ARTICOLO DI GABRIELE
TRAMONTANO SU UN “GIALLOROSSI” DEL 1977
Anni di lavoro, di
sacrifici, di riunioni per niente. Ci sono voluti decine di mesi per avere
il "permesso" di organizzare un treno speciale per i tifosi giallorossi.
C'è stata gente che per settimane non ha dormito, che ha dato la
salute pur di far "partire", con il campionato, una organizzazione di primo
piano che fosse stata da esempio per le altre società e per gli
altri centri di coordinamento. Tutto inutile.
Ciò che è
successo domenica 18, da Orte a Tiburtina, non è spiegabile. E'
impossibile che viaggiatori vestiti da tifosi abbiano potuto devastare
tante carrozze e procurare danni per quasi 100 milioni. Ecco perché
siamo d'accordo con il presidente Anzalone quando sostiene che non occorre
meditare né stigmatizzare su ciò che è accaduto ma
di scoprire chi ha realmente agito in maniera tanto vandalica. Definire
teppista chi ha voluto, in un solo colpo, cancellare tutto quello
che di buono era stato fatto, è oggi un nonsenso. Che significato
ha qualificare teppista colui che, dimenticando di vestire i colori giallorossi,
ha il privilegio di salire su di un treno organizzato dal Centro di Coordinamento
e contribuire a scaricare contro di esso tante critiche, battute sarcastiche?
E che dire dei titoli apparsi sui giornali, le disapprovazioni, le lamentele,
le ingiurie?
Con tutto ciò
siamo convinti che chi voleva mettere sotto accusa gli infaticabili reggitori
del Centro non ha ugualmente raggiunto il suo scopo. Dopo la pugnalata
alla schiena, uniti più che mai sono i responsabili dei Roma Club
nell'emarginare e sconfessare chi professa l'arte della distruzione. Ma
forse non basta perché a parte il "mistero di Orte" c'è da
chiarire l'interrogativo per cui tanta gente che ama una squadra e una
società si sia comportata così. Ed ancora, sono stati davvero
i tifosi organizzati a sfogare la rabbia? (ma quale se la formazione di
Giagnoni a Perugia si era ben comportata malgrado la sconfitta?)
A questo punto sorge spontanea la domanda: si è tifosi della Roma
o della cronaca nera? Possibile che chi ama la Roma possa agire in quella
deprecabile maniera? Noi non lo crediamo. Se invece ci siamo sbagliati
allora è tempo che chi ha in mano le sorti, non solo del centro
di Coordinamento ma dei Roma Club, allontani i fomentatori di disordine,
li metta al bando, faccia i loro nomi. Dopo i vandalici atti di Orte non
c'è più tempo da perdere. La Roma società annovera
fior di galantuomini, gente che il mondo economico-finanziario ci invidia.
Come se non bastasse noi di "Giallorossi" siamo feriti nel più profondo
del cuore. Chè proprio nel momento del nostro lancio editoriale
in favore dei tifosi, uno sforzo non indifferente, , simao in primo piano
nelle apgine sportive e nella cronaca nera non per il gioco di Di Bartolomei
e i gol di Ugolotti quanto per decine di milioni di danni causati da un
manipolo di "insoliti ignoti".