XI giornata
ROMA -  LECCE 2-1
Roma, Stadio Olimpico
Domenica, 5 novembre 2023, ore 18.00

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Tifo Roma:
E' sorprendente che una persona che si è fatta sei anni di carcere ancora non sappia il significato della parola "infame", eppure è così.
La giornata inizia all'insegna degli striscioni insultanti per Fabrizio Corona che, piccato, risponde con un post su instagram che fa pure peggio... fatto sta che, infami a parte, la Sud fa il suo dovere spingendo la squadra, specie nel primo tempo ed ha il grande merito - anche quando tutto sembra perduto e per merito dei lanciacori che giustamente (anche se più per l'onore che per la reale convinzione di potercela fare, come tutti) invitano la Sud a fare il proprio dovere fino alla fine. Così è stato e queste sono le giornate più belle per un tifoso: passare dall'inferno al paradiso in un attimo, peccato che qualche spettatore, uscito prima, se lo sia perso.



i
Tabellino partita:
ROMA (3-5-2)
: Rui Patricio; Mancini (77' Kristensen), Llorente, Ndicka; Karsdorp (77' Zalewski), Bove (70' Renato Sanches), Cristante, Aouar (73' Azmoun), El Shaarawy (77' Belotti); Dybala, Lukaku. A disposizione: Svilar, Boer, Kristensen, Zalewski, Celik, Renato Sanches, Pagano, Joao Costa, Azmoun, Belotti. Allenatore: Mourinho.

LECCE (4-3-3): Falcone; Gendrey, Pongracic, Baschirotto, Dorgu (62' Gallo); Kaba, Ramadani, Rafia (62' Gonzalez); Almqvist (80' Touba), Krstovic (80' Piccoli), Banda (73' Strefezza). A disposizione: Brancolini, Samooja, Venuti, Smajlovic, Touba, Gonzalez, Oudin, Berisha, Faticanti, Burnete, Gallo, Strefezza, Blin, Piccoli, Sansone. Allenatore: D’Aversa.

Arbitro: Colombo (Como). Assistenti: Baccini e Margani. IV Uomo: Fourneau. Var: Maggioni. Avar: Piccinini.

Marcatori: 71' Almqvist (L), 90' + 1' Azmoun (R), 90' + 4' Lukaku (R)

Ammoniti: Banda (L), Dorgu (L), Renato Sanches (R), Touba (L), Strefezza (L)

Spettatori: 64.790

Tifo Ospiti:
Sono, credo, circa 3500, ottimo numero per una partita semiserale di domenica.
All'inizio e per tutto il primo tempo, rimane un  buco che denota l'assenza degli ultrà Lecce, per via degli scontri con la tifoseria del Brindisi durante i rispettivi viaggi. La curva, quindi, è sostanzialmente in silenzio. Poi il buco in basso si allarga sempre più, e sembra che ciò avvenga perché si voglia dare più visibilità alla loro assenza ed invece, all'inizio del secondo tempo, entra il nocciolo duro degli ultrà Lecce, che subito trascinano il loro settore nel tifo e nel colore. Fanno una ottima impressione e si portano appresso i tifosi "normali" per tutto il secondo tempo, accendendo qualche torcia e qualche fumone. Al secondo gol della Roma lanciano una torcia verso la Curva Nord, per frustrazione.
Per finire con una battuta: la dura lecce del gol.

PRECISAZIONE DA LECCE:
Ultrà Lecce non entrati poiché la PS non faceva entrare uno di loro sulla sedia a rotelle poiché a loro avviso il settore  non disponeva dei servizi compatibili con quelli richiesti dai protocolli di sicurezza, in questo caso per le carrozzine.



FOTOTIFO




DALLA CURVA SUD












































DALLA TRIBUNA TEVERE



































DALLA CURVA NORD











DALLA TRIBUNA MONTE MARIO O DAL CAMPO















VIDEOTIFO
 
Leccesi dalla Monte Mario 1
Leccesi dalla Monte Mario 2
 




Inno Voglio solo star con te dopo il rigore sbagliato
Nel cervello soltanto la Roma
Quando al ciel si alzeran le bandiere
Gli ultras della Roma siamo noi


FOTOCALCIO
MOURINHO
Ho allenato 6 o 7 squadre ma in nessuna quando perdi in casa
la gente continua a giocare con te.



   

















VIDEOCALCIO

  Lukaku sotto la Sud
 
Il gol di Azmoun
Il gol di Lukaku Il servizio


     

AS Roma – US Lecce
Competizione: Serie A
Risultato finale: 2-1
Stadio: Olimpico
Data: 5 novembre 2023
Il mio regalo di compleanno (sono dell’8) è tutto organizzato. Biglietti venduti, si parte per 5 giorni nella città più bella del mondo e andiamo pure a vedere una partita. Era da un po’ che non mettevo piede all’Olimpico, dall’ultima Roma-Porto nel febbraio 2019.
È una lotta per riuscire a prendere i biglietti. Infatti, la Roma gioca praticamente sempre a porte chiuse da due stagioni… effetto José Mourinho. Da quando è arrivato, ha riportato entusiasmo e voglia di vivere le partite allo stadio. Il popolo romano è compatto dietro la squadra e si sente, soprattutto al momento dell’acquisto dei biglietti. Per informazione, ci sono circa 62.000 posti disponibili. La soglia dei 40.000 abbonamenti è stata superata questa stagione. Di conseguenza, la vendita libera si esaurisce molto rapidamente perché ci sono pochi biglietti disponibili.
Per sicurezza, mi iscrivo all’allerta email per l’apertura delle vendite con 3 indirizzi diversi, giusto per non perdere il momento. Il 3 ottobre, quindi più di un mese prima, ricevo la famosa email. All’apertura, tre quarti dei settori non sono disponibili. Rimane la scelta tra Curva Nord o laterali. Conoscendo un po’ la “topografia” dello stadio, scelgo una soluzione sicura: la Monte Mario, la tribuna principale che ospita stampa, logge, autorità ecc. Si vede bene il campo, nonostante la pista d’atletica, a patto di stare abbastanza in alto nella tribuna.
Inoltre, i posti alti in Tribuna Tevere, che è quella di fronte, erano più cari della Monte Mario. E non bisogna esitare troppo perché se si indugia si resta senza niente. Alla fine paghiamo 60€ a persona, che ormai è purtroppo nella media se si va allo stadio in un qualsiasi paese della top 5.
Il giorno della partita arriva finalmente! Due ore prima del calcio d’inizio ci mettiamo in viaggio perché a Roma lo stadio è mal collegato. Da Termini (la stazione centrale) bisogna prendere la metro fino a Flaminio e poi il tram fino allo stadio. Dopo 45 minuti di viaggio (per fare 7,5 km…), arriviamo finalmente a Piazza Mancini.
Per i più appassionati della scena ultras, è lì che i Fedayn sono stati attaccati dai serbi la stagione scorsa. È un punto in cui la gente si ritrova prima di attraversare il Tevere e arrivare allo stadio.
Proprio lì gli (ex) Fedayn hanno appeso uno striscione con scritto: “Ci vietate senza un motivo reale, il nome Quadraro vi fa tremare!”. Nota: Quadraro è il quartiere da cui provengono storicamente i Fedayn.
Ci dirigiamo verso lo stadio passando tra i venditori di shot di Borghetti e le bancarelle che vendono materiale (non ufficiale). Tempo di comprare una bandiera con la lupa e un cappellino con il logo storico e arriviamo davanti all’obelisco del Duce. 2-3 bombe carta esplodono, non so davvero da dove arrivino. I romanisti ridono o sono i leccesi che arrivano? Boh.
Dobbiamo girare intorno a metà stadio per arrivare al nostro ingresso e, come ovunque in Italia, è il percorso del combattente. Prima il pre-filtraggio dove gli steward controllano che il nome sul biglietto e sulla carta d’identità corrispondano. Poi si ha diritto a una “perquisizione”. Vista la tribuna in cui siamo, non è nemmeno una vera perquisizione: lo steward mi ha appena sfiorato e la borsa della mia ragazza non è stata neanche aperta. Nessuna utilità né prevenzione, è solo per mostrare alla polizia che il lavoro è fatto…
Dopo arriviamo ai famosi tornelli da terzo mondo. Lo ripeto in ogni resoconto italiano ma è la realtà. Il giorno in cui ci sarà una ressa, ci sono alte probabilità che ci scappi il morto. Passato il tornello, di nuovo controllo di documento e biglietto… È normale? 4 passaggi per entrare allo stadio per essere sicuri che sia davvero Matteo a entrare con un biglietto a suo nome, mentre nessuno ha controllato le mie tasche né perquisito la mia borsa… Complimenti all’efficacia!
La partita sta per iniziare, gli inni vengono cantati all’unisono, i brividi. È comunque bello essere tra i propri colori in casa e poter esprimere la propria fede.
Nulla di speciale lato locali in Curva Sud. Lato ospiti invece si nota subito: mancano gli ultras del Lecce. Nel pomeriggio si sono scontrati sulla strada con i tifosi del Brindisi, quindi penso che il loro ritardo/assenza sia dovuto a quello. In ogni caso, all’inizio è evidente: c’è un grande vuoto nella parte bassa del settore, niente bandiere, niente.
La partita prosegue: la Roma sbaglia un rigore al 5’, spinge ma non riesce a concretizzare e si arriva abbastanza rapidamente all’intervallo. La Sud è costante, senza picchi: fanno il loro lavoro e cantano senza sosta.
Pausa bagno, vado a fare un giro ai punti ristoro per verificarne l’efficienza… mio Dio. Quando hai 15.000 persone in una tribuna, come è possibile avere un solo punto ristoro fisso e uno aggiuntivo solo per le bevande? E infatti, con appena 10 persone davanti a me, ci ho messo tutto l’intervallo…
Torniamo ai nostri posti proprio mentre i giocatori rientrano in campo. Do un’occhiata a sinistra ed eccoli: gli ultras del Lecce entrano in massa e occupano tutta la parte bassa. Finalmente!
Dopo sapremo che sono rimasti fuori per tutto il primo tempo perché la polizia rifiutava l’accesso a uno di loro, in sedia a rotelle, giustificando che il settore ospiti non è “adatto” ad accogliere persone a mobilità ridotta…
I ragazzi sono scatenati. Un capo con megafono per un settore di 3500-4000 persone. Beh, funziona. I primi 10-15 minuti del secondo tempo sono uno spettacolo: i cori vengono ripresi da tutto il settore. Anche qualche torcia accesa. Sapevo che il Lecce non è male, ma non mi aspettavo questo: sono davvero forti! Hanno anche il dono di risvegliare/scuotere un po’ la Curva Sud, che era stata piuttosto spenta nel primo tempo e che ora aumenta volume e intensità dei cori. È innegabile: avere una tifoseria di fronte aumenta l’atmosfera. È così che lo sport deve essere vissuto… Se qualche nostro dirigente passasse da qui…
A livello calcistico, la Roma spinge senza concretizzare. Ovviamente, al 71° arriva il contropiede del Lecce e lo 0-1. Il dramma. Il settore ospiti festeggia come non mai e per ben 5 minuti si sentono davvero solo loro… colpo duro per i romanisti.
Ma… non so, c’è qualcosa nell’aria. Si sente che la Roma può ribaltarla, si percepisce che con un po’ più di supporto il pallone entrerà… Ed è proprio quello che succede. La Sud canta senza sosta, con l’appoggio delle altre tribune, e all’81° arriva il pareggio. Grande soddisfazione per come si stava mettendo la partita!
Ma restano ancora 4 minuti, cavolo! Il gol non viene festeggiato a lungo per riprendere subito a incitare: tutto lo stadio spinge a morte.
94°. Dybala passa centralmente al nostro caro “mercenario” Lukaku, che è spalle alla porta. Il difensore commette un errore fatale, volendo anticipare il gigante belga. Vi giuro che dal vivo è davvero impressionante, è un mostro. Ovviamente Lukaku usa il corpo, entra in area con un pallone perfetto. Tiro… gol! 94°!
Si toglie la maglia e tutta la squadra, compresa la panchina, corre a festeggiare sotto la Sud. Onestamente non capisco più niente, mi ritrovo tra le braccia del mio vicino di sotto a cui ho rifilato una gomitata clamorosa nel caos totale.
È per emozioni come queste che amiamo questo sport e la nostra squadra. Succede raramente, ma quando succede è incredibile. Un’esplosione così è piuttosto rara, non l’avevo quasi mai vissuta. Rivedendo poi le immagini, è facilmente nella top 5 delle esplosioni di gioia più forti degli ultimi 20-25 anni. Subito dopo il gol della sconfitta, i leccesi sono frustrati e lanciano torce verso la Curva Nord, che a tratti le rilancia. È folklore, si dirà. In Curva Nord c’è un piccolo gruppo che anima la parte alta del settore. Sono ex della Sud che si sono spostati lì. Le torce vengono lanciate chiaramente nella loro direzione e non verso le famiglie.
Onestamente, non so nemmeno se la partita sia ripresa dopo il gol… Quando guardo il campo, i giocatori del Lecce stanno andando a salutare il settore ospiti e la Roma va sotto la Sud. Restiamo seduti 15-20 minuti a guardare lo stadio che si svuota. Adoro questo momento, lo trovo affascinante. Tante persone che non si conoscono, che hanno vibrato all’unisono per due ore, ora si disperdono nelle strade e tornano a casa, nell’anonimato della notte romana.
Dal nostro lato inizia l’odissea… Niente tram alla fermata, saliamo su un bus che dovrebbe portarci direttamente a Termini. Errore fatale. Siamo stipati come sardine e il bus avanza di 200 metri in 45 minuti… È Roma. Hanno chiuso l’asse principale lungo il Tevere, quindi tutti sono sulla stessa strada, su una sola corsia.
Scendiamo alla prima fermata, noleggiamo dei monopattini elettrici e in 10 minuti arriviamo in centro, da dove prendiamo un altro bus per Termini perché, accidenti, abbiamo fame. Ci sistemiamo in un ristorante tipico romano, un po’ nascosto vicino alla stazione, che ci accoglie a braccia aperte con i nostri colori e ci nutre bene nonostante siano già le 22:15… Ahhh l’Italia!
Bilancio più che positivo della serata: una bella vittoria, emozioni incredibili… cosa vuole di più il popolo?
Bella scoperta questa tifoseria del Lecce, che si è mossa in gran numero per una domenica sera, con 6 ore di viaggio da casa. Belli da vedere e da sentire.
ROMA CAPUT MUNDI!
MATTEO

Tratto dalla fanzine del gruppo "Section Ouest 1993 Ultras Lausanne" del
Lausanne Hockey Club






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