III giornata ROMA - SLOVAN BRATISLAVA 4-0 Roma, Stadio Olimpico
Martedì, 20 ottobre 2026, ore 21.00 invia una e-mail per i resoconti
Tifo Roma:
Buona Sud questa sera, anche prima di mettere al
sicuro il risultato. Cori potenti sin dal
riscaldamento e, sostanzialmente, per tutto il
match. Si termina con i cori della tradizione una
serata che dal punto del tifo è sempre stata benm
affrontata.
Tabellino
ROMA (3-4-2-1): Gollini; Ghilardi, Balerdi, Hermoso
(77' Koulierakis); Molina, de Roon (77' Mancini),
Pisilli, Wesley (59' Rensch); Mora, Pellegrini (52'
Soulé); Malen (59' Castro). A disposizione: Vasquez,
De Marchi, Cristante, N'Dicka, Di Nunzio, Lulli.
Allenatore: Gian Piero Gasperini.
NOTE: annullato un gol a Daniele
Ghilardi all'86' per fuorigioco.
Tifo Ospiti:
Circa 2000 gli Slavia, con la distinzione -
classica per le tifoserie dell'Est - tra ultras e
hooligans. Se quindi i primi hanno dato una buona
prova con tifo ritmico, battimani e in generale
buon sostegno, i secondi si sono ovviamente messi
in mostra per altro, attaccando le forze
dell'ordine intervenute per fermare un lancio di
oggetti e sottraendo due o tre scudi poi lanciarli
nel settore dei romanisti.
Per acquistare le foto
marchiate
andare sul sito Getty
Images
VIDEOCALCIO
MARCO Divido la biancheria da tuffare nella cesta dei panni da lavare da quella da appendere solo ad asciugare, prima di lanciarmi sotto una doccia bollente. Quaranta minuti di pioggia prima, pioggia e vento poi ed infine pioggia e grandine sono stati il mio rientro a casa ma, per qualche motivo, mi sento bene.
La pioggia inizia a scendere sopra l'Olimpico e lo faccio notare alle persone che ho accanto, "è vero, piove". Fitta ma leggera non l'aveva notata nessuno. Di certo è rimasta ignorata anche dal percussionista dello Slovan, che suona ritmico la grancassa a petto nudo. Il clima italiano non turba nemmeno il resto del settore, per lo più a maniche corte abituato a ben altri autunni.
Osservo gli oggetti che mi sono levato dalle tasche, sono sparpagliati sul tavolo in modo da arieggiarsi ed asciugarsi. Uno scaldacollo, un cappello ricevuto in dono a cui tengo particolarmente, il portafoglio, varie chiavi, dei fazzoletti... Ho strizzato i guanti ed è uscito qualcosa come un bicchiere d'acqua, li strizzo di nuovo e ne esce ancora...
Lo scontro sugli spalti si svolge in modo tutto sommato ordinario fino al secondo tempo. Nell'epoca di internet la fama degli hooligans dello Slovan Bratislava era arrivata in Italia ben prima che arrivassero loro. Figure come Michal Petris difficilmente non suscitano ammirazione per il loro coraggio. Così come gesti come quelli di questo agosto - quando gli hooligans dello Slovan hanno proposto ai rivali dello Slovacko di combattere uno scontro organizzato in cambio di vedersi restituita una pezza rubata, lo scontro c'è stato, hanno vinto, e comunque come da accordi hanno restituito il materiale - non possono che suscitare rispetto.
Ma la fama non ha trovato riscontro nelle strade di Roma, deserte o quasi, la sera prima della partita. Si iniziava a formulare le prime ipotesi (sono colpiti dalla repressione? Hanno avuto problemi interni?) quando come un fulmine che squarcia la notte gli hooligans dello Slovan dimostrano che ci sono eccome...
Sorrido ripensando al viaggio del ritorno e soprattutto al fatto che - proprio vicino casa - ho visto due grosse rane. Questo clima così impervio per l'essere umano deve essere una vera pacchia per altre specie che attraversano questa terra. Dai pensieri sulla natura e su come in fondo noi siamo solo una parte di essa, passo velocemente a pensieri altrettanto profondi sulla vita perdendomi in ogni direzione nella mia filosofia spicciola. Ed in tutto ciò, c'è anche lo stadio, amore e odio a ripetere. Ho così disprezzato i suoi problemi, ma cosa mi dà emozioni così forti come quelle che ho provato questi giorni? Certo, spontaneità e genuinità sembrano andate perdute e non so se esiste un modo per riportare indietro gli ingranaggi, ma il mondo fuori lo stadio che cosa ci offre? La domanda rimane aperta e ne porta con sé delle altre: qual'è la giusta distanza da un amore che ti scalda e ti consuma? Sarà giusto continuare ad amare o forse più giusto è cambiare percorso? Forse delle risposte nemmeno ci sono, ma già porsi le domande, in qualche modo è già un bel risultato.
Quello che è il solito lancio di bicchieri tra un settore e l'altro porta la celere all'interno del settore e lo scenario cambia radicalmente. Gli hooligans dello Slovan iniziano a fare ciò che in Italia risulta impensabile, picchiano a mani nude gli agenti che hanno in dotazione scudo, casco e manganello. Riescono a spingerli su per il settore, sempre più su e nel frattempo iniziano a rubargli scudi e manganelli ed iniziano a picchiare anche con quelli. Agli agenti spiazzati non rimane che indietreggiare. La nord osserva intonando di tanto in tanto cori contro le forze dell'ordine. Dopo dieci minuti di scontro la celere è stata fatta indietreggiare al punto di partenza, si trova adesso in cima alle scale e si crea una fase di stallo. Gli hooligans fanno cenno alle guardie di uscire, le guardie fanno cenno agli hooligans di fermarsi. Serviranno ancora diversi minuti prima che ciò avvenga, raggiunto una sorta di armistizio gli hooligans iniziano a scendere nella parte bassa del settore, ed a seguire anche le forze dell'ordine escono dal settore. Una potenza di fuoco che ricorda quella del Cska Mosca qualche anno indietro e mi porta a domandarmi quale sarebbe stata la reazione se al contrario la polizia fosse entrata in qualsiasi settore di qualsiasi tifoseria italiana. C'è da fare i conti con la realtà l'italia che un tempo è stata faro a livello mondiale sotto il profilo ultras, ora è rimasta indietro. Oggi un adolescente nato a Porto, piuttosto che a Kiev, oppure a Spalato, difficilmente prenderà come modello una tifoseria Italiana. Siamo stati superati sul tifo (chi è stato in Turchia con il Fenerbahce ha visto cosa significa uno stadio intero in piedi che canta) sulle coreografie (c'è chi ha fatto 7 coreografie in una partita, chi usa teloni verticali, chi inventa cose mai viste) ed anche sugli scontri. Rimaniamo un riferimento per lo stile e per la nostra storia, ma quella sul campo di battaglia non fa punti. La cosa bella è che tutto si trasforma, e come da centro del mondo ultras siamo diventati periferia, allo stesso modo da periferia possiamo tornare centro, ma ci vogliono anni e soprattutto le scelte giuste, una visione. Sicuramente non serve aggrapparsi ai successi del passato. Sicuramente non serve far finta di niente. Il nostro mondo è andato bene finché è andato bene, poi il mondo intorno a noi è cambiato ma in Italia siamo rimasti sempre gli stessi mentre altrove (Francia, Germania...) già tante cose sono state capite e già tanti traguardi raggiunti (chi si ricorda di Napoli-Eintracht Francoforte?). Partire in viaggio all'avventura ubriachi lerci e drogati, vedendo se per caso si incontrano avversari è stato bello ma forse appartiene a un'altra epoca. Forse bisogna iniziare a considerare come luogo di ritrovo la palestra più del pub. Forse bisogna iniziare a studiare e pianificare le azioni anziché farle casualmente per poi lamentarsi della repressione. Forse possiamo iniziare a riconoscere i nostri limiti per poi riuscire a superarli. O forse questo resoconto è del tutto inutile. Chissà. Sono ormai le tre, torno alla filosofia spicciola e non potrebbe essere altrimenti, a quest'ora o ci si pone grandi interrogativi o si dorme.
Marco
FRANCESCO
Ciao Lorenzo, volevo
Rispondere al bellissimo commento di Marco
nella sezione della partita di Roma-Slovan
Bratislava. Innanzitutto volevo ringraziarti per
dare l’occasione alle persone di esprimersi nel tuo
forum, e poi volevo ringraziare Marco per lo
splendido commento in quanto non è facile in questi
tempi trovare persone che studino e approfondiscano
i dossier internazionali delle altre tifoserie come
fai tu e che sanno riconoscere le differenze tra chi
è ancora vivo e vegeto e chi ormai è tristemente
decaduto nella maniera più rovinosa. Hai fatto
l’esempio di un fatto che solo un ultras della Roma
su 500 conosce. La differenza sta tutta qua. I
ragazzi di Slovan, come quelli delle altre capitali
ad Est, sono fame, strada e adrenalina pura,
identità e orgoglio, spirito ultras finalizzato alla
difesa della propria identità. E sopratutto orgoglio
e amore proprio. Non serve che dica altro, il resto
lo hai capito benissimo da te. Sei un romanista
intelligente e sono contento che qualcuno ancora
noti certe cose. Anche se non ti conosco ti
abbraccio.