"Egregio
Direttore, sono un ragazzo di 19 anni, abbonato fisso in curva Sud e da
qualche anno presente anche in trasferta. Almeno fino a ieri. Sì
perchè i fatti accaduti ieri a Salerno e il modo nel quale sono
stati riportati dai vari TG e dai quotidiani all'indomani, mi hanno lasciato
allibito al punto da pensare seriamente di evitare d'ora in poi di seguire
la Roma fuori dall'Olimpico (e invece non
si molla! n.d.L.). Almeno in terra campana.
Direttore, io ieri ho avuto paura come mai in vita mia. Ho visto ragazzi
della mia età alzare le braccia e venire impietosamente e ripetutamente
colpiti con i manganelli in testa, allo stomaco e al volto da celerini
con occhi alla "Shining" e i denti di fuori. La Polizia ha caricato senza
motivo, a freddo, solo per aver ricevuto da noi tifosi qualche parolaccia
(che non può e non deve essere causa di repressione violenta), a
loro indirizzata per aver deliberatamente permesso durante tutta la gara
ai tifosi salernitani di sputarci dall'alto e di tirarci bottiglie piene
di non vi dico cosa. Non è vero, come hanno detto TV e giornali
(alle
quali le "veline" vengono date dalla Questura, n.d.L.),
che "le forze dell'ordine sono dovute intervenire per sedare una rissa
scoppiata tra tifosi romanisti pro e contro Zeman" e che "i tifosi hanno
aggredito (!!!) la Polizia". Non c'è mai stata nessuna rissa tra
tifosi! Eravamo letteralmente in balìa di psicopatici armati di
randello che giocavano con noi come il gatto col topo in gabbia, solo per
desiderio di violenza. Se sono a casa, adesso, con le ossa tutte intere
a scrivere è per puro miracolo, dato che nella fuga generale ero
tra quelli rimasti più indietro e non sono stato raggiunto per un
niente. E posso assicurare che se ti raggiungevano non smettevano di infierire
finchè non eri in terra senza forze. Scene disgustose. Bisogna fare
qualcosa. Le chiedo Direttore un parere e un consiglio sul da farsi".
Tratto da
Rosso & Giallo del Marzo 1999
IO,
POLIZIOTTO, VI RACCONTO LO SCANDALO DI SALERNITANA / ROMA
Attenzione,
"curva" pericolosa. Attaccarsi al treno per raggiungere Napoli o Salerno
con una sciarpa rossogialla al collo andrebbe sconsigliato ai passeggeri
tutti appassionati di Totti.
Ciò
che attualmente accade sui convogli speciali, nelle stazioni blindate,
lungo i binari di ferro e asfalto che in un modo o nell'altro scortano
Boys e girls della Roma dentro il San Paolo o l'Arechi, rasenta l'isteria
collettiva.
Specie quando,
dall'altra parte della barricata, invece dei supporters campani bisogna
guardarsi dalle manganellate dei poliziotti partenopei in assetto antisommossa.
Quando alla caserma del Reparto Mobile del centro polifunzionale di Castro
Pretorio incontriamo uno dei "celerini" più celebri e abituati
ai corpo a corp con manifestanti più variegati (disoccupati, allevatori,
squatter, kurdi, ultras ecc....) il contraddittorio passa dal malessere
quotidiano agli incidenti della vergogna. Quelli di domenica 24, per intendersi,
quelli fra poliziotti (nonché supporters) romani e colleghi napoletani.
"Mai vista una cosa del genere" commenta amaro. "Roba dell'altro mondo,
noi contro loro, stessa divisa, stessa pagnotta...."
Sibila con
un filo di voce colui che per comodità e incolumità personale
chiameremo Antonio.
Legga qua.
La rivista si chiama Rosso & Giallo. Parla della gazzarra di Salerno.
Lettere e articoli: legga e smentisca, se è il caso.
(Il tempo
di lavorare con gli occhi la paginetta e...) "Smentire? E che vuoi smentire.
Quel giorno chi se lo dimentica più, faccia un giro fra i nuclei
(i reparti in caserma, n.d.r.) e chieda. Senta che le rispondono. Un inferno.
Eravamo di scorta alla solita carovana con quelli d'Opposta Fazione, i
Boys, il Commando... Sapevamo dei rischi ma in curva s'è scatenato
il finimondo per colpa - mi raccomando non lo scriva - dei colleghi
di giù"
Che poi
sarebbe la Celere di Salerno?
"Salerno
non c'entra nulla, il nucleo che ha combinato quel popò di casino
arriva dal Reparto Mobile di Napoli. Se non sbaglio la squadra del Napoli
giocava fuori casa, nessuno era comandato a presidiare il San Paolo".
Popò
di casino. Lei ha il dono della sintesi: ma in soldoni a cosa si riferisce?
"Allo stadio
s'era venuta a creare la solita tensione anche per la cattiva ubicazioen
dei tifosi ospiti, piazzati al piano di sotto a mo' di facile bersaglio.
Quelli (gli ultras della Roma, n.d.r.) rumoreggiavano e inveivano contro
la gente dell'anello sovrastante che sputava, lanciava monete, petardi.
Il clima si stava surriscaldando ma era ancora lontano dal degenerare in
rissa. Purtroppo i romanisti se la sono presa (a parole) coi nostri colleghi
ed è stato l'inizio della fine.
Botte da
orbi?
"E passi.
(e
passi il cazzo, magari le pija tua sorella, n.d. Lorenzo) Il
guaio è che se la sono presa pure con noi che cercavamo di portare
calma. Non c'è stato un gran che da fare: siamo dovuti indietreggiare
fino alla vetrata, costretti a ripiegare, a schivare le mazzate degli sfollagente.
Sinceramente pensavo di sognare. Noi contro loro, loro contro noi. Uno
spettacolo deprimente per la polizia, una colossale mancanza di organizzazione
(eh
già, nella mente contorta del celerino, se i celerini di Napoli
picchiavano i romanisti che protestavano perchè da sopra gli tiravano
di tutto, allora andava bene, n.d.L.). Volevamo
solo evitare sfracelli, ed è stato peggio. Mi creda, il sottoscritto
non è un pivellino, uno che si commuove facilmente: quando c'è
da pistare, io sono il primo e non mi tiro mai indietro (bella
forza! n.d.L.) anche perchè, è
provato, che una tortorata quando ce vo' ce vo'. Ma stavolta abbiamo toccato
il fondo. E la sa la cosa simpatica, per modo di dire?"
Dica.
"La Celere,
che non è proprio un corpo scelto e d'élite (su
questo non ho mai avuto dubbi, i casini succedono sempre con loro, molto
più raramente con i Carabinieri n.d.L.) è
composta per l'80% da gente del Sud. A Salerno è capitato che di
scorta ai tifosi della Roma ci fosse anche gente del Reparto Mobile di
Castro Pretorio originaria di giù. Una doppia beffa.
C'è,
chi parla di accanimento premeditato, concorda?
"Non credo.
L'esperienza ci dimostra che, a parte un breve periodo, fra i tifosi romanisti
e napoletani raramente è corso buon sangue. Spesso ci sono stati
scontri, agguati, cariche. E' "normale" una certa attenzione delle forze
dell'ordine napoletane, una predisposizione, diciamo così, all'uso
delle maniere forti. Ma a Salerno il limite è stato superato per
una cattiva, direi pessima, organizzazione del servizio" (siamo
di fronte ad una cima: si giocava Salernitana/Roma, non Napoli/Roma! E
quindi mandano celerini napoletani, o meglio ultrà del Napoli con
la divisa, n.d.L.)
Scusi Antonio,
ma nessuno di voi ha protestato?
"Sappiamo
che ad alto livello, grazie ad articoli, trasmissioni radiofoniche, denunce
ed interrogazioni parlamentari, sono stati chiesti chiarimenti e minacciate
eventuali sanzioni. Ma sono voci. A che serve protestare? Con chi ce la
prendiamo? Ciò che posso dirle con certezza riguarda il morale dei
colleghi: è a terra. Più basso del solito. Già siamo
tanto tartassati che ci mettiamo a litigare pure fra di noi. Cinque colleghi
del Reparto Mobile di Firenze sono finiti sotto inchiesta perchè
avrebbero usato il manganello senza motivo contro due tifosi a passeggio.
Altri agenti passano guai analoghi in altre zone d'Italia. Siamo alla bancarotta
(notare
la moralità: non si rammarica che ci siano dei poliziotti che menano
indiscriminatamente - e ne potrei raccontare di storie - si rammaricano
che finiscano sotto inchiesta! n.d.L.)
E i tifosi
se la prendono con voi....
"Già.
Nel match in casa, dopo Salerno, la Curva Sud ci ha rifilato una serie
di striscioni devastanti . Una volta in caserma, forse per la prima volta
(perché
stavolta le avete prese pure voi, di solito le pijamo solo noi, n.d.L.)
abbiamo
dato loro ragione".
Che fa,
improvvisamente diventa dolce e buono?
"Chi, io?
Non credo proprio. A Firenze un collega rischia di perdere un occhio per
il lancio di una bottiglia durante gli scontri in curva Fiesole (tra
chi? Ma tra la Polizia e i fiorentini naturalmente, mica tra opposte tifoserie!
n.d.L.) A Bologna hanno fermato tifosi giallorossi
armati di accette e coltelli. La Digos lavora a mille per stanare chi si
diverte a fare striscioni razzisti e xenofobi, e noi non possiamo sottrarci
quando i più irriducibili danno il là ai tafferugli. La guerra
è dura. Lunga. Infinita. Cerchiamo solo di non "battagliare" tra
soldati del medesimo esercito....
Speriamo".
Rissa tra
tifosi giallorossi:
tre
feriti, uno è poliziotto
di
FRANCESCA DE LUCIA
SALERNO
Tre feriti in maniera leggera, due tifosi romanisti ed un poliziotto. E’
il bilancio degli scontri avvenuti nella curva nel settore riservato agli
ospiti. I tafferugli, avvenuti all’interno del gruppo dei tifosi giallorossi,
sono stati sedati dalla polizia. I due ragazzi ed il poliziotto, colpito
da una pietra al collo, sono stati trasportati all’ospedale ”San Leonardo”
di Salerno, dove sono stati giudicati guaribili in cinque giorni, per leggere
escoriazioni. Al termine della gara, i circa millecinquecento tifosi sono
stati scortati dalle forze dell’ordine fino al casello autostradale. Nella
curva dello stadio Arechi la scintilla è scoccata tra i tifosi romanisti
che polemizzavano tra di loro sull' andamento della partita. Due gruppi
di ultras giallorossi si sono affrontati subito dopo il fischio finale.
C'è stato prima un fitto lancio di oggetti tra tifosi e tra questi
e la polizia, poi una carica delle forze dell'ordine che ha riportato la
calma. I tre feriti sono stati medicati per ferite definite lievi e guaribili
in 5 giorni.
«Zeman
è un maestro, io un allenatore agli esordi. Non mi permetterei mai
di esprimere giudizi su di lui e sulla Roma diceva intanto negli spogliatoi
il tecnico granata, Delio Rossi, che con questa vittoria sembra aver riconquistato
la stima del presidente Aliberti, dopo il mancato esonero . L’arbitraggio
di Pellegrino? Per me è stata una partita normale».
Il Messaggero
25/1/1999
TESTIMONIANZA
DI FABRIZIO Roma
24/01/1999 ore 5.00 del mattino,appuntamento con i soliti amici direzione
stazione termini e successivamente salerno.
Qui
inizia la storia di una trasferta che purtroppo non sarà come tante.
La Roma questo periodo non è proprio una sciaccia sassi e dunque
non saremo moltissimi ad affrontare questa trasferta.all’andata va tutto
bene e sul treno c’è quella calma apparente che come sempre anticipa
qualche cosa di strano.la partita è una merda, perdiamo 2-1 giocando
veramente molto male(d’altronde siamo a gennaio e come dicono i benpensanti
le squadre di mr. Zeman hanno il famoso calo)ma questo è solo l’inizio
di quello che sta per succedere.la partita è finita dentro lo stadio
non ci sono più tifosi della salernitana ed invece che cominciare
a farci defluire nel nostro settore la celere si schiera in assetto da
guerra e comincia a caricare senza nessun motivo(come sempre succede nelle
trasferte in terra campana).alcuni tifosi si accalcano verso l’uscita altri
come noi per cercare di essere più liberi di fuggire a quell’aggressione
rimangono nel settore ospiti.quando finisce l’ennesima carica chiedo ad
un celerino il perche nonostante la sua veneranda età (circa un
45 anni) stia menando con il manganello al contrario,la sua risposta è
tra il comico ed il surreale “non ti preoccupare figliolo quando te lo
do in testa lo rigiro”,visto il tipo decido di non provocarlo e mi allontano,
passano i minuti arriva l’ennesima carica, ancora correre per evitare il
peggio e qui perdo per un attimo di vista i miei amici e rimango isolato,quando
ad un certo punto mi sento strattonare da dietro,mi giro e vedo due guardie
che mi insultano e mi trascinano verso l’angoletto dove nessuno può
vederli e cominciano la loro opera di pestaggio,e qui succede l’inverosimile
appena questi due simpatici ragazzotti napoletani in divisa mi sferrano
i primi colpi vengono a loro volta colpiti da loro colleghi del reparto
celere di Roma i quali li apostrofano con l’appellativo di bastardi lasciatelo
stare non ha fatto niente.subito dopo il reparto celere di Roma viene richiamato
dal loro commissario per fare finalmente defluire ed io vengo tenuto là
per un po’, cerco di chiedere inutilmente spiegazioni e mi vengono chiesti
i documenti.da qui in poi succederà che farò due notti nel
carcere di salerno, mi sarà vietato di uscire dal comune di Roma
per un anno, in giugno alla fine del campionato mi verrà affibbiata
una bella diffida di un anno, per tutto l’anno successivo andrò
a subire l’umiliazione al commissariato di zona da parte dell’usciere di
turno che mi dice ”ma chi ve lo fa fare è solo un gioco”, e non
è finita perché dovrò affrontare un processo che è
arrivato ormai al terzo appello (visto che i simpatici amici che mi accusano
di lesioni aggravate,oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale non si
sono mai presentati e pensare che non li ho neanche mai visti questi due
tizi visto che in questura a salerno non c’è mai stato nessun riconoscimento,ma
dato che c’erano due policeman lievemente feriti ed un paio di ultrà
disponibili capisci no!).
Ti chiederai
perché quest’individuo che non ho neanche mai conosciuto di persona
mi viene a raccontare questa cosa a me e soprattutto dopo più di
tre anni?la risposta è che a me questa cosa ha cambiato la vita,
nel periodo successivo al 24/01/99 ho attraversato il periodo più
brutto della mia vita, ero sempre nervoso,non avevo fatto niente eppure
mi sentivo sporco sentivo di aver tradito le persone care(famiglia,ragazza
ecc.),vedevo che le persone intorno a me cambiavano,giudicavano senza sapere,amici
di famiglia che fino al giorno prima mi tessevano le lodi su come ero in
gamba nonostante la mia età, su come ero bello,bravo e buono(un
po’ come la juve) mi facevano sentire con i loro sguardi un riminale, conoscenti
(perché gli amici sono molto pochi)che mi presentavano in giro come
quello che è stato in galera(come dire hai visto che amici malandrini
che ciò),ed io che tutte le notti rivivevo quel giorno minuto per
minuto cercando di capire se il mio comportamento aveva avuto qualcosa
di sbagliato,e la risposta era sempre la stessa,NO!
Ora
grazie a tutte le persone che mi sono state vicino(famiglia,donna e amici
veri) sono tornato alla mia vita normale ed oggi quando ti ho sentito alla
radio (sono stato ospite in una trasmissione
che trattava il problema delle diffide, n.d.L.)
(ho anche telefonato per dire la mia, ma per colpa del cellulare che quando
serve non se sente mai non sono riuscito a farti capire quello che volevo
dire, e cioè che non tutti quelli che hanno avuto esperienze simili
alle mia hanno la fortuna di avere gente che gli sta vicino che gli da
una mano e dunque per loro diventa facile sentirsi una nullità sentire
che nella vita non hanno più nulla da perdere e cominciare un percorso
che come dicevi te li porterà ad avere tre quattro processi sulle
spalle senza neanche accorgersene)ho capito che era il momento giusto per
liberarmi di quello che avevo dentro,visto che è da circa due anni
che conosco il tuo sito ed è dallo stesso tempo che volevo fare
quello che solo stasera sto facendo.
Ti chiedo
scusa per lo sfogo e spero di essere stato abbastanza chiaro e ti ringrazio
per tutto quello che fai per la sud ed i suoi appartenenti.