hai giustamente chiamati, sono giovani. Beati loro, dirai tu. Vero ma c’e’ una cosa che non hanno vissuto. La Roma e lo stadio come lo abbiamo vissuto noi. Il calcio, come lo abbiamo vissuto noi. Non hanno un termine di paragone, loro conoscono questo e per quanto sia uno scempio e’ ancora lo spettacolo e lo sport piu’ bello e popolare del mondo. La gente di una certa’ eta’ invece, io ne ho 40, ha la possibilita’ di dire “non e’ piu’ come una volta” e non soltanto perche’ ora ha i capelli grigi o non ce l’ha. Non e’ solo un problema di eta’. Anno dopo anno il calcio e’ cambiato sempre in peggio, in campo e fuori. Guardiamoci intorno, vincono solo e sempre le squadre con i soldi, veri o presunti che siano, sempre le stesse o quelle che trovano lo sceicco di turno. Ormai i titoli si “comprano” piu’ che vincono. La selezione e’ fatta in base allo Stato Patrimoniale delle societa’, ma quanto e’ noioso? Spagna, Italia, Inghilterra, tutti i principali campionati dominati sempre dagli stessi. Da noi in piu’ di tanto in tanto ti dicono che le partite che hai visto erano taroccate, aggiustate, predeterminate. Nessuno dice piu’ niente di interessante, se ci provano lo massacrano. Pochi i giornalisti con una coscienza, pochi i gioctaori che pensano al di la’ di quale macchina devono sfoggiare o quale velina si devono scopare. In un mondo del calcio piatto e uniforme, finto e corrotto, l’unica nota positiva era il tifo, quello vero e disinteressato. Ci hanno dichiarato guerra, a colpi di decreti, di diffide, di infamanti campagne stampa.
Se io e te non ci fossimo scritti sulle pagine di questo sito, che Dio benedica Lorenzo, non avremmo mai avuto occasione di parlare. Questa e’ una difesa a oltranza, come i 300 Spartani delle Termopili, siamo di fronte a un “nemico” che ce l’ha giurata e ha trovato i suoi piu’ preziosi alleati in quelle stesse persone che ogni anno ti chiedono soldi, tempo, fiato e energia per riempire gli stadi che un giorno vorranno trasformare in centri ricreazionali all’interno di mega centri commerciali. Che si fottano.
Se il loro obiettivo era tenermi lontano ci sono riusciti ma fossi in loro non canterei vittoria troppo presto.

Il bello è che lo hanno detto pure alla RAI e hanno dato la colpa alla Nazionale! Ahahahahahahahhahahahhah!!!!!
I Radicali controbattono a Maroni:
"Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani e del Senatore Radicale Marco Perduca: “Non sappiamo a chi si rivolgesse il Ministro Maroni quando ha lamentato che sulla tessera del tifoso son state dette parole di troppo, e’ certo che nessun al Viminale s’e’ degnato di rispondere alle interrogazioni parlamentari a riguardo che abbiamo presentato dal settembre scorso. Ne’ tanto meno si capisce quali siano le stupidaggini che hanno circondato la fantomatica tessera, perché se c’e’ una cosa certa, e molto seria, e’ la totale assenza di quadro normativo circa questa presunta ‘fidelizzazione’. Se l’intenzione di questa iniziativa e’ quella di estirpare la violenza dagli stadi privilegiando il tifo ‘buono’, non si capisce come possano contribuire Fs e Autogrill ne’ tantomeno si capisce come un qualcosa di totalmente incerto e affidato a ordinanze prefettizie possa esser considerata una risposta strutturale ai problemi del tifo violento che nessuno nega esistere. La tessera del tifoso non è obbligatoria ne’ esiste per legge: è solo una iniziativa commerciale della Lega Calcio imposta dal Ministro sotto la minaccia di far giocare a porte chiuse le partite. Gli effetti che questa ‘fidelizzazione’ sortirà saranno la diserzione del programma di decine di migliaia di persone, che però vorranno andar comunque allo stadio, rendendo ancor più difficile la gestione dell’ordine pubblico e la devoluzione di compiti pubblici al privato. Tv a pagamento e i violenti ringraziano”.
Per finire:
TESSERA DEL TIFOSO, GUIDA ALLA SERIE A
RINASCITA (M.MARTUCCI) - “Per la tessera del tifoso c’è un programma che va avanti e sarà applicato nei tempi previsti. Il 30 luglio ci sarà un importante annuncio”. L’ha ribadito il Ministro Maroni a Milanello, nel caotico raduno rossonero del contestatissimo Berlusconi. Novità in vista anche dopo ferragosto, parola di Mantovano, Sottosegretario all’Interno: “A fine agosto probabilmente il governo emanerà un decreto in materia di sicurezza, sicurezza in generale. Sarà un provvedimento di vasta portata. Ma sappiamo che il campionato inizia a fine agosto”. Indiscrezioni vogliono un nuovo giro di vite per il mondo del calcio, con club e stadi in affanno per adeguarsi alla burocratizzazione del Programma Tessera del Tifoso, emanato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive con l’avallo di FIGC e CONI. Non senza polemiche, deregulation liberticida e contro-misure adottate da curve e tribune in mobilitazione crescente.

BARI
Matarrese ha lanciato Fedeltà Biancorossa, “la carta multifunzionale che rappresenta la voglia di vivere la passione per il Bari fuori e dentro lo stadio”. Vale 3 anni, è gratis con l'abbonamento, 6 euro senza. Clausola atipica nel contratto: si chiede un'autocertificazione di assenza di condanne penali e carichi pendenti, mentre sul sito ufficiale del club c'è scritto: “ai varchi sarà sufficiente esibirla per essere autorizzati ad entrare”. Cioè? Senza la neo-tessera barese niente autorizzazione d'accesso al S. Nicola e in altri stadi? Con oltre 500 trasferte alle spalle, il leader ultrà Alberto Savarese, in arte “Parigino”, dice: “Non siamo d’accordo, non possiamo accettare ulteriori restrizioni. Non è possibile pagare un pre-biglietto oltre a quello nominale! Finiremo per lasciare gli stadi vuoti e poi vedremo la risposta delle pay-tv: dove andranno ad esultare i giocatori al momento del gol?”

BOLOGNA
Arricchita da iniziative meritocratiche pro fedeltà di spesa dei tifosi, la Siamo Rossoblù varia dai 5 ai 12 euro e, con PIN e password, funziona da carta bancaria prepagata ricaricabile: il titolare stipula il contratto con il gruppo Intesa Sanpaolo e per il prelievo agli sportelli automatici ha un limite di 500 euro giornalieri. A differenza delle altre card, tra le cause ostative della black list non c'è la Legge 1423 del 1956 (diffida del Questore per ozio, vagabondaggio, droga e sfruttamento prostituzione) ma solo DASPO e condanna per reati da stadio. Ma i gruppi organizzati della Curva Andrea Costa non si abbonano: “Sarà la dimostrazione di come la curva, coerentemente alle lotte portate avanti contro il calcio moderno, le pay-tv, la repressione ed il business, ne vuole uscire a testa alta e non limitarsi a fare la marionetta. Cercheremo di essere sempre presenti in casa ed in trasferta nei settori che troveremo disponibili, perché il sostegno alla squadra non dovrà mai mancare, convinti che questi sacrifici siano necessari per ridare in mano il calcio ai sentimenti”.

BRESCIA
Nemmeno la Curva Nord si tessera. Lo chiarisce Diego Piccinelli, portavoce degli Ultras Brescia 1911: “La tessera del tifoso è un'imposizione, una soluzione caduta dall'alto. Si tratta dell'ennesima soluzione sbagliata che allontanerà i tifosi dallo stadio. Il messaggio che sta uscendo è poi discriminante e sbagliato. Sembra che chi non aderisce sia un violento. Non si capisce invece che in palio non c'è una partita per la coreografia migliore, ma la dignità di ogni cittadino, che non vuole entrare in uno stadio consapevole di essere stato schedato. La tessera trasformerà i tifosi in clienti, con molti doveri e pochi diritti. Dietro la maschera della sicurezza si nasconde un valore economico”. Le neo-promosse rondinelle hanno Cuore Biancazzurro, ma in fretta e furia corrono ai ripari per garantire l'agibilità dello Stadio Rigamonti: “Stiamo lavorando in modo serrato”, dice l'Assessore comunale ai lavori pubblici. Si stima oltre un milione di euro per un restyling da Serie A e l'installazione di 4 tornelli, comprati nel 2005 (Decreto Pisanu) ma da nottetempo in magazzino. Si aggiungono ai 12 già esistenti.

CAGLIARI
Gratis per gli abbonati, 20 euro per i senza. “La Cagliari Card è la nuova fidelity card creata dalla Cagliari Calcio per rispondere alle recenti determinazioni dell'Osservatorio Manifestazioni Sportive e del Ministero degli Interni. Si tratta di uno strumento nuovo creato per consentire ai tifosi rossoblu di seguire il Cagliari anche nelle trasferte chiuse ai tifosi ospiti e di poter accedere allo stadio in modo più agevole tramite tornelli dedicati.” Quali accessi privilegiati? Finora al S. Elia non se ve vede l'ombra e la tifoseria rossoblù, come le altre, dubita che la tessera consentirà l'automatica visione di tutte le trasferte, comprese quelle che il CASMS giudicherà ad alto rischio. Però in molti l'hanno acquistata ugualmente e la fisiologica amputazione, almeno in Sardegna, dovrebbe contenersi in qualche centinaio di defezioni: gli irriducibili del libero pensiero di curva.

CATANIA
“Uno stadio senza tifo è molto più triste di uno stadio senza partite di calcio”. E' lo slogan che il 24 Luglio ha animato nella città etnea il raduno nazionale del tifo organizzato: oltre 400 partecipanti in rappresentanza di 60 diverse realtà, convenuti a confronto per un meeting sulla direttiva di Maroni. Netta la posizione catanese, contraria alla Cuore Rossazzurro (3.000 richieste, 10 euro ognuna, circuito MasterCard, gratis per i titolari della carta della finanziaria Agos). Annunciato un anno intero di clamoroso boicottaggio. Tutti fuori il Massimino: “Gli ultras catanesi dicono no alla tessera e hanno deciso di alzare un muro contro chi ci vuole privare della nostra libertà: per questo a Catania è stato deciso, con non poca tristezza, che oltre a non tesserarsi per l'intera stagione, verranno sospese tutte le attività legate al tifo. Il tutto si trasferirà all'esterno dell'impianto. Ci teniamo, inoltre, a precisare che la nostra non è una resa, ma un modo civile per dire no a chi ci vuole cancellare”.

CESENA
Tra i piccoli club, l'ufficio marketing che più di altri non s'è fatto trovare impreparato. Ha cavalcato per tempo il nuovo business, diversificando l'offerta di servizi per i titolari della Cesena Card: carta di credito prepagata ricaricabile gestita dalla Banca Romagna Cooperativa, programmi loyalty nel circuito Cesena Shop, accesso internet e creazione di mini siti web, streaming e wap per guardare sul cellulare le interviste ai beniamini bianconeri. Ma anche autocertificazione alla questura per l'assenza di carichi pendenti e condanne penali, oltre a DASPO e solite cause restrittive. “No alla tessera!”, scenografia con migliaia di cartoncini e linea di condotta della Curva Mare, avvalorata da un dibattito in Palazzo del Capitano: “Chiediamo al Cesena e al Presidente Campedelli di permettere ai tifosi di usufruire del meccanismo di prelazione già adottato dalle tifoserie di Genoa e Sampdoria. Ribadiamo la nostra intenzione di seguire e sostenere sempre e comunque il nostro Cesena, senza però rinunciare alla nostra dignità”.

CHIEVO VERONA
Si chiama Noi del Chievo Card e i clivensi gli hanno dedicato pure un sito web. Insieme al Sassuolo (Serie B), il Chievo è l'unico ad aver riportato sul modulo d’adesione l'uso dell'RFID, il micro-chip con tecnologia di identificazione a radio frequenza a distanza installato nelle fidelity card, per cui il Garante della Privacy già nel 2005 prescrisse necessarie clausole di legittimità e informativa, invero eluse nella totalità dei contratti. A tutela del trattamento dei dati personali, l'Associazione Difesa Consumatori Sportivi è ricorsa al garante, ma il gruppo dei North Side 1994 ha comunque aderito al progetto: “Siamo nati per sostenere il Chievo, siamo nati per tifare in casa e in trasferta. Riteniamo la tessera del tifoso arbitraria ed una grave restrizione della libertà personale. Però non troviamo soluzioni diverse da quella di sottoscrivere, nostro malgrado, questa assurda tessera e quindi rinnovare anche l'abbonamento. Da sempre l'unica battaglia, essere sempre al fianco della nostra maglia!”

FIORENTINA
Orgoglio Viola della discordia, nonostante le 18.000 richieste di partecipazione e gli accordi tra fratelli Della Valle, aziende emettitrici (Intesa Sanpaolo e Banca Cassa Risparmio Firenze) e Questura (Modello Firenze è lo slogan dell'ex Questore Tagliente, fautore di un dialogo legalitario con alcuni tifosi della Curva Fiesole). Il dettagliatissimo regolamento d'uso dello Stadio Franchi sembra però una mannaia penzolante, pronta a colpire arbitrariamente quando meno te l’aspetti: come per i sottoposti a DASPO, perderanno la tessera del tifoso quanti sosteranno in prossimità di passaggi, ingressi e uscite dell’impianto, quanti si attarderanno nei corridoi dello stadio o ne deturperanno la struttura, oppure quanti intimoriranno arbitro e avversari o anche solo getteranno spazzatura fuori dagli appositi contenitori. Parte della Fiesole ha aderito al programma e il Collettivo Autonomo Viola si rifiutò di sfilare in corteo a Roma il 14 Novembre 2009 nella marcia nazionale promossa dal fronte del “No alla tessera”. Ma il blocco fiorentino non è comunque unito: diversi striscioni anti-tessera sono apparsi in città, mentre lo storico gruppo Ultras Viola 1973 si è sciolto: “Siamo arrivati a questa decisione perché non esistono più i presupposti per portare avanti un gruppo di tifosi organizzati. Tra leggi, restrizioni e la tessera del tifoso, il movimento ultras è finito”. Nello stadio del rione San Frediano ieri sera c'è stato un dibattito aperto a tutti. Tema: “Svuotamento del Franchi e tessera: favorevoli e contrari a confronto”.

GENOA
Dalla Lanterna giungono i risultati migliori del dialogo tra società e tifosi, frutto di un percorso senza imposizioni né ricatti. Buon senso comune cerca di arginare una prevedibile emorragia di presenze a Marassi. Il club di Preziosi ha DNA Genoa, non sottoscrivibile ad agosto (toccata già quota 15.000). Ma per i dissidenti del movimentismo organizzato della Gradinata Nord c'è una strada rivoluzionaria, alternativa alla carta caldeggiata da Maroni. “La tifoseria organizzata del Genoa ribadisce la propria netta e ferma opposizione alla schedatura di massa dei supporters calcistici. Sperando che la nostra sia ancora una democrazia nella quale sia possibile fare cose semplici e antiche come andare allo stadio a vedere una partita di calcio senza dover sottostare a soffocanti burocrazie, invitiamo tutti i tifosi del Genoa ad avvalersi della facoltà concessa dalla società di utilizzare l’abbonamento della stagione 2009/2010 come diritto di prelazione per poter acquistare il biglietto del proprio settore”. Sulla scia dell’Inghilterra, dove la facoltativa tessera del tifoso non è obbligatoria per l'abbonamento ma funzione da priority card per l'acquisto di biglietti in prevendita.

INTERNAZIONALE
I latini la definirebbero una coincidentia oppositorum. L'Inter Campione d'Europa è stata tra le prime a dotarsi della tessera del tifoso, la Siamo Noi, Banca Popolare di Milano, circuito MasterCard, 10 euro. La Curva Nord 1969 è tra le prime (e sinora l'unica se intesa come unità di gruppi di una sola curva) ad aver sposato la tessera, seppur con riserva. Un accoglimento diffidente, pronunciato a bocca storta ma criticato ugualmente dal resto del panorama del tifo nazionale. A Milano vanno dritti per la loro strada, certi della scelta che non abbandona il campo: “Non sentiamo il bisogno di essere definiti tifosi ufficiali e non sentiamo il bisogno di farci imporre una carta di credito per assistere alle gare in trasferta della nostra squadra. Ci interessa unicamente seguire l’Inter senza dover essere costretti a dimostrare di avere la fedina penale pulita, quasi dovessimo accedere ad un concorso per entrare in Polizia o in Magistratura. Del resto, che ormai gli stadi siano divenuti una specie di zona franca ed i tifosi cittadini di serie B, per il controllo dei quali è possibile porre in essere leggi speciali al di fuori di qualsiasi garanzia costituzionale, è da tempo principio assodato. La tessera del tifoso non rappresenta pertanto che l’ultima invenzione in questo senso che, ancora una volta, sta a confermare l’assoluto fallimento di una politica di repressione posta in essere dalle Istituzioni. Tuttavia il nostro primo obiettivo, ancora oggi dopo quarantuno anni, è quello di sostenere l’FC Internazionale ad ogni costo. La nostra sarà una battaglia e una lotta alla sopravvivenza che intendiamo continuare tutti insieme proprio dove non ci vogliono: dentro lo stadio! ”

JUVENTUS
Juventus Member è il programma della squadra più scudettata d’Italia. Tre versioni: Stadium (Visa Electron), Premium (Carta SI, gratis per abbonati, 42 euro agli altri) e International (residenti all’estero), una segmentazione orientata al modello marketing del calcio inglese: per i 11.400 fedeli sottoscrizione di un codice etico, prelazione nella prevendita di biglietti, community dedicata sui forum internet, eventi con i giocatori, foto autografate e sconti sul merchandising. I Drughi Bianconeri della Curva Sud di Torino hanno adottato una terza via, né favorevole, né contraria: “ogni nostro tesserato è libero di prendere la decisione che riterrà più opportuna, non ci saranno imposizioni ne da una parte ne dall’altra, ma consigliamo comunque a tutti di documentarsi a 360° prima di fare scelte affrettate ed azzardate”. Diversa la posizione dei Drughi sezione Roma: “Questo gruppo non aderisce alla tessera del tifoso”.

LAZIO
Non basta la pubblicità del Marc’Aurelio in Campidoglio, sciarpa laziale al collo: Millenovecento (emessa da Poste Italiane, circuito MasterCard) ha numeri impressionanti, da minimo storico. Appena 1.600 richieste contro i 27.000 abbonati dell’anno scorso e i 40.000 dell’era Mancini. L’Olimpico è a serio rischio diserzione. La tessera del tifoso è aggravata dall’estenuante contestazione alla presidenza Lotito. La piazza romana è stanca di questa gestione e la Curva Nord contesta con modalità radicale anche l’iniziativa Maroni: no alla tessera e no al biglietto. In pratica: basta con lo stadio! “Noi siamo ultras da sempre! E lo siamo in quanto individui che amano la libertà. Un tempo il sistema tolse i giovani dalle piazze e li mise in uno stadio per controllarli e circoscrivere la loro voglia di ribellione. Oggi quello stesso sistema ha completamente debellato le aggregazioni giovanili di massa per le strade delle nostre città. Non spariremo, perché la Lazio siamo noi. Semplicemente non saremo più lì”. Stessa analisi, ma diversa sintesi, per il Sodalizio della Tribuna Tevere: “non ci tessereremo e non faremo la tessera del tifoso. Proponiamo alla Lazio di garantire ai vecchi abbonati il diritto di prelazione a prezzo bloccato sui biglietti casalinghi. Questa richiesta è il nostro urlo d’amore per difendere la dignità e la coscienza del tifoso laziale”.

LECCE
“Contro il vostro calcio-controllo, ultrà Lecce rifiuta la tessera”. Il testo del volantino, rinvenuto tra le vie barocche della città salentina, che rigetta l’US Lecce Card (VISA Electron) nonostante la diano gratis con l’abbonamento nell’anno della riconquistata promozione: “invitiamo tutti quanti hanno a cuore il mondo ultras e la propria libertà personale a non aderire, rifiutando una schedatura forzata. Siamo disposti a seguire i nostri colori – sia in casa che fuori – anche rimanendo fuori dallo stadio”. Ma il Presidente giallorosso Semeraro ha comunque teso la mano al pubblico più caldo, offrendo ai senza tessera l’opzione della prelazione sui biglietti. Come Genoa e Samp: “non entriamo nel merito della vicenda ma vogliamo salvaguardare i nostri tifosi che, in tutta libertà, rinunciano alla sottoscrizione dell’abbonamento a causa della tessera del tifoso. Di più non possiamo fare”.

MILAN
Oltre 200.000 card postalizzate gratuitamente un anno fa. Poi l’errore dell’assenza di foto, codice a barre e micro-chip RFID. E l’annullamento ai sottoposti a DASPO o condanne per reati da stadio, con tanto di lettera di scuse per la svista. Infine la nuova Cuore Rossonero, carta multifunzionale Intesa Sanpaolo, circuito Maestro. E’ una ricaricabile con l’attribuzione di “Punti Stella”, secondo la logica “più spendi, più sei tifoso” ma pure del riconoscimento della militanza da stadio, divisa per 3 fasce di provenienza geografica: vieni regolarmente a San Siro da Sicilia o Calabria? In omaggio 950 stelle. Sei lombardo e segui solo 3 gare di Champions League? Solo 60 stelle. E da qui privilegi e sconti del 15% al Milan Megastore. Il sito dell’Alternativa Rossonera pubblicizza la tessera del tifoso. Su quello della Curva Sud Milano invece non se ne parla ma Giancarlo Capelli, alias “Barone” per la Sud, si oppone al progetto già fallito nell’ingombrante precedente di Genoa-Milan del 9 Maggio 2010. Tessera del tifoso alla mano, 371 milanisti rinunciarono alla trasferta di Marassi. Il Prefetto ligure optò per le porte chiuse, motivi d’ordine pubblico.

NAPOLI
Poste Italiane ha l’esclusiva della vendita della tessera del tifoso azzurro. Si parte. Anzi, no: al primo giorno di emissione Napoli in tilt, non per ressa da folla. Gli uffici postali hanno chiuso, congelando ogni procedura, richiamando uno per uno i primi sottoscrittori, invitati a ritirarsi le pratiche. E intanto la città è tappezzata da volantini, manifesti, scritte e striscioni di opposizione: “napoletani, non ci abboniamo, non ci tesseriamo. Firmato Curva A”, “dal 1979 preferiamo essere, vaffanculo tessere, firmato Fedayn”. Dalla Procura partenopea giungono segnali inquietanti e un magistrato ha addirittura proposto di estendere il DASPO ai camorristi: “ultrà non sempre è sinonimo di criminale, ma a Napoli certi gruppi camorristici non sono estranei alla gestione delle attività illecite che ruotano attorno allo stadio”. Nonostante le critiche, la teoria del procuratore Giovanni Melillo suona come un innalzamento del livello di guardia (e di repressione): “il Daspo dovrebbe poter essere applicato anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive, per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata”.

PALERMO
“La tessera del tifoso è un ricatto, un’intimidazione vera e propria del Ministro Maroni. Certi poliziotti non vedono l’ora di menare le mani. L’Italia è uno stato di Polizia. I governanti conoscono solo le limitazioni della libertà”. Sono le scoppiettanti parole di Maurizio Zamparini, Presidente dissidente del Palermo, promotore a malincuore della Goal Member, 5 anni di validità, 10 euro, circuito VISA Electron, diffusione gestita dalla List Ticket del gruppo Lottomatica, 30 giorni di visione gratuita della pay per view Dahlia TV. Emulando l’azzurro De Rossi, il fantasista Miccoli ha definito la tessera “una cazzata”, ma i suoi tifosi si sono però divisi: le Brigate Rosanero la sottoscrivono (“non piace a nessuno, ma la faremo”, ha detto il responsabile Salvo Giordano) e sinora si contano 10.000 richieste, tra cui si autoescludono i ragazzi dei Warriors, che abdicano l’abbonamento per l’acquisto di biglietti in ogni singola gara.

PARMA
Blu, tessera del tifoso crociato con anomalia etica: insieme alla Samp, è l’unica senza banca. Il Presidente Ghirardi ha sposato il male minore: “le banche restano fuori. Non speculeremo. Non faremo accordi con banche: nessuno pensi che il Parma si arricchisca sulla pelle dei tifosi”. Perché in realtà la carta di credito Parma Agos Ducato già c’è e non ha voluto replicare un prodotto esistente. In Emilia c’è una tifoseria tra le più consapevoli e sensibili al tema, trattato in dibattiti pubblici, interventi tv, striscioni e volantini. I Boys non si abbonano: “Discordia, perché la tessera del tifoso non mette d’accordo chi è pro e chi è contro, anzi il rischio è che si venga a creare una spaccatura, cosa che bisogna evitare fra tifosi. Si esce sconfitti sia con la tessera in tasca che non. Noi però non vogliamo piegarci e rimaniamo noi stessi. Sicuramente il tifo si può fare con o senza abbonamento in tasca. Per tifare ci vuole la presenza, la voce, le mani, il colore e la passione. Per essere tifosi basta solamente dirlo. Per essere spettatori basta guardare la partita: anche da abbonati”.

ROMA
Striscioni di dissenso issati sul Grande Raccordo Anulare, tam-tam radiofonico ininterrotto, manifestazione a Trigoria, disobbedienza civile con raccolta di vecchi abbonamenti. La Curva Sud è mobilitata contro l’AS Roma Club Privilege (VISA Electron, 15 euro), già nel nome in contrasto con benefici e privilegi tra società e tifosi vietati dalla legge del 2007 post-Raciti e dal Codice di Giustizia Sportiva FIGC. La Sensi voleva estenderla pure ai giornalisti, Ordine e sindacato si sono opposti e l’idea è tramontata. Ma non le polemiche: i favorevolisti (sinora meno di 15.000) sono stati invitati ad abbonarsi al di fuori del settore più caldo: “Tutti i gruppi della Sud continueranno a seguire la squadra in casa e in trasferta ogni qualvolta ci sarà anche un solo spiraglio per farlo. Tutti i tifosi, anche non appartenenti ai gruppi, che hanno deciso di dire no alla tessera del tifoso avranno la possibilità di unirsi alla nostra lotta e continuare ad andare allo stadio da persone libere. Invitiamo chi ha già aderito alla tessera a rispettare la storia e la tradizione della nostra Curva Sud prendendo posto in settori dello stadio diversi da quest’ultimo.

SAMPDORIA
Nonostante l’offerta di risparmio per telefonia, rifornimento benzina ERG (sponsor ufficiale) e l’opzione della carta ERG Più, le 15.000 Samp Card sinora staccate sono lontane dai 20.402 abbonati del 2009/10. E la società, parola del direttore generale Sergio Gasparin, l’ha capito bene: “Per coloro che non la sottoscriveranno, nel rispetto di chi, in tanti anni, è stato vicino ai nostri colori, abbiamo deciso, in occasione di ogni partita interna, di garantire un periodo di prelazione per l’acquisto dei tagliandi dello stesso posto e settore in cui erano abbonati nella stagione scorsa”. Una vittoria degli Ultras Tito Cucchiaroni, in Gradinata Sud dal lontano 1969: “Il prossimo anno saremo ancora lì, su quegli stessi gradoni che ci hanno visto crescere, soffrire, urlare, esultare, piangere. Contro chi ci voleva divisi, contro chi voleva abbattere la nostra voglia di aggregazione, il nostro modo di essere, la nostra storia e tradizione. Contro di loro e la loro maledetta tessera si è alzato forte, chiaro, deciso, e categorico il nostro NO! Il prossimo anno acquisteremo di domenica in domenica il biglietto. Avremo tre giorni di prelazione per l’acquisto, diritto che ci siamo guadagnati negli anni, sempre al fianco della Sampdoria, abbonandoci sempre e comunque. Un diritto garantito nella stessa maniera a tutti coloro che erano abbonati in qualsiasi settore dello stadio e che hanno scelto di dire, come noi, NO alla tessera del tifoso. Abbiamo avuto la conferma che le battaglie si vincono restando uniti, credendo profondamente in ciò per cui si combatte. Nessuno potrà mai incatenare la nostra fede. Rimbombi ovunque il nostro urlo di libertà!”

UDINESE
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, gruppo Intesa Sanpaolo, è l’emettitrice di Udinese My Passion, meno di 2.000 richieste, ricaricabile PayPass di MasterCard, 18 euro extra abbonamento, 2 euro per ogni singolo prelievo in altre banche. L’Associazione Udinese Club e gli ultras delle Zebrette hanno chiesto di uscire dal programma tessera del tifoso usufruendo del diritto di priorità sui biglietti: “la mia libertà a 3 euro”, lo slogan coniato sul costo della prelazione. La società di Pozzo deve ancora rispondere. Intanto dal confronto nel Parco del Cormor è emersa la volontà dei ragazzi della Curva Nord di non tesserarsi. Sul sito dei Friulani al Seguito c’è un sarcastico fotomontaggio di immagini: stadio col pubblico, stadio senza pubblico. E’ l’ipotesi (chissà quanto remota) di un prima e dopo l’introduzione della tessera del tifoso.

E POI…
Staremo a vedere. Tra un mese inizia la nuova Serie A, spalmata con partite al venerdì, sabato, domenica alle 12:30, lunedì sera, telecamere negli spogliatoi e interviste nell'intervallo tra i due tempi di gioco. Prima di andare al mare, negli anni ’70 si faceva a gara per pronosticare l’autunno caldo. A partire dagli anticipi del 28 Agosto, si è praticamente certi di un Campionato caldissimo. E non certo per colpa di un’insolazione da spiaggia senza ombrellone…



30 luglio 2010: ma guarda! Chi lo avrebbe mai detto!
"(ASCA) - Roma, 28 lug - Servizi migliori e maggiori opportunita' al tifoso fidelizzato: un ulteriore passo del percorso di attuazione del programma ''tessera del tifoso'' grazie ad un protocollo - informa un comunicato del ministero dell'Interno - tra Viminale, Ferrovie e Autogrill.
Venerdi' 30 luglio alle 11.30 al Viminale, il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, l'Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti e il Direttore generale di Autogrill Spa, Aldo Papa, alla presenza del Capo della Polizia, Antonio Manganelli, firmeranno il Protocollo d'Intesa che stabilisce vantaggi ai possessori della ''tessera del tifoso''.
Cagliari/Bastia: "Buongiorno Lorenzo, facciamoci due risate senza entrare nel merito di quello che Maroni dovrebbe fare a questi giocatori
La partita è Cagliari-Bastia http://www.gazzetta.it/".
Da Velletri: "Ciao lorè...!!sono un ultras del Velletri squadra che milita in promozione laziale..!!ti scrivo a riguardo della famigerata tessera...come ben sai a noi non ci tocca in quanto siamo sotto alla D ma ci sembra che il problema sia di tutti quelli che si sentono ULTRAS e anzi sia un problema di carattere addirittura sociale..!!sono anni che seguo il Velletri e che vado allo stadio sia fronte curva sud sia curva nord,non essendo io tifoso ne della lazio ne della roma..secondo me la "soluzione" trovata da molte curve e cioè quella di non abbonarsi ( gesto nobilissimo sia chiaro) ma di entrare di volta in volta coi biglietti,non serve a niente..anzi..è solo un ACCONTENTARSI sullo stato delle cose..molti ultras che seguiranno questa scelta mi hanno detto che in questo modo da dentro loro combatteranno meglio la tessera..ma io mi chiedo..COME??con cori e striscioni??mi sembra un utopia vera e propia..faccio l esempio della sud..si entra coi biglietti,si tifa come prima,sicuramente con in curva qualcuno che si è tesserato,perche è logico che su 12000 persone qualcuno cè,e come si pensa di combatterla??molti dicono che restando fuori si farebbe propio il loro volere..secondo me non è cosi..loro ci vogliono dentro gli stadi,a fare i nostri 4 cori,ma controllati e in qualche modo "comandati"..insomma loro vorrebbero tutti "ultras di stato"..!!è falsa l idea che ci vogliono fuori dagli stadi,anzi,è propio li che gli facciamo piu paura,(vedesi notte della morte di gabbo)..come diceva quel vecchio striscione "CI TOGLIETE DAGLI STADI CI VEDRETE NELLE STRADE"...è nelle strade che loro non ci vogliono,li siamo incontrollabili..con questo non voglio dire che si deve rinunciare allo stadio per sempre,ma che un po di sacrificio sul calcio,in nome di qualcosa di piu impostante non guasterebbe..!!poi,una volta vinta sta battaglia si torna dentro,ma adesso non ha senso..offrire il nostro spettacolo e i nostri soldi ogni domenica fa solo il loro comodo..allora o si entra e non si tifa..e si mena a chiunque è tesserato,prendendosi i rischi che sappiamo,altrimenti è inutile!!loro fanno leva propio sul fatto che in qualsiasi caso noi alla partita NON rinunciamo,è questo il nostro male..quest anno si giochera a mezzogiorno e noi saremo sempre li,perche è li che ci vogliono..in piazza,magari con accanto gli ultras avversari si che ci temono..!!mi scuso per la lunghezza,ma so sicuro che capirai!!un abbraccio ultras e ribelle...  roi   -VELLETRI-
Personalmente, infatti, mi asterrei da un tifo "organizzato".
Risposta a Stefano:
"bellissima mail caro stefano....ma purtroppo dove non compreremo piu' biglietti noi...riempiranno i posti con carovne di biglietti omaggio a sponsor e scuole calcio... torno ora dall'acquisto dei biglietti per milano un fila neanche degna di questo nome dove ho trovato una serie di giovanissimi supporter in coda e scalpitanti ma che nonostante sia terminata la prelazione per i "sbrivilegiati" tenevano accurtatamente nascosta sotto l'ascella la loro personalisima cartellina di plastica con all'interno il modulo di richiesta tdt.
Fingendomi un tifoso sprovveduto della prima ora...facevo domande assurde sulle modalita' di acquisto biglietti e sullo stadio di milano..be' puoi immaginare le risposte...senza privilege card non puoi entrare allo stadio, non puoi comprare i biglietti e ce puoi fa le scommesse su internet, ce puoi compra' su ebay, ce puoi gioca' (credo a poker).....alla fine io con il mio bigliettino con il numero 38 sono entrato per undicesimo!!!!
piccoli consumatori crescono....
Da Udineseblog, un ottimo articolo:
"La disaffezione c'è, ma i problemi vanno cercati non solo nella "tessera".
Nel fine settimana gli abbonamenti sottoscritti erano poco più di 2 mila. Una miseria. Per riuscire ad eguagliare il numero dell’anno scorso (furono circa 14 mila) servirebbe un miracolo.
Sperare di raggiungere 10 mila, a oggi, appare un’impresa molto ardua. Le stime precise non si possono fare ma dire che se si continua così non si riuscirà a fare più di 7-8 mila tessere non è irreale. Sarebbe un fallimento che stride con le parole di Paròn Pozzo che alla presentazione della campagna chiedeva un voto di fiducia.
Un voto che doveva servire anche per convincerlo probabilmente a fare ulteriori investimenti per lo stadio. Ed oggi che la tifoseria non sta rispondendo le domande che ci si pone sul futuro sono molteplici. Ma il problema della disaffezione è serio e non può essere ricercato solo nella famigerata tessera del tifoso: questa inevitabilmente sta portando problemi importanti, ma è solo una concausa del flop a cui stiamo assistendo.
Psicologicamente è uno strumento che crea disagio. Il Ministro Maroni, dall’alto della sua esperienza di stadi, ha probabilmente ignorato questo aspetto quando un paio di giorni fa asseriva che i media danno più spazio a 400 persone che protestano, piuttosto che alle migliaia alle quali va riservata la sicurezza. Un concetto molto semplicistico se ci permettete, perché il problema non riguarda solo una minoranza, ma anche una silenziosa maggioranza di persone che quotidianamente ci confermano i problemi tecnici che, evidentemente, non sono stati presi in considerazione. Dalle file nelle banche alla poca chiarezza, il tutto è stato fatto all’italiana. Con le banche prime soddisfatte del provvedimento perché possono emettere una vera e propria carta di credito pronta all’attivazione, e quindi alle spese. Sottoscrivere una carta di credito, seppur inattiva, crea molti dubbi. Inoltre, se la tessera nelle intenzioni dovrebbe aiutare ad evitare file ai tornelli, nessuno ha mai spiegato ancora come queste possono essere evitate senza togliere di mezzo i necessari controlli.
Ma, come detto, questo è solo un aspetto del calo abbonati: la partita a pranzo e quella del ‘monday night’ sono più di una minaccia. La gente comune ha bisogno di routine dopo una settimana di lavoro, non di incertezze sui calendari. Sottoscrivere un abbonamento sapendo che poi qualche partita rischia di non essere vista, con la crisi economica che c’è, non è un aspetto trascurabile.
Così come non è trascurabile il fatto che le Tv, dopo aver speso una cifra folle per i diritti, ora chiedono in cambio gli interessi. E propongono prezzi più che concorrenziali che incentivano molti a disertare lo stadio. Qui poi subentra forse il tema più caldo: gli stadi italiani sono invivibili, almeno nella loro maggioranza, e quello di Udine ne è l’esempio più concreto. Spalti lontani dal campo, pochi servizi, copertura inesistente non possono che fare da deterrente.
Pozzo è troppo tempo che cerca di promettere un nuovo impianto, poi però le promesse si sono scontrate con evidenti carenze progettuali che vanno dai fallimenti europei fino alla mancanza di investitori.
Guidolin è oramai un friulano adottivo e la sua disponibilità è encomiabile. Ma non basta: la gente ha bisogno di ricevere oltre che dare.
Promesse che da troppo tempo illudono i tifosi che ora si sentono disillusi.
Così come probabilmente lo sono dall’eterna incertezza sul futuro della squadra. Perché tra il definire un giocatore incedibile e il definirlo trattatbile solo a determinate condizioni c’è una bella differenza. Se, infatti, nella sostanza l’intenzione di trattenere ad esempio Sanchez è chiara, il tifoso percepisce incertezza quando si afferma che può partire solo a 30 milioni o giù di li.
E’ chiaro che sono pochi a poterselo permettere, forse nessuno, ma il termine ‘incedibile’ è un’altra cosa almeno in termini percettivi.
Chiudiamo con l’ultima polemica nata per la decisione di concedere il giorno di riposo alla domenica, il giorno che permette ai tifosi di raggiungere la sede del ritiro. Sembra poca cosa, ma non lo è.
Però non è giusto nemmeno disperare: la squadra l’anno scorso ha distanziato molti con le sue polemichette e soprattutto con i suoi risultati. Per fortuna il nuovo corso targato Guidolin sta portando benefici. Il tecnico è oramai un friulano adottivo e la sua disponibilità è encomiabile. Ma non basta: la gente ha bisogno di ricevere oltre che dare. Il tifoso va nutrito di emozioni e di rassicurazioni. Se queste vengono meno aumenta anche la disaffezione.
Se quindi per altri temi c’è poco da fare (la società non può cambiare i calendari), si potrebbe fare di più per venire incontro a quello che deve essere un bene primario. In un calcio che appare sempre più distante e commerciale, ritrovare un po’ di calore e vicinanza è un atto coraggioso e indispensabile".
*
Forse non tutti sanno che Paul Heaton (qui sotto con la maglietta, chissà perchè!, del Lecce), ex Housemartins e Beautiful South, a Settembre in tour con i Madness è stato un hooligan dello Sheffield United, visto che stava con i Blades Business Crew, una fazione hooligan dei tifosi dello Sheffield Utd. Nelle sue prime apparizioni performances, Heaton ha ammesso di fare gli scontri, sperando di acquistare una reputazione nel calcio. Uno dei primi concerti dei Beautiful South a Manchester sono finiti in violenza, con sedie tirate sul palco dopo che Heaton ha preso in giro la folla gridando "fuck off you manc twats" (fottetevi, fighette di Manchester).



29 luglio 2010: mi è stato detto da molti che su Google il mio sito viene indicizzato come "malevolo".
In poche parole, chi mi può spiegare come risolvere questo problema?

Inserito nella stagione in corso il calendario 2010/11.
Stefano:
L’ora nostra
Leggo con piacere che i numeri degli abbonamenti sono in calo un po’ ovunque ma allo stesso tempo mi viene da chiedere a chi si abbona: perche’?
Capisco l’amore per la squadra, per il calcio in generale e non voglio criticare nessuno per le sue scelte ma questa e’ l’ora di ribellarsi tutti insieme, dobbiamo esserne convinti e dobbiamo essere compatti. A cosa dobbiamo riunuciare? A chi piace questo calcio dal vivo come in TV? Non eravamo tutti contro il calcio moderno? Quanto siamo disposti ancora a sopportare?
Ci schedano, ci maltrattano,  ci ingannano e noi che facciamo? Torniamo. Ora basta, hanno esagerato, autorita’ e societa’ sportive, imponiamo il nostro rifiuto a questo schifo. Svuotiamo gli stadi e non compriamo abbonamenti Sky/Mediaset. Questa e’ la nostra battaglia, l’occasione ultima per contare qualcosa, non lasciamocela sfuggire.
Viviamo di ricordi per un po’, guardiamo vecchie cassette o dvd, compriamo i giornali, anche se pochi meritano anche l’obolo di un euro, sentiamo la radio ma diciamo no a quello che ci impongono piu’ che propongono.
Ma che c’e’ da salvare?
I successi delle solite squadre? La Serie A che si stacca e lascia ancora piu’ senza un lira il resto del nostro calcio? Nelle categorie minori antichi club chiudono i battenti senza fare notizia, senza fare rumore. Migliaia di persone che rimangono senza squadra, nessuno fiata pochi chilometri piu’ in la’. Ma come  siamo arrivati a questo punto?
Le trasmissioni televisive? Aboliscono la moviola, cosa ottima, ma allo stesso tempo si battono per averla in campo, le solite facce, le solite chiacchiere vuote, le solite notizie finte. Non diamo un lavoro a chi non se lo merita.
L’esperienza stadio? Guardati a vista, senza bandieroni, striscioni, fumogeni, torce, spesso senza tifosi in trasferta dall’altra parte, spalti semivuoti, atmosfera piatta. Per le famiglie? Non credo, a mio figlio preferirei mostrare le immagini di una volta.
Ricordiamoci tutto si basa sui tifosi, tutto si regge sul nostro amore e sulle nostre tasche. A noi vendono i biglietti, gli abbonamenti dello stadio e quelli televisivi, il merchandising, i giornali e le riviste, gli sponsor esistono per vendere sempre a noi i loro prodotti, noi abbiamo il potere, e il dovere morale, di fermare tutto. Usiamolo!
A proposito:
A che ora è la fine del ... calcio
la nuova stagione per la serie A prevede:
- due anticipi al venerdì sera (che coinvolgeranno le due squadre che poi giocheranno il martedì sera in cessonslig).
- due anticipi al sabato, uno alle 18.00 e uno alle 20.45 (che coinvolgeranno le due squadre che poi giocheranno in cessonslig il mercoledì sera).
- una partita alle 12.30 della domenica
- tre partite la domenica alle 15.00
- una partita la domenica sera (20.45)
- una partita il lunedì sera (20.45) che coinvolgerà soprattutto chi poi giocherà il giovedì sera in europalig.
- senza dimenticare i quattro turni di campionato che si giocheranno a metà settimana, di mercoledì sera alle 20.45.
aggiungeteci pure tessere bancomat rilasciate dalle questure e crisi economica poi scekerate il tutto.
otterrete:
STADI DESERTI.
e una massa di rincoglioniti davanti alla pay-tv che ogni sera troverà la partita che desidera.
fate come le cavallette... ma il business varrà sempre meno... poi the end.
*
Parigi e Levante: per Parigi tribuna Paris, settore J rosso, l'equivalente dei parterre in tevere laterale Sud. Per la partita con il Levante, la zona riservata ai tifosi romanisti è il "Gol Alboraya Alto" al prezzo di 10 euro.
Spassoso coro "pro" Adriano e i suoi gusti:
A mi me gusta magnà poi da' na frusta...
si nun t'abbasta a casa c'ho la busta
ma vacce piano n'è mica parmigiano...
e dalla dalla con Adriano
http://www.youtube.com/watch?v=lTVvC3eO7ks
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Valerio Mastrandrea su "Leggo"
"Che il calcio sia globalizzazione è ormai cosa nota. Lo è nei soldi che investe, nel potere che hanno le persone che ci lavorano, nelle ripercussioni che ha nella vita sociale: è specchio dei tempi. E in tempi come questi, dove il profitto conta più della media inglese, dove quotarsi in borsa ti impedisce di giocare con lo zemaniano 4-3-3 e dove al bar non si parla più del valore di un esterno sinistro ma di aggiotaggio e plusvalenze, l’idea romana di immaginare un azionariato popolare è nuovissima e antica insieme.
Nuova perché nessuno pensa realmente ai bisogni di chi fa il calcio, la gente. E se lo fa, lo fa sempre e solo in termini di merce-consumo. Antica perché è un’idea che tutela la cosa più antica del mondo, la cosa di cui è fatta la gente e che la rende unica e folle a contatto con la vita. La passione. La passione è un diritto e ha dei diritti. Questo la globalizzazione non lo sa. Non le interessa. E allora più sono le cose che non riguardano le nuove leggi di mercato e più associarsi e utilizzare la forza dei numeri, delle professioni, la forza della gente, diventa necessario. Per prendere coscienza di chi, di quanti, di quali siamo e di quanto possiamo essere forti. Per far sentire la responsabilità ai mille governi del calcio di sapere con chi devono confrontarsi. Unirsi veramente, riuscire a determinare delle cose (non acquisti ma strategie sì), a impedirne delle altre (tessera del tifoso), essere parte in causa come non lo si è mai stati è un dovere e un diritto. Lo facciamo per noi e per nessun altro. Perché la passione non costa nulla, è gratis, o si ha o non si ha. Ecco perché oggi non interessa più a nessuno".


28 luglio 2010 (pomeriggio): continuano i comunicati:
I gruppi organizzati della tifoseria savonese, a fronte del recente annuncio della società Savona 1907 FBC per quanto riguarda la obbligatorietà di sottoscrivere la Tessera del Tifoso in relazione alla campagna abbonamenti 2010-2011, ribadiscono con decisione il loro netto rifiuto a questa ulteriore anti-democratica e anti-costituzionale forma di repressione della parte piu’ genuina e passionale del calcio.
Non ci sono riusciti privandoci degli strumenti di tifo più innocui (striscioni, fumogeni, tamburi etc) ora ci riprovano privandoci della libertà.
Introdotta con il chiaro intento di allontanare ancora di più la gente dagli stadi, e avvicinarla al divano di casa e alle pay-tv, la cosidetta Tessera del Tifoso altro non è che l’ennesima speculazione economica ai danni del tifoso essendo una card prepagata a tutti gli effetti, oltre che una forma di schedatura preventiva nei confronti del cittadino attuata grazie alla tecnologia RFID integrata che consentirà di sapere in ogni momento dove si trova la tessera e, di conseguenza, il suo possessore.
Per le motivazioni elencate precedentemente ma anche e SOPRATUTTO nel rispetto di quei ragazzi che non potranno sottoscriverla, NOI DICIAMO NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO.
Come sempre saremo al fianco della squadra e sosterremo i colori biancoblù in casa, pagando pero’il biglietto partita per partita, mentre in trasferta ci saremo nelle forme e nelle modalità che riterremo più opportune.
Invitiamo tutti i sostenitori del Savona a seguire questa nostra forma di protesta, non sottoscrivendo questo strumento di repressione che ha come unico scopo quello di eliminare la parte più sana e colorata del calcio e boicottando la campagna abbonamenti, acquistando invece il biglietto singolo ogni partita.
Solo in questo modo ognuno di noi potrà dare il suo contributo in questa battaglia che la maggioranza delle tifoserie italiane stanno conducendo contro chi sta facendo di tutto per eliminarle.
LA FEDE NON SI DIFFIDA, LA LIBERTA’ NON SI TESSERA.
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
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Situazione Juventus: "Quasi un tifoso juventino su quattro non ha rinnovato l’abbonamento. La Juve paga il conto salato dell'ultima deludente stagione, oltre all'entrata in vigore della "tessera del tifoso", un provvedimento che potrebbe aver dissuaso alcuni tifosi dal rinnovare la tessera annuale. Se l'indice di gradimento si misura ai botteghini, la Juve ha perso una grossa fetta di consenso. Ecco il comunicato diffuso dal sito ufficiale bianconero: la Juventus, terminata la prima fase di rinnovi degli abbonamenti per la stagione 2010-2011, rende noto che le tessere rinnovate sono circa 11.400, con una diminuzione del 22,5% rispetto alla stessa fase della stagione precedente, in cui sono state vendute circa 14.700 tessere. A partire da oggi fino a sabato 7 agosto, inizia la vendita di tutti i posti restanti".
Miccoli: "Fabrizio Miccoli ammette che si troverebbe in grandissima difficoltà ad affrontare la squadra della sua città, il Lecce: "Attualmente sono infortunato, dovrei tornare per la seconda o terza giornata di campionato... Speriamo che Palermo e Lecce si affrontino alla prima giornata. Contro la mia squadra non riesco proprio a giocare, mi tremano le gambe, mi fa male la pancia. Credo proprio che al Palermo convenga tenermi fuori...", spiega a Telerama.
L'attaccante del Palermo è durissimo nei riguardi della Tessera del Tifoso: "L'ho già detto tantissime volte, è una pagliacciata. Fosse per me, tornerei al calcio di una volta, fatto di coreografie, striscioni e fumogeni. Fossi un tifoso e mi imponessero la Tessera, di sicuro non andrei più allo stadio".


28 luglio 2010: in costruzione la pagina di Roma/Al Sadd.
Poi, Danilo mi ha inviato questa interessante memorabilia:
Poi, ho letto con piacere gli ultimi due numeri di Supertifo. La direzione di Domenico Mungo ha dato veramente un nuovo sprint alla rivista, che si risolleva da anni bui. L'unico neo è qualche parte di difficile letura per via del carattere troppo fitto ma... sarà un problema di età!
Supercoppa again:
"CIAO LORENZO SONO INCAZZATO NERO HO APPENA LETTO LE MODALITA' DI VENDITA DEI BIGLIETTI E HO SCOPERTO CHE I TIFOSI DELLA ROMA CI SONO SOLO NEL LAZIO,ABRUZZO,CAMPANIA,MARCHE,MOLISE,TOSCANA E UMBRIA.E NOI DEL NORD?E QUELLI DEL SUD? E SE AVEVO LA PRIVILAGE ? (non cambiava nulla! Del resto una sòla è una sòla!) INVITO TUTTI I TIFOSI A FARE QUELLO CHE HO FATTO IO giustiziasport@lega-calcio.it HANNO ROTTO IL CAZZO !!!!!!!!! IL PROBLEMA SI RISOLVE COMPRANDO UN TICKET NEROAZZURRO PERO' DEVONO CAPIRE CHE NN CAPISCONO UN CAZZO.CIAO DA BEPPE".
Poi, Marco: "Sicuramente lo conoscerai già. Iniziamo alla grande:
Sono un ultras della Roma, la Lupa in Europa non sarà mai sola, io canto per lei senza tesserarmi, io ti seguirò senza fermarmi maaai ovunque andraaai contro Maroni e Sky! Buone Ferie".
Terminiamo con gli juventini:



27 luglio 2010: diverse cosette...:
inserita la pagina di Alto Adige/Roma.
Supercoppa Italiana:
"Buongiorno la seguente e-mail e per richiedere informazioni su come reperire biglietti super coppa italiana.
Premetto che io sono in provincia di torino, mi piacerebbe riuscire a vedere la partita nel nostro settore giallo rosso, sapete dirmi dove posso trovare i biglietti. Certi di una vostra risposta porgo cordiali saluti AVE....... FABIO".
Ancora: "ciao ho trovato la tua mail sul sito asromaultras volevo chiederti una cosa se lo sapevi... io son di bergamo e son tifosissimo della roma e mi piacerebbe andare a veder la supercoppa... però non in mezzo agli interisti... non c'è mezzo per un romanista di bergamo acquistare biglietti per il settore rservato a noi??? grazie ciao".
C.U.C.S. 1987 BARLETTA
COMUNICATO ULTRAS NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
Dopo tanti raduni, manifestazioni, conferenze di sensibilizzazione e proteste varie oggi ci troviamo davanti al bivio che il ministro Maroni e le varie leghe professionistiche ci impongono, un bivio che ha due frecce che vanno in direzioni opposte.
Da un lato chi la tessera del tifoso la farà perché appassionato di calcio e insensibile a tutto quello che la stessa comporta e cioè TIFOSI SOTTO CONTROLLO DALLE FORZE DEL ORDINE E MANIPOLATI DAGLI STESSI OLTRE CHE DA TUTTO IL BUSSINES CHE RUOTA DIETRO IL CALCIO MODERNO, DISPOSTI A FARSI AUTORIZZARE PER ANDARE A VEDERE UNA PARTITA DI CALCIO, DISPOSTI AD ASSOCIARE LA PROPRIA PASSIONE AD UNA CARTA DI CREDITO, DISPOSTI AD ESSERE SCHEDATI PREVENTIVAMENTE DALLA QUESTURA SENZA AVER COMESSO NESSUN TIPO DI REATO.
Dal altra ci siamo noi ULTRAS, che diciamo NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO per vari motivi … il più importante che ci teniamo a ribadire con forza è di essere ULTRAS VECCHIE MANIERE MA SOPRATTUTTO UOMINI CON UNA DIGNITA’ a difesa dei propri colori e della propria città e della propria libertà, dunque morbosamente attaccati al vecchio calcio quello fatto di rivalità, contrapposizioni, ma allo stesso tempo di grandi gesti di solidarietà che solo noi ULTRAS in questi anni abbiamo dimostrato di saper fare.
Consapevoli che questa tessera non eliminerà la violenza, perché è cosa certa che la maggior parte degli scontri ormai avviene lontano dagli stadi.
Consapevoli che con questa tessera molti di quelli che non la faranno andranno comunque in trasferta andando in altri settori che non sia quello ospite, spinti dalla voglia di non restar a casa, ci sentiamo di dire che questa è la TESSERA DELLA FARSA, l’ennesimo tranello che continuerà ad alimentare ancora più violenza mettendo le tifoserie volutamente a stretto contatto.
Consapevoli che le trasferte più a rischio saranno comunque vietate visto il precedente clamoroso di GENOA vs MILAN dove non solo è stata vietata la trasferta ai tifosi rossoneri in possesso della tessera già da due anni, ma addirittura giocata a porte chiuse con conseguente danno economico anche per i tifosi di casa ABBONATI.
Per tutti questi motivi e altri ancora, CI VORREBBERO DECINE DI PAGINE PER ELENCARE TUTTI I PUNTI NEGATIVI DI QUESTA TESSERA, informiamo, che noi del COMMANDO ULTRA’ CURVA SUD 1987 ci opponiamo a questa tessera anticostituzionale seguendo la nostra squadra fin quando ci sarà consentito di acquistare il semplice biglietto settimanale, PER LE PARTITE CASALINGHE, perché riteniamo opportuno che questa battaglia si debba continuare a combattere fuori dagli stadi ma anche è principalmente dentro DOVE LE NOSTRE PROTESTE POSSONO AVERE PIU VOCE E VISIBILITA’.
FUORI CASA invece abbiamo deciso di non seguire la squadra perché per il settore ospite è necessaria la tessera e noi per mentalità e coerenza con le prese di posizioni prese in passato non andremo mai in un settore diverso che non sia quello ospite anche PERCHE’ NOI NON VOGLIAMO RENDERCI PARTECIPI DEI TRANELLI MESSI IN ATTO DAL SIGNOR MARONI.
Invitiamo pertanto chiunque la pensi come noi e chiunque abbia ancora un briciolo di dignità e voglia di lottare PER LA PROPRIA LIBERTA’ PERSONALE a non sottoscrivere la tessera.
IL DIRETTIVO
ULTRAS LIBERI !!!
IO NON MI TESSERO
Giorni importanti per i nostri colori BIANCAZZURRI e giorni altresì delicati per il futuro ULTRAS! Ultimamente non si parla altro che del RITORNO in Lega Pro del Matera, ma tutti noi vorremo essere li a festeggiare più che mai, pensando già al prossimo Campionato e alle prossime avventure che potrebbero attenderci! Ma negli ultimi mesi sarà capitato a molti se non a tutti di sentir parlare del CASO DEVASTANTE “TESSERA DEL TIFOSO” : disegno di legge proposto dal Ministro Maroni, connesso al tesseramento dei tifosi, che in questi giorni sta diventando pura e cruda realtà. Con quanto segue cercheremo di dare un’idea più realistica di quanto proposto dal nostro Ministro. La TESSERA DEL TIFOSO, ha la stessa natura e forma di UNA CARTA RICARICABILE BANCARIA, con costi di gestione e di ricarica praticamente come una normale carta di credito; e in più rappresenta una vera e propria forma di SCHEDATURA PREVENTIVA, attraverso la quale la Questura saprà di ciascun tesserato nome, co
gnome, indirizzo e quant’altro concerne. Come se non bastasse, ogni tessera disporrà di un chip interno della tecnologia RFID, che grazie alla piattaforma telematica della Telecom sarà in grado di rintracciare il suo possessore ovunque egli sia. Si tratterebbe insomma di un espediente anti-terrorista. Il gruppo ULTRAS MATERA ribadisce con fermezza la sua contrarietà al decreto-legge “Tessera del Tifoso”, e sta cercando di sensibilizzare la società locale, anche forse mal o poco informata, riguardo a questo provvedimento, apparentemente a scopo preventivo, ma puramente anti-democratico. La fede di un ultras cosi come quella di un “vero” tifoso non potrà mai essere dimostrata con un tesserino, che sa molto di carta fedeltà di una qualsiasi attività commerciale. Fin dall’inizio, noi ULTRAS MATERA, abbiamo mostrato il nostro disapprovo in merito a questa nuova norma di legge, che non fa altro che aumentare la speculazione e il commercio, dove invece hanno regnato finora passi
one e fedeltà verso la propria squadra, i propri colori e la propria Città. La tessera del tifoso, nata come uno strumento puramente commerciale, viene presentata come un rimedio alla violenza negli stadi, nascondendo il giro di denaro che vi è sotto. La stessa proposta di legge, definisce impropriamente il mondo ultras come il vero e solo colpevole della violenza nello sport. Nel presentare questo rimedio “anti-sociale”, il governo trascura e evita di rendere noto, la sua particolarità più sgradevole, la sua retroattività: noi ULTRAS MATERA condanniamo fortemente l’art. 9 della legge 41 del 2007, che prevede il divieto assoluto di permettere la sottoscrizione della tessera a chi ha commesso in passato reati da stadio, anche se successivamente assolto e ritenuto non colpevole, vietando “definitivamente” l’ingresso allo stadio, limitando in questo modo la libertà personale e marchiando a vita qualsiasi cittadino libero. Emendamento che sarebbe adottato per la prima volta in
assoluto nel nostro Sistema Italiano, dato che nemmeno nell’ambito politico e governativo è stato mai applicato, li dove invece avrebbe molto più senso farlo esigere. Tali motivi e circostanze, sono fuori da ogni ideologia ultras: ogni individuo ha diritto alla sua libertà. Da sempre ultras del Matera e per sempre lo saremo, e come ogni ultras, mai ci piegheremo a queste assurde regole. Per far fronte a questo assurdo provvedimento, noi ULTRAS MATERA, abbiamo deciso di non abbonarci ai prossimi campionati di calcio, finché tale tessera avrà modo di esistere, augurandoci che tale “risposta”, che certamente non vuole danneggiare la Società, spinga la stessa ad alzare la voce ed imporsi agli organi competenti. Stando a quanto si evince dalla “bella pensata” del nostro amato Ministro Maroni, noi ultras saremo fuori da quegli amati gradoni, a malincuore, ma continueremo a sostenere i nostri colori e la maglia, altrove o fuori le mura del perimetro di gioco, solo perché qualcun
o ha deciso cosi per noi! Lotteremo in questa battaglia, cercando anche sempre più alleati possibili, per far capire a chi ha inventato questo “pezzo di carta”, che il calcio senza tifo, senza colore e calore di noi Ultras è finito. Infine, ci auguriamo che la nostra società, ora più che mai, consideri in modo attento e scrupoloso le nostre riflessioni, per tutti quei valori messi in campo in questi anni. Ci auguriamo che la stessa continui a vederci per quello che realmente siamo: Ultras, non clienti; perché in palio non ci sono soltanto abbonamenti e biglietti di trasferta, bensì dignità, coerenza, rispetto, e soprattutto libertà individuale; valori e condizioni -nonché diritti- che noi cercheremo sempre d’esprimere e mantenere anche allo stadio, nonostante tutto. Proprio ora che il Matera fa il suo ritorno nel Calcio che conta...non svuotiamo gli stadi, e non priviamo i nostri giocatori e il nostro ambiente calcistico del giusto e vero sostegno!... anzi portiamo il giust
o sostegno lì dove da anni aspettavamo di esserci! Siamo convinti che le nostre riflessioni possano sensibilizzare ed essere d’esempio per molti altri, ultras e non! Accettare tale normativa, vorrebbe dire ACCETTARE e AUTOCOLPEVOLIZZARSI DI QUALCOSA CHE NON ESISTE, E IN Più PERDERE LA PROPRIA LIBERTA’, RENDENDOSI complici di un Governo che invece di andare a combattere lo schifo imperante, e che invece di dare l’ergastolo a chi rovina vite e famiglie, a chi toglie la dignità, a chi macchia l‘adolescenza altrui con stupri o quant’altro, preferisce accanirsi contro le pedine più deboli di un gioco meschino, che vede già condannati gli unici non colpevoli, gli unici non “mostri” dell’intero Sistema. E’ TROPPO FACILE fare terra bruciata là dove le “autorità” possono fare da padroni. Noi siamo TIFOSI, siamo ULTRAS, siamo INNAMORATI DELLA NOSTRA MAGLIA E DELLA NOSTRA CITTA’ ... NON siamo CRIMINALI , NON siamo TERRORISTI ... EPPURE COSI VOGLIONO FARCI APPARIRE !
ULTRAS MATERA
In merito alle nuove normative disposte dal Ministero dell’Interno che, a partire dalla prossima stagione calcistica (2010-2011), prevedono l’introduzione della “Tessera del Tifoso” come requisito imprescindibile per poter sottoscrivere l’abbonamento alla propria squadra del cuore e avere il diritto di seguirla in trasferta, tutti i gruppi della Curva Ferrovia intendono esprimere il loro dissenso nei confronti di questo provvedimento che:
• E’ un ulteriore inutile SCHEDATURA PREVENTIVA (che già era presente dal momento dell’ introduzione del biglietto nominale).
• Non è altro che uno strumento spacciato come la risoluzione al problema della violenza ma in realtà concepito per fini commerciali, di guadagno e business. La Tessera è infatti una vera e propria CARTA DI CREDITO che presenterà costi di transazione per ogni operazione effettuata (ad esempio l’acquisto di un biglietto).
• Impedisce a chi ha subito condanne o provvedimenti (anche solo amministrativi) legati a reati da stadio dal 1989 ad oggi di poter richiedere la stessa. Ciò sta ad indicare che chi in passato è stato sottoposto ad un divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO - provvedimento amministrativo) e poi giudicato non colpevole dopo un regolare processo, NON HA IL DIRITTO di sottoscrivere la tessera.
• Utilizza un microchip con tecnologia “RFid” che traccia e registra gli spostamenti dei suoi possessori.
• Attribuisce alle varie Questure la facoltà di poter decidere sul rilascio o meno della stessa nei confronti di ogni singolo individuo. In altre parole ogni cittadino NON AVREBBE PIU’ L’AUTONOMIA E LA LIBERTA’, ad esempio, di andare in trasferta senza l’assenso della Questura.
• NON GARANTISCE ai possessori della stessa di poter seguire la propria squadra anche nelle trasferte considerate “a rischio”: sarà sempre il questore ad avere l’ultima parola (avvenimenti simili si sono già verificati nello scorso campionato quando la tessera era in fase di sperimentazione – vedi Genoa-Milan).
Per questi principali motivi abbiamo deciso, dopo esserci riuniti più volte, di NON FARE LA TESSERA DEL TIFOSO E DUNQUE RINUNCIARE ALL’ABBONAMENTO PER LA STAGIONE IN CORSO. Invitiamo inoltre chiunque condivida le nostre ragioni, tifosi e normali cittadini, a prendere posizione non sottoscrivendo alcun tipo di tessera.
Prima che Ultras ci riteniamo LIBERI CITTADINI e, nonostante la nostra scelta sia stata sofferta essendo lo Spezia Calcio la nostra unica fede, riteniamo giusto non abbassare la testa nei confronti di chi vuole speculare sulla nostra passione calpestando i nostri diritti.
LA NOSTRA FEDE NON SI TESSERA
Curva Ferrovia
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Dalla Spagna:
Spagna, italiano perde un occhio
a festa per Mondiali: accusata la polizia
A Barcellona giovane molisano colpito da un proiettile di gomma sparato dagli agenti. La famiglia cerca testimoni
CAMPOBASSO (26 luglio) - «È assurdo che durante una festa si possa sparare sulla gente come durante una guerra». È il drammatico racconto di Nicola Tanno, un ragazzo di Campobasso rimasto gravemente ferito mentre, nella notte della vittoria della Spagna ai mondiali di calcio, si trovava a Barcellona ed era in strada durante i festeggiamenti.
Nicola è stato colpito da un proiettile di gomma, sparato probabilmente dalla polizia, che lo ha centrato al volto, perdendo l'uso dell'occhio destro. Il giovane molisano due settimane dopo l'accaduto è stato intervistato in ospedale dal giornale spagnolo La Sexta Noticias che sul suo sito web pubblica un filmato choc sul ferimento di Nicola: si vede il giovane a terra con il volto pieno di sangue e alcune persone che lo soccorrono. «Ricordo di essere saltato in aria - dice il giovane nell'intervista - e poi ho capito che mi avevano colpito l'occhio».
Amici e familiari di Nicola subito dopo l'accaduto hanno lanciato un appello per trovare testimoni utili per individuare i responsabili di quanto accaduto. Lo hanno fatto creando un gruppo su Facebook. «Cerchiamo testimoni e giustizia per Nicola - hanno scritto - si trovava vicino piazza di Spagna, quando è stato colpito violentemente da un oggetto non esplosivo, lanciato ad una velocità assai elevata. I dottori credono possa trattarsi di un colpo di gomma di quelli usati dalla polizia per disperdere la folla, dato che in quel momento erano in corso dei tafferugli poco lontano da lui. Abbiamo bisogno di testimoni - prosegue il messaggio - per cercare il colpevole. Se avete visto qualcosa che possa farci sapere cosa è accaduto o che possa anche lontanamente confermarci l'ipotesi del colpo sparato dalla polizia nella folla, se siete stati voi o un vostro amico a chiamare l'ambulanza, se qualcuno vi ha raccontato il drammatico episodio a cui ha assistito, vi prego di contattarci. Ogni elemento raccolto può esser utile alle indagini ed a rendere giustizia a Nicola. Aiutateci, non devono più accadere questi episodi e non ci possono rimettere sempre e solo i più deboli».
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Ah, beh, sì, certo....:
"Il latitante Messina Denaro
allo stadio per Palermo-Samp"
Un pentito accusa: il Padrino latitante in tribuna a maggio, in mezzo alla folla.
La confidenza in carcere ai Ros
di SALVO PALAZZOLO
PALERMO - Il ricercato numero uno della mafia siciliana, il trapanese Matteo Messina Denaro, seduto fra gli spalti dello stadio Renzo Barbera di Palermo. È un'immagine che ha dell'incredibile, ma la fonte che l'ha riferita in carcere ai carabinieri del Ros non ha dubbi.
Sarebbe stato proprio Matteo Messina Denaro, il custode dei segreti di Riina e Provenzano, quel distinto tifoso (con tanto di maglietta del Palermo al seguito) arrivato a maggio allo stadio per incontrare alcuni mafiosi palermitani. C'era una riunione quel giorno. Si discuteva del progetto messo con insistenza in agenda da alcuni giovani boss rampanti, per colpire il palazzo di giustizia e la squadra mobile di Palermo. Dice la fonte che Messina Denaro era contrario al ritorno alla strategia delle bombe. Ma i palermitani insistevano, e del nuovo corso mafioso si sarebbe dovuto discutere in un'altra riunione. Ai no di Messina Denaro, i fautori della linea dura avrebbero risposto rilanciando: "Dovremmo fare due attentati in ogni provincia".
Ecco i retroscena dell'ultimo allarme attentati in Sicilia lanciato la settimana scorsa dal Viminale con un fonogramma urgente inviato alla prefettura. Le indicazioni offerte dalla fonte in carcere ai carabinieri sono adesso al vaglio dei magistrati della direzione distrettuale antimafia Marcello Viola, Lia Sava e Francesco Del Bene, nonché del procuratore aggiunto Antonio Ingroia. La parola d'ordine è "non sottovalutare alcuna indicazione", anche perché le informazioni parlano di nuovi mafiosi in campo, fautori della linea dura. E già da mesi le indagini parlano di una riorganizzazione in atto tra le fila di Cosa nostra. In che direzione, non è ancora chiaro.
Ma è credibile l'immagine del ricercato numero uno della mafia siciliana che va in uno stadio super sorvegliato? Per la cronaca, a maggio, c'è stata solo una partita al Renzo Barbera, il 9: segnava la battaglia finale fra Palermo e Sampdoria per l'accesso alla Champions League. Chi indaga ricorda la passione calcistica di uno dei colonnelli di Messina Denaro, Andrea Mangiaracina: nel 1990 finì in manette per una telefonata di troppo, quella in cui chiedeva a un favoreggiatore di fargli avere urgentemente un televisore per vedere le semifinali di Italia Novanta. Ma Messina Denaro non sembra un grande appassionato di calcio.
In gioco ci sarebbe stato dell'altro, quel giorno di maggio: la decisione su un cambio di strategia di Cosa nostra. Dice un investigatore: "Messina Denaro resta una testa calda, se deve partecipare a un incontro davvero importante prende una Smart e va. Senza scorta".
Le sue tracce più recenti risalgono ormai a marzo. Le intercettazioni dicevano di un gruppo di favoreggiatori che si dava un gran da fare per preparare "una villa con tutti i confort che lui vuole", alla fiume del Belice. Quella villa i poliziotti hanno cercato a lungo, ma inutilmente.
*
Prima di morire Valerio Marchi ha scritto questa lettera-articolo molto interessante, già pubblicata qualche giorno fa su "Il Manifesto":
a Roberto 
NOI CHE CE LA COMANDIAMO
Ultima ruota del carro stocazzo. Saremo un’arretrata provincia dell’impero, un disastro in politica economia cultura scienza arte e cose così, ma per  quel che ci riguarda noi in Europa ce la comandiamo, ovunque e comunque. 
Qui non si parla di  musica pop rock punk, o di stili spettacolari, o di pura, deliziosa perché inutile,  violenza. Qui si parla di un tarlo che non riesce a farti accontentare del pub distrutto, della curva conquistata, dell’adrenalina che ti pompa un’elettricità che non c’è droga al mondo... Dentro di noi c’è un grumo di rabbia antica, mai sopita, che ci spinge oltre il limitato orizzonte della battaglia, e ci conduce ineludibilmente alla guerra di classe.
Se abbiamo conquistato il continente, se da Lisbona a Mosca, da Copenhagen ad Atene si scorge in ogni curva il segno della nostra influenza, non è per qualsivoglia feroce imbattibilità, ma perché vi abbiamo portato un modello di conflitto applicabile nei più disparati contesti socio-geografici.
Noi siamo stati gli untori di un germe che ha attecchito e proliferato, fino ad assurgere ai supremi ranghi di epidemia continentale e di allarme internazionale.  Noi siamo stati il peggior dito al culo che potesse capitare al sistema del calcio, ed alle sue milizie armate.
*
Gli inglesi hanno avuto l’idea, è vero. Era sotto gli occhi di tutti, intorno al calcio sono da sempre volate botte da orbi, è bastato affiancare alle partite il tradizionale gioco delle bande di strada ed è nata, come la chiamano loro, la  “Terrace  culture”. Tutto ciò che di malevolo, ormai da tre secoli, si comminavano reciprocamente i ragazzi di Bengal street e quelli di Nepal street, entrava a far parte dello spettacolo calcistico con grande divertimento e partecipazione del resto del pubblico.
 Come in Andy Capp, una serie di omini vestiti di nero, col casco a cupola, si incuneavano poi nelle mischie, dividendo e allontanando le due fazioni. Le grandi stazioni di snodo, ferroviarie e metro, accantonavano la propria essenza di non-luoghi assumendo temporaneamente identità di sapore tribale, ridisegnandosi e ricomponendosi lungo direttrici non più di spostamento fisico bensì  di scontro fisico, e quindi di narrazione epica, di sterili sigle trasmutate in leggenda, di scale mobili e corridoi che divenivano luogo, compiutamente luogo, di tragiche o eroiche o esilaranti vicende.
Detto ciò, non c’è molto altro: grandi risse, una mitopoietica vastissima che la Boogaloo publishing sta progressivamente proponendo in italiano, il fascino ingleseggiante del nome e del luogo. Ma nel giro di quindici anni gli hanno rovesciato sotto gli occhi il soccer come un pedalino e loro niente, manco un batter di ciglia, una reazione, un ruggito.  Hanno iniziato a darsi le punte con i cellulari,  sempre più distanti dagli stadi, definitivamente allontanati dal proscenio, di nuovo a picchiarsi nei quattro vicoli bui che collegano Bengal e Nepal street.
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Da noi è stata tutt’altra cosa. La voglia di metter becco, nei meccanismi del calcio come in quelli della scuola, dell’università, del lavoro, addirittura della musica e delle merci, ci è sempre risultata irrefrenabile. Almeno quanto l’istintiva antipatia di classe per ogni tipo di istituzione e potere.  I  public servant di Andy Capp, se mai sono esistiti, si estinguono sul ciglio delle bianche scogliere di Dover. Poche miglia marine dopo, a Cadice, già si chiamano sbirri, e stangano e perseguitano e ammazzano poveri cristi sin dai tempi dei tempi.
Noi siamo nati proprio dall’idea che il gioco del calcio, e con esso l’intera nostra esistenza, stesse prendendo una brutta piega, sempre più affari e sempre meno passione. E che non avevamo nessuna intenzione di star là a guardare, idealmente a bocca spalancata, mentre ci inculavano  la vita sotto ogni aspetto. 
Così ci siamo tenuti ben stretta l’idea inglese del campionato parallelo, non abbiamo mai rinunciato alla baldoria e alla violenza, ma abbiamo irrorato la felicità del nostro teppismo con cisterne di rabbia sociale. Il nostro reciproco cercarci e trovarci in giro per gli stadi d’Italia è esploso in una pratica più complessa, e pericolosa, che il semplice  confrontarsi con gli avversari di turno. Più complessa perché implica il ruolo di unica forma di resistenza alle trasformazioni affaristico- commerciali del sistema-calcio, più pericoloso perché eleva a proprio primo e peggior nemico non più l’avversario ma appunto il sistema stesso.
Insomma, tra noi e loro – i cuginetti inglesi – c’è la stessa differenza che passa tra il tirare un mattone contro la finestra di un nemico oppure contro la vetrata del commissariato. Da noi, e di seguito un po’ovunque, la scelta della vetrata è stata considerata di certo divertente, ma anche e soprattutto obbligata per quanto ci avveniva attorno, per come venivamo trattati, per il sordo rifiuto ad ogni istanza di democrazia nel calcio e nell’intera società.
Nel nostro piccolo, abbiamo scelto di combattere. E abbiamo continuato a farlo per decenni, mentre tutto intorno a noi le istanze più radicali, gli sfondamenti ai concerti, gli espropri,  le occupazioni, i movimenti  conflittuali andavano sparendo, oppure illanguidendosi. Noi siamo rimasti lì, sulla barricata, esempio di irriducibilità per i giovani di tutta Europa.
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Sarà infantile, ma vederli nei primi anni 80, nel momento del loro maggior fulgore criminale – sempre loro, i cuginetti inglesi – ricorrere ad un look un bel po’ made in Italy  ci ha dato non poco gusto. Fila, Tacchini, Robe di Kappa: come dire... per essere cattivi con stile, rivolgetevi a noi!
Ma i più importanti segni, noi,  non li abbiamo lasciato tanto sulle persone quanto sulle curve nel loro insieme, tanto da aver piegato addirittura lo stereotipo della passione calcistica al nostro gusto. Le grandi coreografie che tanto piacciono anche al sistema-calcio, tutto quel  che di noi vorrebbero mantenere e strumentalizzare, rappresenta soltanto la punta di un iceberg ben più minaccioso.  Dietro lo striscione immenso, la sbandierata, gli effetti coreografici affidati a palloncini, fogli bristol e tessuti colorati, dietro i tamburi ed i megafoni  c’è una forma di auto-organizzazione complessa, che insegna a collaborare, a lavorare uniti e duramente, a sopportare sacrifici e repressione per uno scopo comune, per un qualcosa che è andato progressivamente assumendo in tutta Europa la funzione di principale agenzia di conflitto divertito. 
Abbiamo quadrato il cerchio, noi: disturbare il potere nel suo principale salotto mediatico e, al tempo stesso, continuare a divertirci, a ubriacarci e farci le canne, ad acchitare e dare e ricevere botte, ad essere sempre ed irrimediabilmente una folla di Franti.
È per tutto ciò che l’Europa è oggi nostra, ed anche dove le scorribande più furibonde appaiono domate ancora cova e serpeggia e resiste il solito, vecchio tarlo che, esportato, continua per fortuna a non tenere tranquilli i ragazzi. La guerra al calcio moderno non si fermerà.  Non temiamo mode e repressioni, noi.  Siamo ultrà, e ce la comandiamo.
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Da il Corriere della Sera del 22 luglio:
"ROMA ¬ - Per Roberto Maroni, ministro dell’Interno e fautore della sua introduzione, “è uno strumento per tenere i violenti lontano dagli stadi”. Per Michel Platini, presidente dell’Uefa, “è un fatto italiano che personalmente non mi piace”. Per Maurizio Beretta, presidente della Lega di serie A, è “un passaporto universale per entrare negli stadi”. Per Fabrizio Miccoli – collega di Daniele De Rossi le cui dichiarazioni sulla “tessera del poliziotto”¬ generarono un putiferio e Angelo Palombo che ha espresso il suo dissenso con una maglietta – “è una cazzata: io allo stadio non ci andrei”.
Il prossimo anno calcistico italiano sarà quello della “tessera del tifoso”. Dopo numerosi rinvii, testimonianza del fatto che le società l’hanno più subita che favorita, entrerà in vigore: chi non la possiede non può fare l’abbonamento e non potrà andare in trasferta nel settore ospiti. Sicuramente cambierà il volto degli stadi italiani. In meglio secondo il Viminale. Con vantaggi e accessi riservati ai possessori. In peggio secondo gli ultrà, ma non solo. Basti pensare che in casa Lazio hanno deciso di non sottoscriverla i club della tribuna Tevere, per certi versi il loggione dell’Olimpico.
Ma che cosa è esattamente? Non si capisce molto dallo spot in onda sulla Rai, criticassimo via internet. Secondo l’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive “il progetto si pone l’obiettivo di creare la categoria dei ‘tifosi ufficiali’.La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa”.  Ma c’è chi come lo scrittore Maurizio Martucci, molto attento alle tematiche delle curve, obietta: “La tessera è vietata ai condannati da stadio anche in primo grado e se poi uno viene assolto?”. Su “Stadio Italia”, interessantissimo libro per leggere il fenomeno ultrà, è riportato un divertente sonetto romanesco: “Non mi vogliono dare la Tessera del tifoso. Ora c’ho 50 anni quando ne avevo 16 ho fatto a botte co’uno. La prima e unica volta che feci a botte con qualcuno. Dicono che so violento e nun ce posso annà allo stadio. State bene così”.
Gli ultrà, come per esempio quelli del Cittadella, criticano che la tessera “è una vera e propria carta di credito imposta alle società che trasforma gli spettatori da tifosi in clienti. Gli unici a beneficiare di questo strumento saranno le banche”. C’è poi il problema del microchip a tecnologia Radio Frequency Identification, che memorizza i dati, anche sugli spostamenti geografici.  Secondo diverse fonti ciò costituirebbe una violazione della privacy, non a caso c’è una segnalazione del Garante del 2005 su tale problematica.  Diversi gruppi organizzati (dal Catania al Torino, dal Napoli al Genoa), pertanto, non la faranno, ma c’è chi come la curva Nord dell’Inter ha deciso di sottoscriverla pur continuando a contestarla. A Palermo, invece, gli ultrà rosanero si sono divisi sulla materia.
In mezzo stanno le società. In Lega calcio c’è chi lamenta il fatto che la tessera è nata bene (come strumento di fidelizzazione), ma è stata comunicata male (come uno strumento di polizia e di schedatura). Era stata concepita con la stessa ratio delle card dei supermercati: la possiedi hai dei vantaggi, ma non è obbligatoria. Come del resto è all’estero. Rosella Sensi, presidente della Roma e vicepresidente della Lega calcio, presentando la versione giallorossa (la “privilege card”), ha dichiarato: “Siamo obbligati a farla”. Non è esattamente così. Visto che trattasi di circolare amministrativa a prefetti e questori e non di legge dello Stato (con lo schieramento bipartisan avverso non sarebbe mai passata). Ma i club non potevano andare allo scontro istituzionale con il Viminale. Maurizio Zamparini, presidente del Palermo ed ex consigliere federale, allo scontro c'è andato a parole: “Ci hanno costretti a fare la tessera del tifoso. Un ricatto. Un’intimidazione vera e propria da parte del ministro Maroni”.
Ma c’è chi ha già preso delle contromisure. La Sampdoria ha già comunicato che gli abbonati, che non rinnoveranno non aderendo al progetto tessera del tifoso” avranno tre giorni di prelazione per l’acquisto dei tagliandi della Gradinata Sud, cuore del tifoso blucerchiato. Anche a Roma, sponda giallorossa, i gruppi della Sud hanno raccolto i vecchi abbonamenti di chi non rinnova (anche qui non solo ultras) e compreranno, di volta in volta, il biglietto. Flaiano diceva in Italia non vi è nulla di più stabile del provvisorio. C’è chi confida che, negli stadi italiani, non vi sia nulla di più provvisorio di quanto stabilito.
Roberto Stracca".

"Il 22 Luglio 1927 è nata non una squadra ma un sogno....questo siamo oggi,eravamo ieri,rimarremo sempre. Ogni 22 di luglio una lacrima scende sul mio volto e alimenta una passione...... Quella data è la nostra storia... Il primo passo... Sono grato al pioniere Foschi,perchè con la firma del 22 luglio ha reso possibile una meraviglia sportiva senza eguali.......". Dino Viola

22 luglio 2010: dove vanno a finire certi progetti? Ce lo fa sapere Alessandra... Leggete, leggete:

Più sicurezza in carcere col tag Rfid
Il carcere di Hardin County di Eldora, nell'Iowa, ha avviato un progetto di reingegnerizzazione del sistema Rfid utilizzato per monitorare l'interazione quotidiana tra le guardie e i prigionieri.
I tag applicati ai badge e implementati nel 2005, infatti, non erano molto funzionali: non solo venivano perduti o rubati dagli altri prigionieri ma i rilevamenti funzionavano solo quando il detenuto passava vicino ai reader.
Nel corso degli ultimi anni le tecnologie si sono evolute e questo ha spinto la direzione del carcere a rivistare il sistema e a migrare, nel dicembre del 2009, a soluzioni di nuova generazione, confermando come partner tecnologico lo specialista californiano Pdc (Precision Dynamics Corporation).
La soluzione entrata rapidamente in produzione, sfrutta un meccansimo di localizzazione più avanzato e si compone di un braccialetto dotato di tag, modello Clincher, che utilizza un codice di identificazione univoco che viene letto da un sistema in radiofrequenza, serve a tracciare e a documentare tutte le attività dei carcerati, nel corso della loro giornata.
Il software di riferimento è Guardian Mobile,a cui si interfacciano computer mobili utilizzati dalla sorveglianza per leggere i braccialetti taggati. I dati registrati, vengono archiviati e servono a tenere lo storico delle attività svolte dai prigionieri all'interno della prigione.
I transponder Rfid Clincher si collegano infatti al Grcs (Guardian Rfid Corrections System), mantenendo il database aggiornato in tempo reale e consentendo ai responsabili di avere una reportistica completa che permette di pianificare servizi e attività.
Il tag Rfid apposto sui braccialetti memorizza nome e cognome del prigionieri, l'ufficio in cui presta lavoro, la locazione, la data e il tempo di permanenza. I braccialetti servono anche per controllare e presidiare i trasferimenti dei carcerati e le trasferte dalla prigione alla corte e viceversa.
Il sistema è usato anche per tracciare tutti i materiali di fornitura potenzialmente pericolosi come, ad esempio, forbici, coltelli e rasoi.
“Nel caso si possa verificare un suicidio o uno scontro tra i detenuti – ha spiegato Nick Whitmore, amministratore della prigione – siamo in grado di fornire alla corte tutte le prove di quanto è avvenuto, chi è entrato in contatto con la vittima e le guardie che erano presenti nelle vicinanze. Il sistema ci aiuta a garantire la salvaguardia del personale e dei detenuti, permettendoci di prevenire suicidi o eventuali abusi di droghe così come di gestire meglio le cure mediche erogate”.
In America, quello di Hardin County non è il primo progetto che usa l'Rfid. Già cinque anni fa il Los Angeles County Sheriff's department (Lasd) aveva avviato un progetto che prevedeva una tracciabilità dei prigionieri attraverso l'uso delle tecnologie di identificazione a radiofrequenza che coinvolgeva 1800 detenuti del carcere californiano East Facility of the Pitchess Detention Center. Il costo era stato di 1,5 milioni di dolari e il successo dell'iniziativa aveva fatto estendere l'uso dei tag Rfid ad altre realtà carcerarie, con una previsione di ampliare il sistema di tracciabilità ad almeno 18mila detenuti.
Fonte: http://rfid.thebizloft.com/content/pi%C3%B9-sicurezza-carcere-col-tag-rfid
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Supercoppa: "ciao lorenzo, argomento Supercoppa Italiana.
Abito in Lombardia e dovrò purtroppo prendere posto tra gli interisti, chiederei ai romanisti che sono nelle mie condizioni se possibile di scrivere in quale settore acquisteranno il biglietto, così magari ci compattiamo ed evitiamo di spargerci in tutto lo stadio.
Io direi che secondo o terzo rosso (settori vicini al blu) sarebbe un'ottima soluzione, visto che il primo arancione ha un costo davvero eccessivo
PS: ovviamente fermo restando che il tentativo di entrare nel settore ospiti sarà comunque fatto.
grazie, Filippo". Credo anche io sia la soluzione migliore.


21 luglio 2010 (pomeriggio): per digerire:

Concerto Statuto a Torino

Cosenza contro
Lecce: "Per venire incontro ai vecchi abbonati che non vogliano fare la tessera, Semeraro annuncia che «avranno la prelazione sui biglietti e probabilmente anche qualche riduzione sul prezzo». Bardelli chiude annunciando che «il Lecce è l’unica squadra in Italia a dare la tessera gratuitamente a tutti, abbonati e non». Da oggi si potrà valutare se la scelta incontrerà o meno il gradimento dei tifosi".


21 luglio 2010: continuano i comunicati di boicottaggio degli abbonamenti:

comunicato ufficiale URA94
Gli Ultras Ravenna 1994 come la maggior parte delle tifoserie organizzate, si schierano contro la tessera del tifoso. La tessera è anticostituzionale in quanto limita la libertà personale del singolo individuo che si trova obbligato a sottoscrivere una carta di credito non richiesta e ad essere schedato preventivamente per poter assistere ad un evento calcistico.
Inoltre la tessera non è sottoscrivibile da chiunque sia stato sottoposto a d.a.spo. o accusato in primo grado, anche se eventualmente fosse risultato innocente.
Questo strumento, "teoricamente", dovrebbe garantire l'ingresso al settore ospiti anche laddove sussista un divieto da parte dell'Osservatorio per le manifestazioni sportive.
Tutto ciò è stato smentito in occasione della partita Genoa - Milan della passata stagione, quando la trasferta fu inizialmente consentita ai possessori della tessera e successivamente vietata con conseguente addebito di doppie commissioni d'acquisto/rimborso del biglietto.
Siamo quindi fermamente convinti che la tessera sia un semplice business, anche in virtù del fatto che le società calcistiche riceveranno introiti in base al numero delle tessere sottoscritte.
Vogliamo inoltre ricordare come attualmente non esista una legge che obblighi le società ad aderire al progetto "tessera del tifoso".
Il Direttivo Ultras Ravenna 1994 aveva richiesto un incontro chiarificatore con Questura, Società e Assessore allo Sport che in un primo momento sembrava possibile ma non ha avuto luogo in quanto la Questura ha deciso di non partecipare.
Invitiamo quindi tutta la tifoseria Giallorossa a non sottoscrivere la tessera del tifoso.
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Passiamo alla Roma: "Ciao Lorenzo una prima buona notizia !! i rinnovi degli abbonamenti si fermano a quota 9000 !! molto pochi, ora non mi ricordo a quanto stavamo l 'anno scorso alla fine della prelazione per rinnovare ma mi pare che un buon 16- 17 mila lo raggiungevamo no ? vorrebbe 6-7 -8 mila non tesserati che rinunciano all'abbonamento ! mi pare un ottimo dato non pensi anche tu ?? http://www.laroma24.it/?show=article&artid=24273
ed infine il 22 luglio comincia la vendita per la supercoppa e dal comunicato dell'inter non mi pare ci siano limitazioni concernenti la tessera, altra ottima notizia ! come sempre grazie dell ottimo lavoro che fai per tutti noi".
Ancora sul punto: "Ciao Lorenzo....domani scade la prelazione per gli abbonati dell'anno precedente...e a quanto si sa la quota dovrebbe esse intorno ai 9mila...meno della metà dunque perchè lo scorso anno si erano abbonati in 24454...secondo me già questa è una prima,parziale,vittoria...vediamo la vendita libera ora...per il momento sono soddisfatto :-)".
Sempre su rinnovi, Mirko: "arrivati a quota 9000...daje lorè speriamo bene una botta è andata".
E' un dato addirittura insperato. Se i dati sono veri, e poiché credo che i nuovi abbonamenti non supereranno i 3mila, credo che la Roma avrà dimezzato gli abbonamenti rispetto allo scorso anno, che la Sud in abbonamento sarà semivuota e così gli altri settori.
Quindi se decideranno di giocare Roma/Napoli riservando l'accesso ai soli abbonati/possessori di TdT avranno la bellezza di 12mila spettatori allo stadio. Al derby forse 20mila. Com'è che le famiglie non si sono abbonate?
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Supercoppa:
SUPERCOPPA TIM 2010
F.C. INTERNAZIONALE – A.S. ROMA, MILANO STADIO MEAZZA, 
SABATO 21 AGOSTO 2010, ORE 20.45
A.S. ROMA rende note le modalità di vendita dei tagliandi della gara di SUPERCOPPA TIM 2010 per i propri tifosi stabilite dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A con il Comunicato Ufficiale n. 7 del 20 luglio 2010.
PREVENDITA BIGLIETTI
· Prelazione riservata esclusivamente ai Titolari di AS ROMA CLUB PRIVILEGE: dalle ore 12.00 di giovedì 22 luglio 2010, alle ore 20.00 di mercoledì 28 luglio 2010.
· Vendita Libera: dalle ore 12.00 di giovedì 29 luglio 2010, alle ore 19.00 di venerdì 20 agosto 2010. 
SETTORI DISPONIBILI E PREZZI
- PRIMO ANELLO BLU € 35,00
- SECONDO ANELLO BLU € 20,00
- TERZO ANELLO BLU € 14,00
- PRIMO ANELLO ARANCIONE (dal Settore 167 al 172) € 80,00

PUNTI VENDITA

Ricevitorie LisTicket abilitate nelle regioni Lazio, Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Toscana e Umbria consultabili sul sito www.listicket.it alla sezione “punti vendita rete nazionale” selezionando una delle provincie delle regioni sopra indicate.

MODALITA’
Per acquistare i tagliandi durante la fase di Prelazione, i Titolari dovranno esibire all’operatore la personale AS ROMA CLUB PRIVILEGE. In via subordinata, nel caso i richiedenti non avessero ancora ricevuto la propria Tessera, dovranno mostrare all’operatore un valido documento d’identità e consegnare la fotocopia autocertificata del Modulo di richiesta di adesione al Programma.
Ai Titolari di AS ROMA CLUB PRIVILEGE sarà inoltre riservato allo Stadio “Meazza” il Varco d’Ingresso n. 10 (quindi manco potranno andare dove gli pare).
Per acquistare i tagliandi in Vendita Libera sarà necessario mostrare all’operatore un valido documento d’identità per ogni biglietto richiesto.
Potrà essere acquistato un numero massimo di quattro biglietti a persona salvo eventuali restrizioni sulla vendita decise dai competenti organi responsabili dell’Ordine Pubblico.
E’ sconsigliato recarsi a Milano per la gara senza avere preventivamente acquistato il biglietto d’ingresso con le modalità indicate.
Per ulteriori informazioni sarà possibile consultare i siti: www.legaseriea.it, www.inter.it, e www.listicket.it.F.C.

COMUNICATO INTERNAZIONALE F.C.

Internazionale comunica che dalle ore 12 di giovedì 22 luglio 2010 inizierà la vendita per la Supercoppa Tim 2010, Inter-Roma, che si giocherà sabato 21 agosto allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, a Milano.
La vendita verrà effettuata tramite i seguenti canali:
- agenzie gruppo Bipiemme, escluse regioni Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania;
- punti vendita Lottomatica solo delle regioni Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania.
Dal 22 al 28 luglio la vendita sarà riservata ai possessori della tessera del tifoso; dalle ore 12 di giovedi' 29 luglio la vendita sara' libera.
Ai tifosi ospiti sono riservati tutti i settori del Primo, del Secondo e del Terzo anello Blu ed i settori 167, 168, 169, 170 e 172 del Primo anello Arancione. I biglietti di tali settori saranno venduti solo ed esclusivamente tramite i punti vendita Lottomatica di cui sopra.
Qui di seguito i prezzi dei biglietti (non saranno messi in vendita biglietti ridotti):
Primo Anello
Tribuna Onore Rossa €250
Poltroncina Rossa €140
Rosso €110
Tribuna Onore Arancione €100
Arancione €80
Verde €35
Blu €35

Secondo Anello
Rosso €35
Arancione €35
Verde €20
Blu €20

Terzo Anello
Rosso €15
Verde €14
Blu €14
(inter.it)
Perfetto, qundi i numerosi tifosi della Roma che non vivono nel Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania acquistino tranquillamente i biglietti degli interisti alla BPM e poi si presentino al settore ospiti. Non è cambiato nulla.

Sul punto, D.: "Ciao Lorenzo.. Ti leggo già da un bel po' ma oggi sento il bisogno di scriverti per esternarti tutta la mia rabbia! Sono uno di quelli che ha aderito allo scempio della tessera del tifoso, e neanche è iniziato il campionato (e neanche mi è arrivata la tessera a casa!) e sono già pentito. La ragione che mi ha spinto a farla è stata fondamentalmente una. Sono un tifoso di fuori Roma, precisamente Alessandria, che per ovvi motivi non è abbonato ma che ogni tanto segue la Roma nelle trasferte del nord Italia e in Europa. Tante volte è successo che la vendita di queste trasferte avvenisse unicamente in punti vendita della regione lazio o dintorni. Uno dei cavalli di battaglia di ciò che prometteva la tessera era la possibilità di seguire TUTTE le trasferte, anche quelle vietate e di (ma questo già ci credevo poco) di poter "caricare" il biglietto sulla tessera, quindi anche a distanza da internet. Quindi mi sono detto: sì è vero, cosa barbara questa schedatura, ma siccome non ho nulla da nascondere e siccome avrei il vantaggio di poter finalmente comprare i biglietti senza dover fare 600 chilometri per recarmi alla lottomatica a Roma la faccio... Ed ecco oggi la sorpresa: supercoppa, prima partita con la tessera, prelazione per chi la ha (ah ma allora a qualcosa serve) e... ops...no...forse DEVO aver letto male...PUNTI VENDITA Ricevitorie LisTicket abilitate nelle regioni Lazio, Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Toscana e Umbria consultabili sul sito www.listicket.it alla sezione “punti vendita rete nazionale” selezionando una delle provincie delle regioni sopra indicate....ED IO CHE HO FATTO LA TESSERA PER COMPRARE IL BIGLIETTO AD ALESSANDRIA O SU INTERNET COSA FACCIO??? INCREDIBILE, mi hanno preso per il culo!!! Mi sono fatto schedare e non posso andare a vedere la partita?????? Non mi resta che fare come l'anno scorso...ho comprato il biglietto per un settore diverso e sono entrato tranquillamente nel settore ospiti senza mostrare documenti e niente, senza scavalcare e senza che alcuno steward mi dicesse che quello non era il settore del mio biglietto... Oppure me la vedo in televisione... No cazzo, ma forse NON E' PROPRIO QUESTO CHE VOGLIONO? Basta, questo è davvero troppo! Chiedo scusa a tutti i ragazzi che stanno combattendo per questa ingiustizia, e che ho forse tradito aderendo a questa follia... Si può sbagliare nella vita no? L'importante è capirlo e chiedere scusa...".
Lo avevo già previsto e la mail fa onore a D. I ragazzi di fuori Roma sono i più svantaggiati sotto questo profilo, comunque anche loro stanno capendo che è tutta una presa per i fondelli.
Francesco: "Ciao Lorenzo, sono Francesco, 24 anni e questo è il mio decimo anno di abbonamento in Curva Sud. Si, ho fatto la tessera del tifoso e ho fatto l'abbonamento in Sud come tutti gli anni. Ma devo essere sincero, comincio a preoccuparmi per l'accoglienza che credo (e spero di sbagliarmi) riceverò fuori alla Sud nel momento in cui entrerò con il mio abbonamento.
Ho letto il comunicato dei gruppi della Sud, e ho letto l'invito a spostarsi in altri settori, ma sono troppo innamorato della Roma e della Curva Sud per spostarmi. E sono convinto che la Curva Sud non sia di nessuno, se io canto 90 minuti per la mia Roma, se rispetto i gruppi e gli anziani che sono lì da più tempo, anche io ho il diritto di vedere la partita in Sud, In teoria, essendo un invito non dovrei essere preoccupato, ma visto che anche nella partita contro la Fiorentina dove la Sud è rimasta fuori per protesta si "invitava" i tifosi a non entrare, e quando ho cercato di entrare ugualmente, mi hanno impedito fisicamente di entrare, comincio a preoccuparmi. Vorrei avere una tua opinione in merito, visto che su questi argomenti tu sei sicuramente più preparato di me. Ovviamente non pretendo che tu preveda cosa accadrà alle prime partite casalinghe, ma vorrei sapere cosa ne pensi, se faccio male a preoccuparmi, o se invece devo nascondermi per il solo fatto che ho fatto la tessera del tifoso. Grazie e complimenti per il tuo sito che seguo da anni. Francesco".
La vittoria della battaglia contro la tessera non consiste nell'impedire a chi se l'è fatta di entrare o cose del genere. Si sapeva che alcuni non avrebbero resistito. La vittoria sta nel crollo degli abbonamenti, che per una realtà come Roma non possono essere azzerati. Altra vittoria è, per chi si è fatto la tessera, la NON attivazione della funzione di bancomat. Il colpo di grazia per il progetto sarà, per chi se l'è fatta, la richiesta di risarcimento danni alla Roma per l'illegittimo trattamento dei dati personali. Ma questa è un'altra storia di cui parleremo a breve. E' uno scacco matto in tre mosse.
Finiamo con la Tdt: "Ciao Lorenzo sono un'abbonato della Sud che quest'anno, per ovvi motivi, non rinnoverà e non sottoscrivera la "Tessera dello Schifoso". Ora, siccome studio Scienze Politiche e quindi mi sono trovato a studiare materie giuridiche ti chiedo se era possibile (e plausibile) una volta che la Tdt sarà diventata legge indire un referendum per la sua abrogazione (ovviamente facendo leva sulle 500.000 firme di cittadini perchè credo che se aspettiamo i 5 consigli regionali stiamo freschi) oppure rivolgersi alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia Europea. Insomma, visto che hai sicuramente più conoscenza dell'argomento di me volevo chiederti se il progetto Tdt poteva fallire per una via, diciamo così, "giuridico-istituzionale". Grazie!".
La TdT non è una legge, anche se le grandi manovre del duo Matovano/Maroni potrebbero intervenire in questo senso, con ciò svuotando definitivamente gli stadi. Detto questo, il referendum non è praticabile perché al di là della difficoltà a raggiungere 500.000 firme, servirebbe che poi almeno il 50%+1 degli italiani si recassero a votare, il che è utopico, visto che gli italiani non votano ai referendum nemmeno se si parla di cellule staminali. Più senso ha rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea, come anche al Garante della Privacy.
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Ancora Supercoppa: "Lore avrai letto che probabilmente per la supercoppa a Milano non sara necessaria la tdt. Stavo quindi pensando...non sarebbe meglio organizzarsi e acquistare in blocco tutti quanti un settore diverso da quello ospiti??sarebbe secondo me un segnale importante in vista della gestione delle trasferte per il prossimo campionato, della serie "se ci impedite di acquistare il settore ospiti noi ci presentiamo in blocco in tribuna/distinti". Secondo te sarebbe utile/fattibile??ovviamente servirebbe un po di coordinazione...un saluto. Andrea".
In realtà in questo caso è stato aperto un settore ospiti molto ampio. Le aperture, secondo me, non vanno boicottate. Vanno ostacolate le limitazioni. I tifosi delle regioni differenti da quelle dove gli ospiti possono acquistare i biglietti non potranno che acquistare il settore non ospiti. Se all'Osservatorio sta bene...
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Supercoppa: "Ciao Lorenzo, visto?? Si ricomincia con le pagliacciate, biglietti per la supercoppa nelle ricevitorie di cinque/sei regioni!! Ma le altre?? Pazzesco... Mi stupisco sempre di più!! Saluti Marco -va-".
Ancora Supercoppa: "ciao lorenzo,ma sempre una se ne inventano?biglietti  settore ospiti in vendita solo nel centro italia...io che sto in emilia e che poi scendo in sicilia non ho come fare...senza pensare a quelli che visto il periodo magari sono in vacanza...ma che senso ha ogni volta che per partite di sto genere la vendita è limitata a certe regioni?ma i romanisti delle altre regioni non esistono?e il bello che ero contento perchè non c'era bisogno della tessera...".
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Il passo successivo alla TdT... il Mattino: "Una nuova normativa contro la violenza degli ultrà negli stadi. Un piano per disinnescare la miccia del tifo organizzato e per allontanare i rischi di nuove guerriglie urbane. Mai più, insomma, allo stadio come se si andasse al fronte, in trincea. La proposta parte da Napoli. Da quella Procura che - per prima (e tuttora unica) (male informati: a Roma già esiste una cosa simile da almeno 6 anni)  - si è dotata di un pool di pubblici ministeri che lavorano proprio su una specificità: è il «pool reati da stadio». Parte da questo gruppo di magistrati l’offensiva contro ogni violenza mascherata da passione calcistica. I rischi sono dietro l’angolo e l’inizio del campionato è vicino. I tempi stretti possono tuttavia essere ben spesi, purché - e di questo è convinto il procuratore aggiunto Giovanni Melillo, che coordina il pool - si raggiunga un risultato. Quale? Tenere fuori dagli impianti sportivi, per sempre, quanti hanno ottenuto una sentenza di condanna di primo grado per una serie di reati: dall’associazione per delinquere (semplice o mafiosa) a quelli per droga, dalle rapine alle estorsioni (la cosa bellissima è che questi procuratori non si sognano di dire la stessa cosa per il Parlamento Italiano. Aspetto ed invito un Procuratore Capo dica che nel Parlamento Italiano non debbano sedere deputati e senatori condannati in primo grado. Maroni sarebbe il primo a doversi dimettere).
«Le curve vanno ripulite da queste ingombranti presenze», esordisce il procuratore Melillo.
Allora, da dove si comincia?
«Da una premessa. Oggi intorno agli stadi c’è un rischio criminale intollerabile, ma sarebbe un grave errore guardare al fenomeno del tifo organizzato in una prospettiva schiacciata sulle logiche della repressione penale. Oggi i gruppi ultrà pretendono di fare degli stadi un’area franca, nella quale le leggi dello Stato sono poco più che carta straccia (per quanto conosco professionalmente, gli stadi sono il luogo dove le leggi sono extraterritoriali: ciò che vale per la vita comune non vale oer lo stadio e chi commette reati da stadio paga tre volte di più che per i reati comuni); al loro interno vige una sorta di “etica” di gruppo che è frutto di strategie decise da pochi, in funzione di interessi e obiettivi, spesso illeciti, che nulla hanno a che fare con il tifo». Gli stadi come palestre criminali? «Attenzione: non sempre ultrà è sinonimo di “criminale”. Tuttavia le partite di calcio sono occasione di tifo selvaggio e pretesto per la pianificazione di aggressioni violente contro le tifoserie avversarie e, soprattutto, verso le forze di polizia, individuate come “nemico”. Colpisce ed amareggia, di fronte a tale atteggiamento, la condiscendenza di molti verso i gruppi violenti e le loro gesta. Quando si arriva, come pure si è fatto, al punto di collocare sullo stesso piano gli ultrà violenti e i poliziotti che rischiano la vita per tutelare la sicurezza degli stadi, vuol dire che si è giunti vicini a un punto di non ritorno (il riferimento è al nostro Daniele De Rossi) .
Eppure, di domenica in domenica, si ha la sensazione che intorno a questi fenomeni cali progressivamente un senso di indifferenza. Non crede?
«Serve una buona dose di ipocrisia ad ignorare certi autorevoli moniti istituzionali - penso alle recenti parole del Presidente Napolitano (che ha parlato per la prima volta nella sua vita solo del fallo di Totti) , ma anche a non pochi interventi pubblici del ministro Maroni - per fingere di non vedere gli effetti che tutto ciò contribuisce a produrre in termini di diffusione di una lugubre cultura della violenza e della sopraffazione, di progressiva desertificazione degli stadi (che, guarda caso, negli anni '80 quando gli incidenti erno il 3000% rispetto a quelli di oggi erano sempre pieni) , di intossicazione delle relazioni che ruotano attorno alle società e ai calciatori e, infine, di progressivo depauperamento delle risorse economiche dei club, soprattutto di quelli che ambiscono a misurarsi in ambito internazionale».
La vostra è la prima Procura (non è vero: la prima è stata Roma) ad essersi dotata di una sezione che si occupa dei reati in occasione di manifestazioni sportive. Qual è il bilancio delle indagini?
«Abbiamo lavorato principalmente su quei gruppi ultrà più pericolosi e violenti; i risultati non sono mancati, grazie all’impegno e alla professionalità dei sostituti che compongono il pool e alla preziosa collaborazione della Questura di Napoli».
A Napoli gli ultrà sono vicini agli ambienti della camorra?
«Purtroppo è così. La peculiarità e la complessità dello scenario napoletano subiscono chiari rischi di condizionamento dell’azione dei gruppi ultrà ad opera di esponenti della locale criminalità organizzata. Tuttavia nessuno può credere che le organizzazioni camorristiche gestiscano le curve del San Paolo di Napoli (ma poco prima non aveva detto che gli ultrà sono vicini alla camorra?).
I clan non hanno interesse alla gestione fine a se stessa della carica di violenza che si esprime allo stadio (e allora perché prima ha detto che gli ultrà sono vicini alla camorra?). Ciò nonostante, certi gruppi camorristici non sono estranei alla gestione delle attività illecite che ruotano attorno (attorno!! Cosa c'entrano gli ultrà?) allo stadio: dal bagarinaggio alla vendita di gadget contraffatti, per finire al mondo delle scommesse (e, soprattutto a Napoli, su questo gli ultrà c'entrano ben poco...)».
E altrove che succede?
«L’influenza dei gruppi camorristici è assai più intensa nel mondo delle società di calcio che partecipano ai campionati minori, ove la ricerca di posizioni di condizionamento e controllo della società sportiva è diretta espressione di una più generale pretesa al controllo del territorio. Questo è un dato purtroppo comune anche ad altre aree del Meridione: penso ad alcune realtà della Calabria o della Sicilia, in particolare. È un dato di fatto che alcuni dei capi dei gruppi organizzati hanno poi rapporti di parentela diretta con esponenti anche apicali della camorra e con i soggetti appartenenti ai clan di riferimento del quartiere o delle zone da cui provengono i tifosi del gruppo (resta da capire per quale ragione un delinquente non possa essere un tifoso...).
Come si esce da questo circuito devastante?
«Premesso che gli ultrà non sono automaticamente criminali, mentre è vero che molti criminali sono anche tifosi ultrà, per rimuovere questo corto circuito non c’è altro da fare che allontanare i soggetti pericolosi dallo stadio, isolando i nuclei violenti dei gruppi organizzati. Solo così si creeranno le condizioni per poter davvero esigere dalle società di calcio di assumere il ruolo di garanti della sicurezza e della tranquillità degli stadi».
Non sarà facile...
«Non esistono ricette miracolose. Ma occorre iniziare a farlo, poiché la situazione è già grave e rischia di peggiorare rapidamente. Le tensioni intorno alla introduzione della tessera del tifoso sono la chiara espressione della pretesa dei nuclei violenti dei gruppi ultrà di poter continuare a “controllare” le curve e le trasferte al di là di ogni controllo (mi piacerebbe parlare con il Procuratore Capo di Napoli per capire lui quale concetto ha della libertà e quale concetto abbia dello Stato di Polizia. Più in generale, delle dittature).
Quali sono le vostre proposte?
«Innanzitutto occorre affinare le tecniche di indagine, valutare rigorosamente le prove acquisite e dotarsi di moduli organizzativi adeguati è ciò che compete fare all’ufficio del pubblico ministero».
E sul piano normativo?
«Si può fare molto per realizzare coerenti interventi legislativi. I soggetti pericolosi vanno tenuti lontano dagli stadi (perché solo dagli stadi e non anche dai bar, dalle discoteche, dalle osterie, che contano un numero di morti ammazzati assai superiori alle morti da stadio? Un gironalista degno di questo nome può fare questa domanda al Procuratore Capo di Napoli invece di fare lo yes-man?). Il controllo della sicurezza delle partite di calcio ne risulterebbe oltremodo agevolato. Come? Da un lato, penso che all’applicazione di misure di prevenzione personali antimafia dovrebbe accompagnarsi l’automatico divieto di partecipazione a manifestazioni sportive. Il Daspo dovrebbe poter essere applicato anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive, per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata. Inoltre va garantita l’effettiva deterrenza del Daspo (incredibile, non sa di cosa parla). Oggi accade che soggetti diffidati possano mancare, anche per interi campionati, di adempiere l’obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare» (su questa ultima affermazione, stupefacente perché proveniente da un Procuratore Capo, ho una sola risposta: si legga l'art. 8 della legge 401/89 e vedrà che quello che dice è totalmente sbagliato...).
*
Cassazione, in parecchi mi avete segnalato questa notizia: "La Cassazione ha stilato un vademecum per i tifosi ed ha chiarito che è lecito esporre manifesti di protesta contro provvedimenti adottati avverso le tifoserie. Questi striscioni però debbono restare lontani dagli stadi. Al contrario non ci sono problemi ad esporre striscioni per prendere in giro squadra avversaria. Questi ultimi infatti, spiega la Corte, sono espressionw del ''diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero''. Il chiarimento arriva dalla terza sezione penale della suprema Corte (sentenza n.27284/2010) che ha accolto il ricorso di un tifoso denunciato (nel 2005)  per avere fatto parte di un gruppo che stava inneggiando con striscioni davanti ad uno stadio. Esaminando il caso la Corte ha fatto notare che il tifoso, insieme ad altri, aveva protestato contro alcune norme legislative e lo aveva fatto presso uno stadio diverso da quello in cui si svolgeva la partita della propria squadra. I tifosi si erano radunati "davanti allo stadio di Palermo per ascoltare la radiocronaca della partita e qui avevano inscenato una manifestazione di protesta contro adottati e adottandi provvedimenti normativi nei confronti delle tifoserie''.
Conosco bene questo ricorso ;-) e proprio per questo credo proprio che le notizie riportate siano erronee. Il fato non è del 2005 ma del 2009 e dubito che la Cassazione, pur dando ragione al ragazzo, possa aver sostenuto una cosa del genere. Ora chiedo copia della sentenza e vi dirò la verità, che mi sembra stata modificata ad arte dai media di regime.


20 luglio 2010 (pomeriggio): un sacco di articoli da commentare, il resto negli aggiornamenti di domani. Iniziamo dal Messaggero:
Tessera tifoso, no delle curve Nord e Sud
E in molti rinunciano all'abbonamento
Più sfumata la posizione dei club della tifoseria moderata
 di Luca Monaco
ROMA (19 luglio) - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiarato più volte che «la Tessera del tifoso servirà a riportare le famiglie allo stadio». Per ora, l’unico dato certo è che 33 curve italiane la prossima stagione boicotteranno la tessera del tifoso, facendo a meno dell’abbonamento per le partite casalinghe, e rinunciando a seguire la propria squadra nel settore ospiti, in occasione delle trasferte. Perché «prima che tifosi – dicono - siamo liberi cittadini». Così, a Roma, la protesta ha contagiato tutti, dagli ultrà delle due curve ai tifosi della tribuna Monte Mario, passando per i clubs. Qualcuno alla fine si è arreso alla passione e la card l’ha fatta. Tanti altri per ora no. Ma tutti, almeno a livello ideale, contestano la circolare del ministero dell’Interno, che invita, ma non obbliga le società calcistiche a introdurre la Tessera del tifoso. Strumento al quale non possono accedere i soggetti attualmente diffidati e tutti coloro i quali hanno subito condanne in primo grado per reati da stadio.

Tutta la città contro la Tessera. Le due curve, la Nord laziale e la Sud romanista, entrambe contrarie, hanno scelto strade diverse ma convergenti. Nell’universo più moderato dei clubs, invece, le sfumature delle posizioni assunte da ciascuna sigla sono più sottili. Ma nel complesso, a compiere le scelte più nette e radicali, sono stati i tifosi della Lazio.

Roma: la mobilitazione della Sud. In casa romanista le valutazioni sono discordanti. I gruppi della Sud hanno boicottato l’”As Roma privilege card” dando vita a una raccolta degli abbonamenti della passata stagione che si è conclusa il 12 luglio scorso, a cui hanno aderito duemila persone. Una maniera per “contarsi” e per aiutarsi a vicenda, quando si tratterà, la prossima stagione, di trovare i biglietti per ogni singolo match. «Non lo neghiamo – dice una voce interna alla sud – ci aspettiamo una qualche forma tutela da parte della società». Un gesto «dovuto», come hanno fatto le dirigenze di Genoa e Sampdoria, che hanno voluto garantire agli abbonati dello scorso campionato il diritto di prelazione per i biglietti degli incontri casalinghi, assicurando lo stesso posto e lo stesso settore indicato sul vecchio abbonamento. Un discorso che alla Roma non sembra interessare: da Trigoria fanno sapere che per ora si esclude ogni possibilità di provvedimenti analoghi.

La voce dei club. Per l’Associazione italiana Roma clubs (Airc), «la Tessera del tifoso è inutile – sottolinea il presidente Francesco Lotito – Tuttavia è uno strumento indispensabile per poter continuare seguire la nostra squadra: non abbiamo avuto altra scelta che sottoscriverla, ma senza obbligare nessuno dei nostri 20 mila iscritti». Più decisa la reazione dell’Unione tifosi romanisti (Utr). «E’ uno strumento odioso e liberticida – dice il presidente Fabrizio Grassetti – Molti nostri affiliati non la sottoscriveranno. Ma abbiamo lasciato libera scelta a ciascuno. Personalmente non ho potuto farne a meno. E come se qualcuno ti rapisse una persona cara e poi ti contattasse chiedendoti il riscatto. Che fai non paghi? Io non riesco a star lontano dalla Roma». Un ragionamento che non convince la Sud, la quale avrebbe voluto man forte nella lotta alla card: «Possiamo capire che cedano i clubs lontani da Roma – rispondono dalla curva – Ma la maggioranza dei 60 mila affiliati all’Utr, non avrebbe problemi a reperire i biglietti settimanalmente». Così, mentre il rapporto tra le varie componenti della tifoseria si incrina, lo stadio si svuota. Il dato ufficiale parla di 15 mila tessere sottoscritte, a fronte dei 24 mila abbonati nella passata stagione. Al numero delle tessere, indispensabili per sottoscrivere l’abbonamento, dovrebbe grosso modo corrispondere quello dei futuri abbonati.

Lazio, addio Curva nord? Sul fronte laziale è tutto più confuso. O forse molto chiaro, dipende dai punti vista. La carta “Millenovecento” è stata presentata il 21 giugno, ancora non sono disponibili dati, ma la Curva Nord ha già fatto al propria scelta. «A fronte dell'ennesimo scempio perpetrato per far disamorare i tifosi e allontanare la gente dagli stadi – recita un comunicato - abbiamo dolorosamente raggiunto la decisione di scioglierci e lasciare quella che per tutti noi è da sempre una seconda casa: la Curva Nord dello stadio Olimpico. Sbaglia chi pensa che abbiamo accettato il fatto che il sistema calcio non ci vuole più. Siamo noi a non volerlo più! Ma non spariremo, perché la Lazio siamo noi. Continueremo dunque a sostenere la nostra Lazio allo stadio, finché sarà possibile farlo, ma senza aderire alla tessera del tifoso».

Il contro-comunicato dell’ex leader Irriducibili. Sulla questione si è espresso, con un contro-comunicato il leader dell’ex gruppo guida della Nord, gli Irriducibili: «Lotteremo per esporre i nostri simboli in ogni stadio d’Italia», aveva risposto il 13 luglio scorso Fabrizio Toffolo, salvo poi precisare che «nessuno intende aderire alla tessera del tifoso». Per capire dove, come e quando torneranno a farsi vivi gli “Ultras laziali” occorrerà dunque attendere la prima partita in vendita libera. «Ad oggi – conferma Gianluca Tirone, uno dei punti di riferimento della Nord – è giusto dire basta, per una questione di libertà personale».

Proposte dalla tribuna. Chissà, forse gli ultras si sposteranno in Tevere, accanto all’associazione Sodalizio biancoceleste (novemila iscritti) che a differenza di Airc e Utr, ha scelto di non fare la tessera, ma di acquistare settimanalmente i tagliandi. Tanto che nei giorni scorsi, l’associazione ha inoltrato una precisa richiesta alla società: «Vorremo che fosse garantito a tutti i tifosi che hanno scelto di non fare la Tessera il diritto di prelazione per i biglietti di tutte le partite casalinghe – afferma il vice presidente Paolo Bravaccini – Proprio come hanno fatto Genoa e Sampdoria».

Curva Sud Modena non sottoscriverà la tessera del tifoso per il prossimo campionato di serie B. L'introduzione della norme legislative che regolamentano la tessera del tifoso è l'ennesimo attacco alle libertà personali di tutti coloro che frequentano gli stadi italiani. La nostra scelta ci è apparsa ovvia, dal momento che anche senza tessera potremo andare allo stadio acquistando i biglietti delle partite casalinghe e i biglietti per settori diverso da quello ospiti nelle trasferte (ulteriori divieti permettendo...)
Non accettiamo il fatto che chi ha dei precedenti negli ultimi cinque anni, per i quali ha già pagato legalmente e spesso è stato giudicato innocente dalla stessa giustizia italiana, non possa sottoscrivere la tessera: è assurdo che tale preclusione sia prevista solo nelle leggi da stadio e in nessun altro articolo della legge italiana. Il nostro no quindi è deciso e compatto, ma non organizzeremo alcun tipo di sciopero del tifo o iniziative simili: saremo accanto alla squadra da subito. Aderiremo a proteste a livello nazionale nel caso in cui siano davvero utili alla causa ultras italiana e coerenti coi nostri ideali.
Intendiamo estendere il nostro invito a non sottoscrivere la tessera a coloro che si sentono ultras e si identificano nello striscione Curva Sud Modena, e vogliamo inoltre sensibilizzare tutti i tifosi del Modena circa questo delicato argomento, che potrebbe aggravarsi maggiormente nei prossimi anni, ledendo la nostra libertà di tifosi.
NO ALLA TESSERA.
CURVA SUD MODENA


20 luglio 2010: stasera ho la forza di fare un solo aggiornamento, tuttavia significativo.... già il risultato dice 50.3% contrario...
Votate, votate, votate!
http://www.ilmessaggero.it/sondaggio.php?ris=S


19 luglio 2010: in costruzione la pagina di Riscone-Brunico/Roma.

18 luglio 2010: aggiorniamo gli allori e poi un po' di e-mail... ottimo il comunicato degli Ultras Sitadea:


*
Stefano: "Ciao Lorenzo, complimenti per il sito, sei un punto di riferimento per tanti, non solo tifosi della Roma, condivido e appoggio in pieno tutte le iniziative che stai portando avanti!
ti scrivo per segnalarti un link http://www.curvarobur.it/curvarobur/index.php?option=com_content&view=frontpage&Itemid=1 anche siena (curva robur) dice NO ALLA TESSERA! un saluto Stefano
*

*

"I seguenti gruppi della Gradinata Nord di Alessandria (Head Out, Birre Vuote, Supporters, Pochi ma Maledetti, Sbrinza’s, Gentaglia e Vecchia Guardia) coerentemente con le iniziative promosse nel corso dello scorso campionato, non sottoscriveranno la “tessera del tifoso” che, nonostante non sia stata varata tramite apposita legge bensì imposta con una semplice circolare amministrativa del 14 agosto 2009, sarà obbligatoria per poter seguire i nostri amati Grigi in trasferta.
Tenuto anche conto che la tessera del tifoso sara’ abbinata all’abbonamento per le partite casalinghe, i gruppi sopraccitati diserteranno ufficialmente la campagna abbonamenti 2010/2011.
Questa scelta per noi e’ molto dolorosa e sofferta ma non abbiamo alternative: abbiamo sempre sostenuto la maglia grigia ovunque, dai campi di paese agli stadi piu’ gloriosi, abbiamo fatto grossi sacrifici per poter stare dietro all’orso grigio, abbiamo dovuto sopportare ogni tentativo di distruzione del tifo organizzato (biglietti nominali, biglietterie ospiti chiuse la domenica, telecamere a circuito chiuso stile “grande fratello”, divieti per tamburi, megafoni e striscioni), abbiamo sempre pagato piu’ del dovuto il nostro essere “ultras” e il nostro modo di intendere lo
stadio (d.a.s.p.o. pesanti,senza alcuna possibilita’ di difendersi concretamente da accuse spesso gonfiate ad arte) ma crediamo che oggi si sia arrivati al capolinea, senza alcuna smentita ufficiale che tenga; la tessera del tifoso vuole creare un modello di sostegno alla squadra incociliabile con la nostra cultura calcistica, fatto da persone che entrano negli stadi muniti di una carta di credito ricaricabile, persone “fidelizzate” alla propria squadra attraverso una tessera fedelta’ che, a differenza dei supermercati o dei centri commerciali,dovra’ essere rilasciata dalla questura, una tessera con radio identificazione a distanza in modo tale che il “tifoso ufficiale” dell’u.s. Alessandria potra’
essere rintracciato da casa all’autogrill,dagli spalti dello stadio al parcheggio delle auto!
ci dispiace tantissimo non poter portare il nostro calore in giro per l’italia (a maggior ragione in un campionato che si presenta molto interessante sugli spalti) e chiediamo sinceramente scusa alla societa’ e ai giocatori ma noi non barattiamo la nostra dignita’ per una trasferta di calcio!
con il cuore gonfio di rabbia seguiremo le prestazioni dei grigi in trasferta attraverso le radiocronache, fermo restando che ci faremo trovare presenti negli stadi che eventualmente non saranno vietati ai non-possessori della tessera del tifoso.
Daremo il 100% al moccagatta, nella nostra Nord, tra le mura amiche,comprando regolare biglietto prima di ogni partita."
*
Alessandro: "Ciao Lorenzo,purtroppo,a maggio ero andato a sottoscrivere la tessera per rinnovarmi l'abbonamento,poichè,per il mio lavoro,sono impossibilitato(veramente)a fare ogni volta le file,e per non lasciare il posto a quelli che fanno l'abbonamento solo nelle stagioni successive a quando la roma va bene oppure per vedere un roma juve.avendo perso la copia del contratto,chiedo se comunque potevo fare l'abbonamento..e cosa mi dicono??basta l'autocertificazione e te lo fanno!!quindi io potevo farmi l'abbonamento senza richiede sta maledetta tessera e inventarmi il giorno della richiesta.bene,ho deciso cosi:per rispetto di coloro che la tessera non la fanno,appena mi arriva o la disdico o la strappo,e se per farmi entrare allo stadio me la chiedono,nun ce vado.e cosi farò finchè ci sarà,ma l'abbonamento me lo farò lo stesso,anche non andando allo stadio,ma per levare un posto agli occasionali.te la volevo dire questa nel caso potesse essere di aiuto ad aggirare la tessera o a levare qualche abbonamento agli occasionali..saluti alessandro
Il pensiero è lodevole e capisco perfettamente. Ribadisco che la battaglia è appena iniziata e la storia non è affatto finita.
*
Maurizio: "Volevo chiederti: sai nulla sulle finalità reali della terza foto-tessera che molte società chiedono al momento della sottoscrizione? A me risulta che la prima resta alla società, la seconda va sopra la TdT.... ma della terza??? Dove va???"
Indovina un po'? Cosa è una schedatura illegittima secondo voi? Quella foto va in Questura! Vi auto-fate un fotosegnalamento anche senza avere commesso alcun reato!
*
Poi mi viene comuncato da Napoli: "Ciao Lorenzo,ho visto l'ottimo lavoro che stai facendo come sempre sul tuo sito,che ci tiene aggiornati tutti su cio' che è davvero questo scempio della tessera..Volevo comunque informarti che a Napoli,oltre alla curva A,anche la curva B non si farà la tessera,l'area nord già da tempo fece un adesivo inerente alla questione,e oggi anche i secco vive e gli ultras 72 hanno deciso che non c'era nulla da pensare,come i fedayn che si sono già battuti da tempo contro questa pagliacciata,ora puoi aggiornare la tua situazione italiana,saluti da Pasquale"
England: "Ciao lorenzo, ti invio questa pagina che ho trovato, due osservatori inglesi che dicono cosa pensano sulla tessera del tifoso
Tessera del Tifoso: intervista a due osservatori inglesi
17/07/2010 - 16:04
Dopo esserci occupati di demolire, razionalmente, i tanti luoghi comuni del cosidetto modello inglese degli stadi ed esserci occupati delle differenze tra l’approccio inglese e quello italiano su un argomento caldo, come è quello delle diffide, chiudiamo con questa puntata, la nostra intervista ai due esperti inglesi.
L’argomento che oggi tratteremo è di stringente attualità: la tessera del tifoso. Con precisione e apportando prove concrete, Vanda e Terence ipotizzeranno quello che sarà il futuro prossimo degli stadi italiani.
Veniamo all’argomento più  scottante del momento, la Tessera del Tifoso. Cosa ne pensate?

VANDA: Un provvedimento che tocca e lede le libertà fondamentali di ognuno di noi, senza fare niente di valido contro la violenza – visto che da anni la violenza è presente più che altro all’esterno degli stadi. Io mi rifiuto di fare la tessera.

TERENCE: Sono in accordo con il proprietario del Palermo: cose cosi esistono solamente negli stati di polizia. E’ un’assurdità specialmente se pensiamo ai veri problemi del calcio italiano. Vogliono punire il popolo per i problemi che loro stessi hanno creato, e la cosa grave è che la maggioranza del popolo dice ‘va bene’.

Media ed istituzioni italiane sostengono che tutte le società europee emettono una loro tessera del tifoso. Potreste spiegare ad esempio la differenza tra le card emesse dalle società inglesi e quelle che verranno emesse dalle società  italiane con il placet della Questura?

VANDA: Tra una tessera di fidelizzazione – sempre facoltativa – oppure le tante carte credito emesse dalle società inglesi – anche queste, ovviamente, facoltative – e una tessera imposta dal governo che richiede il permesso della Questura le differenze sono palesi.

TERENCE: Stanno mentendo, oppure stanno modificando la realtà a loro piacimento. Le società inglesi emettono abbonamenti e biglietti, null’altro. Se voglio, in Inghilterra posso comprare i biglietti per tutti gli stadi, senza nessuna tessera. L’abbonamento funziona quasi esattamente come nei vostri stadi.

E’ vero che anche Margaret Tatcher provò ad introdurre un simile strumento ma il suo governò  fu totalmente contrario?

VANDA: Esatto. Il suo governo, giustamente, rifiutava l’idea in quanto contrario ai principi fondamentali della libertà personale, che dovrebbero essere alla base di qualsiasi democrazia.

TERENCE: Si me lo ricordo bene, anche l’FA fu totalmente contraria. E’vero che Thatcher ci provò, ma non ce la fece.

Cosa ne pensate delle dichiarazioni di De Rossi ed in generale dell’ostracismo che c’è  verso chi esprime un pensiero contrario a questo provvedimento?

VANDA: La libertà di espressione – tra l’altro garantito dalla Constituzione Italiana, un documento bello quanto ignorato – dove sta?

TERENCE: De Rossi ha capito molto bene quello che le autorità competenti ed il governo stanno provando ad architettare con la Tessera del tifoso, è ovvio per chiunque abbia un po’ di cervello. Del resto quando la maggioranza dei media nazionali sono nelle mani di una sola persona è molto facile criticare chi rilascia dichiarazioni contro il governo.

In Inghilterra si decise di rivoluzionare la gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni sportive successiamente alle tragedie dell’Heysel nel 1985 e dell’Hillsborough nel 1989. Cosa diceva esattamente il famoso “Taylor Report”?

VANDA: Il Taylor Report, frutto di indagini del Giudice Lord Justice Taylor su ogni aspetto della tragedia di Hillsborough nella quale morirono 96 tifosi del Liverpool, cercava di spiegare quello che è successo oltre che fare raccomandazioni per il futuro. Innanzitutto scagionò completamente i tifosi, dimostrando che non erano responsabili e che quindi quanto successo non si poteva collegare alla violenza o agli hooligans. La colpa era invece interamente della polizia e dei i gestori dell’ordine pubblico.

Senza entrare troppo nel dettaglio, forse la cosa più importante è capire le proposte fatte per garantire che un tale evento catastrofico non potesse più ripetersi: rimozione di tutte le barriere e reti che dividono glii spalti dal campo (che erano la causa diretta della morte dei tifosi), formazione di stewards / polizia ecc. Ma l’analisi più importante era quella fatta sulle gradinate dove i tifosi seguivano la gara in piedi, Taylor fece notare come fossero meno sicure delle tribune interamente a sedere, e il governo decise di abolire interamente il diritto di stare in piedi durante la partita nelle massime serie, senza cercare un’altra soluzione.

TERENCE: Il “Taylor Report”  disse che quanto successo ad Hillsborough era completamente da imputare a Polizia, Sheffield Wednesday, FA ed allo stadio. L’anno precedente c’era stato un simile incidente nella “terrace” dei supporters del Tottenham Hotspur, e i tifosi di calcio sapevano già che The Leppings Lane End era molto pericolosa. Dico solo questo: la tragedia a Hillsborough non era colpa dei famosi English Hooligans, degli ubriachi, o dei tifosi. Era colpa di tutti quelli che gestivano lo sport

Alla luce degli ultimi accadimenti che hanno visto protagonista, in negativo, la polizia italiana (Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri,Stefano Cucchi, Stefano Gugliotta, etc) cosa vi sentite di dire?

VANDA: Beh se guardi la storia delle forze dell’ordine a livello globale, in tutti i paesi ci sono sempre scandali del genere, ti assicuro che l’Inghilterra ne ha avuto parecchi negli ultimi anni. Bisogna rivedere la formazione, la cultura interna della polizia per capire meglio, e bisogna anche punire chi sbaglia come, giustamente, viene punito la gente normale che causa la morte di un altro cittadino.

TERENCE: Che devo dire? La polizia in Italia, ha troppo potere, e il governo non si preoccupa se si uccidono ragazzi con un po’ di marijuana, o ragazzi che stanno dormendo in una macchina. A volte sembra abbiano anche il permesso per delinquere..

Secondo voi come si pongono i media italiani nei confronti dei tifosi e delle norme limitative approvate dagli ultimi governi?

VANDA: Spesso i media spendono parole di elogio su quanto sia bello lo spettacolo di una curva in festa, oppure sul bell’effetto creato da fumogeni e torce; poi se vengono diffidati coloro che fanno questo spettacolo, per il semplice motivo che torce e fumogeni sono vietati, alloro per i media diventano teppisti, violenti, pericolosi. Ipocrisia pura!

Perchè in Italia invece di affrontare il problema della violenza in maniera diretta si preferisce vietare le trasferte oppure limitare l’accesso agli stadi ai soli residenti?

VANDA:Vuol dire che le autorità  non sono in grado, oppure non vogliono, gestire la partita in modo sicuro per tutti. Secondo me è anche per questo che all’Italia non sono stati assegnati gli Europei di 2016 (e quelli del 2012 N.d.R.). In Inghilterra questo non succede da anni, anzi decenni.

TERENCE: E’più facile per loro vietare le trasferte, fondamentalmente. Da noi sarebbe anche possibile in teoria, ma non avendo una carta d’identità come la vostra direi che è molto difficile.

Come pensate saranno gli stadi italiani il prossimo anno con l’introduzione della Tessera del Tifoso?

VANDA: Tristi: meno colore, meno passione, meno gente. Il che vuol dire anche meno soldi per le società e meno interesse per quelli che vedono le partite in TV. Forse ci sarà  pure meno violenza ma personalmente ne dubito.

TERENCE: Peggio, probabilmente, se parliamo dell’ambiente. Pero penso che la maggioranza delle curve si tessereranno. I tifosi di calcio sono sempre cosi.

Infine, cosa vi sentite di dire all’opinione pubblica italiana?

VANDA: Solo che forse l’Italia non capisce cos’è veramente bello di questo paese e soprattutto di questo calcio – la passione, l’allegria, la spontaneità, i tifosi. Senza questi, il calcio non vale niente

TERENCE: Voglio dire solamente che la tessera non è una problema esclusivamente per gli hooligans, o gli ultrà. E’una violazione della nostra libertà, ed è un problema per tutti quelli che amano il calcio.

Simone Meloni
http://www.newnotizie.it/2010/07/17/tessera-del-tifoso-intervista-a-due-osservatori-inglesi/



17 luglio 2010: continuiamo con la TdT: non c'è un comunicato ma è uguale:

Il Secolo d'Italia, 16 luglio 2010

Il Secolo d'Italia, 16 luglio 2010


16 luglio 2010 (pomeriggio): comunicato Sodalizio Lazio (Tribuna Tevere):
COMUNICATO STAMPA
Alla luce delle ultime iniziative di marketing intraprese dalla S.S. Lazio, l'assemblea dei Circoli del Sodalizio della Lazio - Tribuna Tevere dello Stadio Olimpico - ha aperto un civile e costruttivo confronto tra la tifoseria biancoceleste. Dal dibattito interno, sostenuto dalle disamine di esperti della materia, ne è uscita un netta e categorica presa di posizione dei nostri associati: noi non ci tessereremo e non faremo la tessera del tifoso..
Il Circoli del Sodalizio della Lazio si oppongono con fermezza al programma intrapreso dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive perchè:
• questa tessera non è altro che uno strumento di controllo sociale di massa, che limita le libertà fondamentali di scelta e di azione dei tifosi, spogliati delle garanzie inserite nella Costituzione e riconosciute a tutti i cittadini;
• questa tessera non è altro che un progetto di business e campagne di marketing che nulla hanno a che vedere con la mentalità del tifoso e con la tradizione sportiva del gioco del calcio;
• questa tessera non garantisce la sicurezza degli spettatori né all'interno né all'esterno degli stadi italiani ed è già stata bocciata dall'UEFA, massimo organismo europeo del calcio;
• questa tessera non è altro che il mezzo con cui si tenterà di snaturare l'anima e la filosofia del tifoso forzandolo a diventare un cliente-consumatore di un prodotto senza cuore;
I Circoli del Sodalizio della Lazio invitano tutti i tifosi biancocelesti a sostenere la nostra alternativa già consegnata alla SS Lazio tramite lettera richiedendo di attivarsi per:
• Garantire e riconoscere a tutti gli abbonati del campionato 2009/2010 il diritto di prelazione per l'acquisto dei biglietti di tutte le partite casalinghe della S.S. Lazio previste nella stagione 2010/2011;
• Garantire e riconoscere un prezzo di acquisto bloccato per l'intera stagione, frutto della semplice divisione matematica del costo complessivo dell'abbonamento per il prezzo unitario dei biglietti di ogni singola partita casalinga della S.S. Lazio.
• Questo programma funzionerà come un abbonamento cioè che la prelazione verrà riconosciuta se il tifoso comprerà i biglietti di tutte le partite casalinghe , con al massimo un assenza di due partite, se verranno superate le due partite di assenza automaticamente verrà perso il diritto di prelazione.
Questa richiesta è il nostro urlo d'amore per difendere la dignità e la coscienza del tifoso laziale, per la libertà di espressione e di scelta di ogni singolo cittadino e per il riconoscimento della fedeltà dimostrata sempre e ovunque per i colori sociali più antichi della città di Roma, che nonostante contestazioni o gestioni da contestare noi non vogliamo abbandonare, come mai abbiamo abbandonato la nostra S.S. Lazio.


16 luglio 2010: nuovo comunicato laziali:
"Ci troviamo costretti, nostro malgrado, a dover puntualizzare alcuni punti che fanno seguito al comunicato firmato " Ultras Laziali della Curva Nord " pubblicato il 9 Luglio 2010 :
1° il pensiero dell' unico gruppo Ultras della Curva Nord è solamente quello espresso nel suddetto comunicato, altri comunicati che escono o usciranno non ci riguardano, e sono solo esternazioni personali
2° da Ultras riteniamo che princìpi e valori debbano venire prima di tutto! Chiunque decida di creare un gruppo, entrare in curva e andare in trasferta come gruppo vuol dire che ha deciso di aderire alla tessera del tifoso. Conseguentemente secondo il nostro punto di vista o vuole fare l' Ultras ma non ne rappresenta i valori, o ha interessi personali che lo spingono... in ogni caso non merita il nostro rispetto, anzi, è complice di questo sistema;
3° noi continueremo a sostenere la nostra Lazio allo stadio, finchè sarà possibile farlo, senza aderire alla tessera del tifoso, quando ciò non sarà possibile ci troverete comunque fuori dallo stadio!
Concludiamo qui la nostra comunicazione attraverso i comunicati, che non amiamo affatto. Era però indispensabile fare chiarezza per tutti i tifosi Laziali che si sono trovati spiazzati negli ultimi giorni
SIAMO NATI LIBERI, MORIREMO LIBERI.
Gli Ultras Laziali della Curva Nord"
Gianluca:"Per prima cosa confermo che:
a)      non mi tessero
b)      ergo non mi abbono
c)       gli interisti sono decisamente  poco adatti a definirsi ultras
Ti dico la mia pure sulle maglie:
1° - il giorno che per fare il rosso utilizzeranno quello della bandiera che sventola sopra a Marco Aurelio sarò contento (tra l’altro mi sembra che gli omoni della bianca siano molto più “sangue di bue” ci sarebbe voluto poco), più modernamente dico che se avessero messo tutti gli omini come nella maglia nera dell’anno scorso, facendone solo uno in contrasto e tutti gli altri dello stesso colore della maglia, avrebbero messo più pubblicità al marchio ma sarebbe stata anche più discreta (secondo me).
2° - maglia bianca ASR 1997-98 (fonte sito tuo), sponsor tecnico diadora, vedi nulla di strano? Non mi piace. Avrei preferito o una divisa completamente bianca (e sottolineo completamente) o quella con le bande oblique (anni ’60), magari con lo stemma ASR invece che quello con la lupa o il lupetto
1997/98
1997/98

2010/11
3° - Inguardabile. Tra l’altro mi pare rispecchi poco sia colori che tradizione. A me (solo un parere personale) piacerebbe un blu notte, tipo Spagna per intenderci, simile alla nera dello scorso anno con bordi bicolori (e basta cò st’arancione…) un abbraccio gl".
*
Ecco qui la tessera del tifoso che inizia ad essere esportata nella società civile...
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=110452&sez=HOME_ROMA
*
Ed ecco il piano finale: "Buonasera Lorenzo, ti invio il link di un video su youtube che dimostra ciò che anche tu affermi, ovvero che noi “gente da stadio”, almeno qui in Italia, rappresentiamo un laboratorio sociale . Non so se ti sei interessato alle varie teorie complottiste circa l’11/09/2001, comunque questo breve video fa accapponare la pelle, anche perché dal minuto 2.15 si parla di quanto in oggetto.
Spero possa essere un’ulteriore spunto di riflessione.
Ti saluto con la solita stima, ora più che mai NO ALLA TESSERA!
Marco
Link: http://www.youtube.com/watch?v=-C8UWnzid2I".
Veramente interessante e preoccupante.
*
COMUNICATO CURVA FATTORI PADOVA
Con l’inizio della stagione calcistica 2010/11 la Tessera del Tifoso diventerà obbligatoria per sottoscrivere l’abbonamento e per quanti volessero seguire la propria squadra in trasferta nel settore ospiti.
Deve essere chiaro innanzitutto che la tessera non è obbligatoria ma facoltativa e che anche chi non la possiede può comunque acquistare tranquillamente i biglietti per ogni singola partita sia in casa che per le trasferte.

Per smentire quello che ci vogliono fa credere non esiste una legge che imponga l’adozione della Tessera del Tifoso: si tratta di una semplice circolare del Ministro Maroni girata ai questori ed ai prefetti di tutte le città, che a loro volta l’hanno usata come forma di ricatto verso le società.

Per tutti questi motivi noi ragazzi della curva fattori non sottoscriveremo nessuna tessera e non ci abboneremo al calcio padova,continuando comunque a sostenere i nostri colori ovunque, acquistando di volta in volta i biglietti per le partite in casa e recandoci in trasferta non piu’ nel settore ospiti ma nei settori solitamente assegnati alla tifoseria di casa!

Certe emozioni come Trieste, Ravenna, Busto, ma anche gli anni dell’Appiani per chi ha qualche anno in più, noi le porteremo sempre nel cuore e cercheremo sempre di riviverle insieme a tutti voi pur prendendo atto dei tempi che cambiano. Ma per riviverle, è necessario il sacrificio da parte di quanti ci credono, non sottoscrivendo la tessera e non abbonandosi per questa stagione. Da parte nostra la garanzia che chi ci seguirà, non sarà mai lasciato solo. D’altro canto, tutti noi nell’ultima stagione abbiamo avuto modo di vedere che ogni risultato è possibile quando la tifoseria è unita. Un’unità che adesso vi chiediamo non solo nel non sottoscrivere la Tessera del Tifoso, ma invitandovi a seguirci nelle nostre future iniziative. Riteniamo infatti, solamente di fronte alla compatta rinuncia dell’abbonamento potremmo vedere un saggio e doveroso passo indietro da parte di chi sta dando l’ultima mazzata al gioco più bello del mondo.
Ultras Padova

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Comunicato Reggini:
COMUNICATO UFFICIALE CURVA SUD REGGIO CALABRIA:
TESSERA DEL TIFOSO
Alla luce di quanto è venuto fuori, dall’incapacità di chi non ha mai messo piede in uno stadio, vedendo, noi, il nostro mondo come una barca alla deriva, dovuta ad un uragano mediatico che ci pone oggi come i principali colpevoli, gli esseri da biasimare, condannabili e da condannare, anche noi, i GRUPPI ORGANIZZATI DELLA CURVA SUD, abbiamo deciso di prendere una posizione. Troviamo INACCETTABILE, l’”invito” da parte di chi spera di piegarci al proprio volere. Per anni siamo stati noi (e i ragazzi del resto delle curve d’Italia) messi alla berlina, siamo stati per tutti i DISADATTATI, gli UBRIACONI, i DROGATI, le COMPAGNIE SBAGLIATE ed i RAGAZZI DIFFICILI. Bene, dopo aver ricevuto così tanti epiteti nobiliari, dalle più disparate razze di giornalisti, sociologi, psicologi, magistrati, tutori dell’ordine, essendo noi dei DISOBBEDIENTI comprovati, non vediamo cosa debba spingere qualcuno a meravigliarsi della nostra presa di posizione netta e categorica. Noi non siamo BASTIAN CONTRARI per vocazione, noi siamo contro qualsivoglia ingiustizia, contro gli abusi, e contro i provvedimenti drastici dovuti al sensazionalismo più sfrenato. Perché certe cose non solo umiliano noi, ma tutte le persone nate libere, e che vengono discriminate. Perché la tessera del tifoso, non solo toglie noi dagli stadi, ma mortifica l’essere umano. Non è possibile chiedere permesso per entrare in casa propria. Che il vaso stesse per traboccare era lampante da parecchio tempo, lo stavamo aspettando a malincuore. E allora, temendo l’arrivo di una morte in quanto naturale conseguenza della scelta del Governo italiano, sapendo che non si tratta di eliminare le mele marce, ma di tagliare un albero intero, noi vogliamo ribadire che le nostre radici sono ben salde, e che adesso arrivi pure l’inverno, ma, come diceva Tolkien “LE RADICI PROFONDE NON GELANO!” Noi saremo al nostro posto, non a quello abituale, ma a quello che ci compete, perché lo vuole la coerenza, lo vuole il nostro “essere Ultras”. Noi non possiamo subire passivamente questa dittatura-pallonara, quest’ennesima STORIA ITALIANA. Chi svende la propria libertà è complice di un Governo assassino che, invece di andare a combattere fin dentro le Chiese, lo schifo imperante, invece di buttare le chiavi per chi si macchia di stupri e pedofilia, invece di dare l’ergastolo a chi rovina vite e famiglie, gioca con noi, al gatto col topo.
Forte coi deboli, è il nostro Governo, ma debole coi forti, coi cani, con chi lo ha sempre messo in scacco matto.
Siamo con le lacrime agli occhi, per non potere continuare la stessa strada intrapresa anni fa. Adesso le strade nostra e della curva sud, si dividono. Noi ci saremo sempre, ma A MODO NOSTRO. Noi saremo sempre presenti FUORI, perché noi I FACINOROSI, perché noi LE PECORE NERE non siamo graditi. E allora, sperando che il nostro gesto faccia da eco ad altre curve popolate da Ultras e da uomini liberi (ancor prima che tifosi), noi ci asterremo dal tifo casalingo, presenziando in trasferta nelle forme e nelle possibilità che riusciremo ad avere. Disconosciamo chi deciderà di sottoscrivere la tessera, e non possiamo prenderci la briga di garantire che in trasferta molti “esiliati del nord” accolgano la nostra protesta, ma chi seguirà la Reggina con la tessera, lo farà A TITOLO PERSONALE! Ci dissociamo da chi, munito di tessera del tifoso, andrà nei vari stadi a foraggiare ulteriormente questo calcio arrivato ben oltre il tramonto. Adesso cala la sera, adesso il freddo diverrà pungente. Adesso sapremo chi siamo, e chi sono le curve che ci hanno applaudito in questi anni, che ci hanno offeso, o che ci hanno affrontato in varie situazioni. Colmi di rabbia, per una scelta LA NOSTRA, obbligata, ci congediamo.
NESSUN COMPROMESSO, NESSUNA RESA, LA NOSTRA LIBERTA’ VA DIFESA
CURVA SUD REGGIO CALABRIA
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La Repubblica, Firenze:
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Torino/Roma
Finale Coppa Italia 1992/93

Roma/Juventus
1977/78
E ora attenzione... grazie a Benedetto alcune belle foto di gruppi a Roma negli anni andati:
HELLAS VERONA

Anni '70

1975/76

1983/84

1983/84

1986/87

1987/88

1988/89

1989/90
ATALANTA

1985/86

1988/89

1989/90

1989/90


15 luglio 2010: e-mail: "ciao lorenzo,vorrei vedere Maroni e i vari sindacati di polizia cosa rispondono a quanto affermato da zamparini...visto come hanno risposto a de rossi, al presidente del palermo lo mandano al confino?"
ZAMPARINI: "AI POLIZIOTTI VIENE INSEGNATO A ODIARE"
14 Luglio 2010 - ore 09:04

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini torna a tuonare contro la Tessera del Tifoso (e non solo e, anche, in maniera clamorosa) e questa volta lo fa dalle colonne del "Il Fatto Quotidiano".

"Assolutamente contrario - dice il numero uno di viale Fante che in questi giorni in Carinzia si coccola il suo nuovo Palermo -. Basta vedere cosa accade nel resto d'Europa. Francia, Inghilterra, Germania Svezia, Danimarca. Devo continuare? In quei paesi non c'è nessuna tessera del tifoso e non ci sono ostacoli. Tornelli, gabbie, violenza. Nulla di nulla. Solo da noi poteva verificarsi un simile orrore. Prendere il Mondiale. Gli uccelli del malaugurio, i soliti sospetti del nulla, avevano paventato disastri, morti e scontri di piazza ed invece abbiamo visto tifoserie abbracciate, stadi e organizzazione perfetti, clima di fratellanza. Una gioia per gli occhi, una festa per il calcio. Invece da noi - continua Zamparini - il pallone è diventato il terreno per scontrarsi tra violenti e forze di polizia. Ma gli ossessi della molotov con lo sport e con le tifoserie organizzate non hanno nulla a che fare".

Per il presidente del Palermo, oggi sono le alternative sono poche. "Infatti, oggi è tardi. Avremmo dovuto fare come Margaret Thatcher, anni fa in Inghilterra. Guerra senza quartiere ai teppisti e contestuale libero spazio di espressione ai tifosi veri. Noi abbiamo preferito un compromesso al'italiana, cioè fare pagare alla brava gente, il 99 per cento della popolazione sportiva, il prezzo dell'inazione. Filtraggi, controlli, vessazione. ostacoli in nome della presunta sicurezza. Tutto con risultati disastrosi. La costrizione della libertà individuale, senza ottenere la pace sociale. L'Italia è uno Stato di Polizia. Lo è sempre stata. I governanti conoscono solo la limitazione della libertà, l'aggressione del principio stesso di quel concetto e quest'aspetto, oltre a ripugnarmi, mi addolora profondamente".

Parole dure, durissime che Zamparini "regala" con immensa onestà intellettuale e coerenza di pensiero. "Ci hanno costretti a fare la tessera del tifoso. Un ricatto. Un'intimidazione vera e propria da parte del ministro Maroni. Cercheremo di farla diventare un vantaggio per i tifosi, ma non posso fare a meno di constatare che da quando sono qui, sette anni esatti, non si è mai verificato un solo tumulto al Barbera".

Palermo con una tifoseria esemplare, Palermo che lo scorso anno ha sfiorato l'impresa della qualificazione alla Champions League e che oggi riparte con maggiore convinzione. "La vera impresa - continua Zamparini nella sua intervista rilasciata a "Il Fatto Quotidiano" - è stata una lettera di ringraziamento della Sampdoria pubblicata dalla "Gazzetta", in cui nonostante la gara tra noi e loro valesse l'accesso alla Champions League, i dirigenti genovesi ci ringraziavano per l'accoglienza ricevuta. E' di queste cose che sono orgoglioso, non dei giochini della politica. La sicurezza, ripeto, non si ottiene con i picchetti della Polizia. In galera deve andare solo chi delinque".

Con Zamparini si fa un passo indietro fino a quella disgraziata sera della morte di Filippo Raciti. "Una tragedia - ricorda il patron del Palermo -. Ma qui la questione è sovracalcistica. Io faccio l'imprenditore. Per ottenere un'autorizzazione si aspettano anni e si viene sottoposti a decine di controlli. L'Italia è malata alle radici. Nelle sue istituzioni".

Sarà solo colpa di Maroni? "Il ministro non pensa di fare male, ma ha una cultura libertaria molto deficitaria. Il sale della nostra democrazia è trattare i cittadini da sudditi. Siamo gli ultimi della classe. Non sono in Europa, ma nel mondo. Quando Maroni mi ha attaccato - dice Zamparini - gli ho risposto con una frase di Banjamin Franklin pronunciata del 1754: "Chi in nome della sicurezza, rinuncia alla libertà, presto perderà entrambe senza neanche accorgersene. Vuole sapere qual è il problema di Maroni? Quello di decidere in assoluta autonomia senza sedersi al tavolo con chi il calcio lo conosce e lo frequenta da anni ed invece si siede a tavola con i Commissari di Polizia. E' chiaro che un poliziotto ragiona da poliziotto. Attenzione - precisa il presidente del Palermo - non sto attaccando la Polizia, ma le leggi non possono farle loro. E' chiaro che un poliziotto promulga il coprifuoco e non possiamo uscire di casa. Senza i tifosi il calcio muore. Io spero che le istituzioni dimostrino un pò di buon senso. Ci sono le elezioni, in fondo. Negli stadi non c'è bisogno della polizia. L'italiano, in certi ambiti può fare a meno delle divise. Anche in Sicilia. Io a Palermo - racconta ancora Zamparini - sono riuscito a ottenere tranquillità delegando una serie di responsabilità agli ultras. Sono loro che devono autoregolarsi. Nei mesi scorsi ho molto difeso Daniele De Rossi, ho difeso la sua sincerità. Da noi è vietato dire che i poliziotti quando vanno in assetto di guerra allo stadio, sperano di far la guerra. Non parlo male di loro, ma devono essere educati al colloquio e non allo scontro. Da noi è proibito discutere dell'evidenza e la lista dei concetti inaffrontabili, si allunga giorno dopo giorno. Che poi i violenti vadano perseguiti, sa una parte e dall'altra è persino ovvio. Ma questo dovrà verificarsi anche dalla parte della Polizia. Ci sono dei tifosi che vengono malmenati senza colpe, da ragazzi in divisa cui viene insegnato a odiare. Certi poliziotti non vedono l'ora di menare le mani. In Italia c'è una finta democrazia, la nostra. Però penso che abbiamo toccato il fondo e dal fondo si possa soltanto risalire".
L'ultima stoccata di Zamparini è "dedicata" all'Osservatorio sulle manifestazioni sportive. "Un'istituzione poliziesca anche quella. E' folle che persone di Roma decidono dell'ordine pubblico di Bari al chiuso di una stanza ministeriale. Al comando di questo Paese, da tempo, trionfano gli stupidi"
intervista di Mal. Pag. - de "Il Fatto Quotidiano" del 14 luglio 2010
http://www.reterete24.it/news.php?id_news=13467

Gianluca: "Come Maroni & Company hanno ridotto il calcio. Stadi fatiscenti, leggi assurde, serie minori abbandonate al loro destino e questo è il risultato:
Lega Pro senza soldi: 36 squadre rischiano di non iniziare il campionato
Alcune società faticano a pagare gli stipendi ai calciatori e i tifosi del Venezia lanciano una sottoscrizione per salvare il club
I campionati della Lega Pro (ex serie C) dovrebbero essere le fondamenta del calcio italiano, ma in questa estate post Mondiale sembrano più che altro pali malfermi di decrepite palafitte. Su 90 squadre, 17 non saranno al via del prossimo torneo, nella maggior parte dei casi per problemi economici: otto hanno rinunciato a iscriversi, altre nove sono state bocciate dalla Covisoc, l’organismo che controlla i conti (disastrati) del pallone italiano. Non è finita: al momento sono escluse per inadempienze varie altre 19 società, che hanno presentato ricorso. Deciderà venerdì il Consiglio federale se accoglierlo o meno. Alle non iscritte vanno aggiunte anche Ascoli e Ancona, in teoria inserite nella serie B 2010-2011: se la prima dovrebbe essere in grado di sanare la sua posizione, la seconda è appesa a un filo per non aver presentato nei termini la fideiussione richiesta e la documentazione relativa agli adempimenti previdenziali.

Insomma, un disastro. L’Italia del calcio risente eccome della crisi e vede sparire piazze di provincia, ma anche e soprattutto pezzi di storia. In pochi mesi sono scomparse Mantova (nell’anno del centenario), Perugia e Rimini. Le prime due travolte dal fallimento, la terza perché la cooperativa proprietaria si è stancata di andare avanti e ha messo in vendita il club. Morale, non è spuntato nessun compratore. Rischia grosso anche la Salernitana, mentre in Sardegna Olbia e Alghero hanno già chiuso baracca e anche la Villacidresesi trova in cattive acque. In Puglia si sono dissolte Gallipoli e Monopoli.

Altro che business, il pallone ormai è un giochetto costoso e insostenibile. A Mantova Fabrizio Lori era apparso nel 2004 come un messia in grado di spingere la squadra a lottare per la serie A. Nel 2006 i virgiliani avevano addirittura battuto la Juventus. Meno di quattro anni dopo, fiaccato dai problemi economici delle sue aziende, Lori ha dovuto gettare la spugna. Dietro restano solo macerie: il nuovo Mantova, grazie alla norma che salva il titolo sportivo delle squadre con grande tradizione calcistica, ripartirà dalla serie D. Stessa sorte per il Perugia.

A dipendenti e tifosi non restano che rimedi estremi: i giocatori della Triestina hanno rinunciato agli ultimi stipendi per salvare il club, mentre i supporter della Cavesehanno dato il là a una colletta per raccogliere i soldi necessari all’iscrizione. Simile la trovata dei tifosi del Venezia, che hanno appena lanciato una sottoscrizione popolare per aiutare le casse del disastrato club. Due fallimenti negli ultimi quattro anni l’hanno fatto sprofondare tra i dilettanti. Ora il Venezia United vuol essere il primo esempio di public company applicata al calcio: dieci euro a testa per la tessera, con l’obiettivo di raccoglierne almeno 300 mila e ridare ossigeno alla squadra.

E pensare che nel 2008 la nascita della Lega Pro era stata annunciata tra squilli di tromba dal suo presidente Mario Macalli. Sono bastati due anni per capire che si era trattato solo di una verniciata a un palazzo che già crollava a pezzi. Poche risorse per troppi club, cui si è aggiunto uno scarsissimo appeal per sponsor e spettatori. Laddove non arrivano le pay tv, è difficile trovare i soldi per pagare gli stipendi a fine mese. È una situazione che espone a un rischio concreto: personaggi poco puliti potrebbero proporsi come salvatori per farsi pubblicità o, peggio, per riciclare denaro sporco.

I problemi derivano anche dal gigantismo del calcio italiano. Le squadre professionistiche sono tante: in tutto 132 contro le 92 dell’Inghilterra, le 56 della Germania, le 42 della Spagna e le 40 della Francia. La Football League inglese, l’equivalente della nostra Lega Pro, va a gonfie vele anche perché conta solo 48 squadre. Poche ma buone, in grado di fare il pieno di spettatori a ogni partita. Così uno dei primi rimedi per guarire la Lega Pro potrebbe proprio essere quello di applicare una robusta cura dimagrante ai campionati. Magari evitando anche i ripescaggi.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/14/lega-pro-senza-soldi-36-squadre-rischiano-di-non-iniziare-il-campionato/40106/
Ciao Gianluca".

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Ancora fronte tessera: "Caro Lorenzo, è da tanto che non ti scrivo. Sul fronte tessera non so se ti hanno aggiornato, ma i BOYS non hanno aderito alla raccolta e a loro volta hanno fatto un comunicato come gli Ultras Roma. disinTESSERATAMENTE ti saluto e ti abbraccio. N.".
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Maglie: "Ciao sono marco 69, intanto complimenti per il sito, e poi senza dilungarmi volevo fare un commento sulle nuove maglie della maggica:
allora la prima vuoi o non vuoi è quasi sempre la stessa e forse ci sarebbe anche poco da cambiare, però riescono sempre a farla più brutta abbuffandola di quegli omini inguardabili ovunque (quasi che nessuno sappia che la roma ha come sponsor tecnico la kappa, o che perlomeno tutti lo debbano vedere, quasi non li conoscesse nessuno), mi chiedo ma la nike o l’adidas o la puma mettono tutte quelle patacche sulle maglie?
Seconda maglia, anche questa a me non piace e sicuramente era meglio quella dello scorso anno dove perlomeno erano ben visibili i nostri colori sociali.
Sulla terza preferirei non fare commenti in quanto sembra una cosa buttata lì tanto per arrivare a tre maglie (è orrenda non la vorrei neanche se me la regalassero).
Alla fin fine quindi quello che penso è che come menti della kappa a cui viene affidata la creazione di una nuova maglia (oltretutto della maggica), stanno messi veramente male e visto che questi grandi pipponi ce li dovremo subire ancora per qualche anno, perlomeno che abbiano il buon senso di ascoltare la voce di noi tifosi, e prendere spunto dai ns. commenti e dalle nostre idee, in quanto la roma è nostra e le maglie se ci piacciono le compriamo pure. In conclusione no alla tessera del tifoso e uno sveglia gente!!! a trigoria perché qualche soldino si può tirare fuori anche dal merchandising( non so se ho scritto bene), dato che anche questo anno dovremo indossare in itali e all’estero maglie che fanno cagare e che non ci rispecchiano assolutamente. (la kappa dovrebbe fà le maglie pè la lazie dato che fanno cacà tutti e due). Ciao marco (e già a luglio me sento campione de tutto) c’è solo  e sempre l’AS ROMA".
D'accordo al 100%.
Giorgio: "Ciao Lorè, andrò controcorrente ma a me le maglie non dispiacciono affatto. La prima è la classica, purtroppo il sogno di vedere i bordi gialli e non arancioni è destinato a rimanere tale, per il resto mi sembra la solita maglia e gli omini ripetuti non mi fanno nè caldo nè freddo. La terza è la "maglia del marketing" e capisco il tentativo, a volte riuscito a volte no, di portare delle innovazioni. Naturalmente deve essere usata come terza(!!!) e non al posto della prima in champions o in coppa italia(diadora maledetta). L'unico appunto è sulla seconda, le bande giallorosse dell'anno scorso erano bellissime e speravo in qualcosa di simile magari con le bande verticali o oblique. Il fatto è che la maggior parte dei compratori purtroppo sono bambini e/o tifosotti da grandi occasioni che vogliono maglie nuove perchè, sentito con le mie orecchie, "se sono sempre uguali che me le compro a fa". In ogni caso la kappa vale mille diadora, almeno come rispetto nei nostri confronti. NO ALLA TESSERA, Giorgio".
Infatti, la prima è la solita, la seconda non va bene e la terza andrà pure bene per il marketing ma ch ci vuole a farla decente?


14 luglio 2010 (pomeriggio): la raccolta degli abbonamenti è arrivata praticamente a quota 2.000, così come mi è stato riferito. Mi sembra decisamente un grande successo, tenuto conto che si parla della sola Curva Sud.
Continuano i comunicati:

Catania, scelta degli ultras
«Siamo stufi, basta stadio»
Decisione presa da tutto il movimento anche dopo le ultime diffide
Alla base di tutto il no alla tessera del tifoso, ma anche la stanchezza per la deriva presa dal calcio, ormai tutto nelle mani della tv e del business
Andrea Lodato
Non è una resa, non è, per lo meno, la loro resa. E' una sconfitta, questo sì, la sconfitta di chi ha dimostrato in questi anni di non sapere e, di più, di non volere governare una realtà fondamentale del mondo del calcio, il movimento ultras. Un mondo difficile, complicato, fatto di passioni, di partecipazione, di colori, anche di eccessi, qualche volta, ma essenziale per tenere in vita il calcio nei suoi aspetti non necessariamente collegati al business, non esclusivamente connessi alla deriva televisiva, per cui ogni azione del calcio, ormai, deve necessariamente passare dai teleschermi e, per questo, essere visto e vissuto più in salotto che in curva.
E' andata così, e tristemente il movimento ultras catanese, unito, in tutti i gruppi, quelli storici e quelli più recenti, quelli della curva Sud e quelli della curva Nord, ma anche quelli che hanno trovato spazio in questi anni in altri settori, annunciano che nella prossima stagione loro non ci saranno. Il no alla tessera del tifoso, l'indigeribilità di diffide e daspo a pioggia, arrivati sempre più in maniera indiscriminata, spesso al di là delle singole effettive e reali responsabilità personali, le restrizioni per cui nelle ultime stagioni a stabilire se fare o non fare una trasferta non sono stati più i tifosi, ma gli organi di pubblica sicurezza, tutto ciò ha segnato il punto di rottura. L'anno scorso sopportato e in parte metabolizzato, quest'anno non aggirabile e insormontabile, più da un punto di vista emotivo che per il rigore delle norme, per l'obbligo di sottoporsi, con la tessera, ad una ulteriore schedatura assolutamente priva di effetti pratici sotto il profilo della sicurezza e dell'ordine pubblico, dal momento che qualunque tifoso, che ne abbia diritto ovviamente, potrà regolarmente entrare allo stadio, in casa acquistando il biglietto e in trasferta andando in un settore non destinato alle tifoserie ospiti.
Tutto sempre più complicato, al punto che gli ultras catanesi, prima di tutti gli altri movimenti italiani all'interno dei quali è in corso un dibattito su cosa fare e come muoversi alla luce dei recenti provvedimenti, hanno sciolto la prognosi: loro allo stadio l'anno prossimo non andranno. E hanno affidato ad un comunicato di poche righe, ma preciso, inequivocabile e che, soprattutto, in quelle parole ribadisce una mentalità, un concetto, un atteggiamento civile: nessuna resa, ma il silenzio sia ascoltato da tutti.
«Gli ultras catanesi, tutti e uniti - scrivono nel comunicato - dicono no alla tessera. A seguito di diversi incontri gli ultras catanesi hanno deciso di alzare un muro contro chi ci vuole privare della nostra libertà: per questo a Catania è stato deciso, con non poca tristezza, che oltre a non tesserarsi per l'intera stagione, verranno sospese tutte le attività legate al tifo. Il tutto si trasferirà all'esterno dell'impianto. Ci teniamo, inoltre, a precisare che la nostra non è una resa, ma un modo civile per dire no a chi ci vuole cancellare. Restiamo in silenzio in attesa che qualcosa cambi».
Fin qui gli ultras catanesi, la cui scelta è chiara: la domenica niente curve, ma il sostegno, nel cuore e nella mente, traslocherà altrove, ma sempre fuori dallo stadio. Il modo, i tempi, le dinamiche di queste nuove domeniche per il mondo ultras rossazzurro saranno stabilite più avanti, d'intesa, appunto, tra tutti i club, tutti i gruppi. Quel che è certo oggi è che lo stadio perderà una forza essenziale, perderà definitivamente, il colore, il calore, l'energia, il cuore, i muscoli di quei tifosi che da sempre, e tanto più in questi anni, sono stati spesso il valore aggiunto del Catania, nelle conquiste importanti, nelle promozioni, nelle salvezze, nella crescita del movimento calcistico. Anche toccando quella punta tragica che nessuno dimentica e che è stato uno spartiacque tra passato, presente e futuro, che ha fatto riflettere tutti sugli errori commessi in passato. Non solo i tifosi, ma anche chi avrebbe dovuto cogliere prima e meglio insofferenze e contaminazioni, estranee al tifo, che si insinuavano nel movimento ultras in tutta Italia e che si sarebbero dovute arginare e governare con intelligenza e lungimiranza. Ma proprio dal quel 4 febbraio il tifo catanese è diventato esemplare, eppure non è bastato un comportamento globalmente irreprensibile, non una contestazione, non un incidente, isolati episodi in cui i tifosi rossazzurri in trasferta sono stati costretti a difendersi da agguati e aggressioni e che, nonostante l'evidenza dei fatti e delle circostanze, alla fine hanno pagato più a caro prezzo i catanesi che gli altri. In questo quadro va detto anche che il movimento ultras catanese non ha assolutamente nulla da rimproverare alla società rossazzurra, concetto chiaro da sottolineare e ribadire, proprio perché il calcio catanese sta perdendo questa forza di sostegno, ma non deve subire altre smagliature, altre spaccature. La sintonia tra tifosi e società c'è sempre stata, anche quando gli ultras hanno avuto, e sta nelle cose del calcio, da rivendicare qualcosa in più, sempre e solo per consolidare la presenza del Catania tra le grandi del calcio.
E i risultati sono stati raggiunti dalla società, ma con la parte che gli stessi tifosi hanno saputo recitare ogni volta che sono stati chiamati in causa ed hanno potuto e dovuto fare la loro parte. Per questo anche di fronte a questa dolorosa decisione, va evidenziato che il rapporto tifosi-società resta inalterato, anche perché quella rossazzurra è stata una delle poche società, e alla fine anche l'ultima e l'unica, che si sono battute per cercare di fare emendare quell'articolo 9 della tessera del tifoso che aveva tutti i profili dell'anticostituzionalità.
Dunque si ripartirà senza ultras e non è roba da poco, perché per il Catania da sempre il tifo è stato un elemento in più, un valore aggiunto, quello che ha aiutato a realizzare grandi imprese. Ci sarà tutto il resto dello stadio e tutti gli altri tifosi, certamente, ma quel che mancherà, intanto per questa stagione, potrebbe essere una grave perdita. In quelle poche domeniche senza tifo delle curve al Massimino, il ricordo è ancora vivo, anche partite importanti e decisive sono state giocare in un silenzio devastante, anche per il pubblico stesso, abituato, spesso, a godere e a servirsi dell'urlo appassionato di una curva. Di cui adesso dovremo abituarci a fare a meno. 10/07/2010
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Mirko e Marta: "Ciao Lorenzo, Mirko e Marta...
partita la campagna abbonamenti un nervoso ha assalito la nostra mente, non era presente in noi l'entusiasmo di scoprire il nuovo abbonamento, la fierezza di uscire dal roma store contenti e convinti, pronti per la nuova stagione e per la prima trasferta...invece no! Ci troviamo a pensare, a come potrebbe essere questa nuova stagione calcistica, ad aspettare il comunicato sulle modalità di vendita dei biglietti per Milano, a sperare che l'intera parte vera e sana del tifo si trasferisca compatta in un altro settore, così da lasciare il nome ad una curva e invece gridare come sempre per 100 minuti in un altro settore, che sia una curva nord, un distinto una tribuna, che sia la voce a spingere a prescindere dal settore! Noi ricordiamo di come tantissime persone gridavano giustizia per Gabriele, ora hanno dato l'ultimo saluto alla parola giustizia tesserandosi per quello stato che autonomamente toglie la vita...uno stato che poi non paga...
come sai in tanti momenti si è tentennato, ma poi in questi momenti ti ricordi chi sei... quel maledetto giorno eravamo a pranzo fuori, erano 2 giorni che ero tornato dall'estero per lavoro, chiamai mio padre e scherzai al telefono con lui con una battuta...fatale fu quella battuta...piansi come un bambino, per un'ora intera, non mi capacitavo, mi chiedevo il perchè, mi chiedevo come e dove può arrivare la follia...se oggi noi non ci tesseriamo è anche e soprattutto per non dimenticare! Meglio essere che apparire e se allora essere sarà in un altro settore che sia, con tutti, compatti, pronti, la stagione sta per iniziare...un abbraccio a tutti coloro che sono coerenti e che scelgono di essere! M&M".
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Maglie:"Ciao Lorenzo,
un breve commento sulle nuove maglie, dopo alcune riflessioni generali.
1) Non bisogna sostituire le maglie ad ogni stagione, né ad ogni due, cinque o dieci. La maglia non si cambia! Pensate che bello avere la stessa maglia della fondazione (che già fu, se non sbaglio, della Roman)! Ottantatré anni SEMPRE CON LA STESSA MAGLIA! Da paura! Naturalmente nei materiali - dico materiali, non forma, né tanto meno nei colori! - una certa evoluzione sarebbe comprensibile. Poiché l'ignavia prima, ed il potere consumistico poi, hanno reso / rendono ciò impossibile, la maglia dovrebbe cambiare il meno possibile! Diciamo, a largheggiare, non più di 5 o 6 volte in ottantatré anni.
 2) Ormai siamo così rincoglioniti che anche molti tifosi si attendono nuove divise ad ogni nuova stagione, le aspettano addirittura, trovano giusto e necessario che ci siano e se sono troppo simili alle precedenti storcono la bocca! (ricordo commenti di questo tipo anche su questo sito...). Verrebbe da dire che ce le meritiamo, ma forse si potrebbe invece osservare che, quando ci si abitua in un certo modo, si conosce solo una realtà, quando non c'è memoria della tradizione, questo è il risultato.
3) Come avevo detto in un'altra occasione bastano solo due maglie: l'altra deve essere bianca con inserti / banda giallorossa. E basta! Terze e quarte maglie, edizioni ad hoc per le coppe europee ecc. sono tutte cazzate.
4) La prima maglia (ci dovrebbe essere bisogno di specificare 'prima'?) della prossima stagione sembra decente, ma che differenza con quella, forse inarrivabile per semplicità e colori, del 1974-'75 (quella del terzo posto, di Prati ecc.)! Bella anche la Patrick del secondo scudetto. Ci vorebbe tanto a tornare a questi modelli? magari imbruttiti e sviliti da sponsor, omini, marchi ecc., ma almeno i colori!
 Ed ora in particolare sulle nuove maglie:
I) Già detto.
II) Brutta, e peggiorata rispetto allo scorso anno.
III) Orrenda! la cosa peggiore è che almeno qualche volta, per ragioni commerciali, la dovranno indossare...
IV) Portiere: mah... una volta il nero era il non-colore dell'arbitro (che mo so' tutti colorati!): so della maglia nera della Roma negli anni Trenta, ma è chiaro capire il contesto 'cromatico' dei tempi. E comunque non durò a lungo, e si tornò al giallorosso... Questa, in ogni caso, è meno peggio della III maglia.
C'è solo la ROMA! Livio"
Poccio: "Abbastanza soddisfatto della prima maglia, a parte tutti gli ometti-Kappa sulle maniche.. mah
La seconda non presenta niente di rosso, avrebbe almeno dovuto avere il colletto e i bordi alle maniche rossi (sarebbe stata una ficata)
La terza non la giudico nemmeno perchè è una vergogna, spero non venga mai utilizzata.
Ripropongo inoltre ciò per il quale ti scrissi già tempo fa:
vorremmo tutti maglia rossa, pantaloncini bianchi, e calzettoni rossi. No ai calzettoni neri! Riusciremo a farci sentire in questo senso?
Per me la divisa della Roma è e sarà per sempre questa



14 luglio 2010: primi riscontri sulle maglie:
"Ciao Lorè,
Sono giorni che aspetto questo momento, sono giorni che leggo varie notizie in merito al prolungamento del rapporto tra la Kappa e la Roma sino al 2017; la notizia di certo non mi ha emozionato, speravo in un ritorno in grande stile dell'adidas. Da un lato parte perchè sono e rimarrò sempre un romantico (il primo completino che mi hanno regalato da bambino vedeva le tre strisce gialle sulle spalle e la scritta barilla sul petto) e dall'altro perchè tale ritorno avrebbe portato un consistente indotto alla squadra che amo. Un indotto non tanto in termini economici dato che, non conoscendo i dettagli del contratto che lega kappa alla Roma non posso compiere una valutazione attendibile, ma in termini di comunicazione e presenza sul mercato mondiale. (la sola capillare presenza di negozi adidas nel mondo e la rispettiva semi-assenza di punti kappa sono un dato inconfutabile. Il valore di mercato e l'appeal di un prodotto adidas rispetto ad uno del brand nostrano altrettanto. La grande comunicazione che adidas mette in piedi dietro ogni operazione commerciale uno ulteriero e così via. E' incredibile come la società che dovrebbe rappresentarci riesca a sviluppare solo i lati negativi del calcio industria, senza riuscire a trarre vantaggi dalla forza del nome che porta.)
Ora senza addentrarmi troppo nei meandri delle ignobili strategie marketing della ASRoma (sotto tutti, e dico TUTTI i punti di vista) di cui bisognerebbe parlarne per mesi; voglio esprimere un giudizio sulle nuove casacche o mute come ormai preferiscono definerle.

-Nella stagione 2009/2010 avevo espresso il mio forte gradimento per la capacità che aveva avuto kappa di seguire (anche perchè eravamo stati molto rumorosi) i consigli dei tifosi sulle maglie da gioco.
Una prima divisa ben fatta. (Sgradevole la patacca che recita "wind" ma non è colpa loro gli omini fuoriluogo sulle spalle, ma passino.
Una seconda divisa quasi perfetta.
Per quanto mi riguarda la terza divisa non esiste, si sbizarrissero pure, anche se si deve rimanere nei termini della decenza.
Con questi presupposti, sostenuti anche da un intervista all' A.d. di kappa (mi sembra di ricordare) in cui veniva esternata l'attenzione dell'azienda verso la richiesta dei tifosi della capitale non si poteva che far meglio mi son detto e così, per giorni, mi sono sfregato le mani aspettando di vedere che opera d'arte sarebbe uscita dai laboratori della ex industria torinese ora in mano alla Basic Net: risultato IGNOBILE.
-Nella stagione 2010/2011 ci presenteremo sui campi d'Italia e d'Europa con:
Una prima maglia che tutto sommato accetabile. peggiorata solo dalla presenza ancor maggiore del logo kappa sulle spalle.
Una seconda maglia oscena. E' tanto difficile avere una divisa bianca con tutti e due i nostri colori presenti, per quanto mi riguarda possibilmente rappresentati da 2 bande una gialla e una rossa orizzontali,verticali o oblique cazzo? Tra l'altro personalmente condanno anche il lupetto, il nostro simbolo e ben definito, se si volesse portare avanti una strategia amarcord reclamo il fascio littorio su scudo sabaudo del primo scudetto.
Della terza maglia il parere l'ho esposto in riferimento alla stagione appena conclusa. Anche se uno scambio di maglia tra Adriano e Julio Sergio non mi sembrava un'ipotesi così sbagliata.
No alla tessera, si alla passera!
Fabbregas".
Poi: "Ciao Lorenzo, ti scrivo subito per le nuove maglie...
Come dici tu, passabile la prima (però troppi omini), brutta la seconda (troppo arancione senza rosso) e tremenda la terza!!
MA NON POSSONO LASCIARE LE STESSE DELL'ANNO SCORSO?? SONO LE MIGLIORI IN ASSOLUTO!!!!
(cmq dal sito forzaroma.info sembrerebbe che la terza sia tutta nera...) Sempre con affetto Nicola Corato (BA)
Quella nera è del portiere.



13 luglio 2010: dietrofront? "In merito al comunicato in cui un gruppo di tifosi auto scioglieva la Curva Nord della Lazio, vorremmo fare delle dovute e precise affermazioni. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo Laziale, non può essere consegnata alle volontà di repressione dello Stato, che con leggi ad hoc anticostituzionali e ora con la tessera del tifoso vuole spegnere il tifo più caldo e passionale dello stadio. Per questo lotteremo, come tradizione della nostra gloriosa curva, per esporre il nostro simbolo e i nostri colori in tutti gli stadi d’Italia e sostenere la nostra squadra.
Non dimenticheremo di esternare il nostro dissenso rispetto all’attuale gestione affarista e senza scrupoli che diventa come negli ultimi anni il punto cardine della nostra battaglia.
A FIANCO DELLA LAZIO SEMPRE E COMUNQUE.
Fabrizio Toffolo
CURVA NORD".
Grande è la confusione sotto il cielo della Nord... la situazione è eccellente, come diceva Mao Tse Tung!
Di certo ci saranno altri chiarimenti, perché a questo punto non si capisce se la Nord si fa la tessera del tifoso come i gemellati interisti oppure no. Oppure se alcuni gruppi sì ed altri no. Chi vivrà vedrà.
Molto interessante questo video sulla TdT: http://www.youtube.com/watch?v=2IlKp2bbyLk
Sempre TdT: "Ciao Lorenzo, Ho visto hai dato voce a molti tesserati. Beh, onestamente mi fa ridere chi pensa "sono contrario, ma l'ho fatta". Un progetto economico come la Tdt fallisce se la quantità domandata si avvicina quanto più possibile allo zero.
Però come mi ricordo la gente chiamare le radio in difesa di De Rossi contro Maroni. Ma dove siete ora? Su Facebook? Quante giustificazioni da quinta elementare bisogna sentire, "me l'ha fatta n'amico di nascosto", "non posso sta senza a magggica".
Bene scrematura è fatta! Qui sembra di stare sempre di più in un laboratorio di controllo della mente umana e l'esperimento prosegue alla grande. Schedati (perchè la Tdt è una schedatura con tanto di cartellina che va in Questura), con un bancomat in mano, a quale pro? Nessuno. Poi volevo sapere se farsi questa tessera a  livello di privacy non comporta qualche problema. Ad esempio se una azienda visionando la mia "pedina" trovasse Raffaele ..... tifoso della Roma, potrebbe sfavorirmi rispetto ad un altro sia perchè magari sono tutti laziali o interisti, oppure perchè magari indirettamente capiscono
che quando c'è una partita della Roma possa chiedere permessi, o  lavorare in modo "non efficiente" in un pre post partita importante?
Questa può sembrare una cazzata ma manco troppo, visto a volte si studia il comportamento di alcuni dipendenti e le varie cause di cali di rendimento...
Sarei curioso di sapere cosa ne pensi". Dico solo che la Costituzione non prevede di essere schedati in base allae squadre per cui si parteggia. Tanto mi basta per non firmare un modulo che la legge non prevede e che viene imposto.
Ancora TdT: "Vorrei farVi notare come in un paese dove la liberta' di stampa è inferiore persino a quella del Gabon e i giornalisti sono considerati al pari dell'esercito di carte della regina di picche, sia sparita la notizia tanto prevista della fallimentare partenza della campagna abbonamenti "dell' ASsettROMA1927EURO(iva inclusa)"...è vero giornalista che lo vorresti tanto scrivere ma non puoi?altirmenti ricevi quella telefonata?.....poi come fai ad entrare allo stadio?...è vero giornalista che lo sapevi, che hai una serie di interviste gia' scritte ..ma non le puoi pubblicare?..altrimenti ti trovi a scrivere per il corriere dei piccoli????
Ti ricordi quando sei diventato giornalista?...credevi che certe cose succedevano solo a piazza Tiananmen..e invece un bel giorno ti sei ritrovato con Maroni come ministro dell'Interno...da quel giorno il dubbio ti attanaglia : faccio outing cosi ci metto la faccia o resto un sodomizzato di nascosto?....
AI POSTERI L'ARDUA SENTENZA!".
Le nuove maglie della Roma... decente la prima che però ha raddoppiato gli omini, la seconda peggio dell'anno scorso perché i bordi sono solo arancioni e non bicolori, inguardabile la terza. A voi i commenti.
Da Romanews.eu


13 luglio 2010: e-mail di Livio:
"Pare che gli sviluppi della situazione societaria della Roma (controllo della banca, irrevocabile mandato a vendere, rosella gestrice fino alla cessione) abbiano dato nuovo vigore, se non nuovi argomenti, a coloro che apprezzano la nostra ex-presidentessa, o almeno non ne valutano negativamente l'attività svolta.
Secondo me tuttavia, poiché gli addebiti che le venivano fatti erano oggettivi, essi permangono tuttora validi e condivisibili. In una mail pubblicata nel sito il 10 luglio scorso ("Noi non ti abbiamo mai amata [...]") sono riassunti ed elencati tali addebiti, sui quali non mi pare sia il caso di aggiungere altro, mentre mi sempra opportuna una riflessione circa i risultati sportivi conseguiti durante 'l'era Sensi'. Innanzi tutto valuto improrio accomunare la presidenza di Franco con quella di rosella, come molti fanno. Il padre è stato un presidente da Roma, che ha combattuto contro il 'palazzo' ed i poteri occulti ed illeciti che lo dominavamo e che influenzavano singole gare ed interi tornei. La figlia invece ha agito, per interessi materiali e di natura personale (in qualità di presidentessa della Roma, dico; in altri àmbiti non la conosco né m'interessa conoscerla), da reggicoda del potere, quasi da lenone dei potenti e disonesti padroni del calcio in Italia. Il tale x? "Un gran signore!"; l'altro? "Un galantuomo!", un altro ancora? "Un maneger che stimo"...brava...brava rosella... in fondo che ti frega se questa nobile congrega ci ha fregato due campionati e ce lo ha emsso nel culo a tutti? in fondo è soltanto la Roma... in fondo sono soltanto i tifosi della Roma... che vuoi che sia? basta scondinzolare un po', e qualcosa si rimedia... ancora un po', dài... non basta... lecca un po', anche, che è buono il sapore del potere, non credi?
Riguardo ai risultati sportivi conseguiti, come già avevo avuto modo di dire, vengono per me in seconda battuta rispetto all'integrità morale ed ai comportamenti che da quella promanano: avrei preferito non vincere, ma essere rappresentato con coerenza e consapevolezza rispetto alla storia della Roma e dei suoi tifosi. Tutto qui.
Detto questo, so bene che il peggio non morto mai, e che al cattivo potrebbe succedere il pessimo, non per questo dobbiamo dire che il male è bene, e che rosella sia stata una buona presidentessa della Roma. Presonalmente, se chi verrà farà peggio, lo contesterò ancora più duramente. Continuando a tifare ROMA, naturalmente. E contro la tessera del tifoso. A proposito: l'esito finale della tdt sarà la 'Tessera-del-cittadino-intimidito-ed-obbediente-che-non-può-mai-esprimerei-dissenso": non so se ci riusciranno, ma sono convinto che ci stanno provando.
C'è solo la ROMA! Livio".
Disinformazione: "ciao lorenzo, volevo dirti una cosa che dimostra ulteriormente (se ce ne fosse bisogno) quanto la tessera venga spacciata per quello che non è. oggi passavo al roma store di via appia nuova, e fra la fila (per nulla considerevole) di gente che stava rinnovando l'abbonamento, c'era una ragazza che aveva un problema con il modulo della privilege card (non ho capito bene che tipo di problema), e l'addetto del roma store le ha detto qualcosa, non ricordo bene il discorso, ma mi ricordo la frase "c'è una disposizione di legge" che è molto indicativa, in quanto sappiamo tutti che la tessera non è affatto una disposizione di legge, ma giorno dopo giorno viene fatta passare sempre di più per tale. e la gente ci crede senza informarsi. come potremo vincere la lotta alla tessera se c'è tutta questa disinformazione e tutta questa gente che subisce passivamente? sono fiducioso, ma i segnali che arrivano non sono per nulla incoraggianti...". Sappiamo bene che una buona parte dell'opinione pubblica è disinformata e un'altra parte non ha a cuore principi fondamentali. E' però vero che non si può auspicare che chi non ha mai fatto nulla ora faccia qualcosa. E' solo chi è più impegnato e più informato che può fare qualcosa. Si sa perfettamente che una buona parte della tifoseria non ha problemi a fare la tessera di Maroni.
Poi c'è anche chi è informato ma decide, per una ragione o per l'altra di sottoscriverla ugualmente ma comunque, sia pur in modo minore, cerca di non utilizzarla in modo economico e strumentale:
Andrea: premessa : trovo sacrosanto che i gruppi che sono sempre presenti in casa e non abbiano la possibilità di avere "priorità" ufficiale o "quasi " sui biglietti . Essendo un "cane sciolto" o un mister x qualunque e non avendo conoscenze nelle lottomatiche ( mister x / jollyticket via tiburtina docet )
mi diventa difficile se non impossibile reperire i biglietti di volta in volta ( nb sono anche precario , non posso sacrificare permessi e ferie alla carlona  )
l'iniziativa dei gruppi è NOBILE ma sinceramente non me la sono sentita avendo ancora davanti agli occhi le gestioni dei biglietti per Manchester - Lione  ecc ecc , ma come dicevo nella premessa credo sia giusto così per onorare chi è sempre e comunque presente.
Non penso di avere le "armi" per combattere questa bataglia in prima linea ergo no tessera no abbonamento biglietti di partita in partita , ma posso "provare" ( consentimi la presunzione )  a distruggere la tessera dall'interno , dubito che alla questura i "nomi buoni" arrivino con la tessera a mio modesto parere già li hanno , anche grazie ai social network , telefoni controllati e via dicendo siamo già belli che "schedati" .... (di certo, la questione è più sottile: posso chiedere il permesso alla Polizia per abbonarmi in uno Stato degno di questo nome? La schedatura via social network ecc. ecc. è un qualcosa che NON richiedo personalmente ma che viene fatta di iniziativa dagli apparati di polizia, la tessera invece è su mia richiesta: chiedo alla Polziia di essere schedato come tifoso e quindi di potermi abbonare. Manca solo il numero sul braccio!)
ovviamente non abiliterò la tdt come visa , ovviamente non usuifrirò dei vantaggi del Roma Store ( i fan shop della serie B inglese sono di gran lunga migliori di tutti i Roma Store in città per fare un esempio ... quindi non so che vantaggi potrei avere ) , a me la tdt servirà "solo" per poter vedere la domenica 11 maglie giallorosse in campo ... lo so che suona male ... ma è la cruda realtà .. posso però dimostrarne l'inutilità non usufruendone come vorrebbero ( i soldi dell'abbonamento comunque li prendevano anche prima , gli extra / il margine di guadagno è sul resto almeno da me se lo scordano )
conosciamo la nostra tifoseria , troppi occasionali squali , se le cose vanno bene vorrei vedere come si recupera il biglietto di volta in volta ( vedi Torino . Firenze e Parma quest'anno )....onestamente trovo anche fastidioso vedere bambini di 13/14 anni insultano chi ha aderito ... gente che si è riscoperta Romanista la domenica di Roma - Atalanta mi piange il cuore perchè come tifo potremmo essere più compatti , non vorrei che con la scusa della tdt si arrivasse ad uno scontro "fratricida " .... è da un pò che pensavo di "buttare" giù due righe di questo tipo non ci sono Romanisti che si tesserano e Romanisti che non si tesserano  Ci sono Romanisti e basta ... Romanisti non Romanistoni sia chiaro in conclusione trovo ingiusta la tessera del tifoso ma l'unico contributo che posso dare  è aderire e limitarne al minimo indispensabile ( abbonamento ) l'utilizzo ...
la visa , i sconti sugli orrendi prodotti del Roma Store , i pulmann organizzati da Rosella ecc ecc se li possono tenere  Un Saluto
Come detto, credo che questo problema sia relativo. Ognuno fa quel che vuole, soprattutto se non fa parte di gruppi che sono sorretti anche da una linea di pensiero che tende a boicottare radicalmente l'ennesimo prodotto del calcio moderno. E' certo che la TdT si combatte in primis non facendola (in seno al mondo ultras vi sono poi scelte ancor più radicali come non fare neanche il biglietto, o farlo in altro settore, o togliere pezze e striscioni, o non fare più tifo organizzato e via dicendo); in secondo luogo - per chi comunque decide di farla - non abilitarla come carta di debito e utilizzarla il minimo indispensabile, anche se si rientrerà inevitabilmente nella statistica di coloro che hanno apprezzato il prodotto che, potenzialmente, possono sempre decidere di attivare un giorno o l'altro . Personalmente - ripeto, personalmente - reputo superato nel 2010 lo stesso concetto di gruppo ultras e di territorio cui lo stesso è legato. Consequenzialmente anche lo stesso concetto di tifo organizzato secondo i vecchi canoni. Però in ogni città le realtà sono diverse e, spesso, all'interno di una stessa curva.
Riccardo di Firenze: "Ciao Lorenzo... giusto per segnalarti l'ennesima "svista" sul sito ufficiale della roma..... c'è scritto che gli abbonamenti si possono fare anche tramite call center!!!!  e invece.....ho chiamato adesso e mi hanno risposto che SICCOME C'è LA TESSERA DEL TIFOSO da quest'anno non si può più rinnovare l'abbonamento tramite call center! ma dovete andare in una ricevitoria!!!
che ovviamente a Firenze non c'è ! mi tocca già fare la prima trasferta!  grazie lottomatica!!!!! Riccardo".
Un articolo di Massimo Checchini per la nordica Gazzetta dello Sport:
Roma ci credi? Ma la caccia all'abbonamento è a ostacoli
Più forte la passione o l’ideologia? Più grande la fiducia o lo scetticismo? Da oggi alle 15 si saprà. A materializzare dati e sensazioni toccherà a loro, ai tifosi giallorossi, che decideranno come impegnare il loro denaro e la loro voce per la Roma, aderendo o meno alla campagna abbonamenti.
Incontri Istruzioni per l’uso: la prossima sarà una sorta di anno zero, visto che per ottenere la tessera occorrerà avere la discussa card del tifoso. Inutile dire come questo, almeno all’inizio, potrebbe allontanare parte degli ultrà (non solo....), fortemente contrari all’iniziativa del Ministero dell’Interno, ma il futuro sembra scritto e si vedrà se — dopo la serie di incontri avuti con rappresentanti della società — decideranno se sottostare alla nuova legge oppure rinunciare alla partita (non è esattamente così: a) non è una legge; b) non si deve necessariamente rinunciare alla partita).
Quota 15.000 Da dove si parte? Dai 24.454 abbonati della scorsa stagione e dalle 15.000 prelazioni per la tessera del tifoso che la Roma ha ricevuto. Postilla: per ora i riscontri di polizia del Ministero sono in ritardo (davvero? Lo avevamo già previsto.... l'importante è far fare le tessere (ooops, le carte di credito), i controlli sono in ritardo ma chi se ne importa della "sicurezza"!), ma per il campionato arriveranno. Perciò, coloro che chiederanno la tessera e l’abbonamento confidando negli omessi controlli (quindi secondo il Cecchini un diffidato si fa la tessera del tifoso e addirittura spende i soldi per l'abbonamento sperando nell'omesso controllo... secondo lui non lo arrestano alla prima giornata appena varchi il cancello, sempre se non sei costretto a firmare in questura!), se le vedranno poi revocate senza rimborsi (ah, pure senza rimborso... chissà quale articolo del Codice Civle prevede una cosa del genere.... E' una multa? Una sanzione? Dove è scritta?). Ma andiamo avanti. Le stime dicono che l’80% di questi 15.000 (cioè 12.000) si trasformeranno in abbonamenti veri e propri fino al 12 agosto. Considerata la crisi economica, anche un abbonamento può pesare sul bilancio di una famiglia, ma un dato va sottolineato: i prezzi sono immutati dal 2002. Cioè, tenuto conto di un’inflazione media pari al 3% annuo, il costo è diminuita rispetto ad 8 anni fa di circa il 25% (già, peccato che nel paniere di una famiglia media - volete le famiglie allo stadio no? - l'abbonamento per tutta la famiglia sia comunque una spesa che in un momento di crisi è preferibile destinare ad altro).

Tessera e politica. L’impressione, comunque, è che la Roma si attenda un calo degli abbonati rispetto alla scorsa stagione pari a circa il 10-20%, nonostante i possessori della tessera avranno l’ingresso gratuito per la prima partita interna di Champions. D’altronde il problema, per lo zoccolo duro del tifo, è legato alla tessera del tifoso, dal costo di 15 euro. È una schedatura o un’opportunità? I pareri sono discordi. Al Milan dal 2008 l’hanno già sottoscritta in 260.000, all’Inter dal 2009 in 80.000, ma comunque la si giudichi una cosa è certa: è una legge (no: è una circolare. E' la stessa differenza che passa tra il colore bianco e il colore nero). D’altronde, avete mai provato a richiedere una carta di credito o un telepass? (Sì: non ho mai chiesto, per avere la carta di credito o il Telepass, il nulla osta della Questura). Ma nel paese del Grande Fratello e dei reality show ad altissimi indici di ascolto (che difatti le persone pensanti, tra cui includo gli ultras, non seguono ed anzi disprezzano) la privacy viene invocata solo quando si sposa con la sicurezza (vedi decreto legge sulle intercettazioni). In ogni caso, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma una domanda è da porsi: ci sarà il rischio di vedere la Curva Sud vuota nelle partite di cartello? Già, perché il rischio è questo. Chi non intendesse chiedere la tessera del tifoso e puntasse a comprare i singoli biglietti dei match — spendendo di più ma rivendicando la propria libertà (non mi sembra sia cosa da poco...) — potrebbe non farcela. L’interpretazione ristretta della norma, infatti, prevede che nei match di cartello (anche all’Olimpico) giudicati a rischio non si potranno vendere neppure i singoli biglietti a chi non avrà la nuova card. Insomma, il derby, Inter, Milan, Juve, Brescia, Napoli, Genoa e un pacchetto di altre partite risulteranno off limits (Perfetto. E' esattamente quello che vogliamo. Noi vogliamo - pagando il relativo sacrificio - che a Roma/Juventus ci siano 18mila spettatori. Lo stadio semivuoto). Sarà così? Dipenderà dalla politica, cioè della voglia d’imporre fin da subito norme certe (qui hanno imposto e basta. Norme non ce ne sono). Di sicuro la polizia è preparata anche a picchettaggi della Curva da parte di tifosi (?) che volessero impedire agli abbonati di entrare, così da imporre a tutti il loro dissenso (questa asserzione non poteva di certo mancare. Credo che di tutto i gruppi abbiano parlato tranne di picchettaggi). Insomma, i timori sono tanti. Ma il calcio italiano ci ha abituato sempre ai melodrammi. L’importante è che non si trasformino in tragedie (che vuol dire? Quali tragedie? Omicidi? Stragi? Violenze? In modo assolutamente democratico si è deciso di non fare, pagando sulla prorpia pelle, una TdT che è una vera e propria BUFFONATA inventata per compiacere banche e circuiti di pagamento. Perché ammantare di tinte fosche quello che è un sacrosanto diritto al dissenso? Massimo Cecchini può tranquillamente replicare. Sono qui.).

*
E ora, un po' di reati compiuti da criminali negli stadi:

Fiorentina/Roma 1982/83

Roma/Napoli 1980/81

Roma/Inter 1986/87

Napoli/Roma 1982/83


12 luglio 2010: continuano i comunicati delle tifoserie italiane:
COMUNICATO DIRETTIVO "GUBBIO SUPPORTERS"
GUBBIO SUPPORTERS CONTRO LA TESSERA DEL TIFOSO!
Ormai la stagione calcistica 2010/2011 è alle porte e come tutti ormai sanno  il prossimo anno entrerà in vigore la tanto chiacchierata tessera del tifoso:
-        Siamo convinti che la tessera del tifoso serva solo per una questione di denaro in quanto gli unici a guadagnarci siano le banche.
-        Siamo convinti che per accedere dentro uno stadio non serva il consenso di un questore.
-        Siamo convinti che la tessera del tifoso sia solo una schedatura di massa.
-        Siamo convinti che bisogna sempre lottare per essere uomini liberi.
-        Siamo convinti che una promozione in 1° divisione attesa per un secolo non possa mettere da una parte i nostri valori e ideali di cui ci siamo sempre contraddistinti, vantati e di cui NON FAREMO MAI A MENO.
-        SIAMO ESTREMAMENTE CONVINTI CHE QUELLO CHE STIAMO FACENDO SIA LA SCELTA GIUSTA E MAI E POI MAI FAREMO UN PASSO INDIETRO!
Detto ciò comunichiamo che i GUBBIO SUPPORTERS non sottoscriveranno l'abbonamento per la stagione 2010/2011 in quanto sarà automaticamente obbligatorio sottoscrivere la tessera del tifoso e auspicano che tutti gli eugubini che hanno a cuore la propria libertà aprano gli occhi e dicano NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!
GLI STADI LI FREQUENTIAMO ALLE NOSTRE CONDIZIONI!
ULTRAS LIBERI
DIRETTIVO "GUBBIO SUPPORTERS"
Su questo link già vendono i biglietti per la Supercoppa: http://www.worldticketshop.com/tickets/inter_milan_tickets?network=cleafs


11 luglio 2010: un articolo da Forzaroma.info:
"Curiosità: ecco perché per gli alfieri dei Roma Club la Tessera del Tifoso non è obbligatoria
Sabato 10 Luglio 2010 19:04
E’ stato un argomento spesso al centro di discussioni tra i tifosi della Roma. Tra le tante domande c'era anche questa: ma per gli alfieri dei Roma Club la Tessera del tifoso è obbligatoria? La risposta è NO.
Gli alfieri, infatti, cioè i due rappresentanti che ogni Roma Club ha sugli spalti per portare lo striscione di rappresentanza, entrano allo stadio con un biglietto omaggio e non con un abbonamento. E allora il Ddl parla chiaro e la regola è che “se si vuole utilizzare una qualsiasi tessera di abbonamento (a pagamento, omaggio, di servizio, ecc.) è obbligatorio essere titolari di Tessera del Tifoso; se non si è titolari di Tessera del Tifoso e non ci sono limitazioni sull’evento imposte dai vari organi (Osservatorio, CASMS, Prefetto) si può entrare allo stadio esclusivamente con il biglietto (pagamento, omaggio, di servizio, ecc.). E quelli che l’AS Roma dà agli alfieri dei Roma Club sono “biglietti di servizio stadio” M.L.".
Vabbé, ma allora anche tra i tifosi non alfieri la tessera non è obbligatoria.
Sempre da Forzaroma.info:
"Curioso errore sul comunicato della AS Roma che annuncia l'apertura della campagna abbonamenti per la prossima stagione. Nel testo delle modalità di rilascio, disponibile sul sito internet della società giallorossa, viene riportato che "Tutti gli abbonamenti della stagione 2010/2011 sono anche validi per la prima gara casalinga della fase a gironi della UEFA EUROPA LEAGUE 2010/2011." mentre la Roma quest'anno disputerà la Champions League". Anche qui, non è un errore: non lo sapevano!
*
Como, 01/07/2010
LA TESSERA .... CHE NON FAREMO....
ed eccoci di nuovo qui.... una nuova campagna abbonamenti si apre... si apre la corsa all'agevolazione di non fare il biglietto una domenica sì e una no .... si apre una corsa alla quale i ragazzi/e della Curva non parteciperanno..... nessuno di noi riempirà le striminzite file di quest'evento... nessuno di noi farà la TESSERA DEL TIFOSO.... l'abbonamento si fà per passione e non per obbligo....l'abbonamento si fà perchè si vuole tifare e dare sostegno , non per agevolare gli introiti... l'abbonamento si fà perchè si crede, non perchè si spera....
NOI NON APPOGGIAMO QUESTA FORMULA DI MERCATO...
faremo il biglietto per ogni singola partita.... sosterremo i nostri colori sempre, ovunque e comunque... PERCHE'? ... perchè ci siamo informati, perchè abbiamo studiato e abbiamo delle risposte:
- la tessera del tifoso garantisce l'accesso a tutte le competizioni?
(NO l'accesso può comunque essere vietato anche ai possessori della tessera del tifoso su prescrizione dell'osservatori o a discrezione della questura)
- sarà sempre gratis? (NO tante sono le società che la fanno pagare e utilizzano già il circuito VISA)
- l'anno prossimo il COMO avrà tifosi in trasferta? (NO, se non sarà consentito l'accesso a settori diversi da quello ospiti)
- la società di appartenenza decide se sono idoneo a tifare COMO? (NO, decide la questura)
- volete altri motivi? (NO, a noi questi bastano...e a VOI?)....
UNO STADIO SENZA CURVA
UNO STADIO SENZA CUORE
Filippo: "Ciao colgo l'occasione per farti i complimenti per il sito, almeno per me un punto di riferimento per trovare informazioni circa la Curva, la mia Curva. Ebbene anche io quest'anno non rinnoverò l'abbonamento a causa della Tessera del Tifoso, non perchè non possa averla ma per il fatto che la ritengo uno strumento di controllo e marketing che gioverà soltanto alle banche e permetterà di tenerci tutti sotto una rigida e perversa sorveglianza che limita la mia libertà di tifoso e soprattutto di cittadino. Per questo dopo aver visto la pubblicità sulla Tdt mandato in onda sulla rai ho deciso di fare un contro-spot che ti volevo segnalare al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=T756ZiJYHkA. Ti ringrazio e saluto facendo ancora i complimenti".
Domanda: "lorenzo solo una domanda..scattando lunedì la campagna abbonamenti e essendo ancora na circolare la tessera...chi mi obbliga a doverla esibire per fare l'abbonamento visto che non è una legge?? In che modo gli possiamo rompere le palle per questa situazione...sekko". Lo ha detto il Ministro Maroni. Se il Ministro Maroni diceva che per fare l'abbonamento della Roma dovevate tutti farvi un tuffo nel Tevere il 1° gennaio, la Roma avrebbe detto che dovevate portare la foto di Capodanno. Il modo migliore per rompergli le palle è non andarci o, se ci si va, pretendere di fare l'abbonamento senza tessera perché non c'è una legge al riguardo. Vi diranno comunque di no ma porterà a disfunzioni utili.
Alessandro: "Ciao Lorenzo, ti scrivo solo per comunicarti, ma tanto già lo sai, che adesso inizia veramente il momento difficile, il momento in cui dobbiamo di più stringere i denti: la prelazione sugli abbonamenti per la prossima stagione... dal 12 al 21 Luglio! Dobbiamo resistere...IO, dopo 20 anni, NON MI TESSERO! un saluto Alessandro". Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti.
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Mi viene segnalato che: "9/7/2010 Anche al concerto di ligabue, cori contro la tessera del tifoso... Fila 8-9-10".
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E-mail: "Ciao Lorenzo avevo una domanda riguardo alla finale di supercoppa italiana, si potra prendere il settore ospiti LIBERAMENTE oppure si dovra essere in possesso della tdt ? la tdt deve essere adottata anche per le partite di coppa italia ? Ed infine, dato che la (sig) prelazione per gli abbonamenti finsice il 21 luglio, presumo la campagna abbonamenti inizi su di li, ed essendo 60 giorni necessari per il nulla osta della questura anche se io mi volessi abbonare ed avere la famigerata  tessera essa non sarebbe pronta dunque per il 21 agosto data della finale con i neroblu tesserati.
ed infine per quella persona che dice "4 ragazzini credono che sia giusto che in curva se sventoli na bandiera per 90 minuti. "
beh magari ce ne fossero 700 de ragazzini che credono sia giusto che in curva si sventoli epr 90 mintui , PERCHè COSI è !! Luca".
Come prevedevo, per ora non danno nessuna tessera, bisogna fare una autocertificazione con la quale si dichiara di averla richiesta. Supercoppa: è il Prefetto di Milano che deciderà chi può entrare e chi no, come nei migliori stati di polizia.
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Interessante videoservizio:
http://www.youtube.com/v/2IlKp2bbyLk&color1=0xb1b1b1&color2=0xd0d0d0&hl=it_
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E' iniziato ieri il torneo "Memorial Fabio Testadiferro". Molto ben organizzato, oggi vede la finale Fedayn/Opposta Fazione a Piazza Epiro alle ore 15.00.

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Diego: "Siccome ti avranno scritto tanti su questa mail rispondo brevemente anche perche non è un forum il sito tuo....
"perché 4 ragazzini credono che sia giusto che in curva se sventoli na bandiera per 90 minuti." SU QUESTA FRASE SE SPIEGA PERCHE LA CURVA DI OGGI FA SCHIFO E PENSO SEMPRE CHE POTREBBE ESSERE UN OCCASIONE QUESTA TESSERA DEL TIFOSO PER NON AVERE QUESTA GENTE TRA NOI".
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Motta: "Ciao Lorenzo, solo una cosa in merito alla cessione di Motta. Ho letto da parte di qualcuno che il giocatore è andato alla Juve per 5 mln. In realtà 5 milioni è il prezzo che la Juve PUO' pagare qualora volesse riscattarlo. Quindi la Roma ha sì perso i soldi di metà cartellino ma se lo avesse vinto alle buste, oltre a pagargli l'ingaggio (quest'anno non ha mai giocato e quando lo ha fatto è stato disastroso, vedi Livorno) non avrebbe avuto la certezza di ricavare qualcosa nell'immediato cedendolo definitivamente. A presto Andrea".
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Altre tematiche importanti: "la decisione di ieri, al contrario di come molti pensano, potrebbe ritorcersi molto facilmente verso l'inter, qualora la roma lo volesse
visto che moratti è stato punito per aver avuto contatti con preziosi, la roma (quale società interessata) può fare domanda alla commissione trasferimenti della figc (art. 47) per chiedere legittimamente la nullità ex tunc dei due contratti, con le conseguenti penalizzazioni per l'inter.
ho allegato una copia di un eventuale ricorso che potrebbe presentare, fate girare questa notizia se la roma facesse questo ricorso avrebbe buone possibilità di diventare campione d'italia (come merita) non è tanto per il titolo, che sarebbe di cartone, ma per punire questi che sono diventati la nuova juve... gianluca". Ecco qui il ricorso in pdf. Per l'A.S. Roma: il ricorso è già fatto, mi sembra anche molto bene....


10 luglio 2010: bell'articolo di Massimo Fini:
Calcio, anatomia di un omicidio
di Massimo Fini
Nel mio libro, Il denaro. “Sterco del demonio”, del 1998, fra i vari esempi di come l'eccesso di razionalizzazione economica finisce per distruggere il contenuto dell'oggetto cui viene applicata, portavo, fra gli altri, il calcio. Del resto già nel 1982, con l'introduzione in Italia del "terzo straniero" avevo preconizzato che il calcio, ridotto a puro business, benché resti "il gioco più bello del mondo", sarebbe andato lentamente a morire. Perché il calcio, checché ne pensino i suoi reggitori degli ultimi trent'anni, privi non solo di cultura sportiva ma semplicemente di cultura, prima di essere spettacolo, prima di essere gioco, prima di essere sport è rito. Ed è proprio il rito che è stato distrutto dal denaro.
Così scrivevo nel 1998:
“Per un secolo il calcio è stato una grande festa nazional-popolare, interclassista, che si celebrava la domenica, in sostituzione di altre cadute in disuso. Attorno alla partita si coagulavano elementi rituali, mitici, simbolici, sentimentali, emotivi che, al di là del gioco e dello spettacolo, costituivano la vera ragione della passione per il calcio: il riconoscersi in una squadra, nella sua storia, nella sua tradizione, nei suoi colori, nelle sue maglie, in certi giocatori simbolo, nel suo carattere la cui continuità era assicurata dal passaggio di testimone di generazione in generazione, fra gli "anziani" e i giovani del vivaio e della "Primavera". Il business ha emarginato tutti questi elementi a favore di uno spettacolo asettico e buono per tutte le bocche, in particolare per quelle del consumatore televisivo: oggi in Italia e in Europa (cioè dove c'è il centro di questo business) ci sono società con tredici stranieri, altre che mandano in campo fino a otto giocatori di colore, gli atleti cambiano squadra ogni anno, per essere sostituiti da "novità" ritenute più stuzzicanti, o addirittura durante il campionato, non esistono più i giocatori simbolo e persino le maglie, per esigenze degli sponsor, vengono spesso cambiate. Ogni processo di identificazione è diventato impossibile. Nel frattempo la politica degli abbonamenti e dei prezzi ha tolto al calcio da stadio il suo contenuto interclassista: la suburra va dietro le porte e gli altri, a seconda del loro status, nelle diverse tribune. Ma non è finita. Entro un anno o due il campionato invece di svolgersi la domenica verrà "spalmato" su quattro giorni della settimana. (cosa poi avvenuta: che strano effetto leggere in Fini lo sgomento per una pratica oggi così comunemente accettata ma foriera di tanti problemi, ndr) “Sono scelte dettate da precise e improrogabili leggi di mercato” dicono gli addetti ai lavori (La Stampa, 4/9/97). Giocare in giorni diversi e anche in orari diversi (con buona pace della regolarità della competizione) permette infatti alle pay tv e alle pay per view (e anche questa è una ferita mortale al calcio come "festa di tutti") e alle stesse società di fare affari colossali. Se non ci si è ancora arrivati è per il conflitto con altre ragioni economiche: il Totocalcio non è pronto. Quando ci sarà il Totocalcio online, cioè la possibilità di giocare per telefono o per fax (il che elimina anche il sub-rito collettivo della schedina giocata al bar con gli amici) si darà il via. Tutto molto razionale, molto logico ed “economically correct” ma il risultato è questo: la Festa, il rito domenicale, quello della vigilia, l'identificazione, il simbolismo, il ritrovarsi in modo comunitario, cioè i contenuti sentimentali e sociali del calcio, quanto in esso vi è di concretamente umano, sono stati sacrificati all'astrazione-denaro. Al loro posto resta la vuota forma della partita che domani potrebbe diventare come tutto il resto, virtuale. Ad ogni buon conto il calcio va a ridursi a un qualunque spettacolo televisivo, ad una Domenica in da fruirsi solipsisticamente a casa. Perdendo tutti i suoi contenuti specifici susciterà un interesse sempre più generico, vago, intercambiabile che, come tale, prima o poi svanirà. Così gli apprendisti stregoni avranno ucciso "la gallina dalle uova d'oro" e il razionalismo della forma-denaro avrà realizzato, è il caso di dirlo, l'ennesimo autogol”(Il Denaro. "Sterco del demonio", Marsilio, 1998, p.237).
Qualche anno fa, in una domenica canicolare di giugno, gli ultras, i terribili ultras, i demonizzati ultras, in rappresentanza delle tifoserie di 78 società di A, di B, di C e delle serie minori fecero a Milano, davanti alla sede della Figc, una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!”. Ma furono snobbati. Persino la Gazzetta diede la notizia – a me pareva tale – in un corsivetto. E se dal 1982 il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori non è solo perché è stato trasferito in Rete, ma perché molti ragazzi preferiscono avvicinarsi a sport meno contaminati dal business, che mantengono quei valori che il calcio ha avuto per un secolo, come il rugby, la pallanuoto, l'hockey (alla fine degli Ottanta Berlusconi, grande corruttore anche in questo campo, tentò con l'hockey su ghiaccio lo stesso scherzetto che aveva fatto col Milan: comprò l'intera squadra che quell'anno aveva vinto il campionato, mi pare il Como, e la chiamò Hockey Milano. Ma tutta la Milano hockeysta si mise a tifare contro l'Hockey Milano e dopo un anno il Cavaliere fu costretto a lasciar perdere). Per parte mia ho poco o nulla da aggiungere a quello che scrissi nel 1998 se non che, nel frattempo, tutti gli elementi del business sono stati ulteriormente enfatizzati. E mi fa specie vedere che le "vispe terese" arrivino solo adesso a capire che qualcosa non funziona e unicamente perché la Nazionale ha fatto una pessima figura ai Mondiali che con la sostanza del discorso c'entra poco perché il declassamento del calcio a business è un fenomeno che riguarda tutto il Primo Mondo (il Terzo, essendo ancora all'inizio di questa parabola, per il momento si salva). Scrive Fabio Monti in un'inchiesta del Corriere: “I presidenti sono stati solerti nello svuotare gli stadi e a riempire gli studi, prima vendendo e poi svendendo alle televisioni tutto il prodotto calcio, senza freni e senza ritegno. Per creare palinsesti sempre più appetibili si modificano orari e calendari”. Bene. Bravi. Bis. Ma arrivate sempre con una dozzina di anni di ritardo, quando la frittata è fatta. Ma c'è un altro dato molto significativo che va ben oltre il calcio. Pur avendo puntato sul business il calcio italiano è riuscito nell'impresa di essere sotto di due miliardi di euro, così come il modello di sviluppo occidentale pur avendo puntato tutto sull'economia, marginalizzando ogni altra esigenza dell'essere umano, sta fallendo anche e proprio nell'economia. Al di là del calcio ciò dovrebbe indurre la gente a riflettere su questo modello paranoico, sul tipo di vita che sta conducendo e sul Moloch (il denaro, il Mercato, la competitività) cui sta sacrificando tutto il resto. Peraltro questo era il senso di Denaro. Sterco del demonio".
Ho trovato un articoletto significativo su certe dinamiche:
"Lo Stretford End... è una specie di scuola della violenza, dove giovani promettenti possono studiare l'arte dell'intimidazione. Quest'anno la società ha fatto installare un'inferriata di metallo tra i tifosi e il campo. L'impressione suscitata è quella di una gabbia, formidabile e costosa, eretta da uno zoo per contenere i temuti animali di cui ha bisogno. Il suo effetto è stato quello di rendere quelle gradinate ancora più esclusive e di trasformarne gli occupanti in una élite" (The Observer, 1° dicembre 1974).
E-mail di Daniele: "Ciao lorenzo. Premesso che rispetto il pensiero di tutti, vorrei chiedere a tutte le persone che oggi si indignano per la TdT dov’erano negli ultimi anni quando, ai caselli di tutta italia, ci aspettava la digos con la telecamera e ci riprendeva in faccia con il documento in mano in bella vista? Sento parlare di LIBERTA’. E dov’era sta gente quando la curva se tappezzava di svastiche e celtiche, simboli di oppressione e dittatura? Qualcuno dice che chi si tessera è complice. Mio padre dopo 45anni di stadio ha smesso perché 4 ragazzini credono che sia giusto che in curva se sventoli na bandiera per 90 minuti. Perché loro devono comparire le foto. E il buco che c’è in curva negli ultimi 4 anni dietro quelle bandiere è sintomo di cosa? Non è una imposizione? La gente come reagisce? Si scansa. E io dovrei essere complice di questa gente? Io tutta sta mentalità non la vedo. Ci sono sicuramente persone che danno la propria vita per la Roma. Io non credo che la tessera gli rubi niente che non gli sia già stato tolto. Trovo un po di ipocrisia e ignoranza in una guerra senza vittime. Ognuno libero di pensare quello che vuole, ma nessuno si senta più tifoso di un altro. Forse non mi farò sta maledetta tessera neanche io, dopo 25 anni di stadio (io ne ho 29), ma i miei motivi sono altri, e sono legati alla fine di un epoca. Forse opterò per un settore diverso. Chi vivrà vedrà. Forza ROMA. Daniele".
Mah, in realtà chi segue questo sito da anni si è sempre indignato. Ricordo bene un Verona/Roma del 1999/2000 quando arrivati nella città scaligera in sole 100 persone trovammo la telecamerina che ci riprendeva come criminali. Dicemmo, "vabbé, allora torniamo indietro" facendo dietrofront e gettando nel panico chi aveva usato questo metodo. Per quanto riguarda celtiche e svastiche, il problema non è quello. Ci sono anche sui muri di Roma da sempre e quindi non mi fa più impressione un simbolo allo stadio di quanta me ne possa fare su una mattonella davanti casa mia. Quelli sono segni esteriori di impatto visivo ma non limitativi di libertà in senso pratico. Ciò che concretamente può comportare una limitazione reale di libertà sono le leggi ma, ancor più, le circolari che vengono spacciate per leggi. Per quanto riguarda le bandiere in curva, rimango dell'idea che la curva di casa debba essere quella più fo