XI giornata ROMA - LECCE
2-1 Roma, Stadio Olimpico Domenica, 5 novembre 2023, ore 18.00 invia una e-mail per i resoconti
Tifo Roma:
E' sorprendente che una
persona che si è fatta sei anni di carcere
ancora non sappia il significato della parola
"infame", eppure è così.
La giornata inizia all'insegna degli striscioni
insultanti per Fabrizio Corona che, piccato,
risponde con un post su instagram che fa pure
peggio... fatto sta che, infami a parte, la Sud
fa il suo dovere spingendo la squadra, specie
nel primo tempo ed ha il grande merito - anche
quando tutto sembra perduto e per merito dei
lanciacori che giustamente (anche se più per
l'onore che per la reale convinzione di
potercela fare, come tutti) invitano la Sud a
fare il proprio dovere fino alla fine. Così è
stato e queste sono le giornate più belle per un
tifoso: passare dall'inferno al paradiso in un
attimo, peccato che qualche spettatore, uscito
prima, se lo sia perso.
Tifo Ospiti:
Sono, credo, circa 3500, ottimo numero per una
partita semiserale di domenica.
All'inizio e per tutto il primo tempo, rimane
un buco che denota l'assenza degli ultrà
Lecce, per via degli scontri con la tifoseria del
Brindisi durante i rispettivi viaggi. La curva,
quindi, è sostanzialmente in silenzio. Poi il buco
in basso si allarga sempre più, e sembra che ciò
avvenga perché si voglia dare più visibilità alla
loro assenza ed invece, all'inizio del secondo
tempo, entra il nocciolo duro degli ultrà Lecce,
che subito trascinano il loro settore nel tifo e
nel colore. Fanno una ottima impressione e si
portano appresso i tifosi "normali" per tutto il
secondo tempo, accendendo qualche torcia e qualche
fumone. Al secondo gol della Roma lanciano una
torcia verso la Curva Nord, per frustrazione.
Per finire con una battuta: la dura lecce del gol.
PRECISAZIONE DA LECCE:
Ultrà Lecce non entrati poiché la PS non faceva
entrare uno di loro sulla sedia a rotelle poiché a
loro avviso il settore non disponeva dei
servizi compatibili con quelli richiesti dai
protocolli di sicurezza, in questo caso
per le carrozzine.
AS Roma – US Lecce
Competizione: Serie A
Risultato finale: 2-1
Stadio: Olimpico
Data: 5 novembre 2023
Il mio regalo di compleanno (sono dell’8) è tutto
organizzato. Biglietti
venduti, si parte per 5 giorni nella città più
bella del mondo e andiamo pure a
vedere una partita. Era da un po’ che non mettevo
piede all’Olimpico,
dall’ultima Roma-Porto nel febbraio 2019.
È una lotta per riuscire a prendere i biglietti.
Infatti, la Roma gioca
praticamente sempre a porte chiuse da due
stagioni… effetto José Mourinho. Da
quando è arrivato, ha riportato entusiasmo e
voglia di vivere le partite allo
stadio. Il popolo romano è compatto dietro la
squadra e si sente, soprattutto
al momento dell’acquisto dei biglietti. Per
informazione, ci sono circa 62.000
posti disponibili. La soglia dei 40.000
abbonamenti è stata superata questa
stagione. Di conseguenza, la vendita libera si
esaurisce molto rapidamente
perché ci sono pochi biglietti disponibili.
Per sicurezza, mi iscrivo all’allerta email per
l’apertura delle vendite con 3
indirizzi diversi, giusto per non perdere il
momento. Il 3 ottobre, quindi più
di un mese prima, ricevo la famosa email.
All’apertura, tre quarti dei settori
non sono disponibili. Rimane la scelta tra Curva
Nord o laterali. Conoscendo un
po’ la “topografia” dello stadio, scelgo una
soluzione sicura: la Monte Mario,
la tribuna principale che ospita stampa, logge,
autorità ecc. Si vede bene il
campo, nonostante la pista d’atletica, a patto di
stare abbastanza in alto
nella tribuna.
Inoltre, i posti alti in Tribuna Tevere, che è
quella di fronte, erano più cari
della Monte Mario. E non bisogna esitare troppo
perché se si indugia si resta
senza niente. Alla fine paghiamo 60€ a persona,
che ormai è purtroppo nella
media se si va allo stadio in un qualsiasi paese
della top 5.
Il giorno della partita arriva finalmente! Due ore
prima del calcio d’inizio ci
mettiamo in viaggio perché a Roma lo stadio è mal
collegato. Da Termini (la
stazione centrale) bisogna prendere la metro fino
a Flaminio e poi il tram fino
allo stadio. Dopo 45 minuti di viaggio (per fare
7,5 km…), arriviamo finalmente
a Piazza Mancini.
Per i più appassionati della scena ultras, è lì
che i Fedayn sono stati
attaccati dai serbi la stagione scorsa. È un punto
in cui la gente si ritrova
prima di attraversare il Tevere e arrivare allo
stadio.
Proprio lì gli (ex) Fedayn hanno appeso uno
striscione con scritto: “Ci vietate
senza un motivo reale, il nome Quadraro vi fa
tremare!”. Nota: Quadraro è il
quartiere da cui provengono storicamente i Fedayn.
Ci dirigiamo verso lo stadio passando tra i
venditori di shot di Borghetti e le
bancarelle che vendono materiale (non ufficiale).
Tempo di comprare una
bandiera con la lupa e un cappellino con il logo
storico e arriviamo davanti
all’obelisco del Duce. 2-3 bombe carta esplodono,
non so davvero da dove
arrivino. I romanisti ridono o sono i leccesi che
arrivano? Boh.
Dobbiamo girare intorno a metà stadio per arrivare
al nostro ingresso e, come
ovunque in Italia, è il percorso del combattente.
Prima il pre-filtraggio dove
gli steward controllano che il nome sul biglietto
e sulla carta d’identità
corrispondano. Poi si ha diritto a una
“perquisizione”. Vista la tribuna in cui
siamo, non è nemmeno una vera perquisizione: lo
steward mi ha appena sfiorato e
la borsa della mia ragazza non è stata neanche
aperta. Nessuna utilità né
prevenzione, è solo per mostrare alla polizia che
il lavoro è fatto…
Dopo arriviamo ai famosi tornelli da terzo mondo.
Lo ripeto in ogni resoconto
italiano ma è la realtà. Il giorno in cui ci sarà
una ressa, ci sono alte
probabilità che ci scappi il morto. Passato il
tornello, di nuovo controllo di
documento e biglietto… È normale? 4 passaggi per
entrare allo stadio per essere
sicuri che sia davvero Matteo a entrare con un
biglietto a suo nome, mentre
nessuno ha controllato le mie tasche né perquisito
la mia borsa… Complimenti
all’efficacia!
La partita sta per iniziare, gli inni vengono
cantati all’unisono, i brividi. È
comunque bello essere tra i propri colori in casa
e poter esprimere la propria
fede.
Nulla di speciale lato locali in Curva Sud. Lato
ospiti invece si nota subito:
mancano gli ultras del Lecce. Nel pomeriggio si
sono scontrati sulla strada con
i tifosi del Brindisi, quindi penso che il loro
ritardo/assenza sia dovuto a
quello. In ogni caso, all’inizio è evidente: c’è
un grande vuoto nella parte
bassa del settore, niente bandiere, niente.
La partita prosegue: la Roma sbaglia un rigore al
5’, spinge ma non riesce a
concretizzare e si arriva abbastanza rapidamente
all’intervallo. La Sud è
costante, senza picchi: fanno il loro lavoro e
cantano senza sosta.
Pausa bagno, vado a fare un giro ai punti ristoro
per verificarne l’efficienza…
mio Dio. Quando hai 15.000 persone in una tribuna,
come è possibile avere un
solo punto ristoro fisso e uno aggiuntivo solo per
le bevande? E infatti, con
appena 10 persone davanti a me, ci ho messo tutto
l’intervallo…
Torniamo ai nostri posti proprio mentre i
giocatori rientrano in campo. Do
un’occhiata a sinistra ed eccoli: gli ultras del
Lecce entrano in massa e
occupano tutta la parte bassa. Finalmente!
Dopo sapremo che sono rimasti fuori per tutto il
primo tempo perché la polizia
rifiutava l’accesso a uno di loro, in sedia a
rotelle, giustificando che il
settore ospiti non è “adatto” ad accogliere
persone a mobilità ridotta…
I ragazzi sono scatenati. Un capo con megafono per
un settore di 3500-4000
persone. Beh, funziona. I primi 10-15 minuti del
secondo tempo sono uno
spettacolo: i cori vengono ripresi da tutto il
settore. Anche qualche torcia
accesa. Sapevo che il Lecce non è male, ma non mi
aspettavo questo: sono
davvero forti! Hanno anche il dono di
risvegliare/scuotere un po’ la Curva Sud,
che era stata piuttosto spenta nel primo tempo e
che ora aumenta volume e
intensità dei cori. È innegabile: avere una
tifoseria di fronte aumenta
l’atmosfera. È così che lo sport deve essere
vissuto… Se qualche nostro
dirigente passasse da qui…
A livello calcistico, la Roma spinge senza
concretizzare. Ovviamente, al 71°
arriva il contropiede del Lecce e lo 0-1. Il
dramma. Il settore ospiti
festeggia come non mai e per ben 5 minuti si
sentono davvero solo loro… colpo
duro per i romanisti.
Ma… non so, c’è qualcosa nell’aria. Si sente che
la Roma può ribaltarla, si
percepisce che con un po’ più di supporto il
pallone entrerà… Ed è proprio
quello che succede. La Sud canta senza sosta, con
l’appoggio delle altre
tribune, e all’81° arriva il pareggio. Grande
soddisfazione per come si stava
mettendo la partita!
Ma restano ancora 4 minuti, cavolo! Il gol non
viene festeggiato a lungo per
riprendere subito a incitare: tutto lo stadio
spinge a morte.
94°. Dybala passa centralmente al nostro caro
“mercenario” Lukaku, che è spalle
alla porta. Il difensore commette un errore
fatale, volendo anticipare il
gigante belga. Vi giuro che dal vivo è davvero
impressionante, è un mostro.
Ovviamente Lukaku usa il corpo, entra in area con
un pallone perfetto. Tiro… gol!
94°!
Si toglie la maglia e tutta la squadra, compresa
la panchina, corre a
festeggiare sotto la Sud. Onestamente non capisco
più niente, mi ritrovo tra le
braccia del mio vicino di sotto a cui ho rifilato
una gomitata clamorosa nel
caos totale.
È per emozioni come queste che amiamo questo sport
e la nostra squadra. Succede
raramente, ma quando succede è incredibile.
Un’esplosione così è piuttosto
rara, non l’avevo quasi mai vissuta. Rivedendo poi
le immagini, è facilmente
nella top 5 delle esplosioni di gioia più forti
degli ultimi 20-25 anni. Subito
dopo il gol della sconfitta, i leccesi sono
frustrati e lanciano torce verso la
Curva Nord, che a tratti le rilancia. È folklore,
si dirà. In Curva Nord c’è un
piccolo gruppo che anima la parte alta del
settore. Sono ex della Sud che si
sono spostati lì. Le torce vengono lanciate
chiaramente nella loro direzione e
non verso le famiglie.
Onestamente, non so nemmeno se la partita sia
ripresa dopo il gol… Quando
guardo il campo, i giocatori del Lecce stanno
andando a salutare il settore
ospiti e la Roma va sotto la Sud. Restiamo seduti
15-20 minuti a guardare lo
stadio che si svuota. Adoro questo momento, lo
trovo affascinante. Tante
persone che non si conoscono, che hanno vibrato
all’unisono per due ore, ora si
disperdono nelle strade e tornano a casa,
nell’anonimato della notte romana.
Dal nostro lato inizia l’odissea… Niente tram alla
fermata, saliamo su un bus
che dovrebbe portarci direttamente a Termini.
Errore fatale. Siamo stipati come
sardine e il bus avanza di 200 metri in 45 minuti…
È Roma. Hanno chiuso l’asse
principale lungo il Tevere, quindi tutti sono
sulla stessa strada, su una sola
corsia.
Scendiamo alla prima fermata, noleggiamo dei
monopattini elettrici e in 10
minuti arriviamo in centro, da dove prendiamo un
altro bus per Termini perché,
accidenti, abbiamo fame. Ci sistemiamo in un
ristorante tipico romano, un po’
nascosto vicino alla stazione, che ci accoglie a
braccia aperte con i nostri
colori e ci nutre bene nonostante siano già le
22:15… Ahhh l’Italia!
Bilancio più che positivo della serata: una bella
vittoria, emozioni
incredibili… cosa vuole di più il popolo?
Bella scoperta questa tifoseria del Lecce, che si
è mossa in gran numero per
una domenica sera, con 6 ore di viaggio da casa.
Belli da vedere e da sentire.
ROMA CAPUT MUNDI!
MATTEO
Tratto dalla fanzine
del gruppo "Section Ouest
1993 Ultras Lausanne" del
Lausanne Hockey Club